{"id":39837,"date":"2019-10-23T16:12:38","date_gmt":"2019-10-23T15:12:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39837"},"modified":"2019-10-23T16:12:40","modified_gmt":"2019-10-23T15:12:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-la-profezia-di-bruno-balloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39837","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;La profezia&#8221; di Bruno Balloni"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><\/h4>\n\n\n\n<p>Siamo sotto un violento bombardamento e la notte \u00e8 illuminata dai traccianti delle mitragliatrici e dalle esplosioni dei tiri di mortaio da diciassette centimetri. La trincea \u00e8 una palude viscida e maleodorante. Acquattato nella melma gelida non sento pi\u00f9 i piedi, la divisa \u00e8 incrostata di fango dalle ghette al bavero, la poltiglia mi ricopre mani, collo, faccia. Ne ho perfino sotto all\u2019elmetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Gand \u00e8 il maggiore. Mio fratello, somiglia a un folletto spiritato dagli occhi accesi che strabuzzano anche mentre dorme. Disordinati ciuffi gli fuoriescono dall\u2019elmetto. Sbracato e a gambe larghe accende una sigaretta senza filtro sfregando un fiammifero su unghie simili ad artigli, poi siede su un roccione e stringe il moschetto sul petto, come un bimbo spaventato e al contempo sfrontato. Ma n\u00e9 il fucile n\u00e9 Gand hanno paura. Aspettano solo di sparare e uccidere. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFai la nanna alla spingarda,\nfratello?\u00bb Sono giorni che non apro bocca, chiedo solo per ricordare il suono\ndella mia voce che riconosco appena. Quello che cerco sono conferme: sono\nancora vivo? Ho la gola secca e la sete mi assale all\u2019improvviso. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono ancora vivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gand slinguazza la canna della\nspingarda con fare osceno. \u00abSe ne avr\u00f2 cura, lui far\u00e0 altrettanto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 tutto quello che ha da dirmi. Non so quanti uomini abbia ammazzato. Se\ncento o nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>In trincea c\u2019\u00e8 anche mio fratello Vinicio, il pi\u00f9 piccolo, il pi\u00f9\nspaventato. Accucciato sulla bisaccia tira su con il naso. \u00c8 congestionato da\ngiorni, sottopeso, il viso smunto e una rada peluria. Ha un aspetto esanime e\ndei tre \u00e8 il pi\u00f9 morto che vivo. Si esprime a fatica e spesso \u00e8 silente ed\nevasivo. Ho paura che un giorno o l\u2019altro si spari un colpo in bocca.<\/p>\n\n\n\n<p>Io faccio quello che devo. Sparo a tutto quello che riverbera sulla\ntrincea. Il tenente ha ordinato di far fuoco anche sui moribondi. Amici o\nnemici, quella mota rende i corpi smembrati tutti uguali. Do una sventagliata\ndi carabina per coprire le grida strazianti che odo da lontano; le urla di\ndolore non hanno idioma, parlano la stessa lingua, e se il nemico di l\u00e0 dalla\ntrincea mormora preghiere a denti stretti, noi non lo sentiamo. N\u00e9 ce ne\ncuriamo. \u00abMorite in silenzio!\u00bb Accompagno la mia esclamazione con una roboante\nbestemmia e rido e subito dopo piango\u2026 prima di questo inferno non avevo mai\nbestemmiato\u2026 prima <\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 <em>Sergente Giona!<\/em> \u2013 Il tenentino. <\/p>\n\n\n\n<p>Alza la voce, \u00e8 il massimo che\nriesce a fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi comanda di riorganizzare le\ntruppe, un bombardamento tanto intenso precede sempre un assalto. C\u2019era bisogno\ndi lui per scoprirlo. Il tenente \u00e8 arrivato la settimana scorsa con la divisa\nimmacolata, impeccabili guanti in morbida pelle di vitello e la erre moscia. Viso\nimberbe e capelli profumati di brillantina. Tutti si domandano come faccia a\nmuoversi per il campo senza imbrattare la magnifica uniforme. Non che si veda\nspesso in giro, se ne sta sempre rintanato nella casamatta che lascia solo per raggiungere le latrine ogni volta\nche arriva un portaordini. <\/p>\n\n\n\n<p>Gand mi fa