{"id":39295,"date":"2019-05-31T21:27:51","date_gmt":"2019-05-31T20:27:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39295"},"modified":"2019-05-31T21:28:03","modified_gmt":"2019-05-31T20:28:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-correre-di-carlo-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39295","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Correre&#8221; di Carlo Speranza"},"content":{"rendered":"\n<p>       Una sera di met\u00e0 dicembre, nel centro di La Coru\u00f1a, Melanie Vogt salutava per sempre gli altri amici Erasmus della citt\u00e0.Figli del ventunesimo secolo, i sei ragazzi avevano vissuto fianco a fianco la quotidianit\u00e0 di quel semestre di scambio culturale, e da loro ci si sarebbe aspettati pi\u00f9 di un addio. Messaggi, chiamate, forse anche l\u2019occasione di incontrarsi di nuovo in futuro. Quel piccolo ingranaggio che con leggerezza avevano costruito sarebbe sopravvissuto alla distanza. Tuttavia, Melanie rappresentava un\u2019eccezione. Lo sapeva lei come tutti gli altri. Mentre ad uno ad uno la abbracciavano promettendosi di restare in contatto, tacitamente restava il rammarico di non essersi conosciuti abbastanza. Di quella ragazza tedesca si sapeva ben poco. Veniva dal sud della Germania, ma nessuno ricordava esattamente la citt\u00e0. Aveva una sorella \u2013 Melanie ne aveva annunciato la visita una sera, quasi per caso \u2013 ma non si poteva affermare con certezza che non avesse altri fratelli. Tra tutte le domande che ci si poteva porre sulla sua vita, nessuna avrebbe avuto una risposta certa.<br>       Bohdan Syrotiuk, il ragazzo ucraino che abitava al piano di sotto, al di fuori delle uscite di gruppo la incontrava solo sulle scale e, quando accadeva, la conversazione tra i due si risolveva in un rapido scambio di battute, che ronzavano attorno a banalit\u00e0. Se lei era evasiva, lui diceva di aver fretta, in ritardo per qualche impegno. Se lei gli sorrideva, lui pensava che lo facesse per pura educazione: la ragazza era di due anni pi\u00f9 grande e per questo motivo Bohdan era convinto che tra loro non potesse nascere nulla di serio. Ad ogni modo, se Bohdan, nei rari attimi in cui si trovavano soli sulla rampa di scale, tirava fuori un argomento interessante, notava che Melanie accelerava il passo. O che lui rallentava il suo. E questo, fin dal primo momento, fu sufficiente perch\u00e9 il rapporto con lei finisse per inaridire. Se, durante le sere in cui si ritrovavano al Breen\u2019s Tavern, Melanie e Bohdan inizialmente prendevano in considerazione l\u2019idea di tornare a casa insieme, presto Bohdan inizi\u00f2 a restare al pub mezz\u2019ora in pi\u00f9, cosicch\u00e9, alle prime ore del mattino, Melanie attraversava le fredde strade della citt\u00e0 da sola, con le braccia incrociate e quel suo sguardo perennemente intimorito. Che a Bohdan appariva invece superbo, borioso, altezzoso. Evasivo. <br>       La prima volta che Luca incroci\u00f2quello sguardo, quegli occhi quasi spaventati, sul punto di dire \u201cvorrei potermi fidare di qualcuno, qui\u201d, fu ad una festa di met\u00e0 settimana organizzata dall\u2019Erasmus Social Network. Camminando nella stessa direzione inR\u00faa San Andr\u00e9s, Luca tentava di elaborare nella sua mente una parola adatta a rompere quel silenzio che Melanie sembrava disposta a mantenere. Erano le tre del mattino, la strada era insolitamente deserta e prima che Luca riuscisse a decidersi su cosa dire, rimasero ad ascoltare i loro passi per diversi minuti. Come quella notte agli inizi di settembre, anche il loro ultimo incontro prima della definitiva partenza di Melanie si risolse in una serie di silenzi, spesso imbarazzanti, alternati a inutili discorsi sulle giornate trascorse in Spagna, sugli esami e sugli amici. Luca avrebbe voluto parlare di loro e di nient\u2019altro, ma la conversazione sembrava destinata a non deviare da quei discorsi di circostanza.