{"id":3979,"date":"2010-05-25T18:25:27","date_gmt":"2010-05-25T17:25:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3979"},"modified":"2010-05-25T18:25:27","modified_gmt":"2010-05-25T17:25:27","slug":"la-gente-dal-tardo-riflesso-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3979","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;La gente dal tardo riflesso&#8221; di Massimo Cerina"},"content":{"rendered":"<p>Ancora un\u2019altra notte passata davanti ad una finestra. Piove. Un\u2019acquerugiola dappoco che lascia scivolare sui vetri minuscole gocce apparentemente mosse dal caso. Da bambino amavo far correre la fantasia individuando in quelle tracce d\u2019acqua profili di persone o cose; oggi, invece, quelle scie mi appaiono del tutto occasionali ed incapaci di risvegliarmi qualsiasi immaginazione. Quello che riesco a vedere attraverso i vetri sono solo le presuntuose certezze di chi ha pensato di giustificarsi le colpe commesse semplicemente indossando una maschera. Quante volte ci hanno spiegato che dobbiamo considerarci delle persone fortunate perch\u00e9 viviamo in una societ\u00e0 perfetta: un meccanismo ben congegnato dove quello che importa \u00e8 sapere quanto e cosa si deve produrre. A tanti stava bene cos\u00ec mentre noi due, invece, non ce l\u2019abbiamo fatta a nasconderci l&#8217;anima dietro il pesante scudo della imperscrutabilit\u00e0. Scegliere di andare da un\u2019altra parte; semplicemente ammettere che si \u00e8 cambiato idea e che si vuole tendere la propria mano per stringerne un\u2019altra e non per afferrare dei soldi. Provare a parlare anche con una sola di quelle persone che oggi tutti sfuggono. Provarci prima che coloro che senti correre su per le scale, sfondino la porta e ti portino via.<br \/>\nE cos\u00ec, un giorno apparentemente uguale a tutti gli altri giorni, abbiamo entrambi deciso di metterci alle spalle questa societ\u00e0 perfetta lasciando che i nostri cuori diventassero clandestini, zingari, barboni, emarginati, handicappati, disoccupati, deviati, malfattori, dei pericoli per la societ\u00e0. E da allora sentiamo il vento soffiare ed \u00e8 freddo, tanto gelido da tagliarci in due l\u2019anima&#8230;<br \/>\nInterrompo i miei pensieri e mi volto verso di te; ti guardo e con malinconica nostalgia sorrido al ricordo di noi due. Alle tue parole, quella volta&#8230;<br \/>\n&#8220;Ma \u00e8 vero che hai fatto il Liceo Classico?\u201d<br \/>\n\u201cS\u00ec, e con questo?\u201d<br \/>\n\u201cUno che ha fatto il Classico cosa ci fa assieme ad una disperata come me?\u201d<br \/>\nCome se la disperazione fosse una questione di titolo di studio. Come se Sorella Solitudine ti sottoponga ad una prova di cultura prima di bussare alla tua porta.<br \/>\n\u201cPerch\u00e9 preferisco la gente complicata, timida e respinta piuttosto che quella monotona e falsamente sicura di s\u00e9 che mille volte al giorno ti ripete che devi credere nel successo e nel potere\u201d.<br \/>\nGli sguardi che si compenetrano, le mani che si toccano, \u201cla tua voce come l\u2019eco delle sirene di Ulisse mi incatena ed \u00e8 bellissimo perdersi in questo incantesimo&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Quante cose sono cambiate da allora. Quante volte siamo andati in una stazione qualsiasi in attesa di un treno qualsiasi; in quanti cinema di periferia ci siamo rintanati senza neppure conoscere il titolo del film che stavano dando\u2026 e sempre siamo tornati indietro, scoprendoci ogni volta pi\u00f9 vecchi.<br \/>\nOggi la tua esistenza \u00e8 una stanza sempre pi\u00f9 spoglia. Lentamente la stai svuotando perch\u00e9 sei diventata preda di chi \u00e8 riuscito a farti credere che basta infilarsi un ago nelle vene per dare corpo ai tuoi sogni ed eliminare ogni preoccupazione. Lo avevi compreso anche tu &#8211; ricordi? &#8211; quella volta che in preda ad una crisi sentisti di scivolare irrimediabilmente sul fondo. \u201cPerch\u00e9 non finirla? &#8211; mi avevi chiesto &#8211; Perch\u00e9 non lasciarci per sempre alle spalle questo teatro dalle quinte di ghiaccio?\u201d<br \/>\nGi\u00e0, perch\u00e9 non farlo?<br \/>\nPovera vita, povero cuore. Fa freddo, la pioggia si \u00e8 fatta pi\u00f9 fitta ed i nostri animi roteano vorticosamente sbattendo contro umide e spoglie pareti; sabbie mobili nelle quali affondi trascinandomi con te. L\u2019acqua melmosa continua a salire e nessuno riesce a fermarla, neppure noi. Sei ormai diventata schiava di quei ladri di tempo che non si tirano indietro davanti a nulla. Non prendere quella roba, lo si vede ad occhio nudo che \u00e8 tagliata male, che ti uccider\u00e0. Non scegliere di scendere, continua a girare. Anche se tutto ci appare senza senso&#8230;<br \/>\nHo deciso, trover\u00f2 il tuo silenzioso carnefice ed anche se ho le tasche vuote mi far\u00f2 dare ci\u00f2 che ti serve.