{"id":3981,"date":"2010-05-27T10:38:30","date_gmt":"2010-05-27T09:38:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3981"},"modified":"2010-05-27T10:38:30","modified_gmt":"2010-05-27T09:38:30","slug":"se-non-puoi-batterli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3981","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Se non puoi batterli&#8221; di Marco Parlato"},"content":{"rendered":"<p>Il sole era tramontato da un\u2019ora, concedendo alla luna il dominio del limpido cielo estivo.<br \/>\nMauro era solo in casa, i suoi erano partiti per una vacanza di due settimane. Gli piaceva stare per conto suo, nella pigrizia totale. Pranzare in mutande, rimandare di qualche giorno il lavaggio dei piatti. Vivere con lentezza.<br \/>\nGli amici non si erano fatti sentire. Aveva scaldato sul fuoco un petto di pollo e si era condito un piatto d\u2019insalata, indulgendo troppo con l\u2019aceto di mela.<br \/>\nStava affettando la carne quando alz\u00f2 lo sguardo al soffitto, senza motivo. Vide due minuscoli moscerini stazionare accanto all\u2019attaccatura del lampadario. Mosche in miniatura, immobili e silenziose.<br \/>\nContinu\u00f2 a cenare, facendo zapping in tv. Li avrebbe eliminati con un colpo di straccio, dopo essere salito sulla sedia. Un metodo veloce per liberarsi degli insetti, forse attirati dai piatti sporchi nel lavello.<br \/>\nLa staffilata fu rapida e imprecisa. Un moscerino svolazz\u00f2 in tondo, evitandola, l\u2019altro spar\u00ec. Forse l\u2019aveva preso. Non diede molta importanza alla cosa, sparecchi\u00f2 e lav\u00f2 tutto. Mentre stava per lasciare la cucina, not\u00f2 un movimento sul soffitto. Non aveva voglia di eliminare altri insetti, ci avrebbe pensato la mattina dopo. Pi\u00f9 probabilmente sarebbero andati via appena aperto il balcone. Spense la luce e chiuse la porta.<br \/>\nPass\u00f2 la serata su internet. Si era iscritto alla versione gratuita di un gioco di ruolo online. Fece raggiungere al suo personaggio un livello che riteneva soddisfacente, spense il pc e si mise a letto. Gi\u00e0 pensava all\u2019indomani, agli amici da sentire per andare al mare e all\u2019organizzazione di una serata pi\u00f9 movimentata di quella appena trascorsa.<br \/>\nIl sole estivo lo costringeva ad alzarsi presto. Sorgeva di fronte alla finestra e trasformava la camera in un forno insostenibile.<br \/>\nDistolse lo sguardo dalla caffettiera fumante. C\u2019erano quattro moscerini sul soffitto. Altri due disegnavano traiettorie curve per la cucina.<br \/>\nControll\u00f2 la frutta, il frigo, le credenze. Nulla di scaduto o da eliminare. Intanto gli intrusi aumentavano. Corse nel ripostiglio dove trov\u00f2 due bombolette d\u2019insetticida. Una era leggerissima, probabilmente non c\u2019era pi\u00f9 liquido all\u2019interno. Torn\u00f2 con la seconda, di cui la ruggine aveva strisciato la superficie colorata, puntata in avanti. Premette la pipetta che cadde miseramente sul pavimento, seguita da una piccola molla. Gli scapp\u00f2 una bestemmia.<br \/>\nSquill\u00f2 il cellulare, era un suo amico. Mentre si metteva d\u2019accordo per andare in spiaggia, scrutava i movimenti e le posizioni dei minuscoli invertebrati. Si sentiva osservato. Raccolse i resti della bomboletta arrugginita e li butt\u00f2. Ne aveva gi\u00e0 abbastanza. Il pensiero di stare in una stanza con quegli esserini gli provocava un senso di ribrezzo.<br \/>\nIndoss\u00f2 il costume e usc\u00ec, promettendo agli ospiti indesiderati che sarebbe tornato con una sorpresina.<br \/>\nTrascorse l\u2019intera giornata al mare, rientrando al tramonto.<br \/>\nChiuse la porta dietro di s\u00e9 e sfoder\u00f2 un insetticida nuovo di zecca. Corse in cucina agitando la bomboletta. Si ritrov\u00f2 davanti a una vera e propria invasione. File di moscerini sugli stipi, gruppetti intenti a scalare i vetri del balcone e la solita squadra di ricognizione sul soffitto. Mir\u00f2 verso ogni raggruppamento e nebulizz\u00f2 quanto pi\u00f9 veleno pot\u00e9. Isol\u00f2 la cucina dal resto della casa. Sarebbe tornato dopo una mezz\u2019ora a controllare l\u2019esito dell\u2019attacco e ad aprire il balcone per far arieggiare.<br \/>\nAveva funzionato. Le mura, i vetri e i mobili erano sgombri. Per terra erano visibili alcuni insetti stecchiti. Apr\u00ec il balcone. L\u2019aria fresca della sera accolse l\u2019odore acido e pungente, dissolvendolo.<br \/>\nSi fece una doccia trionfante e usc\u00ec. Quando rientr\u00f2 a notte inoltrata, si butt\u00f2 sul letto, concedendo solo un veloce sguardo alla porta della cucina al buio.