{"id":39880,"date":"2019-11-01T21:54:23","date_gmt":"2019-11-01T20:54:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39880"},"modified":"2019-11-01T21:54:26","modified_gmt":"2019-11-01T20:54:26","slug":"racconti-nella-rete-2020-ombra-di-laura-curatola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39880","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2020 &#8220;Ombra&#8221; di Laura Curatola"},"content":{"rendered":"\n<p>Sta seduto, con le spalle ricurve, al tavolino rozzo e tarlato di quel vecchio bar.<br>\nLe mani appoggiate sulle gambe, sui pantaloni ruvidi di velluto verde, che scendono fino alle grosse scarpe nere con i lacci.<br>\nLo sguardo fisso al mare che balza, prepotente, dal vetro della finestra accanto.<br>\nGocce di pioggia rigano i vetri e scendono gi\u00f9 lente dapprima, poi sempre pi\u00f9 veloci, a rincorrersi.<br>\nAlberto guarda l&#8217;orologio al polso e sospira; un sospiro lungo, quasi un rantolo.<br>\nSi ricompone, e si fissa nella sua posizione immobile e ricurva, di sacco afflosciato.<br>\nTorna con la mente a lei, alle discussioni interminabili di notte, al rumore dello sportello della macchina che batte con un clac metallico, ai passi veloci, al battito accellerato.<br>\n&#8220;Stavolta mi tratterr\u00f2&#8221;- dice tra s\u00e8- &#8220;Non le chieder\u00f2 nulla, ascolter\u00f2 soltanto quello che ha dirmi&#8221;.<br>\nAll&#8217;improvviso l&#8217;immagine di Lisa si materializza davanti a lui, come in un flash.<br>\nAlberto sussulta, quasi impaurito.<br>\n&#8220;Siediti&#8221;- le dice spezzando il silenzio- &#8220;Ti ordino un caff\u00e8?&#8221;<br>\n&#8220;No, grazie&#8221; \u2013 risponde lei, sedendosi.<br>\nL&#8217;aria \u00e8 scossa da un fremito. Sul tavolino si \u00e8 posato un calabrone agonizzante, che scuote le ali disperatamente, cercando di non morire.<br>\nLo sguardo di Alberto \u00e8 calamitato da quel battito di ali, ma la voce della donna lo riporta alla realt\u00e0 in maniera brusca. Sente quasi una fitta al petto.<br>\n&#8220;Come stai?&#8221; &#8211; chiede lei.<br>\nCome rispondere? Come guaduare le risposte, farle scendere di tono, privarle di sentimento ? Come tacere sul vuoto che ormai lo accompagna come fosse un&#8217;ombra fedele, sulle mani sempre fredde e sui cinema senza di lei?<br>\n&#8220;Sto&#8221;- dice Alberto con un filo di voce.<br>\nLisa sfiora con la mano il suo viso; \u00e8 solo un attimo in cui il caldo delle sue dita entra in contatto con la pelle di lui, con la barba appena uscita, gi\u00e0 pungente.<br>\nE&#8217; solo un attimo, ma la pelle di Alberto si arrossa, come se avesse preso improvvisamente fuoco.<br>\nSi guardano senza parlare, mentre fuori la pioggia ingrossa.<br>\nLui coglie l&#8217;ombra che si \u00e8 disegnata sulle palpebre di Lisa e che scende fino a gi\u00f9, nera. Si chiede se questo abbia un significato, e quale possa essere.<br>\nE&#8217; lei a rompere il silenzio, e a frenare i suoi pensieri in libera fuga.<br>\n&#8220;Lo sai che quello che \u00e8 successo tra noi rester\u00e0 sempre, oltre il tempo? Sfider\u00e0 le correnti ed il flutti! Rimarr\u00e0 come questo tavolino di legno, scolpito, immutabile&#8221;.<br>\n&#8220;Si&#8221; \u2013 dice Alberto, con il viso privo di espressione e le labbra contratte, quasi in un ghigno.<br>\nNella sua mente le gambe affusolate di lei, il profumo del suo collo, la morbidezza della sua pelle. La cucina con le tazze di caff\u00e8 sporche, e le tende aperte ed i vestiti per terra.<br>\n&#8220;Non posso stare pi\u00f9 qui, lo sai! &#8220;- dice Lisa ad alta voce, quasi un urlo le scappa dalla bocca- &#8220;Ci ho provato, ma non posso.&#8221;<br>\nLui sente i suoi piedi gelarsi ed intorpidirsi. Muove un poco le dita nelle grosse scarpe, cercando di fare affluire il sangue.<br>\nGuarda fuori, gli occhi spalancati.<br>\nPiove ancora.<br>\n&#8220;Lo so&#8221;- le dice.<br>\nVorrebbe scuoterla, afferrarla, ghermirla come una bestia affamata.<br>\nLei accavalla le lunghe gambe; la gonna leggera si sposta e lascia intravedere la pelle morbida delle cosce.<br>\nLisa coglie lo sguardo di lui e si copre le ginocchia con uno scatto, allungando le mani sulla gonna, a sigillo, poi gli sorride impacciata.<br>\n&#8221; Andiamo&#8221; \u2013 dice lui \u2013 &#8220;ti accompagno alla stazione&#8221;-<br>\nSi alzano, lei mette l&#8217;impermeabile chiaro, prende l&#8217;ombrello.<br>\nEscono.<br>\nContinua  a piovere forte, grosse pozzanghere si sono create davanti all&#8217;uscio del bar.<br>\n&#8220;Vieni&#8221;- dice Alberto, porgendole la mano forte.<br>\nSi allontanano con passo veloce, scansando le pozze marroni.<br>\nDa dietro, sono solo una coppia che si tiene per mano, nella pioggia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39880\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39880\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sta seduto, con le spalle ricurve, al tavolino rozzo e tarlato di quel vecchio bar. 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