{"id":39111,"date":"2019-05-30T11:37:19","date_gmt":"2019-05-30T10:37:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39111"},"modified":"2019-05-30T11:37:22","modified_gmt":"2019-05-30T10:37:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-resilienza-di-agnese-lucarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39111","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Resilienza&#8221; di Agnese Lucarelli"},"content":{"rendered":"\n<p>\nAnna era appena giunta al portone. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nSentiva il cuore e la mente molto pi\u00f9\npesante del borsone che portava sulla spalla. La macchina lasciata un\npo distante, la causa del fiato corto. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nEra preoccupata e piena  di tutti quei\nracconti e resoconti fatti dei colleghi durante il breathing, le\nriunioni giornaliere. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nOgni  giorno alle 13 in punto, si\nincontravano tutte le figure professionali per parlare dei casi in\ncarico. Quel mercoled\u00ec 25 maggio c\u2019erano tutti: medici,\ninfermieri, oss, caposala, psicologo. L\u2019equipe al completo. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nChe questo caso era complesso le fu\nchiaro sin da subito.<\/p>\n\n\n\n<p>\nAdesso, davanti a quel portone, la sua\nangoscia per il non ancora conosciuto di persona e l\u2019 autostima\nperennemente sotto i piedi la facevano arretrare. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nPensava: &#8211; Sar\u00f2 in grado di mettere\nin gioco la mia capacit\u00e0 professionale, le mie competenze, rimanendo\nlucida ma umanamente autorevole?  Sar\u00f2 in grado di avere un adeguato\ndistacco  da non farmi fagocitare dalla situazione? &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa ragazza, era gi\u00e0 in carico al\nservizio di Cure Palliative da alcuni giorni. Tre per l\u2019esattezza.\nE per tre giorni era stato  l\u2019argomento principale. Cos\u00ec le\navevano detto.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLei, rientrata dalle ferie proprio\nquel giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>\nAncora le rimbombavano nelle orecchie\ni commenti, i consigli, le prescrizioni&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8230;Sulla casa, sulla famiglia, sulla\nterapia\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Ha funzionato il cortisone?-<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Per fortuna il dolore \u00e8\ncontrollato. &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Allora cosa si fa? Si fa o non si fa\nl\u2019antibiotico?-<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; La mamma poverina! non accetta la\nsituazione! &#8211; \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Ci credo! &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; La sorella pi\u00f9 piccola la mattina \u00e8\na scuola, non l\u2019abbiamo ancora vista. Anche il babbo oggi non\nc\u2019era,  invece c\u2019era la nonna che secondo me non ha capito ancora\nla situazione. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Ieri  non aveva mangiato niente.\nOggi solo un po&#8217; di gelato! E\u2019 rallentata nei movimenti e deve\nessere accudita in tutto!<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; La zia ha detto che \u00e8 riuscita a\nportarla in bagno, ed \u00e8 andata d\u2019intestino finalmente! altrimenti\nstamattina dovevamo fare il clistere!  Era in programma\u2026 Oltre a\ntutto il resto.<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Comunque c\u2019\u00e8 un problema con\nL\u2019accesso venoso! Oggi pomeriggio devi andare a rimettere l\u2019ago.\nStamani non ci siamo riuscite e  non abbiamo potuto fare la terapia.\n&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Si perch\u00e9 mangia poco e beve poco\u2026-<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; L\u2019hai gi\u00e0 detto\u2026-<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; La mamma stamattina era molto\ncontrariata perch\u00e9 non abbiamo fatto la terapia. Si ma non andare\ntardi! che deve fare il cortisone! E poi, stai attenta a cosa dici, a\ncome lo dici, a come ti comporti. La mamma ti guarda sempre con due\nocchi!! &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; E\u2019 vero! Osserva scrupolosamente\ntutto quello che si fa. Come un falchetto! &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Avr\u00e0 le sue ragioni! &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Si ma non \u00e8 mica colpa nostra se \u00e8\nuna situazione di merda! &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211;  Ieri mentre si stava facendo il\nbagno a letto alla ragazza, abbiamo un po\u2019 scherzato per\nalleggerire il momento, qualche battuta sciocca per smorzare la\ntensione. Siamo riuscite a far sorridere la mamma! E dopo ci ha\naccompagnato in cucina e ci ha offerto il caff\u00e8, ed allora si \u00e8 un\npo\u2019 lasciata andare e abbiamo parlato tanto. Ha voluto sapere cosa \n si deve aspettare da ora in poi. Cosa deve succedere\u2026-<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Oggi abbiamo portato il dottor\nLorini!, menomale che \u00e8 potuto venire! Le ha spiegato come dovrebbe\nevolversi la situazione e a che cosa stiamo andando incontro&#8230; E\u2019\nstato penoso per la mamma! &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Domani mattina ci torniamo, con il\ndottore che deve parlare anche con il babbo. &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; La terapia \u00e8 scritta in cartella \u00e8\ntutta dettagliata non dovresti avere problemi. &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Anna il mio telefono \u00e8 sempre\nacceso. Se ci sono problemi chiamami! &#8211; Disse il dottor Lorini.