{"id":3925,"date":"2010-05-25T11:41:45","date_gmt":"2010-05-25T10:41:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3925"},"modified":"2010-05-25T11:41:45","modified_gmt":"2010-05-25T10:41:45","slug":"lestate-a-torino-e-una-donna-che-canta-il-blues","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3925","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;L&#8217;estate, a Torino, \u00e8 una donna che canta il blues&#8221; di Stefano Mola"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019estate, a Torino, \u00e8 una donna che canta il blues. Potrebbe avere giusto appena un po\u2019 pi\u00f9 che quarantanni. Te lo dicono i suoi occhi, quella sfumatura disillusa che ti tira dentro il pozzo scuro della pupilla. E anche un certo modo di ridere, leggermente rauco, come se il suono dovesse passare prima su una mappa di carta vetro dove sono incise cose della memoria. N\u00e9 lo sguardo, n\u00e9 la risata, sono sgradevoli, sia chiaro. Anzi.<\/p>\n<p>\u00c8 una donna che avresti da subito una gran voglia di invitare a cena, e nello stesso tempo timore. Sai benissimo di non poter usare nessun trucchetto facile, e non sei sicuro di essere all\u2019altezza della sua ironia. Potrebbe arrivare un gesto della mano come scacciare il fumo, e dentro quell\u2019aria mossa ti vedresti chiaramente: una mosca, o una zanzara. Arriverebbe presto il momento di chiedere il conto, e un sorriso di circostanza. Senza cattiveria: il fatto \u00e8 che il tempo, da un certo punto, si fa sempre pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>Lei va una settimana al mare a fine luglio, da sola. Le piace arrivare la mattina presto quando la sabbia \u00e8 ancora intatta. Si toglie il pareo e il reggiseno, e va a nuotare. Nuota piano, con metodo, per quasi mezz\u2019ora. Dopo fa principalmente una cosa: si abbronza, ma sta topless soltanto nell\u2019acqua e soltanto al mattino. Compra un po\u2019 di frutta e verdura, torna nel monolocale, mangia, mette un disco, poi si concede il lusso di dormire un po\u2019. Torna in spiaggia tardi, e si rimette al sole. Quando arriva l\u2019ombra, legge.<\/p>\n<p>Dopo impiega molto tempo per prepararsi. Si spalma a lungo e con molta attenzione il doposole. Si mette dei vestiti che usa soltanto in quella settimana. Ogni anno ne compra almeno un paio nuovi, e sta attenta alle rotazioni: non si porta dietro quelli che ha messo l\u2019anno prima, per esempio. Si fa sempre aspettare dieci minuti, massimo un quarto d\u2019ora.<\/p>\n<p>Conosce lui da molto tempo. \u00c8 uno di quegli uomini che da giovani passavano quasi inosservati, ma che col tempo acquistano. Si vede che c\u2019\u00e8 almeno qualcosa che hanno capito. Anni prima l\u2019ha corteggiata, senza successo. Era troppo sbilanciato, anche se \u00e8 sempre riuscito a farla ridere. Ogni sera vanno a cena in un ristorante diverso. Non mangiano molto, sempre pesce comunque. Chiacchierano amabilmente, come fontane in un chiostro. Ogni tanto lui riesce a farle uscire una certa risata pi\u00f9 limpida delle altre.<\/p>\n<p>Lui ci tiene ad aprirle la portiera della macchina e porgerle la mano per farla scendere, quando la riaccompagna al monolocale. Una specie di gioco, eppure, nonostante la ripetizione, quasi ogni volta le viene su una specie di rossore, sar\u00e0 il vino. Gli dice: domani sera dove mi porti? Lui sorride facendo finta di essere uno che sa, e alza le spalle, cercando uno sguardo al di sopra delle sue possibilit\u00e0. Allora lei ride un\u2019ultima volta piegando la testa all\u2019indietro, gli d\u00e0 un bacio sulla guancia, uno solo, ed entra nel portone, senza voltarsi. Lui aspetta che la porta si chiuda, e se ne va.