un cenno. Le dita appena\nvisibili che fuoriescono dai guanti laceri. Beve grappa dalla borraccia, la\nbutta gi\u00f9 come acqua di fonte e sghignazza. Bercia che il tenente si caga\naddosso all\u2019idea che dallo Stato Maggiore giunga l\u2019ordine di lanciare un\ncontrattacco. \u00abConiglio di un ufficiale\u00bb, brontola rauco, e beve un altro sorso\ndi cordiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per le reclute e i novellini noi\ntre fratelli siamo <em>I Veterani<\/em>. Altri\nci chiamano <em>I Tre Moschettieri<\/em>. Siamo\nsopravvissuti a non si sa quanti assalti alla baionetta. Su queste vette dure e\nspazzate da gelido nevischio <em>Siamo\nLeggenda<\/em>. Si \u00e8 sparsa la voce che portiamo fortuna e i commilitoni fanno di\ntutto per restarci vicino. Nessuna paura della morte, se prima di attaccare ci\nfacciamo forza ubriachi di acquavite che ci brucia in corpo, mentre sbilenchi\nandiamo incontro al sibilare di proiettili e granate. Il coraggio \u00e8 degli\naudaci e la sfrontatezza per chi beve troppo. <\/p>\n\n\n\n<p>Ancora bombe sulla testa.\nRiprendiamo fiato scaraventati nei crateri scavati dall\u2019artiglieria che presto\nsi riempiono di una fanghiglia melmosa che puzza di latrina e ti risucchia come\nsabbie mobili. Cerchiamo le ultime stille di coraggio e di nuovo bracchiamo\nl\u2019ignoto inciampando sui cadaveri o su quanto resta di loro. Un\u2019altra robusta\nsorsata di cordiale e insensibili ridiamo sguaiatamente dei nostri compagni\ndilaniati dal fuoco delle mitragliatrici. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Nemico<\/em>:\ntu stai al di l\u00e0 della barricata e stiamo venendo a prenderti. <\/p>\n\n\n\n<p>Anche oggi vi abbiamo combattuto\ncon coraggio. Abbiamo osato e vi abbiamo sconfitto.<\/p>\n\n\n\n<p>I tre moschettieri e i loro\ncommilitoni hanno vinto. <\/p>\n\n\n\n<p>Guadagnato duecentocinquanta metri\ne perso centoventisei uomini.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso \u00e8 sera ed \u00e8 ora di\nrientrare. <\/p>\n\n\n\n<p>Gand.<\/p>\n\n\n\n<p>Tobia. <\/p>\n\n\n\n<p>Vinicio. <\/p>\n\n\n\n<p>I fratelli Giona.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre uno fianco all\u2019altro. Ecco\nrientrare i veterani. Dei neri spauracchi sghembi con il moschetto a tracolla\nche ricurvi reclamano scatolame ghiacciato e carne secca. A pancia piena, piegati\ncome animali raccolti attorno al tepore del fuoco, passiamo olio di lino alle\nmaleodoranti piaghe suppuranti, alle mani scorticate e fibrose, dure come\ncorteccia, e a piante di piedi livide e martoriate quanto quelle del Cristo\nsulla croce. <\/p>\n\n\n\n<p>Con quel cielo ultraterreno che ci\nsoverchia, Gand mi scruta con l\u2019elmetto calato sugli occhi. <\/p>\n\n\n\n<p>Si accende un toscano rimediato chiss\u00e0 dove. \u00abOra tocca <em>a lui<\/em>\u00bb, bisbiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChiamalo col suo nome\u00bb, gli fa eco\nVinicio, flebile. Si \u00e8 slacciato il colletto infeltrito e con la baionetta si\nscortica il collo e la barba infestata dai parassiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Io abbraccio il moschetto e\nrispondo per bocca di Gand. \u00abTocca al <em>Nemico<\/em>.\nSta a lui adesso venire a farsi massacrare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Gand ride, gli occhi sono spiritati\n\u00abS\u00ec fratello, ma questa volta moriremo ed io sar\u00f2 il primo ad andarmene, ma\nneppure me ne accorger\u00f2.\u00bb <\/p>\n\n\n\n<p>Un innaturale e spaventoso,\nterrificante silenzio cala dopo le sue parole \u00abChe cazzo dici fratello! Noi\nsiamo Leggenda, gli immortali fratelli Giona.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Vinicio piange a dirotto e trema\ncome una foglia, quasi come se la gelida mano della morte lo avesse\naccarezzato, Gand mi si avvicina \u00abNon avere paura di morire, non cambier\u00e0\nnulla, passeremo solo dall\u2019inferno dei vivi all\u2019inferno dei morti.