{"id":39305,"date":"2019-05-31T22:01:30","date_gmt":"2019-05-31T21:01:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39305"},"modified":"2019-05-31T22:01:35","modified_gmt":"2019-05-31T21:01:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-lalbergo-di-debora-donadel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39305","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;L&#8217;albergo&#8221; di Debora Donadel"},"content":{"rendered":"\n<p>Riannodo la cravatta guardandomi allo specchio: ho ancora un\nbell\u2019aspetto, nonostante gli anni. Mi sistemo il colletto della camicia e penso\nche la mia Maria me le stirava cos\u00ec bene le camicie, che poi n\u00e9 Manuela n\u00e9\nquelle cameriere che vedo succedersi in casa, sono mai riuscite a farlo come\nlei. Maria diceva di no, ma io sono sicuro che mettesse anche una goccia di\nprofumo, dopo averle stirate. Perch\u00e9 io, quell\u2019odore l\u00e0 di pulito, dopo che lei\nse n\u2019\u00e8 andata non l\u2019ho pi\u00f9 sentito. Prendo la giacca appoggiata sul letto e\nscuoto la testa di nuovo: \u201cMa che alberghi mi prenota Manuela ultimamente? \u201c Le\ncamere sembrano quelle di un ospedale, con la moda di questi letti con i\ntelecomandi. Ma che me ne faccio io di un materasso che si alza e si abbassa?\nSono agile come quando avevo trent\u2019anni! Che poi io questi arredamenti\nminimalisti non li ho mai sopportati\u2026Per casa nostra abbiamo cercato ogni\nmobile, Maria ed io, girando per mercatini, negozi d\u2019antiquario: ogni pezzo una\nstoria. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo fatto\npoi che non si possa far colazione in camera mi d\u00e0 un gran fastidio: con tutto\nquello che pago! Manuela mi ha assicurato che era il posto migliore in citt\u00e0: \u201cVedrai\npap\u00e0, ti troverai benissimo, come a casa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ah Manuela!\nE\u2019 sempre stata una figlia bravissima, non ci ha mai dato nessun grattacapo. E\nsuo marito, Gianni, si \u00e8 fatto subito valere in azienda, lavorando senza sosta,\npartendo dal basso nonostante fosse il genero del capo. Quando \u00e8 venuto il momento,\nnon ho esitato a dar loro in mano le redini pur tenendomi la facolt\u00e0 di supervisionare\nancora la sede e le filiali sparse per l\u2019Italia. Soprattutto dopo che Maria \u00e8\nmorta, ho preferito viaggiare spesso: tornare in quella casa vuota \u00e8 cos\u00ec\ntriste!<\/p>\n\n\n\n<p>  E poi c\u2019\u00e8 Rebecca, mia nipote. Un vero portento della natura. L\u2019altro giorno \u00e8 passata a trovarmi, mi pare fosse poco prima che partissi, non ricordo bene. So per certo che era giorno e orario di scuola; le ho detto &#8220;Rebecca mia se bigi scuola, non vai da nessuna parte nella vita! Non ti rendi conto del privilegio che hai? Mio padre ha lavorato giorno e notte per mandarmi a scuola e prendere un diploma e guarda dove sono arrivato, senza mai saltare un giorno!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Lei mi ha sorriso e mi ha detto che non aveva bigiato, che aveva gi\u00e0 finito e prima di prendere l\u2019autobus aveva pensato di farmi un salutino: \u201cDai nonno, lo sai che ora abiti vicino alle scuole!