{"id":3974,"date":"2010-05-27T10:35:34","date_gmt":"2010-05-27T09:35:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3974"},"modified":"2010-06-01T15:52:28","modified_gmt":"2010-06-01T14:52:28","slug":"la-vendetta-di-pallemosce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3974","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;La rivincita di Pallemosce&#8221;di Raul Alvarez"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: left;\">\n<p class=\"MsoNormal\"><em><\/em><\/p>\n<p>Quando le comunicarono l\u2019esito degli esami, le lacrime di mia madre inondarono la casa. Per giorni e giorni and\u00f2 in giro con due occhi gonfi e un intercalare di singhiozzi che parevano i rintocchi di una campana a morto. Ora il futuro le appariva incerto. Davanti a me si sforzava a mostrarsi tranquilla, ma l\u2019inquietitudine le si era impressa sul volto.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\">\n<p class=\"MsoBodyText\">\u201cAbbiamo fatto di tutto per salvarlo ma \u00e8 stato impossibile. Suo figlio dovr\u00e0 ripetere l\u2019anno\u201d le aveva detto suor Veneranda con aria di costernazione.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Quella bocciatura fu accolta in casa come una deflagrazione. Nei giorni che seguirono fu un via vai di sguardi catatonici, di silenzi labirintici e un plateale smarrimento. La mia autostima ebbe il tracollo e indebol\u00ec il sistema immunitario. Da allora bastava un colpo d\u2019aria, e mi ritrovavo a letto con un febbrone da cavallo e due tonsille grandi come melanzane. Questo avvenne dopo. Ma cominciamo dall\u2019inizio.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Per me la scuola \u00e8 sempre stata un incubo. Gi\u00e0 alle elementari la maestra Bandiera (una zitella dal cuore rancido e la vista corta) disse a mia madre che non aveva mai avuto un alunno con un deficit di apprendimento come il mio e le consigli\u00f2 di consultare uno specialista. Quella diagnosi scaten\u00f2 il cataclisma in famiglia.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">La nonna sugger\u00ec un consulto con la maga Celestina di Velletri che toglieva il malocchio e prediceva il futuro. Mia madre non volle saperne. In compenso mi port\u00f2 dallo psicanalista, un fanatico del metodo freudiano che non cap\u00ec un bel nulla del mio problema, sebbene mi frastornasse di domande incomprensibili. Ogni volta che uscivo dal suo studio avevo la testa in ebollizione. Quando poi inizi\u00f2 a cerca le cause di quel blocco in un passato sin troppo lontano per essere raggiunto, la mamma rinunci\u00f2 a farsi spillare altri soldi.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Considerata la gravit\u00e0 del mio caso lo zio Sisco, nonostante la sua tirchieria, decise di pagarmi la retta per una scuola privata, dove anche \u201cun ritardato come me\u201d (parole sue) avrebbe potuto superare gli esami.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Fui iscritto al Santa Maria Ausiliatrice: il rinomato istituto retto dalle suore raimondine, note per il loro rigore pedagogico e una ferrea disciplina. Ma poich\u00e9 la fortuna non \u00e8 mai stata dalla mia parte, capitai nella classe di suor Veneranda: una nana microcefala con la sensibilit\u00e0 di uno sfasciacarrozze. Basti dire che il primo giorno di scuola mi present\u00f2 alla classe (gi\u00e0 formata da un anno) pronunciando inavvertitamente la mia condanna. \u201cSerafino Guglielmetti \u00e8 il vostro nuovo compagno. Dovete aiutarlo a inserirsi. Essere comprensivi e benevoli, perch\u00e9\u2026\u201d,<span> <\/span>qui fece una lunga pausa durante la quale il suo volto assunse un\u2019aria piena di afflizione, poi prosegu\u00ec \u201cpurtroppo non \u00e8 intelligente come voi. Ha cambiato scuola perch\u00e9 ha grosse difficolt\u00e0 di apprendimento. Ma qui, con la grazia di Dio e della nostra veneratissima Santa Raimonda\u201d, sottoline\u00f2 alzando gli occhi al ritratto della santa appeso al muro, \u201cpotremo aiutarlo. \u00c8 di salute cagionevole e deve evitare ogni sforzo, perci\u00f2 non coinvolgetelo nei vostri giochi irruenti. Per lui sar\u00e0 un grande sacrificio ma noi l\u2019aiuteremo ad essere lieto ugualmente e ad affidare al Santissimo Cuore di Ges\u00f9 le sue disgrazie, vero ragazzi?