{"id":39044,"date":"2019-05-27T21:44:57","date_gmt":"2019-05-27T20:44:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39044"},"modified":"2019-05-27T21:45:00","modified_gmt":"2019-05-27T20:45:00","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-le-zucchine-alla-scapece-di-mariaelena-prinzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39044","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Le zucchine alla Scapece&#8221; di Mariaelena Prinzi"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>  <\/strong><br>Donna Olimpia Scapece la conoscevano tutti al Rione Sanit\u00e0 e quando passava, gli uomini si alzavano il cappello, le donne le facevano un mezzo sorriso e \u00a0i bambini si nascondevano, perch\u00e9 tenevano \u00a0paura.<br>Era una cuoca, una grande cuoca, una cuoca \u00a0cos\u00ec grande che quando il re, durante la guerra, era passato per Napoli, avevano chiamato \u00a0lei che gli aveva fatto \u201co\u2019coniglio all\u2019ischitana\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unica ragazzina che non abbassava mai lo sguardo era Ida, la figlia di Maria Russo, che abitava a via Arena della Sanit\u00e0 52. Perch\u00e9 era una ragazzina con le ginocchia sempre sbucciate e con due occhi neri troppi grandi per quel viso sottile che si trovava. Ida inseguiva sempre con lo sguardo Donna Olimpia, &nbsp;perch\u00e9 quella donna non era come loro, era vestita sempre bene, si metteva&nbsp; il rossetto e poi quella aveva addosso l\u2019odore delle sfogliatelle&nbsp; di Poppella, l\u2019unico posto del rione che non puzzava di umidit\u00e0 e di carne cruda &nbsp;andata a male.<br> &#8211; Da domani incominci ad andare dalla Signora Scapece, tutti i luned\u00ec dalle due alle sei.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nE che ci vado a fare?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nCi vai ad imparare a cucinare, cos\u00ec&nbsp;\npotrai trovare un lavoro come cuoca quando sarai pi\u00f9 grande, non voglio\nche fai la fine di quelle del rione, che cercano solo marito.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nE non puoi insegnarmi tu mamma? A me non mi va, posso sempre andare a servizio\ncome fai tu.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nVuoi spezzarti le reni come me? No, farai la cuoca e andrai&nbsp; da lei perch\u00e9 \u00e8 la pi\u00f9 brava e gi\u00e0 ci sta\nfacendo una cortesia, quindi vedi di non farmi fare &nbsp;figure.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nmadre di Ida era l\u2019unica che nel rione aveva confidenza con Donna Olimpia e andava\n&nbsp;da lei a prendere &nbsp;il caff\u00e8. Ogni volta che veniva invitata, Ida\nle diceva &nbsp;di non andare, che giravano storie\nsu quella donna, che aveva avvelenato tutti e tre i mariti, uno con un sart\u00f9,\nun altro con una parmigiana di \u201cmulignane\u201d e l\u2019ultimo con&nbsp; delle \u201ccucuzielle a la scapece\u201d, &nbsp;ma la madre non l\u2019ascoltava mai.<br>\nArriv\u00f2 il luned\u00ec e non avendo scuse, Ida si present\u00f2 alla lezione. Salendo le\nscale, saltellava prima col piede sinistro sul gradino, poi passava a quello\ndestro, poi a piedi uniti e da capo fino a quando si trov\u00f2 davanti alla porta e\nsuon\u00f2 il campanello.La signora Scapece le apr\u00ec la porta e la fece entrare, Ida\nrimase immobile nella penombra dell\u2019 ingresso dove la fece accomodare.Da una\nfinestra aperta, forse del salone, si sentiva il Radiodramma &nbsp;<em>Santa\nRosalia<\/em> e le voci delle donne riunite per ascoltarlo a casa di &nbsp;Rachele che incitavano&nbsp; Piero, <em>nu\nla lassa, combatti, se sei un uomo combatti. <\/em>E dappertutto l\u2019odore di\nsfogliatelle calde.Rimase ferma l\u00ec, ma visto che la donna la fissava e basta,\nsi decise lei a parlare.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nBuongiorno signora Scapece, sono Ida, la figlia di Maria Russo, sono venuta per\nle lezioni, queste sono le 5 lire che mamma mi ha detto di darvi.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nSeguimi \u2013 le disse senza aggiungere altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraversarono\nun &nbsp;salone buio con le tende tirate ed\nentrarono in una stanza con due finestre piena di luce e di voci che venivano\ndal cortile. Al centro della stanza un tavolo rettangolare di marmo e\ntutt\u2019intorno un lavello in pietra con due vasche.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nLavati la mani qui nel lavandino e usa quell\u2019asciugameno di lino appeso alla\ncredenza per asciugarle, poi metti il grembiule e vai a lavare quelle pentole &#8211;\ndisse continuandola ad osservare &#8211;&nbsp; con\ncura si lavano le mani, insapona, ecco va meglio e quando hai finito metti\ntutto ad asciugare sul tavolo dietro di te.<\/p>\n\n\n\n<p>-Scusate\nma non dobbiamo cucinare?