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ma chi crede di prendere in giro, pensa\nproprio che io sia rimbambito? Lo so benissimo che casa mia \u00e8 quasi mezz\u2019ora di\nstrada dalla sua scuola! Eppure questa ragazzina di sedici anni, basta che mi\nsorrida ed io le perdono tutto! La guardavo l\u2019altro giorno, seduta sul letto,\ncon i suoi capelli neri come la pece raccolti in uno chignon disordinato, e\nfermato con una matita, mentre parlava gesticolando con quell\u2019entusiasmo e\nquella luce negli occhi che \u00e8 la stessa che aveva sua nonna; come lei non teme\nniente e nessuno, come lei \u00e8 innamorata dell\u2019arte e della musica; cos\u00ec diversa dai\nsuoi coetanei che vedo in giro, sempre con gli occhi appiccicati ai telefonini;\n\u201cpollici veloci e mani lente\u201d li chiamo io! Ma Rebecca no, lei scrive, dipinge\ne poi suona il piano\u2026E come lo suona, sembra che sia tutto pi\u00f9 bello e limpido\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Va beh, mi\nsono perso abbastanza nei ricordi, \u00e8 ora di scendere a fare colazione. Mi do un\nrapido sguardo allo specchio mentre indosso la giacca; questo completo blu mi\nsta ancora bene, nonostante sia dimagrito molto ultimamente. <\/p>\n\n\n\n<p>Mentre esco,\nmi colpisce una voce che quasi come un salmo, continua a chiedere \u201cAiuto,\naiuto, aiuto\u2026\u201d. Viene da dietro la porta della 225. Mi guardo attorno, titubante.\n\u201cProvo a bussare?\u201d. Proprio mentre appoggio la mano alla porta, sento che\nqualcuno sta parlando: \u201cSignora Elena, stia buona, ho chiamato sua figlia, sar\u00e0\nqui a momenti\u201d. Mi scosto, rimango dubbioso un attimo, guardo l\u2019ora: sono gi\u00e0\nle otto, devo sbrigarmi. E scendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni volta che mi ritrovo in queste sale da colazione, mi stupisco di come le persone non abbiano pi\u00f9 il senso del decoro: alcuni scendono in pigiama e ciabatte! Io e mia moglie neanche quando eravamo in albergo al mare ci sognavamo di andare a mangiare in pantaloncini e ciabatte. Anche per pranzo, si rientrava un po\u2019 prima dalla spiaggia e dopo una doccia indossavamo vestito lei, pantaloni e polo io. Un po\u2019 di eleganza, per Dio\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque\ndopo chiamer\u00f2 senz\u2019altro Manuela, non voglio pi\u00f9 tornare in questo posto: anche\nla colazione lascia a desiderare! Ho fatto presente alla cameriera che il mio\ncappuccino sembrava una brodaglia insipida e se poteva rifarmelo e lei mi ha\nrisposto: \u201cNon siamo mica all\u2019Hilton, qui!\u201d. Ma che modi sono?<\/p>\n\n\n\n<p>Vado nella\npiccola hall e cerco i giornali, non sono ancora riuscito a togliermi il vizio\ndi leggere le pagine della borsa e quelle sportive. La cronaca e la politica le\nho sempre guardate con sospetto, le vedo ancora oggi imparentate strette e non mi\nhanno mai davvero appassionato. \u201cBasta lavorare\u201d diceva mio padre che non aveva\nmai simpatizzato per nessun partito. \u201cBasta lavorare e considerare i tuoi\ndipendenti dei figli, non serviranno n\u00e9 sindacati, n\u00e9 appoggi, n\u00e9 imbrogli\u201d. Ed\nio cos\u00ec ho fatto, quello spirito e la mia curiosit\u00e0 e intraprendenza, hanno\nfatto ingrandire l\u2019azienda come mai mio padre avrebbe sognato. Manuela e Gianni\nhanno cercato di mantenere questa impronta ma i tempi sono cambiati, la\nconcorrenza si \u00e8 fatta spietata e non in tutte le sedi riusciamo a mantenere\nquesto stile imprenditoriale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2019 per\nquesto che sono in questa citt\u00e0: devo sbrigarmi e controllare subito come sta\nandando qui\u201d. Mi alzo e mi appresto a consegnare le chiavi della camera. Mentre\nfrugo nella tasca della giacca, mi accorgo che non c\u2019\u00e8 la bacheca per appendere\nle chiavi. Forse hanno le tessere, in questi alberghi moderni adesso hanno queste\nmaledette \u201ccard\u201d! Forse \u00e8 quella che ho nel portafoglio; s\u00ec s\u00ec, mi convinco che\ndeve essere proprio cos\u00ec e mi avvio verso l\u2019uscita.