{"id":39438,"date":"2019-06-03T17:07:14","date_gmt":"2019-06-03T16:07:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39438"},"modified":"2019-06-03T17:07:17","modified_gmt":"2019-06-03T16:07:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-quel-folle-calcio-del-sud-di-antonino-di-somma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39438","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Quel folle calcio del sud&#8221; di Antonino di Somma"},"content":{"rendered":"\n<p>La\ntelefonata coi genitori, un po\u2019 di televisione, la buonanotte. Calore non\noffriva altro e forse era meglio cos\u00ec. Il centravanti Franco Marini non poteva\npermettersi di andare in giro neanche per prendere un caff\u00e9: era in astinenza\nda gol e i tifosi gli avrebbero rinfacciato anche quella pausa distensiva. Il\npresidente, del resto, lo aveva ingaggiato per segnare, con la stessa mentalit\u00e0\ncon cui s\u2019inserivano le monetine nel juke box: \u201cIo pago, tu segni\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Bisognava\nvincerla, quella maledettissima ultima di campionato, per riottenere la\nlibert\u00e0. Gli avevano promesso che, in caso di salvezza, avrebbero risolto il\ncontratto, consentendogli di tornare in Piemonte a giocare in un posto dove la\ndomenica pomeriggio puoi perdere 4-0 e, in serata, ballare in discoteca senza\nche nessuno si sogni di ricordatelo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli\nsembravano cose normali, prima di quell\u2019esperienza al Sud. Altro che discoteca!\nIl luned\u00ec, dopo le sconfitte, era costretto a passarlo in casa, con le\ntapparelle abbassate e senza rispondere al telefono. La gente del paese non\naveva granch\u00e9 da fare: lavoretti occasionali, non sempre puliti. Tre gli\nargomenti di discussione: le \u201cfemmine\u201d, le automobili e il pallone, con\ninterminabili tavole rotonde ad ogni angolo di strada sulla stagione andata\nstorta e il rischio di retrocedere. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUna\ntragedia\u201d, commentavano gli sportivi. Per il povero Franco Marini, l\u2019unica\ntragedia era stata finire in quel posto. Quand\u2019era a scuola, il maestro gli\nrimproverava di star poco sui libri e di impegnarsi \u201cin uno sport dove ventidue\nimbecilli corrono dietro a un pallone\u201d. Lo avrebbe voluto incontrare ora, il\nmaestro Pieracci. Per dirgli che in quell\u2019angolino d\u2019Italia non ci sono\nventidue imbecilli a correre dietro alla palla, ma duemila paesani disperati.\nTutti insieme. <\/p>\n\n\n\n<p>In\npochi mesi si era dovuto adattare, apprendendo le furbizie dello spogliatoio, i\ntrucchi e i colpi bassi, come quello che lo port\u00f2 a Calore. La societ\u00e0 era al\nverde e il presidente non voleva indebitarsi ma i tifosi premevano per\nl\u2019acquisto di un attaccante e per persuaderlo gli avevano rotto le vetrine\ndella prestigiosa boutique. \u201cSono rovinato, questi mi ammazzano\u201d. \u201cE io che ci\nsto a fare?\u201d, obiett\u00f2 Sebastianelli, il segretario tuttofare, geniale e\nspregiudicato. \u201cIl bomber da venti gol a stagione lo prendiamo gratis. Voi,\npreside\u2019, statene fuori, \u00e8 meglio che non vi sporcate. Datemi solo un cappotto\nbuono col collo di pelliccia e centomila lire\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Afferr\u00f2\nil telefono e chiam\u00f2 il presidente della societ\u00e0 piemontese. \u201cQuanto volete,\ncento milioni? Subito, sull\u2019unghia. Ma domani dovete venire qui a concludere. Siete\nmiei ospiti nel miglior ristorante di Calore\u201d. E proprio nel migliore\nristorante di Calore, Sebastianelli corse incontro ai settentrionali,\nconfondendoli con la sua generosit\u00e0 posticcia (\u201cUn caff\u00e8 al dottore. Volete\npesce, carne? Cameriere, altro vino. A questo tavolo non deve mai mancare\u201d). \u201cIl\npresidente sar\u00e0 qui a momenti\u201d. Entr\u00f2 Gaetanino, un disoccupato storico di\nCalore vestito da signore, con un grosso sigaro in bocca e indosso il cappotto\nbuono del presidente. Era a disagio, vistosamente. Balbettava e il suo viso\nsembrava una lampadina, tanto era rosso. Articolare un \u201cbuongiorno, signori\u201d fu\ngi\u00e0 un\u2019impresa. Mentre firmava l\u2019assegno, la penna seguiva traiettorie\nimprobabili. <\/p>\n\n\n\n<p>Marini\nfu sballottato nel Napoletano da un giorno all\u2019altro grazie ad un assegno a\nvuoto, su un conto corrente aperto il giorno prima da Gaetanino con un\nversamento in contanti di appena centomila lire. Dopo qualche giorno l\u2019esordio\ne il battesimo del fuoco. \u201cQua non stiamo in Piemonte\u201d, lo avvert\u00ec l\u2019allenatore.