{"id":39275,"date":"2019-05-31T17:36:24","date_gmt":"2019-05-31T16:36:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39275"},"modified":"2019-05-31T17:36:27","modified_gmt":"2019-05-31T16:36:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-l-irragno-di-elena-marrassini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39275","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;L&#8217; irragno&#8221; di Elena Marrassini"},"content":{"rendered":"\n<p>Dallo stipite della porta della tua cameretta di lattante profumato di caglio penzola del nastro adesivo a cui \u00e8 rimasto appiccicato un ragno. Era il nastro che teneva attaccato il fiocco blu al tuo ritorno dall&#8217;ospedale. &nbsp;\u00c8 una settimana che il ragno sta l\u00ec agonizzante anzi forse \u00e8 morto. Speriamo. La mia acredine nei confronti dei ragni \u00e8 superata ultimamente solo da quella nei confronti delle faccende domestiche. Non le sopporto pi\u00f9. \u00c8 tutto un ripetersi delle stesse, sporche, faccende. E allora il ragno l\u2019ho lasciato l\u00ec, apposta. Almeno fa da diversivo e il prossimo sar\u00e0 un pulire diverso. Lo sto rimandando da giorni, per sfinimento. \u00c8 uno di quei ragni con il corpicciolo a pallina e le zampe lunghe lunghe e fini fini. Un po\u2019 come tuo padre, che poi sono io. Magari verranno anche a te le gambe lunghe &nbsp;e fini fini, che ti credi.  A fine universit\u00e0 ormai tutti mi chiamavano  <em>irragno<\/em>. Detto e scritto proprio cos\u00ec. &nbsp;Che nel mio  piccolo mi  ero fatto pure un nome eh, che ti credi. Avevo fatto dipingere dal batterista, il re degli Uni Posca, &nbsp;un enorme ragno bianco con zampe lunghe  lunghe e fini  fini sul basso nero, e quando suonavo col gruppo nei locali di periferia facevamo il pienone, che ti credi. Qualche volta abbiamo fatto il pieno anche in un paio di locali del centro, nel quartiere dei vip. Che serate quelle, oh. Ci not\u00f2 anche un produttore di  quelli abbastanza inseriti e ci venne a chiedere un incontro dandoci il suo biglietto da visita, che ti credi. &nbsp;Ero il bassista lungo, io. Ero un ossimoro, come diceva tua madre. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi sull&#8217;onda dell\u2019entusiasmo il re degli Uni Posca trov\u00f2 il coraggio di rubare definitivamente la donna al chitarrista e venne massacrato di botte e il gruppo si sciolse e io invece, sempre sull&#8217;onda dell\u2019entusiasmo, misi incinta tua mamma. Lei &nbsp;vestiva grunge, indossava solo pigiami  da uomo, mutande di cotone bianco profumato e non usava assorbenti interni. Ed era bella. Lo \u00e8 ancora eh, che ti credi, solo che \u00e8 nervosa. Ma non di quel nervoso che rende arrabbiati e quindi il viso diventa rubizzo e le labbra grandi e gli occhi scintillano. \u00c8 nervosa di un nervoso triste. <\/p>\n\n\n\n<p>Scusa mi ero distratto. E &nbsp;ora che cazzo ti dico che sono di nuovo le sette e venti &nbsp;del mattino &#8211; voi lattanti non avete un orologio in pancia, ne avete otto, uno per ogni ora della notte &#8211; &nbsp;e sono di nuovo solo con te e il panico mi assale, come sempre. A te importa niente del mio panico, te ne stai l\u00ec sdraiato malvolentieri sul tappetino musicale imbottito e guardi e discuti con incessante lamento &nbsp;coi ciondoli a forma di maiale di cane di porcospino e di capra. Li guardi con la fronte rugosa con il solito sguardo di sospetto, quello con gli occhi acquosi che ancora non hanno n\u00e9 il nocciola n\u00e9 l&#8217;azzurro. Dio che disagio deve essere non sapere che colori avrai &nbsp;ed essere gi\u00e0 vivo. Non poter decidere come muoversi. Non sapere se diventerai magari bruno e peloso con gli occhi neri o biondo con gli occhi azzurri o perch\u00e9 no, verdi. Che avresti un futuro da  maledetto, con gli occhi verdi. Castano con gli occhi verdi e col viso di tua mamma, che ha dovuto accettare il part-time da cassiera al mini supermercato del centro  e infatti vanno tutti l\u00ec a far la spesa quelli del quartiere vip, quelli che venivano a sentirmi a suonare fumando erba e ora son tutti medici e commercialisti  e fanno  la fila tutti alla sua  cassa pur di guardarla negli occhi quattro minuti. Bene, almeno &nbsp;lei non la licenziano, anzi \u00e8 tutto un chiederle di fare straordinario, malpagato. Ne basta uno di genitori licenziati.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Arrivo, mi ero distratto un attimo. Sei pieno di &nbsp;cacca ? Non hai la cacca. Sei sudato nella schiena? Non sei sudato nella schiena. &nbsp;Ti prude la crosta lattea sulla testa? Vieni qui, che toglierti quelle scaglie \u00e8 l\u2019unica cosa che mi d\u00e0 del godimento ultimamente. Supera di gran lunga il piacere dello scoppiare i brufoli, che ti credi. No ti prego non piangere di nuovo mi ero solo distratto dietro a un piacere della vita, dai. Hai le labbra secche? No sono morbide come il budino. Dio che voglia di budino al cr\u00e8me caramel. Da quando la notte mi svegli ogni ora ho voglie assurde. Apro il frigo. Budini finiti. Solo un barattolo di latte di mammella. Tua mamma deve essersi tirata il latte