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nS\u00ec, appunto, per cucinare&nbsp; pentole e\ncucchiai&nbsp; devono essere come persone di\nfamiglia. Toccali, prendi confidenza. Senti la ruvidezza dei cucchiai di legno,\nmetti le dita nelle &nbsp;ammaccature delle\npentole di alluminio e di rame, guarda il tegame di coccio per fare il rag\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Ida\npass\u00f2 tutto il pomeriggio a lavare e ad asciugare in silenzio.Finita la\nspiegazione, Donna Olimpia se ne era andata in salone, si era seduta al\ntavolino&nbsp; e si era messa a scrivere. Ogni\ntanto la ragazzina si girava e buttava l\u2019occhio verso l\u2019altra stanza, se ne\nsarebbe andata volentieri, ma &nbsp;la donna era\nsempre l\u00ec, immobile. Entravano ogni tanto in cucina le voci di Annetta e Clara,\nle sue amiche,che giocavano a palla in cortile. Quando non sent\u00ec pi\u00f9 loro voci,\nguard\u00f2 il cielo e si rese conto che era diventato buio. Ora se ne poteva\ntornare a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nIn cucina ho finito, posso andare?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nS\u00ec abbiamo fatto tardi, \u00e8 quasi ora di cena, salutami tua madre. Ci vediamo\nluned\u00ec prossimo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nS\u00ec signora,arrivederci e grazie.<\/p>\n\n\n\n<p>Al\nsuo ritorno la madre non chiese nulla, come se sapesse gi\u00e0 tutto e cos\u00ec lei\ncontinu\u00f2 ad andare ogni luned\u00ec a \u201cscuola di cucina\u201d, come la chiamavano le sue\namiche per sfotterla.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nOggi cuciniamo.Le disse finalmente un giorno, dopo settimane passate a pulire e\nriordinare la cucina. Ida sentiva il profumo dolciastro della cannella e &nbsp;quello del caff\u00e8 appena macinato ogni volta\nche la donna si avvicinava a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nE cosa cuciniamo?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nLe penne con la salsa di pomodoro fresco.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nMa quelle le sanno fare tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nNo quelle non le sanno fare tutti, tutti pensano di saperle fare, ma le fanno\nmale, perch\u00e9 pensano che tanto \u00e8 facile e non si pu\u00f2 sbagliare. E invece\nsbagliano. Pi\u00f9 un piatto \u00e8 facile e pi\u00f9 \u00e8 difficile, ricordatelo.<br>\nPrendi una padella di alluminio e fai imbiondire con l\u2019olio questi due spicchi\nd\u2019aglio, poi scegli dei pomodori sammarzano, li svuoti e li sgoccioli. Devi &nbsp;togliere i semi, prima di metterli in padella,\nperch\u00e8 se non li svuoti, il sugo viene una schifezza. E ora odorali.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nMa i pomodori&nbsp; mica hanno un odore.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nTutto ha un odore oltre che un sapore, ma se vai di fretta l\u2019odore non lo\nsenti.Ora fai come ti ho detto. Io esco e vado a prendere il pecorino &nbsp;da Carmine al borgo delle Vergini.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena\n&nbsp;sent\u00ec sbattere la porta, Ida si asciug\u00f2\nle mani e si guard\u00f2 in giro, voleva dare un\u2019occhiata a quel quaderno per vedere\ncosa avesse sempre da scrivere Donna Olimpia . Sul tavolino del salone, accanto\nalla finestra che dava sul vicolo non c\u2019era, cos\u00ec and\u00f2 dritta nella sua camera\nda letto. Quanta luce e quante foto. Un ragazzo con gli occhi azzurri le\nsorrideva da una vecchia cornice d\u2019argento, accanto a lui c\u2019era un uomo &nbsp;vestito col gilet e le bretelle dallo sguardo\nfurbo &nbsp;e poi un altro anziano, seduto ad\nuno scrittoio e dappertutto l\u2019odore di lavanda e di varichina. Sul comodino\nc\u2019era&nbsp; il quaderno. Ida lo apr\u00ec subito,\n\u201cAmore mio caro..\u201d ma &nbsp;non fece in tempo\na leggere altro,perch\u00e9 sent\u00ec dei rumori provenire dall\u2019ingresso. Pos\u00f2 in fretta\nil quaderno e si precipit\u00f2 fuori dalla stanza, chiudendo in fretta la porta, ma\nsi trov\u00f2 davanti &nbsp;Donna Olimpia tutta\nrossa in viso.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nTi sei divertita? E ora fuori da casa mia perch\u00e9 a me le ragazzine scostumate\nnon mi piacciono proprio, d\u00ec a tua madre che le lezioni di cucina sono finite,\nche non diventerai mai una cuoca &nbsp;perch\u00e9\nnon hai pazienza e non hai amore per quello che fai, che si vede che lo fai\ntanto per fare. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;&nbsp; Allora cosa faccio scrivo pure io le lettere\nd\u2019amore cos\u00ec divento pi\u00f9 brava? Oppure faccio come voi che non rido mai e sto\nsempre seria? Quella&nbsp; senza amore siete\nvoi.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nFuori da casa mia e non ti azzardare nemmeno a salutarmi se mi incontri per\nstrada hai capito?<\/p>\n\n\n\n<p>I\ngiorni passarono e Ida era preoccupata di quello che avrebbe detto sua madre ,\nma non accadde nulla. Forse la signora Scapece non le aveva detto nulla. Poi un\npomeriggio, mentre stava spazzando il pavimento del cucinino, arriv\u00f2 sua madre\nche si sedette sullo sgabello e le disse quello che temeva da settimane.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nDonna Olimpia mi ha detto tutto. Dice che non sei portata per la cucina e che\nse vuoi andare a servizio devi imparare a tenere la lingua a posto. Da domani vieni\ncon me dalla signora &nbsp;e vedi di non farmi\nperdere il posto.