\nAppena sceso dalla scaletta dell\u2019autobus becc\u00f2 un ceffone da un tifoso della\nsquadra di casa. Oltrepassata la porta degli spogliatoi, corse verso un\nresponsabile del servizio d\u2019ordine, che sul petto, come una medaglia, portava\nil tesserino di riconoscimento. \u201cSono stato malmenato, signore\u201d. Lui apr\u00ec con\ncalma il soprabito e gli mostr\u00f2, legata alla cintola, una pistola. \u201cSignore un\ncavolo, segna un gol e mangerai questi confetti\u201d. Marini stramazz\u00f2 al suolo.\nUna volta ripreso, si sent\u00ec male di nuovo negli spogliatoi; non respirava,\ntossiva e aveva gli occhi irritati. Le pareti e i pavimenti erano intrisi di\nvarechina, fatta spargere dai dirigenti avversari. <\/p>\n\n\n\n<p>Ed\nora c\u2019era l\u2019ultima partita da giocare. Bastava vincere col Real Antignano ed\nera fatta. Negli inferi sarebbero retrocessi quelli del Sant\u2019Eustachio, il cui\npresidente, ben conoscendo le scarse motivazioni del Real, aveva preparato\nundici assegni da un milione per ognuno dei suoi giocatori. \u201cQuesti sono vostri\nse non perdete col Calore\u201d. Il che voleva dire undici diavoli contro, pronti a\npicchiare duro col miraggio del premio partita. <\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2\nla tanto attesa domenica dell\u2019ultima di campionato. A met\u00e0 strada, un sasso\nlanciato dal ciglio della strada frantum\u00f2 un vetro e diede il benvenuto agli\nospiti che negli spogliatoi subirono la consueta doccia di sputi e insulti,\noltre a qualche ceffone ben assestato dai responsabili del servizio d\u2019ordine. Ormai\nil tanfo della varechina era divenuto sopportabile. \u201cChanel numero 5\u201d, disse l\u2019allenatore, per\nsdrammatizzare l\u2019assuefazione ai miasmi. <\/p>\n\n\n\n<p>Fidava,\nl\u2019allenatore, sull\u2019arbitro. Il signor Ceccuti l\u2019avevano mandato apposta da\nRoma, non era uno del posto e non si sarebbe lasciato influenzare n\u00e9\nspaventare. Infatti non ebbe neanche il tempo di spaventarsi quando un omone lo\nsollev\u00f2, di peso, portandolo nel suo spogliatoio. \u201cSt\u00e0 chiuso qua e non uscire\u201d,\ngli intim\u00f2, piazzandogli la canna della pistola sotto il mento.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante\nla gara, Ceccuti dimentic\u00f2 le sue origini capitoline e le ragioni che avevano\nspinto il designatore a mandarlo su quel campo. Avrebbe voluto ammazzarli,\nquelli del Calore, che nei primi minuti di gioco si permisero di andare in\nvantaggio: 0-1. Ai padroni di casa fischi\u00f2 di tutto, anche due rigori\ninesistenti: uno per tempo. Il primo fu parato dal portiere, cos\u00ec con\ngentilezza l\u2019energumeno che l\u2019aveva chiuso negli spogliatoi gli chiese di\nconcedere un\u2019altra opportunit\u00e0 al rigorista, che lui concesse. 1-1 e pochi\nminuti al termine. Il pubblico di casa era quasi a bordo campo: troppo debole\nla rete di recinzione, che ad arte i tifosi scuotevano ogni qual volta\nl\u2019arbitro si avvicinava ai bordi del campo, facendo intuire che in un amen\npotevano essergli addosso. Franco Marini cercava di dare manforte ai compagni,\ncorrendo a dare una mano finanche in difesa, nei momenti di maggiore pressione\ndell\u2019avversario, scorgendo un losco figuro tranquillamente appoggiato al palo,\ncoi piedi sulla linea di fondo, che parlottava proprio col suo portiere. \u201cE fattelo\npassare un gol, cos\u00ec torni a casa tutto intero\u201d, gli sussurrava. \u201cIo sono uno\ntranquillo, ti voglio bene. Ma li vedi questi pazzi? Questi qua se non vincono\nsfasciano tutto e la prima testa che rompono \u00e8 la tua, che ti sei permesso di\nparare l\u2019impossibile. Io lo dico per te, non ce la faccio a fermarla, questa\ngente. Come devo fare? Aiutami tu e fattelo passare questo gol. Tanto sei cos\u00ec\nbravo, una squadra la trovi lo stesso l\u2019anno prossimo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019erano\nanche i tifosi ospiti, i suoi tifosi. Urlavano, applaudivano. Se le sentiva addosso quelle mani, lo\navrebbero stretto in un abbraccio se solo fosse stato capace di metterla\ndentro; in caso contrario, non osava immaginare come avrebbero potuto usarle,\nquelle mani. Chiss\u00e0, forse fu proprio la paura a farlo saltare pi\u00f9 in alto\ndello stopper e del portiere sul cross di Angelucci. La sua fronte colp\u00ec il\npallone con una violenza inaudita. Non fu necessario girarsi per vedere dove\nfosse finito il pallone, perch\u00e9 