{"id":39164,"date":"2019-05-30T16:56:36","date_gmt":"2019-05-30T15:56:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39164"},"modified":"2019-05-30T16:56:38","modified_gmt":"2019-05-30T15:56:38","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-lucio-anima-di-pesce-di-genny-sollazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39164","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Lucio, anima di pesce&#8221; di Genny Sollazzi"},"content":{"rendered":"\n<p>Leggero come piuma,\nserafico e beato me ne sto comodamente spaparanzato sulla panchina sotto il\nsole primaverile di Bruxelles. In molti mi si siedono sopra, non mi turbano. Nella\nmia inconsistenza mi preparo a nuove battaglie, mi riposo. Penso. Ricordo. <\/p>\n\n\n\n<p>Spesso accade che ci\u00f2 che\nla mente dimentica e immerge nell\u2019oblio del passato, trovi spazio nei sogni.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec mi successe quel\ngiorno, il mio ultimo giorno di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo fatto una pausa\nsotto un massiccio scoglio coperto di smorte alghe, di cui non distinguevo\nneppure pi\u00f9 il colore. Ero stanco, da tempo viaggiavo senza posa. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma scusatemi, non mi sono\nneppure presentato, e forse sarebbe il caso di farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci vuole poco comunque,\nbasta dirvi che mi chiamo Lucio, attempato elemento della famiglia dei saraghi,\normai deceduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dicevo,&nbsp; chiusi gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza rendermene conto,\nin pochi attimi cominciai a stare meglio. Le squame mi si distesero\nimmediatamente, la coda si allung\u00f2 e quasi smise di muoversi tenendomi comunque\nben in equilibrio. Ero immerso nel verde pi\u00f9 intenso. Anche se non ho mai\nbevuto alcol in vita mia, mi pareva di provare un\u2019ebbrezza etilica.<\/p>\n\n\n\n<p>Circondato da un\narcobaleno di colori, predominanti lo smeraldo e l\u2019azzurro, guizzavo veloce,\nleggero, giocavo, rincorrevo i miei simili. Sentivo il calore sulle squame, la\nluce del sole filtrava tra le acque, poggiandosi sul mio corpo, mi faceva\nbrillare.<\/p>\n\n\n\n<p>Un pulviscolo di polveri,\nbollicine e residui di plancton danzavano nell\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo una fame\nincredibile e tutto, intorno a me, mi faceva brodo. Ogni cosa che mi capitava\ntra le fauci era una leccornia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ges\u00f9 che sogno! Ho quasi\nla certezza che stavo russando di piacere, non perch\u00e9 mi sia udito, ma per la\nmeravigliosa sensazione che mi sentivo dentro. Ero circondato, sopra, a fianco,\nsotto, altri pesci, colorati e luccicanti pi\u00f9 di me.<\/p>\n\n\n\n<p>Conchiglie, pomodori\nrossi e stelle marine visibili in grande quantit\u00e0 in mezzo agli anfratti\nvellutati composti dagli scogli. Banchi di tonni mi travolgevano, accarezzavano\nil mio corpo, che usciva indenne e vivificato da quella bufera.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi superavano sciami di\nmeduse. I tentacoli iridescenti, nella loro trasparenza non mi pizzicavano\naffatto. Ero avvolto in una nube colorata e non volevo in alcun modo uscirne.<\/p>\n\n\n\n<p>Sprofondando ancor pi\u00f9\nnel sonno, mi abbassai sul fondale sentendo il mio corpo leggero solleticato\ndai coralli, cari, simpatici, alberelli di mare. Mi salutarono con le loro\nbraccia, e io sorrisi, s\u00ec sorrisi. Perch\u00e9 anche noi pesci, pur se non si\ndirebbe mai, quando ci sono le circostanze giuste, sorridiamo! Ed in quel sogno\nc\u2019erano eccome, mi pareva d\u2019essere in paradiso.