{"id":39172,"date":"2019-05-30T17:06:29","date_gmt":"2019-05-30T16:06:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39172"},"modified":"2019-05-30T17:07:49","modified_gmt":"2019-05-30T16:07:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-tutti-i-gusti-piu-uno-di-roberta-barbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39172","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Tutti i gusti pi\u00f9 uno&#8221; di Roberta Barbi"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando tornava da scuola, alle 14 in punto, Jamie si fermava davanti al cancello del giardino di casa sua e fissava il portico, sempre perfettamente spazzato. Con una mano reggeva lo zaino, appeso a una spalla sola, con l\u2019altra, con un gesto meccanico e ormai familiare, frugava nelle tasche del giubbino e tirava fuori una caramella ovale verde brillante, di quelle che a toccarle ti lasciano una polverina biancastra sulle dita una volta spogliate dell\u2019involucro di plastica trasparente. Ci voleva la menta, per avere il coraggio di entrare: un gusto fresco che dal palato precipita in basso, fino a gonfiare i polmoni, e in alto schizza oltre il naso per rinfrescare idee e pensieri. Un balsamo per le mucose e per l\u2019anima in gocce solide incartate singolarmente. Ogni pomeriggio la gustava cos\u00ec: senza zucchero, con gli occhi chiusi ed espirando profondamente. Quando si era completamente liquefatta sulla lingua, era pronta a entrare.<\/p>\n\n\n\n<p>La mamma era in cucina come al solito.\nSinghiozzava. Trasal\u00ec: \u201cAh, sei tu\u201d. Un sospiro di sollievo. \u201cStavo affettando\nle cipolle. A proposito, sai dov\u2019\u00e8 finito il coltello liscio? L\u2019ho cercato\ndappertutto, sono costretta a tagliarle con quello seghettato, ma non \u00e8 la\nstessa cosa \u2013 si rabbui\u00f2 &#8211; sai tuo padre quanto ci tiene che la zuppa sia\nperfetta, \u00e8 il suo piatto preferito\u2026\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Jamie non rispose. Mentre sistemava sul\ntavolo i libri per i compiti, pensava a come poteva essere una caramella alla\ncipolla: certamente della classica forma a goccia e con un involucro biologico,\nsimile a una buccia sottile. Dolce al palato, naturalmente, ma con una\ncorrezione aromatica, di anice, magari. <\/p>\n\n\n\n<p>Quando la pendola suonava le 18 lui\nrientrava, ovviamente non prima di aver trascorso una buona mezz\u2019ora al bar in\nfondo alla strada a bere whiskey. <\/p>\n\n\n\n<p>Una volta aveva assaggiato le caramelle\nal whiskey: somigliavano a zollette di zucchero di canna a vederle, ma a\nmangiarle erano ruvide; avevano un sapore a met\u00e0 tra il malto e l\u2019orzo e una\ngoccia di liquore al centro. Non erano il suo genere. <\/p>\n\n\n\n<p>Iniziava con il rumore metallico del cancello sbattuto contro il muro, seguiva uno scalpiccio malfermo sulla ghiaia del vialetto e qualche tentativo a vuoto di infilare la chiave nella serratura, poi lo scatto e suo padre era a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Se l\u2019incespicare era stato pi\u00f9 lungo e\nincerto del solito, allora ci voleva una mou al caramello: morbida, suadente,\ndi quelle che ti abbracciano fino a non staccarsi pi\u00f9 dai denti e sembrano\ncancellare tutte le amarezze con la loro dolcezza assoluta, disarmante,\nperfetta. \u201cMa come fai a mangiare tutte quelle schifezze? Prima o poi ti si\nriempir\u00e0 la bocca di carie\u201d, le diceva sua madre a vederla scartare\nfreneticamente quel piccolo cilindro di paradiso dalla sua carta color oro, mentre\nsi affrettava a togliere di mezzo i libri e a sparire in camera sua. <\/p>\n\n\n\n<p>Curiosa premura per una che stava per essere pestata a sangue. <\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0 a quale gusto di caramella poteva somigliare di pi\u00f9 il sapore del sangue. Jamie se lo stava chiedendo al sicuro al di qua della porta della sua stanza chiusa a chiave, mentre di l\u00e0 stava iniziando la solita corrida pomeridiana. Si metteva le cuffie con la musica a tutto volume per non sentire le urla, anche se la mamma non gridava quasi pi\u00f9. Ci si abitua a tutto, anche alle botte. Durava circa mezz\u2019ora, perch\u00e9 