<br>       Probabilmente, a partire dalla sera del loro primo incontro, per il resto della vita non si sarebbero scambiati pi\u00f9 di un rapido sguardo se il giorno successivo Luca non l\u2019avesse chiamata per sbaglio, dopo aver trovato il suo numero nella chat di gruppo degli studenti stranieri.Causandogli quasi un attacco cardiaco, lei aveva risposto alla chiamata, domandando timidamente chi fosse e lui, con la voce meno ridicola possibile, le aveva spiegato l\u2019equivoco. E cos\u00ec, quando si rividero ad una festa, Luca sent\u00ec l\u2019obbligo andarle a parlare. \u2013 Come va? \u2013 chiese lui. \u2013 Tutto bene, tu? \u2013 Tutto bene anch\u2019io. E poi il silenzio. Mentre con un sorriso facevano vagare gli occhi sulla folla circostante, lui ristabil\u00ec la linea di dialogo chiedendole se fosse venuta da sola o con amici. Lei gli present\u00f2 la sua compagnia e trascorsero la serata insieme. Gli amici di Melanie \u2013 Bohdan, Karolina, Paolo, Merle ed Emre \u2013 quella sera divennero anche amici di Luca e per quanto riguarda loro due, continuarono a definirsi amici finch\u00e9 non ci fu pi\u00f9 motivo di mentire. Da allora Luca divenne membro ufficiale della compagnia e usc\u00ec con loro ogni volta che pot\u00e9, sperando che cinque mesi sarebbero bastati per approfondire il loro rapporto. <br>       Col passare delle settimane, Melanie e Luca si ritrovarono a parlare spesso e, mentre le distanze tra di loro si riducevano sempre di pi\u00f9, ogni tanto si sorprendevano l\u2019un l\u2019altro a guardarsi di nascosto. Durante la Serata Film a casa di Merle e Karolina, <em>Ritorno al Futuro<\/em> volgeva quasi al termine mentre Luca, sul divano con gli altri, cercando di non perdere il terreno faticosamente conquistato, aveva tenuto per pi\u00f9 d\u2019un\u2019ora la mano scomodamente appoggiata vicino a quella di Melanie. Tuttavia, le settimane continuavano a scorrere. Ottobre diventava novembre e anche novembre avrebbe presto ceduto il posto al mese successivo. Luca sentiva la clessidra svuotarsi ma non immaginava quanto fosse realmente limitato il tempo a sua disposizione. Tutti, a parte lui, sapevano che Melanie avrebbe lasciato la Spagna a met\u00e0 dicembre anzich\u00e9 a febbraio. Nonostante lui avesse trascorso ogni sera al suo fianco, seduto a un tavolo o passeggiando per la citt\u00e0, non aveva mai saputo che Melanie fosse anche fidanzata. Il suo ragazzo, tedesco anche lui, la amava e aspettava con ansia il suo ritorno in Germania. Fu informato di tutto ci\u00f2 da Karolina, un pomeriggio di inizio dicembre in cui andarono a correre sul lungomare. Quando seppe della partenza anticipata, sent\u00ec i polmoni accartocciarsi e rimanere senza fiato. Continu\u00f2 a correre al suo fianco, fingendo che la notizia non lo avesse toccato pi\u00f9 di tanto, ma il silenzio cresceva inesorabile e cos\u00ec, accortosi che Karolina lo stava studiando con la coda dell\u2019occhio, sent\u00ec di dover dire qualcosa.<br> \u2013 Amo quella ragazza. <br>\u2013 Lo so. Le stai <em>sempre<\/em> appiccicato.<br>\u2013 E che devo fare ora?<br>\u2013 Non lo so, sinceramente non credo che ci sia molto da fare\u2026<br> \u2013 Secondo te \u00e8 troppo tardi? <br> \u2013 Il fatto \u00e8 che lei ha un ragazzo\u2026<br>\u2013 Cosa? <br>       Luca si rese conto della nota acuta raggiunta dalla sua ultima esclamazione. Adesso aveva davvero bisogno di fermarsi.<br> \u2013 Scusa ma\u2026 Per tutti questi mesi di cosa avete parlato? <br> \u2013 Non lo so\u2026<br>\u2013 Siete stati sempre incollati, voi due. Di cosa avevate da confabulare tanto allora? <br>\u2013 Non lo so. Parlavamo di cose\u2026<br>\u2013 Quali cose?<br>       Luca si costrinse a rivolgere lo sguardo dentro di s\u00e9, alla ricerca del <em>Fascicolo Melanie<\/em>. <br>\u2013 Stupidaggini. Ma ti garantisco che ci ho provato. A parlare d\u2019altro, c\u2019ho provato.<br>\u2013 Non voglio sembrare cattiva, scusami, ma sarebbe bastato fare le domande giuste. Tu non gliel\u2019hai mai chiesto.<br> \u2013 Su Facebook non aveva foto con nessun ragazzo.<br>\u2013 Perch\u00e9 oltre a essere fidanzata \u00e8 anche intelligente.