\u00bb&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Inizia a piovere e violenti scrosci\nd\u2019acqua mi mondano il viso dalle sozzure della guerra. Gand e Vinicio si\nallontanano dal fuoco agonizzante e tratteggiano due ombre scure in cerca di\nriparo. Resto l\u00ec finch\u00e9 qualcosa di grosso e viscido mi si arrampica sulle\ngambe in un guizzare ripugnante, poi una seconda irsuta creatura mi percorre il\nbraccio scambiandolo per una mulattiera di transito. I topi prendono possesso\ndei bunker. <\/p>\n\n\n\n<p>Adesso le esplosioni sono sempre\npi\u00f9 forti. <\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019improvviso un sibilo\ninterminabile, sempre pi\u00f9 forte, \u00e8 l\u2019istinto che dice di gettarmi a terra, la\nfaccia immersa nel fango un attimo prima che il cielo esploda. L\u2019aria si fa\nrovente mentre il suolo trema dalle viscere ed erutta odore di terra fresca, di\ntela e carne bruciata, alzo lo sguardo e tutt\u2019intorno ci sono pezzi di cranio,\npezzi di faccia, pezzi di mio fratello Gand mentre la pioggia si \u00e8 tinta di\nsangue. Ora tutto tace, fisso alcuni secondi il volto dilaniato e abbrustolito\ndi mio fratello, la granata \u00e8 scoppiata dietro la prima ansa della trincea,\ncinquanta metri da dove mi trovo io, con Gand c\u2019era Vinicio. Tra odore di pirite,\nacciaio rovente e rivoli di sangue che mi colano sul viso, struscio nel fango alla\nricerca del mio fratellino.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono uno spirito che vaga nel\nsilenzio. <\/p>\n\n\n\n<p>Niente pi\u00f9 esplosioni, niente pi\u00f9\nfuoco nemico. <\/p>\n\n\n\n<p>I mortai tacciono.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAlle mitragliatrici!\u00bb Un comando strillato\nda un punto indistinto del fronte e mi trovo a correre verso i mitraglieri.\nSono ai loro posti, scattano gli otturatori. Ci affacciamo dalle feritoie,\nfacciamo capolino dai sacchi di sabbia a baionetta innestata. Mi fermo a\nosservarla: la punta \u00e8 acuminata come un punteruolo. La baionetta non taglia,\npenetra e affonda fino al manico. La lama \u00e8 solcata da scanalature per far\ndefluire il sangue che sprizza dal buco d\u2019ingresso. La prima volta non pensavo\npotesse penetrare nel corpo di un uomo e lo feci con forza. Per estrarre la\ncanna del fucile squartai quell\u2019uomo come avevo visto fare dal mastro macellaio\nnelle feste di piazza da bambino. Il macellaio mi riporta alla mente il corpo\nmaciullato di Gand e la sua profezia.<\/p>\n\n\n\n<p>Gand \u00e8 morto. <\/p>\n\n\n\n<p>A nord della trincea echeggia un\nurlo: \u00ab<em>Gas!<\/em>\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Prendo un pezzo di pane raffermo\ndalla bisaccia, lo bagno in una pozzanghera e lo ficco in bocca, estraggo il\nfazzoletto di tasca e me lo tengo stretto sul naso; si dice filtri il veleno. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo scoprir\u00f2 tra poco.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrutiamo la barriera di filo\nspinato. Tra poco arriveranno i guastatori per cercare di farla saltare, a\nseguire le urla di un assalto che per molti sar\u00e0 l\u2019ultima corsa della loro\nvita. Ecco che gi\u00e0 i miei compagni si allontanano ed \u00e8 solo allora che la vedo.\n<em>Che la vedo davvero.<\/em> Dal filo spinato\navanza una densa foschia spumosa e biancastra. Mi sono distratto, ho\ndimenticato Vinicio, ma il sangue chiama, mi volto e vedo un\u2019ombra farsi largo\nnella trincea, barcollante e nerastra. Si avvicina e mi osserva con occhi\nvitrei. Infine lo riconosco: \u00e8 Vinicio. Si ferma a un passo da me, rigido come\nsugli attenti. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVinicio\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Con fare lento rotea il volto sul\nquale \u00e8 impresso una folle meraviglia. Pare spaesato, come ammaliato dal suono\ndi una voce familiare. Le labbra sono due esangui strisce grigio cenere che\nvorrebbero disegnare un sorriso. Tossisce. Sputa sangue e un pezzo di polmone\ntra spasmi violenti e un bolo rossastro e bollente. Poi avverto un fetore\nindicibile e le vedo: le intestina, a ciondolargli dal ventre. Vorrei tirarmi\nsu, ma il fango mi immobilizza e cado ai suoi piedi. <\/p>\n\n\n\n<p>Un altro scoppio di mortaio e poi\nun boato enorme.