{"id":39439,"date":"2019-06-03T16:59:17","date_gmt":"2019-06-03T15:59:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39439"},"modified":"2019-06-03T16:59:19","modified_gmt":"2019-06-03T15:59:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-enzuccio-di-ida-raiola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39439","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Enzuccio&#8221; di Ida Raiola"},"content":{"rendered":"\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<p>-L\u2019Italia\n\u00e8 una terra ballerina &#8211; lo ripeteva ogni volta Enzuccio; la frase l\u2019aveva detta\nil ragionier Corapi, che lavorava dal commercialista del secondo piano, una\nvolta che si parlava del terremoto aveva detto proprio cos\u00ec:&nbsp; -visto che l\u2019Italia \u00e8 una terra ballerina e\nlo sappiamo perch\u00e9 questi terremoti ci stanno ogni due e tre, allora bisogna\nprendere dei seri provvedimenti per le costruzioni, vecchie e nuove, bisogna\nrenderle solide\u2026 &#8211; e l\u2019aveva detto con aria seria, con gli occhiali sulla punta\ndel naso e fissando Enzuccio proprio negli occhi, al di sopra degli occhiali.\nEnzuccio si era sentito parte di un discorso serio, posato, perch\u00e9 il ragionier\nCorapi era tanto una brava persona, istruita, educata. Allora Enzuccio, ogni volta\nche si parlava del terremoto, doveva dire: \u201cl\u2019Italia \u00e8 una ballerina e lo\nsappiamo\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>E\nlo faceva soprattutto al bar dove tornava tra una consegna e l\u2019altra, quando i\nclienti si fermavano a parlare dopo il caff\u00e8, quando parlavano di cose serie\ncome la politica e non solo del pallone, che di quello s\u00ec si parlava sempre,\nnotte e giorno. A Enzuccio il pallone piaceva, ma parlare solo di quello, no, a\nlui piaceva, sarebbe piaciuto, parlare di politica come facevano il professore\nScala, che insegnava alla scuola media l\u00e0 vicino, o don Peppe il camiciaio, che\nquando si incontravano al bar finivano sempre a rinfacciarsi le cose che il\ngoverno aveva fatto o non aveva fatto e come le aveva fatte e se aveva fatto\nbene o, no, aveva fatto proprio schifo, perch\u00e9 il professore Scala, che era\ncomunista, cos\u00ec diceva, mentre don Peppe, che comunista non era, ma non diceva\nmai per chi votava, il governo lo difendeva quasi sempre, perch\u00e9 era sempre\nmeglio di quell\u2019assurdit\u00e0 che era il comunismo. Enzuccio si fermava ad ascoltarli\ne avrebbe voluto dire la sua, ma non gli uscivano le parole, ma quando si\nparlava di terremoto, s\u00ec, la frase d\u2019attacco ce l\u2019aveva e la piazzava subito,\nanche se poi a continuare erano gli altri. Ci ripensava poi a tutto quello che\nera stato detto mentre andava su e gi\u00f9 per le scale del quartiere a portare\ncaff\u00e8 e cornetti la mattina, ci pensava e immaginava quello che gli sarebbe\npiaciuto saper dire e che non era riuscito a dire, forse perch\u00e9 era un po\u2019\nlento, come la maestra delle elementari, la signorina Clotilde, aveva detto\nalla madre: \u201cSignora, Enzo \u00e8 intelligente, educato, le cose le capisce, ma,\ncome vi devo dire, \u00e8 come se fosse un poco lento poi a fare uscire quello che\nha capito, ma crescendo, maturando, diventer\u00e0 pi\u00f9 sicuro e sar\u00e0 come tutti gli\naltri o quasi\u201d e la mamma gli aveva detto quella sera e poi ripetuto\nun\u2019infinit\u00e0 di volte \u201cEnz\u00f9, tu ti devi svegliare!