{"id":39075,"date":"2019-05-28T22:26:57","date_gmt":"2019-05-28T21:26:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39075"},"modified":"2019-05-28T22:27:00","modified_gmt":"2019-05-28T21:27:00","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-il-muro-di-daniele-baschenis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39075","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Il muro&#8221; di Daniele Baschenis"},"content":{"rendered":"\n<p>Usc\u00ec sul pianerottolo\nsbattendosi la porta di casa alle spalle. Diede una rapida occhiata\nall\u2019ascensore e decise di prendere le scale. I suoi tacchi, che scalpitavano sul\npavimento di marmo, producevano un rumore metallico che ricordava gli zoccoli\ndi un cavallo.<\/p>\n\n\n\n<p>Era arrabbiata con suo\nmarito. Erano giorni che lo vedeva andare in bagno, restarci cinque minuti e\npoi, dopo aver tirato l\u2019acqua del water, uscirne pallido come un morto, e\nbarcollando andare in cucina a versarsi un bicchiere di vino, e poi andarsi a\nsedere sulla sua poltrona, a sospirare. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCos&#8217;hai, Pino?\u201d gli\nchiedeva lei. <\/p>\n\n\n\n<p>E lui rispondeva:\n\u201cNiente\u201d.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno quando l\u2019aveva\nvisto andare in bagno, aveva aspettato un paio di minuti e gli aveva aperto la\nporta all\u2019improvviso, mentre era ancora seduto sul water, e con uno spintone\nl\u2019aveva fatto alzare e aveva visto la tazza tutta piena di sangue. &#8220;Ecco\nlo sapevo. Non potevi dirlo? Sei il solito cretino.&#8221; Gli aveva detto.\n&#8220;Bisogna chiamare subito il Dottor Chiari, quello che ti ha operato.&#8221;\nGli aveva detto. E lui a dirle: &#8220;Macch\u00e9. Non \u00e8 niente. Sto bene.&#8221; Il\ncretino.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva telefonato subito\nall\u2019ospedale. Il numero lo sapeva. L\u2019aveva segnato su un foglio che conservava\nproprio sotto al telefono. Per le emergenze. Sul biglietto c\u2019erano anche\nscritti i giorni e gli orari in cui il dottore era in ospedale. Era stato il\ndottore stesso a dirle di chiamarlo, sempre, in caso di bisogno. E invece\nquella cretina della segretaria gli aveva detto che no, che l\u00ec non c\u2019era nessun\ndottor Chiari. E allora lei aveva sbattuto gi\u00f9 la cornetta ed era uscita, per\nandare di persona all\u2019ospedale. Sul biglietto c\u2019era scritto chiaramente che il\nmercoled\u00ec pomeriggio il dottore era sempre in ospedale, dalle quattordici alle\ndiciotto. E oggi era mercoled\u00ec. <\/p>\n\n\n\n<p>In strada era una bella\ngiornata di sole. Decise di prendere l\u2019autobus per fare prima, anche se erano\nsolo tre fermate fino all\u2019ospedale. Non le sarebbe dispiaciuto camminare. Aveva\nottantanove anni ma era ancora arzilla e camminava tutti i giorni. Andava a\nfare la spesa da sola. A trovare alcune vecchie del quartiere ormai rimbambite,\nche aiutava a fare i mestieri di casa o a cucinare. Lei si sentiva ancora\ngiovane. Piena di energia. Mica come suo marito. Quello era sempre stato\nvecchio, anche da giovane. Se fosse stato per lui non sarebbero usciti mai di\ncasa. Lui sarebbe stato sempre l\u00ec, sulla sua poltrona, a guardare la\ntelevisione con il suo bicchiere di vino in mano. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autobus era bello pieno.\nC&#8217;erano un sacco di giovani seduti, ma non uno che si alzasse e le cedesse il\nposto. Non che volesse sedersi, del resto. Anzi, quando un signore canuto sulla\nsessantina le offr\u00ec il suo posto lei rifiut\u00f2. &#8220;No, grazie. Sto in piedi.\nOrmai manca solo una fermata. Scendo alla prossima, grazie.&#8221; Gli aveva\ndetto. Quello l&#8217;aveva guardata in modo strano, alzando le sopracciglia, e lei\naveva avuto voglia di dirgli: &#8220;Non sono mica rimbambita!&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ospedale le sembrava\nfamiliare, e allo stesso tempo le appariva molto diverso da quello dove,\ndiversi anni addietro, era stato ricoverato suo marito. Come cambiano in fretta\nle cose! Per\u00f2 si ricordava benissimo come arrivare al reparto dove riceveva il\ndottor Chiari. Ci arriv\u00f2 subito senza dover chiedere niente a nessuno e senza\nneanche dover guardare i cartelli.<\/p>\n\n\n\n<p>In corsia ferm\u00f2\nun\u2019infermiera grossissima. &#8220;Scusi, dove riceve il dottor Chiari?&#8221; le\nchiese. Quella storse un po\u2019 la bocca e scosse la testa. &#8220;Ma \u00e8 sicura di\nessere al piano giusto? Comunque chieda alla segretaria del dottor Tironi.