{"id":39436,"date":"2019-06-03T15:49:43","date_gmt":"2019-06-03T14:49:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39436"},"modified":"2019-06-04T09:37:24","modified_gmt":"2019-06-04T08:37:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-il-dramma-della-baronessa-di-sabina-rizzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39436","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2019 &#8220;Il dramma della baronessa&#8221; di Sabina Rizzo"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Laura Lanza di Trabia, conosciuta come la baronessa di Carini \u00e8 una nobile italiana, protagonista di una tragica storia. Primogenita del barone di Trabia, il quale non avendo avuto eredi maschi, combin\u00f2 le sue nozze con un membro di una facoltosa e blasonata casata. Il 21 dicembre 1543, all&#8217;et\u00e0 di 14 anni, la giovane Laura and\u00f2 in sposa ad un nobile don Vincenzo II La Grua, figlio del barone di Carini , uomo violento e prepotente. La giovane si trasfer\u00ec nel loro sontuoso castello, dove visse per vent&#8217;anni e nacquero i suoi otto figli. Laura amava leggere Dante, passava ore immersa nella lettura, accanto alla finestra del castello di Carini, era una bella donna, portava con grazia i suoi trent\u2019anni, delusa dalla vita matrimoniale e dai continui abbandoni del marito impegnato nella cura della sua propriet\u00e0, la vita della giovane baronessa sembra destinata all&#8217;infelicit\u00e0 fino a quando si innamora&nbsp; di un giovane. Vittima di un matrimonio combinato fra il padre e la famiglia del nobile, Laura intrecci\u00f2 una relazione clandestina con un giovane di rango inferiore, che conosceva da tempo, in quanto giovane cugino del marito. Il padre li sorprese insieme e li uccise, la baronessa, colpita al petto, si tocc\u00f2 la ferita e appoggiando la sua mano al muro vi lasci\u00f2 un&#8217;impronta insanguinata. Il marito di Laura rimasto vedovo, dopo alcuni anni si rispos\u00f2, rinnovando alcune stanze del castello e cancellando le tracce che potevano ricordargli la prima moglie. L\u2019unica cosa che non riusc\u00ec a cancellare fu l\u2019impronta insanguinata che&nbsp; la baronessa, appoggiandosi al muro, lasci\u00f2 con la mano. Secondo la leggenda, ogni anno, il 4 dicembre, la sua impronta diventa ben&nbsp; visibile, si narra che il fantasma di Laura si aggiri ancora senza pace nel castello Il vicer\u00e9, appena venuto a conoscenza dei delitti commessi, immediatamente adott\u00f2 per don Cesare Lanza ed il barone di Carini i provvedimenti previsti dalla legge, furono banditi ed i loro beni vennero sequestrati. Il padre Don Cesare Lanza &nbsp;di Trabia, si rivolse a re Filippo II, spiegando i motivi che lo avevano portato assieme al genero a trucidare i due amanti,&nbsp; scrisse una lettera al re di Spagna Filippo II, cercando di descrivere l\u2019accaduto. Si racconta che don Cesare Lanza, conte di Mussomeli, essendo andato al castello di Carini a vedere la Baronessa di Carini, sua figlia, come era suo costume, trov\u00f2 il genero molto alterato, al suo arrivo il padre aveva trovato nella camera da letto la baronessa con il suo innamorato, mossi da odio, li chiusero a chiave e dopo aver deciso cosa fare ad entrambi, furono uccisi, per salvare la \u201crispettabilit\u00e0 della famiglia. La giovane Baronessa, al momento del fatto aveva 34 anni e da ben 16 anni aveva una relazione stabile con il cugino del marito. Che i figli fossero dell\u2019amante sarebbe confermato dal fatto che il marito, Vincenzo&nbsp; La Grua sembra, fosse sterile e, dopo il fatto, disconosce i figli avuti, sulla carta, dalla moglie . Don Cesare Lanza di Trabia avvalendosi delle norme, in quel tempo in vigore, sulla flagranza dell\u2019adulterio, chiese il perdono, che venne accordato. Liberato da ogni molestia, don Cesare Lanza riebbe i suoi beni fu assolto in virt\u00f9 della legge vigente secondo la quale al padre dell&#8217;adultera era consentito uccidere la figlia e il suo uomo, se beccati sul fatto.&nbsp; In questo modo Il padre avrebbe potuto mettere le mani sulla dote della figlia. L\u2019\u2019aristocrazia del tempo era al di sopra delle leggi e della giustizia, anche il barone di Carini, marito di Laura, fu assolto con formula piena. Secondo la leggenda l&#8217;impronta della mano insanguinata ricomparirebbe a ogni anniversario dell&#8217;assassinio. La leggenda racconta che fu un frate del vicino convento, infatti, ad informare il padre ed il marito della sposa, e questi insieme prepararono freddamente e meditarono con cura l\u2019assassinio.&nbsp; Fu preparato l\u2019agguato e quando l\u2019ignobile spia si accorse che i due amanti stavano insieme, avvert\u00ec don Cesare Lanza, che corse nella stessa notte a Carini, accompagnato da una sua compagnia di cavalieri e fatto circondare il castello, per evitare qualsiasi fuga dell\u2019amante di sua figlia, vi irruppe all\u2019improvviso, e sorprendendoli a letto, li uccise. Nessun funerale fu celebrato per i due amanti, e la notizia della loro morte, o per paura o per rispetto, fu tenuta segreta. Fu una storia triste e tragica, in cui i protagonisti vittima di un destino beffardo persero la vita a causa del loro amore. Allora non era possibile per una donna chiedere il divorzio, poteva solo essere ripudiata dal marito, un tradimento significava la perdita dell\u2019onore e veniva pagato con la vita.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39436\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39436\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia di una giovane ragazza data in sposa dal padre ad un nobile, un matrimonio combinato senza amore, sfociato in un tradimento e successivamente in omicidio<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_39436\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39436\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":7097,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[533],"tags":[],"class_list":["post-39436","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-per-corti-2019"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39436"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7097"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39436"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39436\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39513,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39436\/revisions\/39513"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39436"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39436"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39436"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}