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2\nSara gli era piaciuta subito, questo, s\u00ec, era accaduto subito, l\u2019aveva vista\nuna mattina, mentre andava a portare il caff\u00e8 al dott. Infante, che iniziava le\nvisite alle otto e il caff\u00e8 e il cornetto gli dovevano arrivare alle otto meno\nventi precise. La ragazza (il nome non lo sapeva ancora) gli aveva tenuto\naperto il portone per farlo entrare nel palazzo e gli aveva sorriso, Enzuccio\nsi era sentito risucchiato in un vortice, era come se quel sorriso lo avesse\nridotto in mille pezzettini colorati, che avevano cominciato a girare\nvelocemente intorno al vassoio con caff\u00e8 e cornetto. Aveva solo balbettato un\n\u201cgrazie\u201d e poi era andato su, che si stava facendo tardi. Ma prima aveva\nguardato l\u2019orologio, che voleva sapere il minuto esatto in cui l\u2019aveva vista,\nperch\u00e9 il giorno dopo voleva essere di nuovo l\u00e0, in quello stesso minuto.<\/p>\n\n\n\n<p>E\nci era tornato per una settimana intera alla stessa ora precisa e l\u2019aveva vista\ntre volte e solo la terza volta le aveva detto: \u201cTi chiami Sara?\u201d, perch\u00e9 il\nnome l\u2019aveva saputo dalla moglie del dott. Infante che una mattina era andata\nal bar con la nipotina per prendere un gelato che c\u2019era un bel sole e la\ncreatura era un peccato tenerla chiusa in casa e lui le aveva chiesto, alla\nsig.ra Infante, se la conosceva quella ragazzina magra magra, con i capelli\nneri, lunghi, che la mattina usciva, un poco prima delle otto, con un zainetto\ngrigio sulle spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>-Come\nno?! \u2013 aveva detto la signora Infante \u2013 Saretta, Sara, la figlia del dott.\nMiele, il direttore di banca, bellina, bellina assai! Enz\u00f9, tieni bei gusti,\nbravo!<\/p>\n\n\n\n<p>Ed\nEnzuccio gli erano mossi i visceri a sentire il nome della ragazza, perch\u00e9 gli\nera sembrato di essersi avvicinato troppo a quello che desiderava, senza sapere\nbene cosa dire, perch\u00e9 cos\u00ec era sempre. Gli veniva una mossa di pancia quando\naccadeva qualcosa di nuovo che non sapeva affrontare o si trovava a dover dire qualcosa\nall\u2019impronta.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec,\nquella mattina le aveva chiesto: &#8211; Ti chiami Sara? &#8211; e lei l\u2019aveva guardato\ncome se lo vedesse per la prima volta, sorpresa e curiosa, e gli aveva\nrisposto: &#8211; S\u00ec, e tu come lo sai?<\/p>\n\n\n\n<p>Ed\nEnzuccio non aveva risposto, perch\u00e9 la risposta non gli era venuta, se ne era\nandato e, dopo qualche metro, si era voltato a dire: &#8211; Lo so, lo so!<\/p>\n\n\n\n<p>E\nil giorno dopo, che si era svegliato pi\u00f9 presto la mattina per farsi la doccia\ne aggiustarsi i capelli con pi\u00f9 cura del solito, Sara non l\u2019aveva vista. C\u2019era\nvoluta un\u2019altra settimana per vederla ed era stato di pomeriggio: stava seduta\nai giardinetti fuori alla stazione con amica che le assomigliava un poco, ma\nche non era bella come Sara si era detto subito Enzuccio. L\u2019aveva guardata\nbene, bella era bella, con i capelli lunghi lisci, un corpo che gli sembrava\nperfetto, magro e flessuoso, un viso minuto e pulito su cui spiccavano dei\ngrandi occhi scuri. Parlava, Sara, parlava con la sua amica agitando le mani e\nogni tanto scoppiava a ridere. Enzuccio la osserv\u00f2 a lungo in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo\nquella volta Enzuccio cominci\u00f2 a pensare che non era cosa, che non poteva\nessere, perch\u00e9 lui, a venti anni, faceva il ragazzo del bar, non teneva il\npadre e la mamma faceva le pulizie a ore, mentre Sara era la figlia del dott.\nMiele, il direttore di banca, e andava a liceo e poi sarebbe andata\nall\u2019universit\u00e0 che in quelle famiglie ci tengono alla scuola, sia per i figli maschi\nche per le figlie femmine.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec\nEnzuccio si era tirato indietro, a Sara la guardava sempre e, se la incontrava,\nla salutava con un sorriso, ma non tentava neppure pi\u00f9 di parlarle.