stamani prima di entrare in turno. Meglio cos\u00ec. Prepararti adesso quello artificiale con la voglia di budino addosso sarebbe un supplizio. Un altro supplizio. Arrivo, non piangere, mi ero solo distratto un attimo dietro a un altro piacere della vita. Il tuo pianto \u00e8 &nbsp;una tortura:  sai  credo di aver letto da qualche parte che il pianto di neonato in filodiffusione per ore e ore \u00e8 usato come tortura per i prigionieri militari, che ti credi. Scusa mi sono distratto &nbsp;di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:left\">Che cazzo ti dico ora per farti calmare, dio stai per ricominciare a strillare ecco &nbsp;che diventi paonazzo stai gi\u00e0 tendendo le mani   a ventaglio, con le dita prensili   che &nbsp;ancora non  sanno di esserlo tutte tese all&#8217;infuori.   Sembri un ragno. Un ragno rosa. L&#8217; irragno rosa. Infatti all&#8217;improvviso il desiderio di schiacciarti mi prende la testa, mi tremano le mani e anche i piedi. Anche le tempie. Piango, un pianto sconnesso convulso e &nbsp;il barattolo  pieno di prezioso latte di mammella  cade si frantuma in un colpo sordo sul pavimento il vetro va in mille pezzi grossi e opachi e grigi  e schizzati di  latte bianco, maledizione ce l\u2019 avete tutti con me, compreso te, accidenti a tutti voi figli di put\u2026 anzi no, accidenti a &nbsp;voi stronzi egoisti. I singhiozzi mi piegano e improvvisamente del budino non mi frega pi\u00f9 nulla, anzi  ho i conati di vomito, ma perch\u00e9 cazzo, sono dieci ore che non mangio, cazzo. Allora  mi volto di scatto e ti dico cazzo, semplicemente cazzo. Te lo urlo  proprio a te, cazzo. E tu ti &nbsp;fermi non pedali pi\u00f9 a caso ti allenti &nbsp;sorridi sgengivato e allora mentre raccolgo i sassi di vetro con &nbsp;una mano e con l\u2019altra  mi procuro lo scottex per asciugare  continuo con cazzo cazzo cazzo &nbsp;tipo cantilena del cazzo e tu, lattante da biberon con o senza latte di tetta ti calmi e spalanchi &nbsp;gli occhi e io, l&#8217;irragno, torno lentamente in me e mentre fuori sorge il sole ancora freddo, vedo che gli occhi ti stanno diventando davvero verdi, come i maledetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Bene, avrai la vita pi\u00f9 facile bello mio e ti prendo in braccio e provo a stringerti faccia contro faccia l\u2019ho visto fare alla mamma, che adesso porta &nbsp;le camicie da notte ed \u00e8 diventata una gran femmina, con le tette di due taglie in pi\u00f9. Siamo separati solo da un velo di lacrime  e che odore buono questo di formaggio caprino che viene dalla tua testa, \u00e8 calmante. Continuo a cantilenare cazzo cazzo cazzo e tu mi guardi ammirato con la bocca semiaperta e &nbsp;un filo lucido e tiepido di bava cola fin quasi gi\u00f9 a terra ma io ho lo scottex l\u2019acchiappo con maestria a met\u00e0 strada con un piegamento delle ginocchia  ingoiando il sale delle lacrime, con la tua fronte che poggia sulla mia spalla. Goal. Pesto latte e vetro coi piedi nudi, a terra. E nel risalire dal pavimento intravedo la superficie lumacosa dei pensili della cucina cosparsa di schizzi del tuo ultimo rigurgito di latte. In questa casa con la luce del giorno vedi mille cose da fare. Di notte &nbsp;non dormo, penso e tremo, e di giorno vedo patacche in ogni dove. Allora mentre tu dormi, di giorno, tolgo le patacche. Quindi non dormo nemmeno di giorno. Potrei pulire durante la notte. Memorizzo durante il giorno dove stanno le patacche, ne faccio &nbsp;una accurata mappatura e poi do loro la caccia nottetempo con la pila, annientandole finalmente. E trover\u00f2 la pace, me lo sento. Okay mi sento pi\u00f9 lucido adesso forse sono sempre io dai, l&#8217;irragno, quello che quando trova una soluzione sente che \u00e8 come un giro di basso che entra. Maledizione mi son distratto &nbsp;di nuovo. Usciamo fuori con la carrozzina dai, arriviamo in fondo alla strada, ai cassonetti col sacco dei pannolini sporchi, dove sono le campane per la raccolta plastica, hai presente, &nbsp;quelle enormi campane blu che tu guardi sempre con  ossequio e poi magari prendiamo la metro, andiamo al mini supermercato cos\u00ec arriviamo in tempo per la prima pausa colazione della mamma che magari ti d\u00e0 il latte direttamente dalla tetta e tu poi dormi, satollo.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec io leggo le email, che l\u2019ho sentito adesso che ne \u00e8 arrivata una &nbsp;e l&#8217;ho visto con la coda dell\u2019occhio che \u00e8 finita  nella cartella \u201crisposte cv lavoro\u201d. Ma ora no, ora la prima cosa \u00e8 uscire togliere di casa i pannolini puzzolenti fare colazione. Tu ed io. &nbsp;Che le notizie, qualsiasi esse siano, meglio metabolizzarle a stomaco pieno. Che ti credi.<br><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39275\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39275\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dallo stipite della porta della tua cameretta di lattante profumato di caglio penzola del nastro adesivo a cui \u00e8 rimasto appiccicato un ragno. 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