\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">\u201cS\u00ec\u00ec\u00ec\u00ec!\u201d risposero tutti in coro, con un aria che non prometteva nulla di buono.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">\u201cAllora, Guglielmetti, sei contento di stare con noi?\u201d chiese la monaca.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Risposi un timido \u201cs\u00ec\u201d, mentre tutti mi guardavano come fossi un mostro fuggito dal Cottolengo. La vergogna mi paralizz\u00f2 al punto che non riuscii pi\u00f9 a spicciare una parola. La presentazione di suor Veneranda si trasform\u00f2 in una boomerang devastante.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Da quel giorno tutti presero a trattarmi come un caso clinico e mi soprannominarono <em>Pallemosce<\/em>. La prima reazione a quell\u2019epiteto sprezzante fu di andarmele a controllare. Sprizzavano salute. Perci\u00f2 non riuscivo a capire perch\u00e9 mi chiamassero in quel modo. Finch\u00e9 un mio cugino, pi\u00f9 grande di qualche anno, mi spieg\u00f2 la differenza fra il significato letterale delle parole e quello traslato.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">\u201cVieni Serafino che ti riassumo quello che ha detto l\u2019insegnante cos\u00ec lo capisci anche tu\u201d.<span> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">\u201cLascia perdere, non ti sforzare, \u00e8 troppo difficile per te!\u201d.<span> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">\u201cSe ci arriva Serafino pu\u00f2 capirlo anche un neonato\u201d assicurava il capoclasse.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Erano questi gli incoraggiamenti dei miei compagni. In quel clima da \u201cesercito della salvezza\u201d la mia intelligenza innesc\u00f2 la retromarcia. Suor Veneranda tent\u00f2 in ogni modo una mia ripresa: umiliazioni davanti ai compagni, doppia razione di compiti, castighi, bacchettate e urla da far tremare l\u2019istituto. Nulla da fare: il mio cervello aveva iniziato le pratiche di pre-pensionamento. Alla fine del primo trimestre stigmatizz\u00f2 il mio profilo con tre parole oscure e altisonanti: <em>introverso, apatico, psicologicamente instabile<\/em>. Non sapevo cosa volessero dire ma, dalla faccia che faceva nel pronunciarle, capivo non dovesse essere nulla di buono. Nell\u2019anticamera di quella sua testolina piccola e vuota come una ghianda, dove troneggiava un imponente velo nero allungato sulle spalle come le ali di un\u2019immensa cornacchia, non pass\u00f2 nemmeno per un istante l\u2019idea di avvertire in tempo mia madre sulla situazione. E agli esami fui bocciato.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">In tutto l\u2019istituto quell\u2019umiliazione fu riservata a due soli alunni: io e un paraplegico.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Uno shock devastante. Suor Veneranda me lo comunic\u00f2 col solito garbo: \u201cHo fatto tutto il possibile Guglielmetti, Dio m\u2019\u00e8 testimone, ma non c\u2019\u00e8 stato niente da fare. Con te ci vorrebbe solo un miracolo!\u201d. Mentre cercava di persuadermi sulla ineluttabilit\u00e0 di quella decisione, cominciai a progettare la vendetta. E pensa e ripensa, ad un tratto la mia mente partor\u00ec un\u2019idea diabolica.