<\/p>\n\n\n\n<p>Andare\ncon la madre era pesante, ma non era il lavoro che spaventava Ida, \u00e8 che\ncontinuava a pensare alla cucina profumata di Donna Olimpia. Ormai erano tre\nsettimane che non andava lezione, quel pomeriggio si era messa a preparare la\nsalsa al pomodoro &nbsp;e, mentre cucinava,\naveva pensato che le dispiaceva non andare pi\u00f9 da Donna Scapece, perch\u00e9 le\nmancava&nbsp; l\u2019odore soffice di quella casa. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Cos\u00ec decise di andare da lei, tanto al massimo\nle avrebbe tirato dietro una pentola. Mentre contava i passi che mancavano al\npalazzo, pensava che si era comportata &nbsp;male,\nperch\u00e9 se qualcuno fosse a casa sua e avesse preso la sua bambola senza dire\nniente, pure lei si sarebbe arrabbiata. Il portone era aperto, cos\u00ec sal\u00ec le\nscale e suon\u00f2 il campanello.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nChi \u00e8? \u2013 disse la donna aprendo la porta e fermandola con la catenella.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nBuonasera Donna Olimpia, sono Ida.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nEntra.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nIo mi volevo scusare perch\u00e9 sono stata maleducata e la volevo anche ringraziare\nperch\u00e9 non ha detto nulla a mia mamma.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nTua madre \u00e8 una brava donna, non volevo darle un dispiacere, per quello \u00e8\nbastato tuo padre. Tu sei una gatta selvatica, proprio come mi aveva detto lei\ne se continui cos\u00ec non vai da nessuna parte, vuoi restare tutta la vita al\nRione?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nMa voi ci state e mi pare pure bene o mi sbaglio?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nIo ci sono tornata perch\u00e9 era l\u2019unica casa che avessi mai avuto. Tu mi\nassomigli&nbsp; e non ridere perch\u00e9 non ti sto\nfacendo un complimento.Con quell\u2019aria di sfida.Ti piace cucinare e rispondi\nsinceramente.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nSi.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nE allora devi ascoltarmi e fare quello che ti dico.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nSi vi prometto che da oggi lo far\u00f2, per\u00f2 posso chiedervela una cosa senza che\nvi offendete?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\n&nbsp;Vuoi sapere delle cornici nella mia\ncamera.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La ragazzina annu\u00ec con la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\n&nbsp;Il ragazzo con gli occhi azzurri era il\nmio fidanzato, part\u00ec per la guerra e mor\u00ec in trincea&nbsp; a Montefalcone; quello con lo sguardo da &nbsp;figlio di una buona donna era il mio primo\nmarito, che mor\u00ec in una bisca, per un infarto,dopo una notatta passata a bere\nad amoreggiare; il terzo \u00e8 quello che mi ha dato il cognome onorato che porto\nancora \u201cScapece\u201d, era pi\u00f9 grande di me di vent\u2019anni ed \u00e8 morto di vecchiaia nel\nsuo letto a Ischia. Quindi, come vedi, non ho avvelenato proprio nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nE voi a chi scrivete?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nQuesto non te lo dico, perch\u00e9 \u00e8 un segreto tutto mio e gi\u00e0 mi sembra di averti\nraccontato abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nDonna Olimpia, se voi lo permettete, io da voi ci torno volentieri e vi prometto\nche diventer\u00f2 la cuoca pi\u00f9 grande di Napoli e tutti mi avranno sulla bocca e\nquando il presidente Einaudi verr\u00e0 qui, sar\u00f2 chiamata io a cucinare, allora\nverr\u00f2 da voi e vi dir\u00f2 \u201cAvete visto? sono stata brava?Siete orgogliosa di me? E\nora me lo potete dire a chi scrivete ogni giorno?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39044\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39044\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Donna Olimpia Scapece la conoscevano tutti al Rione Sanit\u00e0 e quando passava, gli uomini si alzavano il cappello, le donne le facevano un mezzo sorriso e \u00a0i bambini si nascondevano, perch\u00e9 tenevano \u00a0paura.Era una cuoca, una grande cuoca, una cuoca \u00a0cos\u00ec grande che quando il re, durante la guerra, era passato per Napoli, avevano chiamato [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_39044\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39044\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":19233,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[532],"tags":[],"class_list":["post-39044","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2019"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39044"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/19233"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39044"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39044\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39055,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39044\/revisions\/39055"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39044"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39044"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39044"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}