il boato del pubblico fu eloquente. <\/p>\n\n\n\n<p>Grida di gioia ma non\nsolo. Si volse verso la curva dov\u2019erano gli ultras: a loro andava tributato\nalmeno un segno di deferenza, altrimenti si sarebbero offesi a morte. Urlavano,\nstrepitavano ma non si limitavano a festeggiare. In mezzo a quelle facce torve\nce n\u2019erano altre, mai viste prima. Si agitavano e urlavano \u201cgol\u201d, sembravano\ndegli ossessi e si aggrappavano alle recinzioni. La pressione di dieci,\ncinquanta, cento corpi, poi i calci e l\u2019aiuto di una tronchese. La rete cadde\ngi\u00f9 e in un minuto furono tutti in campo, nonostante Franco e i suoi compagni\ntentassero di dissuaderli. \u201cNo, no, restate sugli spalti, altrimenti ci\nsqualificano\u201d. Niente da fare, l\u2019orda aveva obbedito al richiamo tribale dei\ncapi. La recinzione si abbatt\u00e9 sul manto erboso, le bandierine del calcio\nd\u2019angolo furono brandite come mazze e le reti delle porte furono lacerate. <\/p>\n\n\n\n<p>I ventidue in campo si\ngirarono verso l\u2019arbitro ma non lo videro, perch\u00e9 il direttore di gara era\nstato il pi\u00f9 lesto a scappare verso il sottopassaggio e s\u2019era chiuso a chiave\nnegli spogliatoi. <\/p>\n\n\n\n<p>Lui si disperava, come il\nsuo allenatore, come i compagni, come i tifosi. Pochi balordi avrebbero\ndeterminato la sconfitta a tavolino, la retrocessione, l\u2019ignominia. Perch\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<p>Lo cap\u00ec solo il giorno\ndopo, quando not\u00f2 che la mestizia del paese era squarciata dal sorriso di Don\nAntonio, un pericoloso capozona della malavita organizzata che gestiva, per\nmeriti acquisiti sul campo, le scommesse clandestine in regime di monopolio.\nSorridevano soddisfatti anche i suoi sgherri, tra cui riconobbe molti dei\ntifosi che avevano invaso il campo. L\u2019amore verso la squadra e la fiducia nei\nsuoi calciatori avevano portato troppi paesani a puntare sulla vittoria del\nCalore e Don Antonio non voleva rimetterci. Aveva calcolato ogni pericolo e i suoi\nscagnozzi a un cenno d\u2019intesa avevano provocato la sconfitta a tavolino. <\/p>\n\n\n\n<p>Pass\u00f2 qualche mese e\nMarini si affranc\u00f2 dalla schiavit\u00f9. Creditore di sei stipendi, aveva firmato\nsenza battere ciglio una liberatoria falsa, necessaria per garantire al Calore\nl\u2019iscrizione al campionato successivo, poich\u00e9 la Federazione non\navrebbe ammesso le societ\u00e0 inadempienti con gli atleti. Gli era andata bene,\ncon altri compagni che avevano fatto storie, avevano usato metodi persuasivi,\nmandando gli sgherri sotto casa. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il candore del calcio piemontese gli aveva\nfatto dimenticare i picchi di tensione di quella stagione nel profondo sud. Era\nimmerso nei pensieri quando, sceso dal pullman per giocare in trasferta, si\naccorse di non aver preso contromisure. Diede uno spintone a un dirigente della\nsquadra avversaria e corse verso lo spogliatoio, sbattendo la porta. Tutti lo\nguardarono inebetiti, indecisi se chiamare un\u2019ambulanza o denunciarlo. <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39438\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39438\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La telefonata coi genitori, un po\u2019 di televisione, la buonanotte. Calore non offriva altro e forse era meglio cos\u00ec. Il centravanti Franco Marini non poteva permettersi di andare in giro neanche per prendere un caff\u00e9: era in astinenza da gol e i tifosi gli avrebbero rinfacciato anche quella pausa distensiva. Il presidente, del resto, lo [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_39438\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39438\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":15998,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[532],"tags":[],"class_list":["post-39438","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2019"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39438"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/15998"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39438"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39438\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39497,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39438\/revisions\/39497"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39438"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39438"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39438"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}