{"id":39206,"date":"2019-05-31T16:39:07","date_gmt":"2019-05-31T15:39:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39206"},"modified":"2019-06-19T15:18:16","modified_gmt":"2019-06-19T14:18:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-come-una-farfalla-di-daria-maura-esposito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39206","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Come una farfalla&#8221; di Daria Maura Esposito"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"font-size:-1px;text-align:left\">Entrammo,\nfaceva freddo. Il palazzetto era stato inaugurato da poco, sugli spalti\narrivavano i primi spettatori, per lo pi\u00f9 genitori che avevano viaggiato per\naccompagnare le figlie, e diverse societ\u00e0 sportive. Gli allenatori e i giudici\nerano gi\u00f9 in fondo, vicini alla pedana. Ovunque guardassi, nessuno sorrideva:\nla tensione regnava sovrana sul viso di tutti. Doveva esserci mia madre, da\nqualche parte, solo che ora non la trovavo pi\u00f9; mi girai da un lato e poi\ndall\u2019altro, ma niente. Me la immaginai che si mangiava le unghie, come sempre\nquando era tesa, e forse quel pomeriggio lo era di pi\u00f9, perch\u00e9 a causa della\nmia gara non avrebbe potuto lavorare. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Io e le mie compagne ci dirigemmo in gruppo\nverso la zona adibita agli allenamenti, ci voleva ancora un po\u2019 di tempo prima\ndell\u2019inizio della gara, ci saremmo riscaldate e avremmo provato ancora gli\nesercizi. Martina era davanti a me, il bodyrosso col fulmine disegnato e luccicante che dalla spalla destra arrivava\nal fianco sinistro, il suo vitino stretto, le gambe nude &#8211; avevamo la pelle\nd\u2019oca &#8211; erano cos\u00ec lunghe e sottili da suscitare in me una costante invidia,\nsoprattutto quando saltava e le facevano guadagnare un\u2019elevazione che io non\navevo avuto mai. Manana, la nostra insegnante bulgara, lo faceva notare sempre\na tutte che lei sapeva farlo meglio di tutte noi. <\/p>\n\n\n\n<p>La pedana era\nl\u00ec, alla fine delle scale grigie, lo scotch rosso attaccato a terra che\ndelimitava lo spazio lecito da percorrere durante gli esercizi, un sottile\nstrato di <em>moquette<\/em> sopra il pavimento\nfreddo. Il grande tavolo dei giudici, tutto a destra, e poi uno pi\u00f9 piccolo ad\nogni angolo, per consentire di scorgere ogni fallo e valutare i nostri\nesercizi. Di l\u00ec a poco il microfono avrebbe pronunciato i nostri nomi uno per\nvolta e la gara avrebbe avuto ufficialmente inizio. Percepii quella morsa che\ncomprimeva il respiro fino al petto, all\u2019altezza dello stomaco.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Mi ero\nallenata a lungo, prima di quella competizione, ma quel lancio non riusciva\nmai. Solitamente, sotto gara, gli allenamenti si facevano pi\u00f9 assidui, anche se\neravamo solo delle bambine. I miei ultimi pomeriggi li avevo trascorsi a\nprovare e riprovare quel lancio della palla, ma alla fine delle due capovolte\nquella rimbalzava via, lontana dalle mie mani. L\u2019ansia e la paura di quel\ngiorno di gara erano motivate: presagivo il sapore amaro della sconfitta e\ndella delusione di mia madre, che aveva perso un pomeriggio di lavoro\nper accompagnarmi e vedermi agli ultimi posti di una classifica lunghissima. <\/p>\n\n\n\n<p>La mia <em>Sasaki<\/em> era gialla e nera a righe, dello\nstesso colore del mio body col fulmine, era una palla costosa, ma me ne sentivo indegna, un\nattrezzo che non padroneggiavo ancora bene alla soglia dei miei dieci anni. Non\nerano bastate infinite ore di allenamento e ripetizioni e la mia incrollabile\ndeterminazione: quella palla non si attaccava alle mie mani e si dimostrava un\nalleato ingovernabile e traditore. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Quando chiamarono il mio nome il cuore\ncominci\u00f2 a pulsare nel petto come un tamburo dannato, vidi le mie compagne sorridere\ne salutarmi, erano leggere come farfalle, eleganti e bellissime, mentre mi\nfacevo piccola e distante camminando da sola verso la linea rossa. <\/p>\n\n\n\n<p>Sentii il\nfischio d\u2019inizio, mi sforzai di sorridere elevandomi sulle mezze punte, le\ngambe tese, i muscoli rigidi, la schiena dritta ed il petto in fuori, la testa\nalta ed un sorriso finto sulle labbra. Attacc\u00f2 la musica. Il pubblico era\nsilenzioso e pensai che aspettasse solo la mia caduta, i visi arcigni dei\ngiudici, la donna al primo banco tamburellava con la sua bic blu sul tavolo di\nlegno, al ritmo della mia canzone. E poi arriv\u00f2 il lancio. Guardai il soffitto\ncercando di mirare in alto, pi\u00f9 avanti della mia testa: dovevo calcolare lo\nspazio delle due capovolte, affinch\u00e9 la palla ricadesse proprio sulla mia mano.\nTrattenni il fiato e per un solo istante, mentre ero a testa in gi\u00f9 e giravo,\nchiusi forte gli occhi immaginando un lieto fine. Arrivata seduta &#8211; trattenevo\nancora il respiro &#8211; cercai la palla con lo sguardo e distesi il gomito destro\nin avanti, aprii il palmo, lentamente, le dita una alla volta, a ventaglio, e\nfu l\u00ec, sulla mano protesa, che la vidi arrivare, tonda e perfetta, le righe\nrosse e nere che giravano vorticosamente. La sentii finalmente mia,\naccompagnandola nella discesa, strinsi i polpastrelli per trattenerla e non\nlasciarla scappare. Una manciata di secondi di perfezione. <\/p>\n\n\n\n<p>Continuai gli\nultimi esercizi, due rotazioni in <em>relev\u00e9 <\/em>sul\npiede sinistro, i salti precisi sulle punte, e poi il finale, distesa a terra:\nla palla dietro la schiena, le gambe piegate fino a toccare le spalle, le\nmezzepunte vicine allo <em>chignon<\/em> dei\ncapelli come in uno spettacolo circense, sulle ultime note di pianoforte. Fu in\nquell\u2019istante di silenzio che incrociai il suo sguardo, la sua chioma bionda\ntra il pubblico, l\u2019unghia del dito indice tra i denti, la sua attesa, il\nrespiro sospeso. Sorrisi: era andato tutto bene. Il suo volto si addolc\u00ec, gli\nangoli delle labbra se ne andarono all&#8217;ins\u00f9, in un guizzo di felicit\u00e0. Era\nfinita, di l\u00ec a poco saremmo tornate a casa. Ero leggera anch\u2019io, adesso, come\nuna farfalla.<\/p>\n\n\n\n<p> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39206\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39206\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Entrammo, faceva freddo. Il palazzetto era stato inaugurato da poco, sugli spalti arrivavano i primi spettatori, per lo pi\u00f9 genitori che avevano viaggiato per accompagnare le figlie, e diverse societ\u00e0 sportive. Gli allenatori e i giudici erano gi\u00f9 in fondo, vicini alla pedana. Ovunque guardassi, nessuno sorrideva: la tensione regnava sovrana sul viso di tutti. [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_39206\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39206\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":19340,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[532],"tags":[],"class_list":["post-39206","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2019"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39206"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/19340"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39206"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39206\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39356,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39206\/revisions\/39356"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}