{"id":39085,"date":"2019-05-28T22:34:07","date_gmt":"2019-05-28T21:34:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39085"},"modified":"2019-05-28T22:34:12","modified_gmt":"2019-05-28T21:34:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-la-mora-infame-di-paolo-ferro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39085","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;La Mora infame&#8221; di Paolo Ferro"},"content":{"rendered":"\n<p>Erano\npi\u00f9 di due ore che il giudice ripeteva la stessa domanda. Esausto, rivolse lo\nsguardo prima al notaio e poi al medico, che risposero entrambi con un cenno\naffermativo del capo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nPotete riportare la detenuta in cella \u2013 comand\u00f2 alla guardia addetta alla\ncarrucola, un ragazzo di vent\u2019anni ancora non avvezzo alle pratiche della\ngiustizia. Fu ben lieto, infatti, di potersi sostituire alla corda nel sorreggere\nil corpo della bella mora, ancora accogliente nonostante le storture dovute\nallo spasimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Del\nresto neanche il giudice, che di anni ne aveva pi\u00f9 di cinquanta, aveva mai\nincrociato una bellezza cos\u00ec vistosa, talmente palese da risultare disturbante.\nEppure non era stato fastidio la sensazione che gli aveva procurato la vista di\nquella pelle color nocciola, cos\u00ec perfetta da far credere che un artigiano\nl\u2019avesse levigata apposta per l\u2019occasione. Non una piaga, un\u2019escrescenza, un\nsegno alcuno di impurit\u00e0. Il corpo di una divinit\u00e0 forestiera, fattasi carne\nper convertire anche il pi\u00f9 ostinato tra gli infedeli.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\nfortuna interveniva il volto a tradirne la natura umana, quegli occhi cos\u00ec\npiccoli, insignificanti, che si erano rifiutati di emergere pure dopo che la\nrasatura del capo aveva eliminato la concorrenza dei ricci spessi, che ostinati\ntornavano a disturbare la fronte a ogni movimento. Adesso non ne restava che il\nricordo, amplificato dalla povert\u00e0 di quello sguardo. Non si poteva credere a\ndegli occhi che non sapevano implorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Una\nvolta liberata dalla stretta, la mora si abbandon\u00f2 totalmente nelle braccia\ndella guardia. \u2013 Non conosco alcun male \u2013 gli ripeteva mentre la trascinava\nverso la sua cella, ignara di averlo gi\u00e0 convinto al grido che era seguito al\nprimo strappo della corda.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nIl ragazzo avr\u00e0 sogni turbolenti \u2013 disse il medico per stemperare il clima che\naveva accompagnato l\u2019uscita dei due giovani.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nNon credo dormir\u00e0 affatto \u2013 rispose quasi sollevato il giudice mentre si alzava\ndalla sedia. Quindi invit\u00f2 i due uditori a seguirlo nel suo ufficio, luogo pi\u00f9\nadatto alla riflessione della stanza degli interrogatori. <\/p>\n\n\n\n<p>E\ndi questioni su cui riflettere ce ne erano in abbondanza. La reticenza della\nragazza, per niente scalfita dalla tortura, rimetteva in discussione tutto\nl\u2019impianto accusatorio, a partire dalle testimonianze che avevano dato via\nlibera al suo utilizzo. Che una donna, una prostituta per giunta, fosse in\ngrado di mentire pure dinanzi al dolore pi\u00f9 atroce rientrava nell\u2019ordine\nnaturale delle cose, cos\u00ec come che un essere umano, uomo o donna che fosse,\npotesse trovare nel supplizio il coraggio che nella vita gli era sempre\nmancato. Ma sulla pelle liscia e perfetta della Mora non c\u2019era alcun segno di\ncorruzione, conseguenza fatale per chi usa il corpo come mestiere. E nello\nsguardo non ardeva alcun fuoco di temerariet\u00e0; solo ignoranza e terrore. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\n&nbsp;Corrado, potresti rileggere ad alta voce\nle due testimonianze?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\n&nbsp;Con quale vuoi che inizi?