\nNell&#8217;ultima porta a destra.&#8221; <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ma queste ragazzette\ndove hanno la testa? Non sanno neanche che dottori lavoravano nel piano? Che\ndisservizio!&#8221; Si ripeteva. <\/p>\n\n\n\n<p>Apr\u00ec la porta che le era\nstata indicata, con veemenza. Si ritrov\u00f2 di fronte ad una ragazza sui\ntrent&#8217;anni, vestita da infermiera, con i capelli tinti di biondo, il trucco\nsugli occhi e troppi orecchini. Volgarotta, come tutte le ragazze di oggi. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Buongiorno!&#8221;\ndisse subito. &#8220;Devo vedere subito il dottor Chiari!&#8221; <\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;infermiera, o segretaria\nche fosse, la guard\u00f2 come un&#8217;ebete, spalancando i suoi occhi truccati. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Signora. Qui non c&#8217;\u00e8\nnessun dottor Chiari.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Come no? Certo che\nc&#8217;\u00e8! Ha operato mio marito! Volete farmi passare per fessa? \u00c8 il dottor Chiari\nin persona che mi ha detto di chiamarlo, signorina!&#8221; <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ma a questo piano\noggi riceve il dottor Tironi&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Tironi? Mi prende in\ngiro, signorina? Tironi \u00e8 mio marito!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Suo marito?&#8221;\ndomand\u00f2 l&#8217;infermiera stupita, osservandola con curiosit\u00e0. &#8220;Ma scusi,\nsignora, lei come si chiama?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Io sono Maria\nManenti! Insomma! Vuole chiamare o no il dottor Chiari?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;improvviso\nl&#8217;espressione dell&#8217;infermiera mut\u00f2. Si alz\u00f2 in piedi e le sorrise in modo\ncompassionevole. &#8220;Ma cosa c&#8217;ha questa da ridere?&#8221; pens\u00f2 la signora\nMaria. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Scusi, signora Manenti.\nIo sono nuova qui. Ha ragione. Il dottor&#8230; Chiari&#8230; mi ha parlato di lei. Al\ntelefono non avevo capito il suo nome. Glielo chiamo subito, non si\npreoccupi.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Sarebbe anche ora,\ninsomma! C&#8217;avete una bella confusione in testa, voi ragazze!&#8221; le aveva detto\nMaria. Poi si era messa l\u00ec sull&#8217;attenti ad aspettare. Con la sua espressione\nsevera stampata in volto. &#8220;La generalessa&#8221;, la chiamava suo marito,\nper prenderla in giro. <\/p>\n\n\n\n<p>Pochi minuti dopo, ecco\narrivare il dottor Chiari. Le andava incontro con un bel sorriso. Era un\nbell&#8217;uomo, alto e spallato, il dottor Chiari. Il camice bianco gli donava. Era\nun cinquantenne completamente calvo, con una mascella squadrata e belle labbra\ncarnose, e due grandi occhi neri, buoni. Solo guardandolo, Maria si sentiva gi\u00e0\npi\u00f9 tranquilla. <\/p>\n\n\n\n<p>Mentre lo osservava\navvicinarsi, chiss\u00e0 perch\u00e9, le venne in mente una volta che era andata con Pino\nin Veneto, al paese dove erano nati, per fare la vendemmia. Ci andavano quasi\nogni anno quando erano pi\u00f9 giovani. Quell&#8217;anno per il pranzo era stato\nallestito un grande tendone di plastica, sorretto da una struttura di tubi in\nferro, sotto il quale erano stati sistemati dei tavoli e delle panche in legno.\nInsomma era l\u00ec seduta a mangiare con Pino, con lo sguardo rivolto verso il\ntendone, e avrebbe detto che la plastica fosse bianca, come un muro intonacato.\nMa, a un tratto, forse per causa di un colpo di vento, forse per un lieve\ncambiamento della luce solare, ecco che il tendone era diventato per un attimo\ntrasparente e lei aveva potuto vedere al di l\u00e0, dove c&#8217;era un enorme salice\npiangente, proprio come quelli sotto i quali amava giocare da bambina. Era\nrimasta cos\u00ec affascinata che per tutto il pranzo aveva seguitato a fissare il\ntendone, bianco come un muro, nell&#8217;attesa che diventasse di nuovo trasparente,\nmentre Pino al suo fianco non si era accorto di niente e continuava a\ningozzarsi e a tracannare vino. Ma perch\u00e9 le veniva in mente questa storia,\nproprio adesso?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Buongiorno, signora\nMaria. Come andiamo?&#8221; la salut\u00f2 calorosamente il dottore. La squadr\u00f2 tutta\ne si sofferm\u00f2 per un attimo a guardarle i piedi. Lei abbass\u00f2 lo sguardo e si\naccorse di essersi messa due scarpe diverse, la destra marrone e la sinistra\nnera. Che vergogna!