<br \/>\nFu amaramente sorpreso quando la mattina dopo scopr\u00ec che erano tornati. Sembravano anche di pi\u00f9. Ripet\u00e9 l\u2019operazione di sterminio. Premeva con foga, bombardando di gas i puntini neri aggrediti da ventate velenose.<br \/>\nOttenne lo stesso risultato. Pass\u00f2 l\u2019aspirapolvere e lav\u00f2 il pavimento. Si guard\u00f2 intorno soddisfatto. Diede un paio di spruzzi precauzionali, cos\u00ec li battezz\u00f2 ad alta voce.<br \/>\nGli sembrava ridicolo parlare con gli amici del problema casalingo, inoltre non lo considerava un argomento interessante. Non al pari del calcio, delle ragazze e dell\u2019esame di maturit\u00e0 che avrebbero dovuto affrontare entro un anno.<br \/>\nAncora il sole come sveglia naturale, la caffettiera e loro. Iniziava a odiarli. Setacci\u00f2 il balcone, in cerca di un nido. Non aveva idea di come nascessero, n\u00e9 di come fosse una colonia. Poi not\u00f2 una tripletta volante raggiungere la vetta dello stipo posto sopra i fornelli. Prese lo scaletto metallico e sal\u00ec impugnando l\u2019insetticida. Raggiunta la superficie di legno, macchiata dall\u2019umidit\u00e0 e dalla sporcizia accumulata negli anni, si ritrov\u00f2 davanti a un esercito.<br \/>\nAlcuni erano in disparte. Svolazzavano incrociandosi e roteando su se stessi. Li nomin\u00f2 aviatori. In primo piano aveva un gruppo disposto in cerchio, i cui elementi sembravano confabulare tra loro. Si avvicin\u00f2, indugiando con la bomboletta. Li osserv\u00f2 sfregare le zampe anteriori e fare passetti rapidi e nervosi. Ogni tanto ne arrivava uno che si univa al rituale. Pass\u00f2 veloce una mosca. Era pi\u00f9 grande di dimensione e ronzava rumorosamente, a differenza dei piccoli. Rote\u00f2 sul gruppetto, poi pass\u00f2 accanto agli aviatori e scapp\u00f2 via, fuori dal balcone dal quale era entrata all\u2019improvviso.<br \/>\nSulla destra si fece avanti una coppia.\u00a0 Si ferm\u00f2 a poca distanza dal viso di Mauro. Come gli altri, i due non sembravano affatto preoccupati della sua presenza.<br \/>\nIl ragazzo fiss\u00f2 gli occhietti minuscoli e simmetrici. Avrebbe potuto sterminarli con una spruzzata copiosa, ma sarebbero tornati. L\u2019avrebbero fatto eccome, lo leggeva in quei puntini bianchi dai quali lo scrutavano. Schifosi nanerottoli, non li avrebbe mai sconfitti.<\/p>\n<p>Per quanto i luoghi della vacanza possano essere accoglienti e rilassanti, varcare la soglia della propria abitazione restituisce una serenit\u00e0 che non sfigura rispetto alla breve vita da turista.<br \/>\nL\u2019uomo e la donna rimasero sorpresi dal disordine e dalla sporcizia in salotto. Lei, sdegnata, rimprover\u00f2 il marito di non aver educato abbastanza il figlio, come se avesse dovuto farlo da solo. L\u2019uomo era dispiaciuto per un ritorno tanto traumatico, ma aveva gi\u00e0 in mente il discorsetto da fare circa le feste organizzate in assenza dei genitori.<br \/>\nChiamarono Mauro a voce alta, senza ricevere risposta. Lo cercarono in camera da letto, in bagno. Lasciarono per ultima la cucina.<br \/>\nIl frigo era aperto. Gli alimenti erano sparpagliati sul pavimento, alcuni gocciolanti. La donna url\u00f2 spaventata alla vista della massa nera d\u2019insetti, diventati i dominatori della stanza. Erano ovunque, centinaia e centinaia di minuscoli corpicini nevrotici.<br \/>\nSentirono un rumore provenire dall\u2019angolo. Il marito fece da scudo alla donna. Si avvicinarono tenendosi per mano.<br \/>\nA terra dietro il tavolo, Mauro, in costume, stava sgranocchiando del pane raffermo, portandoselo alla bocca con scatti brevi e rigidi. Batteva i denti come se fosse attraversato dalla corrente elettrica. Si volt\u00f2 verso i genitori. Le pupille erano dilatate, lo sguardo inespressivo. Gir\u00f2 a quattro zampe intorno alle gambe dei genitori immobili e impauriti. Strofin\u00f2 un braccio sull\u2019altro e balz\u00f2 contro il balcone chiuso. Sbatt\u00e9 con violenza cadendo all\u2019indietro. Si rialz\u00f2 silenzioso e si appoggi\u00f2 al vetro scrutando l\u2019esterno, insieme agli altri compagni che scalavano la superficie trasparente.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3981\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3981\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sole era tramontato da un\u2019ora, concedendo alla luna il dominio del limpido cielo estivo. 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