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\n&nbsp;Quella del tenente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il notaio sistem\u00f2 nervosamente gli occhiali,\ninfastidito dal non poterne pi\u00f9 prescindere e inizi\u00f2 ad armeggiare tra i\nverbali, scovandovi poco dopo il foglio richiesto. Diede una rapida lettura a\nmente del documento, cos\u00ec da non incorrere in pause che ne avrebbero turbato\nl\u2019esposizione, poi si schiar\u00ec la voce e inizi\u00f2 a recitare:<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Testimone:\n<\/em><\/strong><em>In data sedici del\nmese di aprile mi recai insieme al capitano Maffei presso lo stabile di via\ndella concia, dove il Maffei stesso mi disse abitare una ragazza di\nstraordinaria bellezza, ma che in quanto di razza moresca si vendeva per meno\ndi cinque lire l\u2019ora. Pur riluttante ad usufruire di tali servigi, mi lasciai\npersuadere dai racconti entusiastici del Maffei.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Giudice:\n<\/em><\/strong><em>Il capitano le ha\nconfidato quante volte era gi\u00e0 stato nella casa?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Testimone:\n<\/em><\/strong><em>No. Cio\u00e8, non\nspecific\u00f2 mai un numero preciso, ma nei racconti riportava diversi aneddoti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Giudice:\n<\/em><\/strong><em>Vada pure avanti,\ntenente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Testimone:<\/em><\/strong><em> S\u00ec, signore. Arrivammo allo stabile\nintorno alle diciannove. Il portone era aperto cos\u00ec salimmo direttamente al\nsecondo piano, dove in fondo a un lungo corridoio si trovava l\u2019appartamento\ndella mora. Il capitano dovette bussare tre volte prima che la ragazza venisse\nad aprire la porta. Quando riconobbe il capitano lo invit\u00f2 sorridente ad\nentrare poi, dopo che Maffei le disse qualcosa a un orecchio, si rivolse anche\na me e con un cenno della mano mi invit\u00f2 a seguirli in casa, se cos\u00ec si possono\ndefinire due stanze dalle pareti decrepite.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Giudice<\/em><\/strong><em>: Si attenga ai fatti, tenente. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tenente:<\/em><\/strong><em> Certo signore, mi scusi. La ragazza\nci fece accomodare sul divano e ci offr\u00ec del liquore, ma rifiutammo perch\u00e9 ci\neravamo fermati a bere qualcosa in un bar durante il tragitto, per scaldarci.\nLa ragazza allora ha chiesto sorridendo al capitano chi dovesse cominciare e\nMaffei, ridendo a sua volta, si \u00e8 voltato verso di me e scusandosi ha detto che\nin certi casi preferiva andare in prima linea. Quindi ha preso per mano la\nragazza e si sono spostati nella stanza a fianco. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Giudici:\n<\/em><\/strong><em>E lei \u00e8 rimasto\nnell\u2019appartamento ad attendere il suo turno?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Testimone:\n<\/em><\/strong><em>I primi minuti s\u00ec.\nPoi ho iniziato a sentire molto caldo e ho preferito uscire dallo stabile per\nfumare una sigaretta. Sono rimasto davanti al portone fino a che non \u00e8 sceso il\ncapitano Maffei e insieme abbiamo preso la strada della caserma.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Giudice:<\/em><\/strong><em> Quindi non torn\u00f2 a usufruire dei\nservigi della ragazza?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Testimone:<\/em><\/strong><em> No, signore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Giudice:<\/em><\/strong><em> E perch\u00e9?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Testimonia:<\/em><\/strong><em> Avevo perso la voglia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Giudice:\n<\/em><\/strong><em>E il capitano cosa\nle ha detto? Le \u00e8 parso strano, sofferente?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Testimone:\n<\/em><\/strong><em>No, signore, era\ncome al solito. Si sorprese solo della mia scelta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Giudice:<\/em><\/strong><em> Capisco. E quando inizi\u00f2 a manifestare\ni primi segni del mal di Francia?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Testimone:<\/em><\/strong><em> Dopo qualche settimana, credo. Ma non\nso dirle i giorni precisi, perch\u00e9 io ripartii l\u2019indomani per il fronte, mentre\nil capitano aveva dei giorni in pi\u00f9 di licenza. Per stare con la famiglia.&nbsp; <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Giudice:<\/em><\/strong><em> Gi\u00e0. Un\u2019ultima domanda, tenente. Anzi,\nnon importa. Pu\u00f2 andare, grazie.