{"id":39403,"date":"2019-06-03T15:27:14","date_gmt":"2019-06-03T14:27:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39403"},"modified":"2019-06-03T15:27:17","modified_gmt":"2019-06-03T14:27:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-la-luce-poco-prima-del-buio-di-alessia-pala","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39403","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;La luce poco prima del buio&#8221; di Alessia Pala"},"content":{"rendered":"\n<p>  Un raggio di sole fece capolino attraverso la vecchia finestra alla mia sinistra, l&#8217;unica fonte di luce in quella stanza che, da tre mesi a quella parte, ero costretta ad occupare. Aprii gli occhi non appena gli uccellini iniziarono a cinguettare e i primi bagliori del mattino illuminarono i miei occhi spenti. Cercai di mettermi comoda sistemando i cuscini e le lenzuola, ma dentro di me sapevo che sarebbe stato impossibile trovare una giusta posizione stando su quel letto cigolante. Ogni mattina speravo di poter scappare da quella che ormai, per me, era diventata una gabbia, ma invece eccomi l\u00e0, sdraiata con il cuscino dietro la schiena, a scrutare quella parete bianca e spoglia che avevo davanti agli occhi. <\/p>\n\n\n\n<p>  Mi voltai lentamente e guardai a lungo il mio riflesso nello specchio poggiato sul comodino accanto a me. Osservai il mio sguardo, profondamente, e l&#8217;unica cosa che vidi fu il vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>  Vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>  Ormai era l\u2019unica realt\u00e0 che percepivo del mondo attorno a me, ma ci\u00f2 che mi circondava non era la sola cosa ad essere cos\u00ec vuota, cos\u00ec buia: quel piccolo &#8220;mondo&#8221; che esisteva dentro di me stava seguendo le sue stesse tracce. Io, alla fine dei conti, ero cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>  Sola. <\/p>\n\n\n\n<p>  Una parola cos\u00ec semplice e innocua, ma ogni volta che la pronunciavo o la sentivo pronunciare mi metteva i brividi. Tuttavia, era l&#8217;unico aggettivo che mi descriveva perfettamente: sola come non lo ero mai stata e come nessuno si meritava di essere.<\/p>\n\n\n\n<p>  Spesso cercavo di non pensare alla mia condizione sociale, emotiva e soprattutto alla mia &#8220;situazione medica&#8221;, sempre sia possibile definirla in questo modo. Era brutto pensare che in nessuno di questi campi la mia vita fosse anche solo lontanamente sufficiente, a malapena votabile con un 4 su 10. Sussultai al solo pensiero, ma, in fondo, cosa potevo fare? Era brutto, certo, non potevo negarlo, ma era cos\u00ec ed era arrivato il momento di farmene una ragione.<\/p>\n\n\n\n<p>  Ormai avevo imparato a non farci pi\u00f9 caso, a cercare di non dare troppo peso alle cose negative. Avevo imparato a conviverci e, alla fine, stavo bene con la mia solitudine. Nei momenti pi\u00f9 bui, era l&#8217;unica a tenermi compagnia.<\/p>\n\n\n\n<p>  Un tempo, remoto a quanto sembra, non ero cos\u00ec sola. Ero circondata da persone che si approfittavano della mia gentilezza e della mia lealt\u00e0 nei loro confronti. Mi allontanai subito da loro non appena mi resi conto di quello che effettivamente nascondevano, ma, sfortunatamente, quel momento arriv\u00f2 fin troppo tardi.<\/p>\n\n\n\n<p>  Vivevo nel vuoto pi\u00f9 totale. Tutto attorno a me non aveva pi\u00f9 alcuna importanza. Il mio cuore, ormai, non era pi\u00f9 degno di essere chiamato come tale. Un cuore in piena regola dovrebbe essere in grado di amare, di provare dolore&#8230; <em>deve<\/em> essere in grado di provare dei sentimenti veri e propri, di provare emozioni, di sentire anche la pi\u00f9 piccola delle sensazioni. Ma il mio non era pi\u00f9 in grado di fare nulla di tutto ci\u00f2. Era diventato solo un piccolo muscolo con la chiusura ermetica che pulsava ogni tanto giusto per far sentire al mondo che lui era ancora l\u00e0, combattivo e guerriero com&#8217;era sempre stato.<\/p>\n\n\n\n<p>  Mi sentivo come se fossi trasparente come un vetro, quasi inesistente, oserei puntualizzare. Le persone mi passavano accanto, mi guardavano, mi spingevano, ma sembrava che il loro sguardo perforasse la mia testa, come se non esistessi, come se non fossi reale. Non si curavano di chiedermi &#8220;come stai?&#8221;, n\u00e9 tanto meno di dire un semplice &#8220;ciao!&#8221;. Il nulla pi\u00f9 assoluto. Io mi comportavo nello stesso identico modo, forse per gentilezza o forse per non sentirmi ferita. Anche se, visto come stavano andando le cose, era difficile ferirmi veramente, ferirmi nel profondo dell&#8217;anima.