poi aveva bisogno di ripulirsi in tempo per servire la cena alle 19 in punto. Nulla sapeva rendere quella mezz\u2019ora sopportabile oltre alle caramelle mou. Non riusciva a descrivere quel gusto come avrebbe voluto. Una volta, facendo zapping alla tv, su un canale di cucina avevano spiegato che i gusti percepibili dall\u2019uomo sono quattro pi\u00f9 uno. Ci sono i tradizionali: dolce, amaro, salato e aspro, e poi c\u2019era l\u2019umami. Neanche il conduttore lo aveva saputo spiegare bene, eppure era uno chef. Il mou doveva essere quell\u2019umami, aveva pensato Jamie. E aveva sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era stato un tempo in cui le cose\nerano diverse. Un tempo in cui nel vialetto si sentiva fischiettare, la chiave\ngirava sicura nella toppa e suo padre rincasava canticchiando qualche vecchia\ncanzone country. Allora lei mangiava solo rotelle di liquirizia nera. Si\ndivertiva a morderne un capo e poi a srotolarle lentamente, fino a ottenere un\nserpentone appiccicoso che le inzaccherava le dita. A questo punto lo\nriarrotolava intorno alla lingua e faceva le boccacce verso i suoi genitori che\nnon smettevano di ridere. <\/p>\n\n\n\n<p>La prima volta che aveva mangiato una caramella era stato dopo aver letto Harry Potter. Anche lei aveva voluto provare tutti i gusti pi\u00f9 uno, ma non aveva ancora trovato il suo preferito. Solo molto pi\u00f9 tardi aveva iniziato a ingozzarsi. <\/p>\n\n\n\n<p>Alle 19, prima di raggiungere i suoi\ngenitori per cena, s\u2019infilava in bocca tre o quattro gommose alla fragola. Ne\naveva di tutte le forme: a cuoricino, a orsetto, a fiore, tutte traboccanti\nzuccherini colorati di rosso e spesso tutte appiccicate al sacchetto lezioso in\ncui venivano vendute. Erano stucchevoli, specie se prese pi\u00f9 di una alla volta,\nmasticate e mandate gi\u00f9 velocemente, ma era l\u2019unico modo per sopportare quella\nvicinanza. Si sarebbe seduta, scusata per il poco appetito, e in pochi minuti\nsarebbe tornata in camera sua. <\/p>\n\n\n\n<p>Prima di andare a letto, per\u00f2, prendeva un paio di pasticche alla melissa, quelle piccole, rotonde, dentro il dispenser bianco che teneva nel cassetto. Come un benefico sciroppo, l\u2019erba buona dal sapore di limone le scendeva gi\u00f9 nella gola e come il principe azzurro delle favole la proteggeva dall\u2019ansia e difendeva il suo sonno dalla paura e dai brutti sogni. Solo cos\u00ec riusciva a dormire, anche se i brutti sogni non potevano superare la realt\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Quella notte lui si materializz\u00f2 alle tre, annunciato dalla solita puzza d\u2019alcol. Stavolta non l\u2019aveva sorpresa. Stavolta era pronta. Solo il tempo di cogliere, proprio come si farebbe con un fiore, un rettangolino amaranto, schiacciato al centro, dall\u2019elegante scatola cromata che aveva sistemato sul suo comodino. Praline al rabarbaro. Non le aveva mai assaggiate prima, anche se il nonno quando era bambina gliele aveva offerte spesso: le chiamava le sue caramelle da meditazione. Valut\u00f2 che mantenevano un perfetto equilibrio tra dolce e amaro, un gusto leggermente metallico, una rotondit\u00e0 liquorosa sul palato e una consistenza ferma, anche se lievemente gel\u00e9e: una pura esplosione di sapore. Aveva trovato il suo gusto preferito, ideale per un\u2019occasione speciale. <\/p>\n\n\n\n<p>Ne bast\u00f2 una per avere la forza di conficcargli\ndritto nel cuore il coltello a lama liscia delle cipolle. Lui non emise neanche\nun fiato, si accasci\u00f2 sul fianco e subito una macchia scura e densa inizi\u00f2 ad\nallargarsi sulla coperta. Per un attimo Jamie esit\u00f2. Si era chiesta tante volte\nquale caramella potesse avvicinarsi di pi\u00f9 al sapore del sangue. All\u2019improvviso\nnon aveva pi\u00f9 dubbi: il rabarbaro. <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39172\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39172\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando tornava da scuola, alle 14 in punto, Jamie si fermava davanti al cancello del giardino di casa sua e fissava il portico, sempre perfettamente spazzato. 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