<\/p>\n\n\n\n<p>-Signor Lucio, dove sta andando?<\/p>\n\n\n\n<p>Una signorina, con un camice bianco mi sta venendo incontro. La guardo confuso: che ci fa un\u2019infermiera in un albergo? Poi penso che sar\u00e0 venuta per quella donna che stava chiedendo aiuto, quella della 225. Ma perch\u00e9 sa il mio nome e lo usa con questa confidenza?<\/p>\n\n\n\n<p>-Mi scusi\nsignorina, ma non vedo perch\u00e9 debba interessarle dove sto andando. Sto\nsemplicemente lavorando, e non vedo la ragione di tutta questa confidenza.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi occhi\nscuri mi scrutano con un sentimento che sembra simile alla compassione che mi\nfa imbestialire. E\u2019 solo la mia buona educazione che mi permette di non\narrabbiarmi. Lei, che sembra intuire il mio disappunto, cambia subito registro.<\/p>\n\n\n\n<p>-Signor\nLucio, emh signor Rizzoni, la prego, non si arrabbi. Volevo solo ricordarle che\nRiccardo si era offerto d\u2019accompagnarla. Pu\u00f2 cortesemente aspettarlo?<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo tono\ngentile e il suo aspetto grazioso mi convincono ad aspettare questo Riccardo\nche non ricordo affatto. Forse \u00e8 un nuovo rappresentante che mia figlia si \u00e8\ndimenticata di presentarmi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre\nformulo questo pensiero, sopraggiunge un giovanotto in tuta da ginnastica con\naddosso quelle stranissime sneackers che tanto piacciono a Rebecca. \u201cNo, non\npu\u00f2 essere un rappresentante, vestito in questo modo!\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>-Il signor\nRizzoni ti stava aspettando, Riccardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Noto un\nlieve cenno d\u2019intesa tra i due, forse se la intendono, forse, chiss\u00e0\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>-Signor\nRizzoni, vogliamo andare?<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo\npiglio deciso mi convince ad uscire con lui, nonostante tutto. Mi confondo\nnuovamente quando mi prende sottobraccio ed inizia a snocciolarmi i risultati\ndella Champions League della sera prima\u2026Per\u00f2 non \u00e8 spiacevole la sua compagnia,\n\u00e8 pure juventino come me. Ci avviamo lungo un sentiero all\u2019interno del parco\nche, immagino preceda l\u2019uscita. <\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 una\nbellissima giornata, perfetta per uscire senza soprabito. Ci fermiamo un attimo\nad ammirare un\u2019aiuola di rose rosa, bellissime, con quelle goccioline di rugiada\nche rigano petali e foglie. Il sole non ha ancora fatto in tempo ad asciugarle.\nPenso a Maria e a Rebecca cos\u00ec simili in tante cose e anche nell\u2019amore per\nquesti fiori. Lentamente i pensieri prendono vie diverse e dopo qualche minuto,\nnon ricordo pi\u00f9 il motivo della fretta che avevo prima di uscire, n\u00e9 perch\u00e9 mi\nritrovi a passeggiare in completo blu, in un parco, con un giovanotto in tuta\nda ginnastica che non conosco, alle nove del mattino. Per non arrabbiarmi mi\nconcentro a seguire il riflesso del sole su quell\u2019insegna a lato del cancello di\nferro battuto. \u201cVilla Rosa\u201d \u00e8 scritto in rosso su fondo azzurro. \n\n\u201cResidenza per anziani\u201d poco pi\u00f9 sotto\u2026\n\n\n\n<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39305\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39305\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riannodo la cravatta guardandomi allo specchio: ho ancora un bell\u2019aspetto, nonostante gli anni. 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