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardai i polpi assumere\nle numerose diverse sembianze colorate del paesaggio\u2026sparire tra le foglie\nmelliflue della posidonia. Sospirai, senza inghiottire un filo d\u2019acqua,\nsospirai trangugiando felicit\u00e0\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Un boato! Ero sveglio.\nPovero Lucio, avevo cos\u00ec bisogno di riposo, ma i motori delle barche, pur in\nlontananza non mi davano pace. La qualit\u00e0 del sogno era stata eccelsa. Mi\nriscossi, cercai di scuotermi di dosso la sensazione che quello non fosse solo\nun sogno. Possibile che un tempo quel paesaggio, fosse stato vero?!<\/p>\n\n\n\n<p>Ripresi il mio viaggio e\nla sensazione svan\u00ec. Era tutto nebbioso, scuro, vedevo poco o nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>A tratti il mio corpo era\npercorso da sostanze viscide, sporche. Non riuscivo a distinguerle bene. Le\nsentivo scorrere su di me, provavo un intenso fastidio. Il forte dolore che\navevo avvertito sul dorso prima di addormentarmi, aveva ricominciato a farsi\nsentire impetuoso. Pulsava senza sosta. Muovevo velocemente la coda, mi allontanavo\nterrificato da un pericolo incombente, che non vedevo, ma mi gelava l\u2019anima. <\/p>\n\n\n\n<p>Dai boccheggi dei miei\nsimili, mi era giunta notizia che in prossimit\u00e0 del porto una petroliera aveva\nsversato in mare, non si sa se volontariamente o per errore. Fatto sta che una\nchiazza grigio nera si era diffusa in superficie. Sul fondale era ancora\npeggio. Quella era melma che intrappolava. Ed io, povero Lucio, nuotavo\ndolorante.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero fuggito insieme ad\naltri amici che erano con me nei paraggi, ma il mio era il ritmo di un pesce\nattempato, per cui ero rimasto solo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non riconoscevo pi\u00f9 il\nmio ambiente, mi sentivo smarrito. Con lo scurirsi delle acque, aumentava in me\nla sensazione di soffocamento. Cupo e disperato continuavo a muovere la coda. I\nmiei genitori mi avevano raccontato tante cose del mare del passato. Erano\nnotizie che tramandavano di antenato in antenato, di sarago in sarago.\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>E sempre i miei mi\nrassicuravano: \u201cPiccolo Lucio, torneranno i tempi dei nostri avi, torneranno\u201c. Sembrava\ncredessero a quelle leggende paradisiache narranti di acque pulite, di un mondo\nsenza plastica, senza benzina n\u00e9 petrolio. Io non sapevo cosa pensare, ma fui\nfelice che quel giorno, poco prima di morire, mi fosse stato regalato un\nmomento di beatitudine tramite un sogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza arrendermi, fiato\nal minimo, visibilit\u00e0 ridotta, pezzi di plastica che mi frusciavano intorno e\nche da tempo erano divenuti il mio unico cibo reperibile con facilit\u00e0, provai\nad avanzare, ma la melma nera e infida procedeva forse pi\u00f9 veloce di me e\nquesto pensiero mi rendeva sempre pi\u00f9 debole e fiacco.<\/p>\n\n\n\n<p>Sapete come and\u00f2 a\nfinire? <\/p>\n\n\n\n<p>Un tempo, un pesce dopo\nuna vita gloriosa passata a guizzare con i compagni in mare a riempirsi il\ncuore di immagini del fondale, finiva in una bella teglia da forno e, addentato\ndai commensali, spargeva la bellezza raccolta, nel corpo di chi di lui si\ncibava.<\/p>\n\n\n\n<p>Io morii ingloriosamente.\nNeppure travolto e sepolto dalla costosa melma nera. NO! <\/p>\n\n\n\n<p>Accecato, mi trovai\ndentro una busta. Una piccola busta di plastica. In altri momenti avrei saputo\nuscirne.