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Aiuto\u2026\u00bb<\/em> sibilo. <\/p>\n\n\n\n<p>Avverto una mano cresposa e\nincrostata di fango che mi carezza il volto, poi qualcosa di caldo\nmaleodorante. Vinicio, per carezzarmi ha lasciato andare il suo fardello \u00abNon\nvoglio andare all\u2019inferno.\u00bb Strabuzza gli occhi e crolla su di me. Sono inerme\ne intrappolato dalla coltre di fango. Mio fratello collassa nella foschia\nspumosa che ci avvolge. Per anni il mondo dei tre moschettieri \u00e8 stato la\ntrincea. Gand \u00e8 andato, Vinicio \u00e8 morto e le sue membra premono su di me. <\/p>\n\n\n\n<p>La profezia di Gand.<\/p>\n\n\n\n<p>Da lontano odo delle voci. Pi\u00f9 che\nvoci urla. Qualcuno grida che la guerra \u00e8 vinta e che ha vinto la libert\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Il pensiero della libert\u00e0 mi\nterrorizza, \u00e8 per questo che ho combattuto? <\/p>\n\n\n\n<p>Le urla si fanno sempre pi\u00f9 vicine,\n<em>la guerra \u00e8 finita, \u00e8 finita, viva la libert\u00e0!<\/em>\nIl peso di Vinicio mi spinge sempre pi\u00f9 in basso tra le sabbie mobili originate\ndai colpi dei mortai. Dovrei lottare per libere le gambe oramai inghiottite\nfino alle giberne. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma\nperch\u00e9 dovrei?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A destra sento urla di gioia, urla\nnobili dalla erre moscia. mi volto e come folgorato da una visione trovo il\nmotivo per il quale lottare. <\/p>\n\n\n\n<p>Adagio il corpo di Vinicio a terra,\nmi puntello sui suoi resti che affondano nel pantano e a fatica esco dalla\nmelma che mi aveva imprigionato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il filo spinato, le mitragliatrici\ne i bunker semidistrutti. Sono la mia casa. Non abbandoner\u00f2 questo luogo. Non\nabbandoner\u00f2 i miei fratelli. Qua mi sento al sicuro. Ne conosco le regole. <\/p>\n\n\n\n<p>Sul terrapieno il tenente dalla\ndivisa immacolata spara in aria col suo revolver dal calcio in madreperla, i\nprimi colpi di tutta la dannata guerra e urla di gioia, urla in francese <em>\u201cVictoire\u201d<\/em> perch\u00e9 lui \u00e8 nobile. Mi sono\nsempre chiesto se sia vero che hanno il sangue blu.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi avvicino e si accorge che ci\nsono a causa della mia puzza. Un manichino di fango e sangue nel quale si\nvedono solo le pupille bianche. Il suo sguardo perplesso dura un attimo, il\ntempo di far spazio al terrore, non \u00e8 stupido il nobile, ha capito tutto, ha\nvisto la canna del mio moschetto puntata su di lui. <\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019entra un cazzo, \u00e8 un povero\ncristo pure lui ma pagher\u00e0 per il suo Re, per chi gioca con la guerra e per chi\nha ammazzato i miei fratelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Il proiettile lo colpisce al petto,\ngli occhi sbarrati per la sorpresa perdono in un istante la luce della vita.\nFinalmente la sua divisa non \u00e8 pi\u00f9 linda, adesso una macchia scura si espande\npiano ma inesorabile sul torace macchiandogliela per sempre. Crolla con la\nfaccia nel fango, ai miei piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>No, i nobili hanno il sangue rosso\ncome gli operai, i contadini e i figli di puttana come me.<\/p>\n\n\n\n<p>Intorno a me la gioia fanciullesca\ndi chi si \u00e8 finalmente reso conto di essere sopravvissuto. Nessuno si cura di\nme.<\/p>\n\n\n\n<p>Con calma ricarico il mio\nmoschetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Appoggio il calcio a terra.<\/p>\n\n\n\n<p>La canna in bocca.\n\nChe la profezia si realizzi.\n\n\n\n<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39837\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39837\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo sotto un violento bombardamento e la notte \u00e8 illuminata dai traccianti delle mitragliatrici e dalle esplosioni dei tiri di mortaio da diciassette centimetri. 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