<br \/>\n*<br \/>\nAllora \u00e8 questa la scena: una stazione e dentro questa stazione un cesso cos\u00ec squallido e sporco da rispecchiare fedelmente la personalit\u00e0 di chi lo frequenta per spacciarvi morte. Il resto \u00e8 solo faccia cattiva, voci sempre pi\u00f9 concitate, minacce, pugni agitati sotto il naso, mani che stringono la gola. Alla fine, per\u00f2, ho quello che volevo e me ne vado via dimenticando chi mi sono lasciato alle spalle. Che strano, penso, tanti drammi, dolori, sofferenze, tante lacrime e tutto per colpa di questi infinitamente piccoli granelli di polvere bianca racchiusi nella carta stagnola.<br \/>\nPossibile che nessuno faccia qualcosa? Per\u00f2, se davvero il dolore degli ultimi riuscisse a penetrare le nuvole raggiungendo le orecchie di chi abita lass\u00f9, allora neanche lui, che pure ne ha dovute vedere di cattiverie, neppure lui rimarrebbe insensibile. Budda&#8230; ecco s\u00ec mi immagino un Budda grasso, immobile, senza et\u00e0 e sereno. D\u2019improvviso il suo divino orecchio capta un lamento talmente commovente da riuscire a fargli perdere la serenit\u00e0. Guardatelo? Ha lievemente chinato il capo e sulla sua guancia scende una lacrima. Una impalpabile lacrima, talmente leggera, eterea, cristallina da essere quasi invisibile. Quanto \u00e8 diversa dalle lacrime pesanti di noi umani, eppure quanto uguale nel rappresentare un dolore. Dolore per chi ormai non pu\u00f2 tornare pi\u00f9 indietro.<br \/>\nDove stiamo andando amica mia? Guardati intorno, non vedi quante persone corrono di qua e di l\u00e0 senza neppure capire il senso di questo loro perdersi? Se la vita \u00e8 una luce abbagliante che illumina la notte, allora noi siamo della gente su cui questa luce tarda a riflettersi. Siamo la gente dal tardo riflesso, gente per cui non vale la pena fermarsi ad ascoltare ci\u00f2 che vorrebbe dirvi.<br \/>\nE\u2019 a te che va il mio pensiero. Per te, amica mia, brucerei il mondo; per te scaraventerei in cielo questa societ\u00e0 e tutta la sua perfezione&#8230;<br \/>\nAll\u2019improvviso sento alle mie spalle come uno spostamento d\u2019aria e provo un dolore fortissimo. Serro i denti, quasi fino a spaccarmeli. La mia schiena \u00e8 come se venisse azzannata e mi sembra che un chirurgo pazzo voglia estrarmi un polmone senza alcuna anestesia. Dolore, sofferenza, strazio. Il cervello si spegne ed un pesante velo rosso mi scende sugli occhi. Maledetto non mi hai lasciato andare, non hai compreso perch\u00e9 lo avevo fatto&#8230; ma se pensi di averla vinta hai sbagliato, perch\u00e9 anch\u2019io ho un coltello. Mentre fruga rabbiosamente nelle mie tasche, lo colpisco infilandogli nel cuore tutti i due palmi della mia lama. Vedo cadere ai miei piedi il venditore di morte, solo allora mi alzo e me ne vado, dandogli un arrivederci nell\u2019eternit\u00e0.<br \/>\nBarcollo, sputo per terra una grande macchia rossa e scura; mi dirigo verso l\u2019uscita, non devo cadere, devo farcela. Mi viene incontro un ometto insignificante che strabuzza gli occhi vedendo il mio viso pallidissimo. Trovo la forza di prendergli la testa tra le mie mani e sussurrargli: \u201cSe chiami la televisione prima della polizia, diventerai famoso\u2026\u201d<br \/>\nNon devo cadere, devo ritornare a casa tua. Il vento&#8230; capisco che devo essere pi\u00f9 veloce del vento perch\u00e9 lui ti porterebbe la notizia della mia morte ed allora prenderesti la decisione di finire definitivamente la commedia. Tutto \u00e8 buio e confuso ai miei occhi, le persone mi appaiono come ombre sottili. Vedo distintamente solo il mio motorino, faccio appello a tutte le mie forze, lo metto in moto e corro, corro, corro verso casa. Devo arrivare prima del vento. Perch\u00e9 se fosse lui ad anticiparmi allora le tue vene comincerebbero a bruciare. Affondare velocemente, risalire lentamente, volare, precipitare, urlare, ammutolire, roteare vorticosamente, perdersi senza mai pi\u00f9 ritrovarsi. Brucia uomo brucia, scuotiti, dimenati, su, su, su,\u00a0 gi\u00f9, gi\u00f9, gi\u00f9. Brucia donna brucia, brucia bru&#8230;bru&#8230;bru&#8230;.<br \/>\nSalgo le scale, il dolore \u00e8 sempre pi\u00f9 forte, mi sembra di essere una bottiglia che lentamente sta perdendo il suo contenuto. Entro e ti vedo, te ne stai delicatamente appoggiata al bordo del letto, gentile ed eterea anche adesso che non ce ne sarebbe affatto bisogno. Mi lascio scivolare lentamente per terra, non provo pi\u00f9 alcun dolore fisico eppure il peso che grava dentro di me \u00e8 ancor pi\u00f9 insopportabile. Con chi parler\u00f2 ora? Con chi potr\u00f2 essere quello che realmente sono? Dove sei andata amica mia?<br \/>\nChiss\u00e0 se ora stai meglio?<br \/>\nFuori il vento soffia forte, sar\u00e0 forse quel vento che annuncia l\u2019arrivo del giorno che abbiamo sempre sognato? Noi comunque non ci saremo.<br \/>\nE\u2019 una notte abbagliante per la gente dal tardo riflesso.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3979\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3979\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora un\u2019altra notte passata davanti ad una finestra. 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