<\/p>\n\n\n\n<p>  Ero cambiata parecchio. Ero cambiata in peggio, malauguratamente&#8230; o per fortuna.<\/p>\n\n\n\n<p>  Ma quando la tua stessa vita, la tua giovane vita, sta per giungere al termine non t&#8217;importa pi\u00f9 di quello che hai attorno a te. Non t&#8217;importa pi\u00f9 di niente, a dire il vero.<\/p>\n\n\n\n<p>  Quando scoprii di avere il cancro, il mondo mi croll\u00f2 letteralmente addosso. Non sapevo pi\u00f9 quale potesse essere la cosa giusta da fare, come reagire, come affrontare tutto quello che mi aspettava. Iniziai a vedere la vita da una diversa prospettiva, purtroppo negativa. Iniziai a riscoprire i miei difetti, le mie paure, e invece di minimizzarli, avevo dato loro il permesso di amplificarsi, di prendere il sopravvento. Ormai non avevo molto tempo, lo sapevo perfettamente. Sentivo che il timer della mia vita stava per emettere il suo trillo e quel fastidioso &#8220;tic tac&#8221; delle lancette non voleva uscire dalla mia testa.<\/p>\n\n\n\n<p>  In quel preciso istante, un dolore indescrivibile mi invase la pancia e gran parte del petto. Avevo avuto molti dolori e crampi negli ultimi giorni e si erano intensificati notevolmente nelle ultime ore. Tremavo. Non riuscivo a non tremare. Mi sembrava di essere rimasta attaccata ad una presa della corrente elettrica o, addirittura, di essere stata colpita da un fulmine. Chiusi forte gli occhi, mentre digrignavo i denti, nella speranza di scacciare il male. Quando il dolore si affievol\u00ec, la porta della camera dell&#8217;ospedale si apr\u00ec lentamente e scorsi gli occhi tristi di mio fratello. Lui era una delle poche persone, anzi, l&#8217;unica persona che mi era rimasta vicino fino all&#8217;ultimo, l&#8217;unica persona che mi voleva veramente bene ed io ne volevo tanto a lui. Si avvicin\u00f2 a me e si sedette nel letto vuoto accanto al mio. I piedi penzoloni e le mani che giocherellavano innocenti con l&#8217;orlo delle lenzuola.<\/p>\n\n\n\n<p>  &#8220;Resta con me.&#8221;, mi disse con voce sottile, quasi inesistente. Sembrava sul punto di piangere, ma non lo faceva mai davanti a me. No. Lui era un bambino coraggioso, forte, sapeva esattamente cosa fare per non abbattermi.<\/p>\n\n\n\n<p>  &#8220;Lo sai bene che non sar\u00f2 io a decidere.&#8221;, gli risposi, simulando un sorriso leggero.<\/p>\n\n\n\n<p>  &#8220;Io ti raggiunger\u00f2. Non voglio stare da solo.&#8221;, disse mentre una piccola lacrima rotolava sulla sua guancia arrossata, inumidendo quelle sue piccole lentiggini poco evidenti.<\/p>\n\n\n\n<p>  &#8220;No, non lo farai. Ci rivedremo solo quando sar\u00e0 il momento giusto. Capito?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>  &#8220;Si&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>  Il dolore ritorn\u00f2 pi\u00f9 acuto di prima, ma cercai di essere forte davanti ai suoi occhi innocenti. Non volevo far soffrire lui pi\u00f9 di quanto soffrissi io.<\/p>\n\n\n\n<p>  Lui alz\u00f2 lo sguardo verso di me, con una piccola spinta scese dal letto e corse verso di me per stringermi forte la mano. In quel preciso istante capii di essere al sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p>  &#8220;Andr\u00e0 tutto bene.&#8221;, dissi cercando di farlo sorridere.<\/p>\n\n\n\n<p>  Lui sollev\u00f2 i lembi della bocca in un sorriso caldo e sincero.<\/p>\n\n\n\n<p>  &#8220;Lo so. Ma tu devi vivere fino all&#8217;ultimo respiro.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>  Sorrisi a mia volta, ripetendo nella mia mente la frase che aveva appena detto. Cercai di rendere il sorriso pi\u00f9 vero possibile, ma non so se riuscii nel mio intento.<\/p>\n\n\n\n<p>  Un&#8217;altra fitta di dolore invase il mio corpo. Chiusi gli occhi cercando di alleviarlo, mentre mio fratello mi racchiudeva in un caldo abbraccio.<\/p>\n\n\n\n<p>  &#8220;Vivi fino all&#8217;ultimo respiro.&#8221;, mi disse ancora una volta, un&#8217;ultima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>  Annuii. Avrei vissuto fino all&#8217;ultimo respiro e cos\u00ec feci.<\/p>\n\n\n\n<p>  Chiusi gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>  Il suo sorriso fu l&#8217;ultima cosa che vidi: <em>la luce poco prima del buio<\/em>.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39403\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39403\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un raggio di sole fece capolino attraverso la vecchia finestra alla mia sinistra, l&#8217;unica fonte di luce in quella stanza che, da tre mesi a quella parte, ero costretta ad occupare. 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