<\/p>\n\n\n\n<p>Al\nbar si accorsero che Enzuccio aveva cominciato a parlare meno del solito, cos\u00ec\nil padrone del bar che a Enzuccio gli voleva bene come a un figlio, un giorno\nse lo chiam\u00f2 nel retro e gli disse che non poteva continuare a fare il ragazzo\ndel bar per tutta la vita e doveva imparare un mestiere, che c\u2019era quel suo\namico, Pietro, che aveva un laboratorio di pasticceria, quello che portava i\ncornetti e le brioches tutte le mattine al bar e che di figli non ne aveva e\nche perci\u00f2 aveva bisogno di aiuto. Enzuccio accett\u00f2 subito la proposta, perch\u00e9\ncap\u00ec che poteva essere il modo per andarsene dal bar, dal quartiere, per non\nvedere pi\u00f9 Sara.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Enzuccio impar\u00f2 il mestiere e vi si appassion\u00f2 proprio; dopo due anni al laboratorio era un pasticciere finito, aveva pure inventato una torta con pan di spagna, crema e granella di nocciola, che era piaciuta molto ai clienti e che aveva chiamato la \u201cTorta di Sara\u201d, perch\u00e9 \u00e8 a lei che stava pensando quando aveva cominciato a immaginarla.<\/p>\n\n\n\n<p> Il laboratorio Pietro lo lasci\u00f2 a lui quando se ne and\u00f2 in pensione, gli fece un prezzo stracciato per tutti macchinari che c\u2019erano dentro, cos\u00ec Enzuccio si trov\u00f2 ad essere padrone, ma era la mamma a tenergli i conti in ordine e a trattare con fornitori e clienti.<\/p>\n\n\n\n<p>E la mamma gli trov\u00f2 pure una brava ragazza a cui insegn\u00f2 come trattare Enzuccio e come gestire prima il laboratorio e poi il negozio che, dopo circa dieci anni, aprirono sulla strada principale del paese, dopo che si furono sposati.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu\nin quel negozio che una domenica mattina, qualche anno dopo, entr\u00f2 Sara.\nEnzuccio che stava aiutando la moglie e le due commesse a sbrigare la folla di\nclienti, mentre la mamma se ne stava alla cassa e teneva sotto controllo tutta\nla situazione, la riconobbe subito. Erano passati quasi quindici anni, ma Sara\ngli parve la stessa ragazzina che andava a scuola con lo zainetto grigio sulle\nspalle. All\u2019inizio Enzuccio non si mosse da dove stava, lasci\u00f2 che fosse la\nmoglie a servire Sara, la quale ordin\u00f2 una \u201ctorta di Sara\u201d per una festa di\ncompleanno, chiedendo se fosse adatta a dei bambini. Enzuccio, allora, si\navvicin\u00f2 e disse: &#8211; Signora, in genere ai bambini piace molto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sara lo riconobbe subito: -Oddio! Quanto tempo! Tu facevi il ragazzo del bar che stava vicino casa mia! Sei Enzuccio! Che piacere! Ti vedevo sempre e poi, all\u2019improvviso, non ti ho visto pi\u00f9! Sai quante volte mi sono chiesta dove eri finito?! Allora, me la prepari una bella torta per il compleanno di mia figlia, una bella Torta di Sara, che ha pure il nome mio questa torta buonissima!<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre Sara parlava Enzuccio si sentiva mancare, era l\u00ec, davanti a lui, l\u2019unico amore della sua vita e stava parlando della cosa che aveva voluto dedicarle senza essere mai nemmeno riuscito a parlarle davvero. Avrebbe voluto dirle che quella torta era solo sua e che, se fosse stato possibile, avrebbe dovuto mangiarla solo lei, ma disse: -S\u00ec, sono io, Enzuccio. Non vi preoccupate, la torta vi serve per mercoled\u00ec? Mercoled\u00ec sar\u00e0 pronta, potere venire a ritirarla alle cinque \u2013 e corse nel retrobottega ch\u00e9 aveva i visceri in subbuglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ida Raiola<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39439\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39439\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>-L\u2019Italia \u00e8 una terra ballerina &#8211; 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