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">\n<p class=\"MsoBodyText\">La nostra classe possedeva un record in fatto di archeologia: oltre suor Veneranda (un primate dall\u2019et\u00e0 incalcolabile), ospitava il reperto pi\u00f9 vetusto dell\u2019istituto: una di quelle lavagne monumentali rette da bulloni grandi come tappi, tanto ingombrante da essere rifiutata da tutti. Suor Veneranda ne fece richiesta e naturalmente la ottenne. Ma non per scrivere, per scaraventarci sopra i suoi pugni virulenti quando la disciplina iniziava a scemare. Il rumore di quel mastodonte ci coglieva alla sprovvista lasciandoci imbambolati come conigli dinnanzi a un fascio di luce. E guai a tapparci le orecchie: quando suor Veneranda aveva scoccato il suo colpo letale era segno che qualcosa non andava e dovevamo subirlo mettendo a dura prova i timpani, altrimenti scattavano le punizioni supplementari. Ma poi divenne un\u2019abitudine, infine un vezzo. Quando entrava in classe un robusto pugno sulla lavagna preannunciava l\u2019inizio delle sue lezione. Nell\u2019istituto <em>i rintocchi di suor Veneranda<\/em> divennero proverbiali e, dopo qualche tempo, anche le altre insegnanti cominciarono ad aspettare quel segnale per dare il via alle lezioni.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">\n<p class=\"MsoBodyText\">Il giorno in cui mi comunic\u00f2 il responso degli scrutini era previsto un incontro con le famiglie nel pomeriggio. A chiusura dell\u2019anno scolastico gli alunni si sarebbero riuniti per i saluti prima delle vacanze. Tornato a casa non dissi nulla ai miei e dovetti inventarmi una scusa per il rientro pomeridiano. Non sospettarono nulla e io potei agire indisturbato. Infilato nella cartella un set di pinze uscii di casa senza farmi notare. Fui il primo ad arrivare a scuola, come speravo.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Occhieggiando nei corridoi notai che non c\u2019era ancora nessuno. A quel punto diedi il via alle operazioni di sabotaggio. Svitare i bulloni di quel monumento richiese sforzi superiori alle mie possibilit\u00e0. Ma ci riuscii ugualmente. Alle quattro in punto entrarono i miei compagni di classe.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">I genitori furono trattenuti nella sala riunioni da suor Veneranda. Noi eravamo liberi di fare ci\u00f2 che volevamo, era vacanza ormai. Io diedi il via al mio piano. Prima mossa: spargere la zizzania Mossa numero due: scatenare in classe il finimondo. Mossa finale: annientare Suor Veneranda.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Appena sentii i suoi passi solcare il corridoio e avvicinarsi alla classe, scatenai il putiferio: insulti, sputi, pernacchie spintoni, nel giro di un attimo divamp\u00f2 la rissa.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Richiamata da quel frastuono assordante, Suor Veneranda affrett\u00f2 il passo seguita dai genitori.Quando entr\u00f2 in aula i suoi piccoli occhi da nutria videro la grandezza di quello scempio: una sollevazione anarchica era in pieno svolgimento.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Rabbia e vergogna, soprattutto per la presenza dei genitori, le incorniciarono il volto imprimendole un livore funesto.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Fu allora che con tutta la forza dei nervi, raccolta in quel pugno implacabile, scocc\u00f2 il leggendario colpo.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Fu questione di attimi: mentre un ghigno trionfante si disegnava sulle sue labbra per l\u2019improvviso ritorno all\u2019ordine, vide quel monumento precipitarle addosso a gran velocit\u00e0. I suoi piccoli occhi si spalancarono terrorizzati lasciando trapelare sgomento e rassegnazione. Fece a malapena in tempo ad emettere un gridolino stridulo, un segno di croce, e cadde in terra tramortita dalla valanga.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">\n<p class=\"MsoBodyText\">Rimanemmo tutti impietriti da quel colpo epico. Io pi\u00f9 degli altri, dato che temevo d\u2019averla uccisa. Suor Veneranda giaceva in terra, immobile e senza cuffia. Ritrovata in seguito fra i banchi. Sulla sua testa cominci\u00f2 ad espandersi un ematoma di proporzioni mai viste. Mentre alcuni genitori erano corsi in infermeria in cerca di un medico, i miei compagni le ronzavano attorno come mosconi irrequieti, scrutando con morbosa curiosit\u00e0 la pelata di suor Veneranda, inviolata da occhio umano in quarantacinque anni d\u2019attivit\u00e0 scolastica.