<\/p>\n\n\n\n<p>\nA questo punto prese  la parola il\ndottor Sarti, lo psicologo. Era stato fino ad allora ad ascoltare e\nad osservare, annotando sul suo solito quadernino. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Ma voi, come vi sentite di fronte a\nquella mamma? Nell\u2019immaginario collettivo una mamma non pu\u00f2  e non\ndeve sopravvivere ad un figlio. Viviamo questo  come fosse una cosa\ncontro natura. Ed \u00e8 molto  radicato dentro l\u2019essere umano. Cosa\nsuscita in voi? In voi  persone, prima che professionisti sanitari?\nQuali sentimenti tira fuori il toccare con mano questa morte giovane?\nE il dolore di quella mamma? \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nEra sceso il silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>\nOgnuno con il suo groppo alla gola,\nognuno con il pensiero ai propri figli, alla propria vita.<\/p>\n\n\n\n<p>\nNessuno disse niente.<\/p>\n\n\n\n<p>\nAnna non aveva ancora parlato, da\nquando era iniziato il breathing un\u2019ora prima.<\/p>\n\n\n\n<p>\nAltri pazienti erano in carico al\nservizio ma furono appena menzionati, tanta  era l\u2019emozione che\nquesta famiglia scaturiva, dentro l\u2019animo dell\u2019intero gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p>\nEppure di morenti ne avevano\naccompagnati tanti e di tutte le et\u00e0. E tanti familiari   erano\nstati accuditi, istruiti,sorretti e supportati, da loro, operatori\nsanitari.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLoro,testimoni ordinari: della\ntenerezza di fronte alla fragilit\u00e0 umana, della speranza scaturita\ndalla ineluttabilit\u00e0 della vita, della forza interiore sprigionata\nnella quotidianit\u00e0 della malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>\nAnna, quel pomeriggio, prima di\navviarsi per le assistenze domiciliari aveva bisogno di chiarirsi un\nattimo le idee. Si fece un caff\u00e8 alla macchinetta e si sedette un\nattimo.<\/p>\n\n\n\n<p>\nToccava con mano tutti i giorni che il\nmorire \u00e8 l\u2019inevitabile. E\u2019 naturale come il nascere.<\/p>\n\n\n\n<p>\nD\u2019altra parte anche alla scuola\nelementare  insegnano la naturalit\u00e0 degli esseri viventi, che\nnascono, crescono, si riproducono e poi muoiono! \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nSi ricordava bene quando per il\ncompito di scienze aveva aiutato  le sue bambine, tanti anni prima.<\/p>\n\n\n\n<p>\nMa quanto \u00e8 difficile comprendere e\naccettare, pensava.<\/p>\n\n\n\n<p>\nTuttavia la sofferenza che vedeva non\nle provoca assuefazione, non si era abituata al dolore e allo strazio\ndegli altri, anzi, in qualche modo l\u2019aveva cambiata nel profondo.<\/p>\n\n\n\n<p>\nRimuginava:<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Non mi hanno spiegato: lei come sta?\nE\u2019 rallentata hanno detto, ma riesce a parlare? A comunicare? E\u2019\nlucida? Cosa sa\u2019 della sua malattia? E\u2019 consapevole? La sorella,\nsar\u00e0 stata preparata\u2026? C\u2019\u00e8 qualcuno che sostiene l\u2019intera\nfamiglia?<\/p>\n\n\n\n<p>\nTanti pensieri e tanti interrogativi\naffioravano incontrollati mentre si avvicinava alla macchina di\nservizio. Mise in moto, part\u00ec e non accese la radio.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLungo la strada guid\u00f2 con prudenza ma\ncon velocit\u00e0 sostenuta, quasi non vedesse l\u2019ora di arrivare. E\ndurante il tragitto preg\u00f2, non lo faceva da tanto tempo. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nArrivata, fece due giri dell\u2019isolato\nper trovare parcheggio e lo trov\u00f2 un po&#8217; distante. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; menomale! &#8211; pens\u00f2 &#8211; Ho ancora\nqualche minuto per decidere cosa dire\u2026 e come comportarmi\u2026-<\/p>\n\n\n\n<p>\nPrese la borsa da lavoro nel\nbagagliaio, che aveva accuratamente preparato prima di partire, la\nmise in spalla e si incammin\u00f2 verso la casa.<\/p>\n\n\n\n<p>\nAl portone la invase un senso di\nfragilit\u00e0, i tanti pensieri la resero incerta, ma fece un bel\nrespiro e suon\u00f2 il campanello. Ad aprire all\u2019istante fu un sorriso\nappena accennato  e molto tirato.  La  stava aspettando.<\/p>\n\n\n\n<p>\nSi present\u00f2 porgendole la mano.<\/p>\n\n\n\n<p> &#8211; Buonasera signora, piacere  sono Anna. Non ci conosciamo ancora, sono rientrata oggi dalle ferie, i colleghi mi hanno spiegato\u2026.