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 niente che impedisca loro di fare l\u2019amore. Quasi tutte le estati viene un momento in cui sanno con precisione assoluta che basterebbe pochissimo, basterebbe che uno dei due facesse un gesto oltre la riga invisibile, e succederebbe. Eppure non \u00e8 ancora mai successo, ed \u00e8 quasi sicuro che non succeder\u00e0 mai. Non perch\u00e9 abbiano rinunciato al sesso, o a una storia. Pu\u00f2 capitare che uno dei due sia solo, o che lo siano tutti e due, o che stiano tutti e due con qualcuno, non importa. Sanno benissimo che non dipende da quello.<\/p>\n<p>Quando torna a Torino, le piace che faccia caldo. Le piace sentire l\u2019indolenza, e sentire la citt\u00e0 che la citt\u00e0 si \u00e8 svuotata. Le piace pensare che tutti vadano a rincorrere non si sa bene cosa, mentre lei ha gi\u00e0 fatto il suo. Sotto la pelle sa di non aver ragione, ma non importa. \u00c8 uno di quei vezzi che ci concediamo tutti, in fondo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec arriva una sera, di solito tre o quattro giorni dopo il rientro, che lei si mette un vestito anni cinquanta, stretto in vita, bianco. Sa che il contrasto con l\u2019abbronzatura \u00e8 perfetto. Sa di piacere. Prima di uscire di casa beve un whiskey on the rocks, notando che la notte gi\u00e0 arriva un po\u2019 prima. Arriva al locale che sono circa le ventidue, saluta il pianista, si fa offrire un altro whiskey, perch\u00e9 comunque c\u2019\u00e8 un certo formicolio lungo le gambe che l\u2019alcool sa ammorbidire<\/p>\n<p>Il momento pi\u00f9 bello \u00e8 quando si accende l\u2019occhio di bue e lei davanti non vede pi\u00f9 niente. Parte il piano, lei accende la voce un po\u2019 roca, e si gusta il sapore d\u2019ogni parola di quei testi a volte cos\u00ec tristi, che ogni volta per quanto usurati le regalano qualcosa di nuovo.<\/p>\n<p>Dopo il concerto, si ferma nel locale fino a tardi. Se c\u2019\u00e8 qualcuno che sa davvero come usare gli occhi, senza troppe parole, che fa capire di saper far l\u2019amore e che nel farlo intuire riesce a non essere sbruffone, si concede. Non c\u2019\u00e8 bisogno di dire che lei non va l\u00ec per quello. Sa che potrebbe succedere, ecco tutto. Non si \u00e8 mai accontentata di farlo come una specie di rito.<\/p>\n<p>Non resta mai fino al mutuo risveglio, magari si concede un piccolo sonno, che \u00e8 per\u00f2 sempre leggero, interrotto da un qualcosa che non sta nel suo ordine abituale, ormai calcificato. Allora si limita a rimettersi l\u2019abito e a raccogliere il resto, facendo il minimo rumore.<\/p>\n<p>La cosa che le piace di pi\u00f9, di queste notti, \u00e8 il momento in cui rientra nel suo appartamento all\u2019ultimo piano, in Lungo Po Cadorna. Da una finestra si vede la Gran Madre. Di solito sta appena spuntando il sole. Apre la porta, \u00e8 fresco, o perlomeno non troppo caldo. Prende un vinile di Bessie Smith che ha comprato a New York anni prima spendendo una follia, e che un vero collezionista terrebbe in una teca. Lo mette sul vecchio stereo professionale che le ha lasciato suo fratello. Non si cura del volume, tanto sono tutti in ferie. Le piace sentirlo gracchiare e frusciare, e poi quella voce.<\/p>\n<p>Si mette in bagno davanti allo specchio, tira gi\u00f9 la cerniera dell\u2019abito, lo lascia scivolare a terra, resta a guardarsi per un po\u2019. I segni sotto gli occhi dallo sguardo pieno e profondo. Poi si fa una doccia lunghissima e un caff\u00e8, con una caffettiera napoletana, lasciando uscire fuori dalla finestra la voce di Bessie Smith. Immagina le parole trovare la loro strada attraverso qualche finestra aperta, fino a qualcuno che le sappia ascoltare veramente. Ci deve essere, da qualche parte.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3925\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3925\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019estate, a Torino, \u00e8 una donna che canta il blues. 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