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">\u201cL\u2019avevo detto che era senza capelli!\u201d, diceva uno soddisfatto.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">\u201cHa la testa che pare il culo di una gallina!\u201d, commentava qualcun altro.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Poi, ad un tratto, il cadavere apr\u00ec un occhio. I bambini schizzarono all\u2019indietro dalla paura. Suor Veneranda cominci\u00f2 a muovere le labbra, lentamente.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Mi avvicinai per sentire cosa dicesse: \u201c<em>Kyrie eleison, Christe eleison, Christe exaudi nos<\/em>\u2026\u201d mormorava.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">In risposta a quel delirio post-traumatico aveva cominciato ad intonare le litanie. Forse credeva di essere gi\u00e0 arrivata in Paradiso. Chiss\u00e0 che delusione quando scopr\u00ec di essere finita solo in ospedale e, soprattutto, che la nostra classe aveva visto la sua orrida pelata.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Non ancora soddisfatto da quella rappresaglia, rincarai la dose.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Sui muri dei bagni del venerato istituto Santa Maria Ausiliatrice, qualche giorno dopo cominciarono a comparire graffiti irriverenti: iperbolici falli con qualche pelo sparso sul gambo e sotto una scritta inequivocabile \u201c<em>Abbiamo scoperto la testa di suor Veneranda, eccola!\u201d<\/em>.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Un giorno, mentre componevo uno di quei capolavori d\u2019arte moderna, fui colto in flagrante dalla bidella. Qualche minuto dopo piomb\u00f2 in classe la Santa inquisizione al completo, capeggiata dalla preside e da suor Veneranda. Mi imposero di restare in piedi e si schierarono di fronte a me come un plotone d\u2019esecuzione, crivellandomi di domande sui motivi di quel gesto inammissibile.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Io non dissi nulla, mi consideravo <em>prigioniero politico<\/em>. Non sapevo cosa volesse dire. Quella strana parola l\u2019avevo sentita in TV a proposito di un processo ai terroristi e, in quella circostanza, mi sembr\u00f2 appropriata.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Il loro verdetto fu: espulsione dalla scuola.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Preso atto della sentenza, mi limitai a guardarle con un risolino sprezzante. Poi, con un coraggio sopraggiunto da non so dove, glielo dissi tutto d\u2019un fiato: \u201cHo fatto quel che ho fatto perch\u00e9 da quando sono qui mi si sono ammosciate le palle. E la colpa \u00e8 tutta vostra, ecco!\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">A quelle parole irriverenti le suore rimasero immobili in una scultorea stupefazione. Quando si ripresero, dispensarono benedizioni e segni di croce. Io fui allontanato dalla classe come fossi un seguace di Satana.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">I miei compagni non credevano ai loro occhi. Avevo fatto ci\u00f2 che tutti desideravano ma che nessuna avrebbe mai osato nemmeno tentare.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Quel giorno mi guadagnai il rispetto e l\u2019ammirazione della classe. E la mia autostima sal\u00ec di parecchie spanne.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"text-align: left;\">Da allora, pi\u00f9 nessuno mi chiam\u00f2 <em>Pallemosce.<\/em> Ormai mi ero fatto un nome e dovetti cambiare scuola. I bulli del quartiere mi consideravano un duro e mi vollero nella loro ghenga. E con mio sommo gaudio fui ribattezzato <em>Serafino Ci\u00e0lepalle<\/em>.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">\n<p class=\"MsoBodyText\" align=\"right\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3974\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3974\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando le comunicarono l\u2019esito degli esami, le lacrime di mia madre inondarono la casa. 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