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Salve, dottore. Io\nsto bene, grazie. Ma mio marito, povero diavolo, non va mica bene. Quando&#8230; va\nin bagno, perde tanto di quel sangue! Un sangue marrone, dottore. Mi sa che non\ngliel&#8217;avete tolto tutto, il tumore. Oppure si \u00e8 riformato. Comunque l&#8217;ho\nchiamata perch\u00e9 vorrei che venisse a casa a visitarlo. Ma poi la sua segretaria&#8230;\nmi ha detto che non c&#8217;era in ospedale. Allora sono venuta qui di corsa.&#8221; <\/p>\n\n\n\n<p>Il dottore le sorrise di\nnuovo, in modo rassicurante. I suoi occhi per\u00f2 sembravano un po\u2019 tristi, e\nforse addirittura lucidi. &#8220;Non avr\u00e0 forse dei problemi a casa?&#8221; si domand\u00f2\nMaria, e sent\u00ec di essere preoccupata per lui.&nbsp;\n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ha fatto benissimo,\nsignora. Non si preoccupi. Ci andiamo insieme, a casa sua, a visitare suo\nmarito, tra pochissimo. Mi aspetti solo qualche minuto. Si sieda qui. Finisco\nuna visita e poi l&#8217;accompagno.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Grazie, dottore.\nAllora mi siedo qui.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Si, si. Si\naccomodi&#8230; Francesca!&#8221; chiam\u00f2 la sua segretaria infermiera. &#8220;Per\nfavore si assicuri che la signora Maria abbia tutto ci\u00f2 di cui ha bisogno. E\nrimandi tutti i miei appuntamenti di oggi. Grazie.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Maria guard\u00f2 la ragazza\ncon aria trionfante. E si sedette. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Tutto bene, signora\nMaria? Le va bene qui?&#8221; le chiese quella.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Si. Tutto bene,\ngrazie. Vada pure.&#8221; le rispose la generalessa. <\/p>\n\n\n\n<p>Il dottor Chiari era\nproprio un bravo ragazzo. Era davvero premuroso. L&#8217;aveva riaccompagnata a casa\nin macchina. Si ricordava benissimo la strada. E poi le aveva chiesto:\n&#8220;Dove \u00e8 suo marito, signora?&#8221;. Lei gli aveva risposto che era a\nletto, in camera. E subito lui era entrato l\u00e0 per visitarlo. Lei era rimasta\nfuori dalla porta, in apprensione. Sentiva il dottore parlare, ma non riusciva\na distinguere le parole. Doveva ammettere che il suo udito non era pi\u00f9 quello\ndi quando era pi\u00f9 giovane. Poi il dottor Chiari era uscito e l&#8217;aveva guardata\ndritto in faccia, con un&#8217;espressione seria. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Mi dica, dottore.\nNon mi tenga sulle spine. Come sta?&#8221; gli aveva chiesto Maria. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Venga in salotto,\nsignora. Si sieda un attimo.&#8221; le aveva detto lui. <\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;aveva accompagnata a\nsedersi sulla poltrona di suo marito, tenendola per mano. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Si rilassi un po\u2019&#8221;\nle aveva detto. E lei aveva appoggiato la schiena sulla poltrona. E poi anche\nla testa. Ed era rimasta qualche secondo con lo sguardo perso di fronte a s\u00e9,\nsocchiudendo un poco gli occhi. Il dottore si era seduto al suo fianco, sul\ndivano. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Sar\u00f2 franco con lei,\nsignora. Suo marito non sta molto bene. Certo, si riprender\u00e0. Non si preoccupi.\nMa credo sia meglio che venga qui a vivere con voi un&#8217;infermiera. So che non le\npiace l&#8217;idea di avere una sconosciuta in casa, ma sa&#8230; potrebbe aiutarla a\nprendersi cura di suo marito!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Lei rimaneva ferma. Chiuse\ngli occhi. Si sentiva stanca. Esausta. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Mi ha sentito,\nsignora?&#8221; le aveva chiesto il dottore. <\/p>\n\n\n\n<p>Si era girata a guardarlo.\nLo guard\u00f2 bene, strizzando gli occhi, per una decina di secondi, senza dire\nnulla. Qualcosa non le tornava. Avrebbe voluto chiedere qualcosa al dottore, ma\nnon riusciva a ricordare cosa. Prese fiato, dischiuse le labbra, ma non disse\nnulla. Era proprio un bell&#8217;uomo, il dottore, pens\u00f2. Raddrizz\u00f2 di nuovo la\ntesta, la appoggi\u00f2 alla poltrona, e ricominci\u00f2 a fissare l&#8217;intonaco bianco del\nmuro. <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39075\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39075\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Usc\u00ec sul pianerottolo sbattendosi la porta di casa alle spalle. 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