- Poi  si zitti &#8211; Il nervoso mi fa parlare a sproposito &#8211; pens\u00f2 entrando nell\u2019 ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p> Sorridendo e guardandola negli occhi\u2026\n&#8211;  Come sta andando? Lei signora come\nsi sente?<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211;  Abbastanza bene. Rispose con le\nlacrime agli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa signora accompagn\u00f2 l\u2019infermiera \nin camera della figlia, dove tutto era gi\u00e0 un ospedale, l\u2019asta per\nla flebo accanto al letto, le flebo e i medicinali sul cassettone\u2026e\nsul comodino, la bottiglietta dell\u2019acqua con il tappo forato per\nfarci passare la cannuccia, come quando non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la forza per\nbere al bicchiere.<\/p>\n\n\n\n<p>\nAnna si avvicin\u00f2 al letto, salut\u00f2 \ncon una carezza quel volto gonfio di cortisone e di sofferenza. Quel\ngiovane corpo sprofondato in un ultimo letto.<\/p>\n\n\n\n<p>\nEcco, in quell\u2019istante si sent\u00ec le\nspalle alleggerirsi. Come per incanto l\u2019angoscia accumulata nel\npetto si affievol\u00ec, e quel nodo alla gola si sciolse.<\/p>\n\n\n\n<p>\nC\u2019era da fare. Il resto venne da s\u00e9.\nLa mente, il sapere e il cuore\nguidarono le mani&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>\nQuel pomeriggio Anna fece il suo\nlavoro. O meglio, quello che seppe fare umanamente e\nprofessionalmente  in quella circostanza. Sorridendo,  somministr\u00f2\nla terapia, controll\u00f2 tutti i parametri, sistem\u00f2 il letto,\nposizion\u00f2 i cuscini per darle una posizione pi\u00f9 confortevole\u2026.  \nSpieg\u00f2 intanto che faceva e prepar\u00f2 i farmaci da fare qualora ce ne\nfosse bisogno. Poi sempre sorridendo si accomiat\u00f2 da lei dandole un\nbacio sulla fronte.<\/p>\n\n\n\n<p>\nNon c\u2019era niente per cui sorridere,\nma la compassione quando non puoi piangere ti lascia sulle labbra un\nsorriso commosso di partecipazione al dolore dell\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>\nCon la mamma passarono in cucina e l\u00ec,\n rispieg\u00f2 di nuovo  quello che c\u2019era da fare, in caso di\ndifficolt\u00e0 respiratoria, in caso di agitazione o di dolore\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Non devi avere dubbi, state facendo\nla cosa giusta. Siete genitori coraggiosi a tenerla a casa, a non\nfarla ricoverare, a farla morire nel suo letto.\u2026-<\/p>\n\n\n\n<p>\nNon avevano voluto ordinare il letto\narticolato e il materassino antidecubito, e ormai non ce n\u2019era pi\u00f9\nbisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Ma il dottor Lorini lo posso\ncontattare se avessi bisogno? Chiese la mamma.<\/p>\n\n\n\n<p>\n&#8211; Il dottore \u00e8 reperibile\u2026 potete\nchiamare se avete bisogno, e  Il 118 \u00e8 gi\u00e0 allertato e conoscono il\ncaso&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>\nL\u2019infermiera riconobbe quello\nsguardo, rassegnato e consapevole, osservato sul volto di tanti, nel\nmomento in cui si salutarono.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa mamma torn\u00f2 in fretta al capezzale\ndella figlia e  Anna usc\u00ec in strada, una volta uscita, sent\u00ec l\u2019aria\nche si era fatta pi\u00f9 fresca e la respir\u00f2 a pieni polmoni.<\/p>\n\n\n\n<p>\nCome avrebbe potuto non immedesimarsi?<\/p>\n\n\n\n<p>\nPatrizia, cinquantadue anni, la sua\net\u00e0. Greta, venticinque, l\u2019et\u00e0 di sua figlia. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nTorn\u00f2 con calma verso la macchina,\ncercando di ricacciare le lacrime che avevano iniziato a rigarle il\nvolto e si rese conto improvvisamente che aveva una canzone in testa.\nSi ora ricordava! L\u2019 aveva sentita alla radio quella mattina, e\nquelle parole le risuonavano ora nella mente.<\/p>\n\n\n\n<p>\nA lei piaceva molto sentire la musica\na volume alto mentre guidava, cantare e ballettare, e questo faceva\ntanto ridere le sue bambine, quando erano piccole.<\/p>\n\n\n\n<p> Con quelle parole in testa&#8230; \u2026 and you let her go&#8230; \nand you let her go\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\narriv\u00f2 alla macchina. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\nE la lasci andare\u2026. Lasciarla andare\n\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\nLasciare andare l\u2019angoscia, il\ndolore per arricchirsi di altri sentimenti&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>\nEra pronta per ripartire. Verso un\naltro paziente un\u2019altra famiglia e un\u2019altra casa.<\/p>\n\n\n\n<p>\nMise in moto, e la radio si accese,\nalz\u00f2 il volume e si mise a cantare.<\/p>\n\n\n\n<p> &#8230;Una vita in vacanza, \nuna vecchia che balla\u2026.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39111\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39111\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anna era appena giunta al portone. 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