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il\nnotaio pronunci\u00f2 l\u2019ultima frase con particolare enfasi, come servisse davvero\nper accompagnare il soldato fuori dalla stanza del giudice. Che dietro la scrivania\nrimaneva silente, la mente persa dietro a un pensiero ancora da articolare.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nLeggo la testimonianza della vicina? \u2013 chiese il notaio, impaziente di esser\nreso partecipe della riflessione.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nSolo l\u2019ultima parte \u2013 specific\u00f2 il giudice, che aveva mal sopportato gi\u00e0 la\nprima volta i pettegolezzi della donna. Era stato costretto ad ascoltarne la\ntestimonianza perch\u00e9 non poteva affidarsi alla sola deposizione del giovane ufficiale.\nChe sar\u00e0 stato pure un ottimo soldato, ma rimaneva comunque un forestiero. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Testimone:\n&nbsp;<\/em><\/strong><em>La\ncasa di quella straniera \u00e8 sempre stata un porto. Ma nelle ultime settimane era\ncambiato qualcosa, c\u2019era, come dire, meno trambusto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Giudice:<\/em><\/strong><em> Cosa intende dire?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Testimone:<\/em><\/strong><em> Che la signorina riceveva meno\nvisite. Forse si era stancata, o forse soltanto ammalata.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Giudice:\n<\/em><\/strong><em>E questo calo delle\nvisite quando avvenne di preciso?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Testimone:\n<\/em><\/strong><em>Non saprei dirle\neccellenza, non le tenevo mica la contabilit\u00e0. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Giudice:<\/em><\/strong><em> Non volevo offenderla, signora, ma le\nsarei grato se potesse essere pi\u00f9 specifica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Testimone:<\/em><\/strong><em> Sar\u00e0 stato sul finire dell\u2019inverno.\nMarzo, fine marzo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Giudice:<\/em><\/strong><em> &nbsp;Ed \u00e8 in quel periodo che vide i due soldati\nvenir a far visita alla mora?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Testimone:<\/em><\/strong><em> I primi di aprile. Il giovanotto era\nnuovo, ma l\u2019ufficiale era gi\u00e0 stato altre volte dalla mora.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Giudice:<\/em><\/strong><em> Conosceva il capitano Maffei?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Testimone:<\/em><\/strong><em> Non conosco alcun capitano,\neccellenza. Ma so distinguere tra soldato e soldato, cos\u00ec come riconosco\nun&nbsp; vagabondo da un uomo sposato. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nBasta cos\u00ec \u2013 sentenzi\u00f2 il giudice, disturbato dalle intuizioni di quella donna cos\u00ec\nottusa. Poteva sopportare che la verit\u00e0 richiedesse l\u2019ausilio di simili\npersone, non che si manifestasse attraverso il suono sgradevole delle loro\nsupposizioni. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nI tempi coincidono \u2013 disse il dottore con indolenza, prima di tornare a\nconcentrasi sulla piccola bilancia in alabastro che dava tono alla scrivania e\nall\u2019intera stanza. Il silenzio interrogativo dei due uomini di legge lo\ncostrinse comunque ad aggiungere: &#8211; Risulta sempre difficile stabilire i tempi\ndi contagio, specie quando non si pu\u00f2 avere un quadro esaustivo di tutti i\nsoggetti con cui \u00e8 venuto in contatto il presunto untore. Tuttavia, anche nel\nmio mestiere, alle volte, bisogna lasciare spazio alle congetture, e queste\nindicano chiaramente che il capitano Maffei ha contratto la sifilide, o il mal\nfrancese se preferite, durante il suo periodo di licenza, dove secondo le\ntestimonianze ha avuto la sciagurata idea di fare visita all\u2019accusata, della\ncui promiscuit\u00e0, dato il mestiere che esercita, non si pu\u00f2 dubitare. E dove\naltro conduce la promiscuit\u00e0 se non al contagio?&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&#8211; Eppure la ragazza non mostra alcun segno \u2013\nintervenne il giudice, pi\u00f9 per riprendere il controllo del discorso giudiziario\nche per chiedere conferma al medico di un aspetto che avevano gi\u00e0 discusso. Ma\nil dottore volle concludere lo stesso il ragionamento, consapevole che da l\u00ec a\npoco il suo ruolo si sarebbe ridotto di nuovo a quello di aguzzino. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nSi tratta di una malattia perversa, che non rispetta n\u00e9 la logica n\u00e9 i tempi.\nUn contagiato pu\u00f2 vivere mesi senza mostrare evidenze della malattia, mentre un\naltro dopo pochi giorni \u00e8 gi\u00e0 infestato dalla fronte alla punta dei piedi.\nAmbedue conoscono il dolore, ma solo il primo ha il privilegio di poterlo\nnascondere.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nE la responsabilit\u00e0 \u2013 aggiunse il notaio, ansioso di mostrare anch\u2019egli di aver\ncompreso il nucleo essenziale del ragionamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\ngiudice osserv\u00f2 entrambi gli uditori con severit\u00e0. In altre occasioni li avrebbe\nrimessi al loro posto con una massima di Cicerone o Bartolo da Sassoferrato, ma\nquel pomeriggio persino il suo orgoglio cedeva il passo al turbamento per le creature\ninnocenti che avevano pagato l\u2019avventatezza del capitano.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&#8211; Pu\u00f2 riportare la ragazza \u2013 comand\u00f2 il\ngiudice alla guardia che aspettava ordini in piedi davanti alla porta. Il\nragazzo si avvi\u00f2 a passo svelto verso le celle, mentre i tre uomini riprendevano\nle loro posizioni all\u2019interno della stanza degli interrogatori.&nbsp; Qualche minuto di attesa e li raggiunse anche\nla mora, a cui il riposo aveva restituito parte della forza, se non altro\nquella della disperazione: <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nVostra eccellenza, vi prego, cosa volete da me?- implor\u00f2 al giudice sorretta\nsempre dalle mani attente della guardia, che supplivano alle giunture andate\ndelle caviglie.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nLa verit\u00e0 &#8211; rispose serafico il giudice, pur guardando in un\u2019altra direzione.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nMa quale verit\u00e0? &#8211; chiedeva spaesata la ragazza, rivolgendosi questa volta a\ntutti i presenti, confidando che qualcuno di quei dotti potesse venire in\nsoccorso alla sua ignoranza.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nEsiste una sola verit\u00e0 \u2013 sentenzi\u00f2 il giudice, questa volta sforzandosi di guardare\nl\u2019accusata negli occhi. Che sent\u00ec il peso di quello sguardo pi\u00f9 della canapa\nche le veniva stretta di nuovo intorno ai polsi. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nE ditemela questa verit\u00e0 e io la confermer\u00f2 tutta \u2013 riusc\u00ec a balbettare a bassa\nvoce, tra le lacrime, mentre il dottore le tastava il corpo, palmo a palmo, per\nvalutarne la residua resistenza. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nPotete issare l\u2019imputata \u2013 si rivolse il giudice alla guardia, accompagnando il\ncomando con un gesto plateale, a dargli conferma che stavano ricominciando ad agire\nin vece di un potere pi\u00f9 alto. Nutriva per quel giovane un affetto spontaneo,\nche lo portava a assumere un insolito atteggiamento protettivo. Con quella posa\nrigida, cameratesca, doveva essere cresciuto per forza in un orfanotrofio o in\nuna famiglia di militari. L\u2019educazione che avrebbe certamente ricevuto il\nfiglio del capitano Maffei, se la sua esistenza fosse durata pi\u00f9 delle poche\nore in cui il suo cuore aveva continuato battere, prima di arrendersi di colpo\ncome qualche istante dopo avrebbe fatto quello di sua madre. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto\nera pronto. La ragazza era stata sospesa molto in alto, se la schiena non fosse\nstata piegata in avanti, a formare un angolo retto con la parte bassa del\ncorpo, la testa avrebbe sicuramente impattato con i tre metri del soffitto. Cos\u00ec,\nappesa come i resti di una bestia in macelleria, la mora aveva perso ogni\ntraccia di bellezza. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nEra a conoscenza di essere infetta dal mal di Francia? \u2013 il tono del giudice\nera tornato forte e risoluto come a inizio giornata. Voleva concludere in\nfretta; non ci sarebbe stato un successivo interrogatorio. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma\nla mora si ostinava a non collaborare. Dalle labbra uscivano solo versi flebili,\nparole tremanti come tremava tutto il corpo della giovane, denudato anche dei\npochi stracci che l\u2019avevano coperto durante la permanenza in cella. Il giudice,\nche camminava avanti e indietro per la stanza, si sofferm\u00f2 per un istante a\nosservare il corpo della ragazza, le gambe scosse da continui spasimi, il sesso\nche osceno si apriva alla vista dei presenti. Era per quell\u2019apertura rozza e tumefatta\nche il capitano Maffei e chiss\u00e0 quanti altri avevano compromesso la loro vita e\nquella delle proprie famiglie? Il giudice fu investito da un improvviso moto di\nrabbia. Fu lui stesso a lasciar andare la corda.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa\nvolta la voce della mora si sent\u00ec fino alle fondamenta del palazzo di\ngiustizia, che dovette far ricorso a tutta la sua storia per non essere crepato\ndallo strazio di quelle grida, che affondarono invece nella carne della\nguardia, cos\u00ec come in quella del dottore e del notaio, che di istinto avevano\nchinato il capo a terra, come doveva aver fatto Abramo mentre conduceva Isacco\nverso il monte Moriah. Voce che era penetrata anche dentro la pelle del giudice,\nche di colpo aveva ritrovato in quell\u2019agnello appeso la giovane donna che solo qualche\nora prima gli aveva riempito la vista. E di cui ora voleva a tutti i costi la\nredenzione, non per le vittime, non per senso di giustizia, ma per lei stessa,\nper la salvezza di quel volto straziato che adesso stava sospeso proprio\nall\u2019altezza dei suoi occhi. Frenando la tentazione di carezzarle la nuca, il\ngiudice le si avvicin\u00f2, implorando:<\/p>\n\n\n\n<p>-Liberati\ndel tuo errore. Che sia stato per negligenza, per debolezza, o per malizia, ora\nnon importa. Basta solo che tu ammetta la tua colpa. Ammettila e liberatene per\nsempre.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Forse la ragazza avrebbe esaudito la preghiera\ndel giudice, purgando se stessa per il delitto che le attribuiva e lui e tutti\ngli altri per quello che le stavano infliggendo.&nbsp; Avrebbe ammesso la colpa pi\u00f9 infame,\nconfessato il reato pi\u00f9 atroce, se solo il dolore le avesse risparmiato la voce,\nlasciandola libera di condannarsi. Ma alla mora non fu concessa neanche questa\nforma vile di clemenza. Per altre due volte la corda ne sollev\u00f2 le membra, per\npoi rigettarle con disprezzo verso terra, come a scaricare merda nella fogna.\nIl giudice stava per ordinare il quarto giro di corda, quando un gesto\ninequivocabile del medico lo fece desistere. I polsi vennero liberati dallo\nspago e il corpo deposto supino sul pavimento. Da un vecchio mobile, il medico\ntir\u00f2 fuori una coperta impolverata e la pass\u00f2 alla guardia, che l\u2019adagi\u00f2 subito\nsul ventre della ragazza. Il notaio, deluso, rimise nella borsa carta e\ncalamaio, convinto che il verbale non sarebbe stato pi\u00f9 aggiornato. Il giudice\nvolle comunque fare un ultimo tentativo, ripetendo anche al cadavere il medesimo\nquesito. Non ottenne risposta. <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39085\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39085\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erano pi\u00f9 di due ore che il giudice ripeteva la stessa domanda. Esausto, rivolse lo sguardo prima al notaio e poi al medico, che risposero entrambi con un cenno affermativo del capo. &#8211; Potete riportare la detenuta in cella \u2013 comand\u00f2 alla guardia addetta alla carrucola, un ragazzo di vent\u2019anni ancora non avvezzo alle pratiche [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_39085\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39085\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":19320,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[532],"tags":[],"class_list":["post-39085","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2019"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39085"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/19320"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39085"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39085\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39129,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39085\/revisions\/39129"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39085"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39085"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39085"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}