<br>\u2013 Possiamo fermarci?<br>\u2013 Va bene.<br>       Karolina inizi\u00f2 lo stretching, accennando un sorriso a Luca. Lui, esibendo un\u2019espressione idiota, si era voltato verso l\u2019oceano.<br>\u2013 Hai ancora due mesi da vivere qui in Spagna. Investili in qualcosa che conta davvero.<br>\u2013 Pensavo di averlo fatto\u2026<br>       Karolina gli accarezz\u00f2 una spalla.<br> \u2013 Ci vediamo stasera a cena. Grazie per la corsa. \u2013 Poi, in lontananza, scand\u00ec le parole \u201cdue mesi\u201d mentre attraversava la strada.<br>       Quella sera, Melanie si sedette al suo fianco e Luca cerc\u00f2 di comportarsi come sempre. Not\u00f2 che Karolina lo osservava. A un certo punto, Melanie poggi\u00f2 il telefono sul tavolo. Come sfondo dello schermo c\u2019era una foto di lei che baciava un ragazzo biondo, poco pi\u00f9 alto di lei. Per baciarlo, aveva dovuto sollevare il viso.<br>\u2013 Ho saputo che riparti tra poco. Come mai?<br> Melanie fu colta da un profondo imbarazzo per una domanda cos\u00ec innocua e Luca, sentendosi un cretino, ascolt\u00f2 soltantomet\u00e0 del suo racconto. Avrebbe voluto trovarsi dall\u2019altra parte del tavolo a ridere con Bohdan e Paolo per qualcosa che era appena capitato alle loro spalle. In quel preciso istante, per\u00f2, Luca aveva un ruolo da interpretare, lo stesso che aveva sostenuto negli ultimi due mesi: l\u2019amicone di Melanie. Mentre la ragazza gli spiegava che doveva tornare in patria per consegnare la tesi scritta in Spagna, lui si stava domandando di quale tesi stesse parlando. <br>        Nei giorni a venire, con l\u2019abilit\u00e0 di un chirurgo, Luca inizi\u00f2 a dissezionare il suo corpo e a disporre i pezzi sul tavolo operatorio, deciso ad esaminarli a uno a uno. Ci\u00f2 nonostante, ogni volta che capiva di avvicinarsi all\u2019origine del problema un senso di nausea lo costringeva a voltarsi dall\u2019altra parte e a interrompere il lavoro. Negli ultimi dieci giorni rimasti prima della sua partenza, Melanie smise di trovare Luca al suo fianco e tuttavia non cerc\u00f2 mai di avvicinarsi a lui. Se lei era a sinistra, Luca si trovava all\u2019estrema destra e quando i loro sguardi si incrociavano, quello di Luca era il primo a staccarsi e a posarsi altrove. <em>Come Bohdan<\/em>, pensava Melanie.<br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tre giorni alla fine, tra le luci alienanti della discoteca, Luca baci\u00f2 una ragazza e quando le loro labbra si separarono vide, tra la folla, che Melanie lo stava guardando, seria, ferma in mezzo alla pista; e a quel punto fu lei la prima a distogliere lo sguardo. <em>No, \u00e8 anche peggio<\/em>.<br><br>       Karolina e Luca corsero qualche chilometro in pi\u00f9 rispetto al solito, un pomeriggio di sole di gennaio. Si fermarono come sempre davanti alla spiaggia. Avevano conversato per tutta la durata della corsa e ora veniva il momento della riflessione. Karolina stirava i muscoli contro la ringhiera mentre Luca, guardando l\u2019oceano, era assorto nella risoluzione di un mistero fino ad allora inesplicabile. Le sue pupille viaggiavano da un\u2019onda all\u2019altra fino all\u2019orizzonte.<br>\u2013 A cosa stai pensando?<br>\u2013 Questo \u00e8 il rumore dell\u2019oceano. ? cos\u00ec forte che dobbiamo alzare la voce per parlare.<br>\u2013 In genere \u00e8 la prima cosa che si nota venendo qui.<br>\u2013 L\u2019avevo notata anch\u2019io, ma poi l\u2019ho dimenticata. Ho vissuto nel silenzio per cos\u00ec tanto tempo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39295\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39295\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una sera di met\u00e0 dicembre, nel centro di La Coru\u00f1a, Melanie Vogt salutava per sempre gli altri amici Erasmus della citt\u00e0.Figli del ventunesimo secolo, i sei ragazzi avevano vissuto fianco a fianco la quotidianit\u00e0 di quel semestre di scambio culturale, e da loro ci si sarebbe aspettati pi\u00f9 di un addio. 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