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera no. Ci entrai\ndentro e non mi resi conto pi\u00f9 di nulla. Stupidamente, convulsamente, spingevo\nin avanti \u2026 accecato dalla paura, oltre che dalle acque, persi ad uno ad uno\ntutti i miei respiri.<\/p>\n\n\n\n<p>Una morte rapida. Ma di\ndolore ne avevo raccolto molto prima di lasciare questo mondo, constatando il\nmodo in cui stavo vivendo, il pattume che mi circondava e che tristemente era\ndiventato il mio habitat naturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ora che sono un pesce\nfuor d\u2019acqua, penso sia proprio tutta questa mia sofferenza ad avermi fatto\nassurgere al ruolo di anima consigliera di coloro che decidono sui processi biologici\ned ecologici. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono uno spirito, a volte\nanche maligno, perch\u00e9 vi assicuro la fatica \u00e8 tanta. Toccasse a noi pesci\nguidare tutto, sono certo andrebbe meglio. Invece no! <\/p>\n\n\n\n<p>Tocca a quegli ottusi con\nquattro estremit\u00e0 diversamente disposte. Dice che abbiano un cervello, ma se lo\nhanno, sono certo che non funzioni poi molto. Una volta ho letto, in uno dei\nloro libri, che noi pesci abbiamo il cervello troppo piccolo rispetto al corpo.\nSono fissati con le dimensioni e le apparenze, loro! La sostanza non li tange. <\/p>\n\n\n\n<p>Come anima consigliera ce\nla metter\u00f2 tutta a turbare i cuori di questi esseri insensibili. Spero ne\nvedrete i risultati. Io, non potendo fare in altro modo, mi son buttato a pesce\nnegli studi. Mai letto e studiato tanto in vita mia, recupero il tempo perduto.\nAscolto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho fiducia in me e nelle\nanime di chi come me \u00e8 morto a causa dell\u2019egoismo umano. Sono cechi e sordi e\ncredono sempre che ci sia tempo. Tempo per fare, per rimediare, per smettere di\ndeturpare. <\/p>\n\n\n\n<p>Tutto sta cambiando e a\nloro non interessa. Sciocchi! Nella loro filosofia \u201cusa e getta\u201d pensano di\nsfruttare fino all\u2019ultima risorsa e poi via, navicella spaziale e alla ricerca\ndi un nuovo mondo! Che pazienza ci vuole con loro, altro che a pescare!<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho intenzione di\ntenere l\u2019acqua in bocca in questo mia nuova seconda strana vita, ma intendo\nurlare tutto il mio dolore, alla fine mi dovranno ascoltare.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi sono al parlamento\neuropeo. Ho dato il meglio di me e molto sono riuscito a fare per infondere\nnell\u2019animo dei presenti l\u2019uso di un nuovo tipo di plastica che non lasci\ntraccia per secoli nel mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso vado nelle scuole,\nal Cnr, in ogni posto dove qualcuno tenga un convegno sull\u2019ecologia e lo\ninspiro, sempre lo inspiro. Il mio unico mezzo \u00e8 la bellezza che mi porto in\ncuore per quello che ho visto in sogno, per quello che mi hanno raccontato i\nmiei.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora basta chiacchere,\nsono stanco. Un riposino su questa panchina, poi riparto. Mi serviranno tante\nenergie e nuove idee!<\/p>\n\n\n\n<p>E voi, raccontate pure la\nmia storia, mi aiuterete! Sono certo che mi aiuterete, umani e non! E sappiate\nche se nella vostra mente qualche volta alberga un pensiero ecologico, forse\ndietro c\u2019\u00e8 un\u2019anima di pesce a infondervelo. La mia.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39164\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39164\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Leggero come piuma, serafico e beato me ne sto comodamente spaparanzato sulla panchina sotto il sole primaverile di Bruxelles. 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