{"id":39027,"date":"2019-05-27T18:03:16","date_gmt":"2019-05-27T17:03:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39027"},"modified":"2019-05-27T18:03:18","modified_gmt":"2019-05-27T17:03:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-novembre-di-elisabetta-grignani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=39027","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Novembre&#8221; di Elisabetta Grignani"},"content":{"rendered":"\n<p>Il bosco respirava: il suo alito si condensava nell&#8217;aria fresca delle prime giornate di Novembre e anche i sassi sembravano prendere vita. <\/p>\n\n\n\n<p>Lungo il sentiero i\nnostri stivali di gomma intonavano un\u2019ode al fango: ad ogni passo un rumore d\u2019acqua\ne terra melmosa ci accompagnava facendo da controcanto allo sgocciolio della\npioggia tra le foglie dei grandi castagni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMagari troviamo dei\nfunghi!\u201d disse Elia scrutando tra le frasche. I suoi occhi s\u2019erano fatti\npiccoli come capocchie di spillo alla ricerca di un tesoro succulento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon so riconoscerli\u201d\nrisposi io. \u201cNon ti preoccupare, ti insegno.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Abbandonammo il\nsentiero e scendemmo nel bosco, le suole affondavano in uno spesso strato di\nfoglie e ricci di castagne, qualche rovo ogni tanto ci tratteneva come per\ngioco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGuarda questo! \u00c8 rosso\ne trasparente nello stesso momento!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon lo conosco, ma\nha l\u2019aspetto vagamente mortifero, meglio lasciarlo dov\u2019\u00e8.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il tappeto del\nsottobosco era difficile da penetrare con lo sguardo e le radici affioravano\ndal terreno come grossi nodi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAlice, guarda!\nQuesti sono buoni e si mangiano anche crudi, erano anni che non li trovavo!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAnche io voglio\ntrovarli!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Aguzzai gli occhi e con\nla punta dell\u2019ombrello scostai gentilmente i mucchi di foglie intorno ad ogni\nceppaia. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLi ho trovati!\u201d\nurlai trionfante \u201ce ci sono anche un sacco di castagne giganti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Indossavo un piumino\ncolor senape di qualche taglia pi\u00f9 grande recuperato in chiss\u00e0 quale armadio, mi\ncopriva fino alle ginocchia e aveva due ampie tasche. Spostai nel taschino dei jeans\nuno scontrino ancora in lire e un accendino che avevo trovato sul fondo di una\ntasca e cominciai a riempirle di castagne. Il sacchetto di plastica trasparente\nche portava con s\u00e9 Elia invece lo riservammo ai funghi, in modo da non schiacciarli.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine del bosco\nla riva era sdrucciolevole e mi aggrappai a un giovane albero per evitare di\nscivolare. Mi \u00e8 sempre piaciuto toccare gli alberi, la sensazione dei disegni\ndella corteccia sui palmi delle mani mi sembra un gesto antico, le mie impronte\ndigitali che si poggiano su quelle del legno in una carezza senza tempo. Con un\nbreve salto riguadagnammo il sentiero e dopo un\u2019ampia curva, alla nostra\nsinistra, si apr\u00ec un grande prato che portava alla cima della collina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTagliamo da qui,\nmagari troviamo anche dei prataioli\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome sono?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTondi, bianchi e rosa\u2026sono\ngli champignon\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cRicevuto!\u201d e mi misi\na setacciare il prato scostando ogni filo d\u2019erba. I confini del prato erano\nimmersi nella nebbia, gli alberi si indovinavano a stento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNiente, solo funghi\nsconosciuti, pazienza\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Raggiungemmo il\ncrinale e finimmo in un prato di erba medica in cui s\u2019era infiltrata qualche\nsparuta pianta di camomilla. L\u2019erba aveva un colore grigio-verde, quasi\nmetallico, e rifletteva l\u2019aria lattiginosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Al fondo del campo il\nprofilo di una vecchia cascina in pietra spuntava dalla nebbia e si appoggiava\ndelicatamente al pendio, nella foschia spiccavano le tegole del tetto ancora\nintatto. <\/p>\n\n\n\n<p>Ci avvicinammo e\nvedemmo le finestre chiuse da malconce persiane verdi. Al piano terra la vite\nvergine si aggrappava ai telai di legno delle persiane, abbracciando con le sue\nliane le poche assi rimaste integre e colorando il verde di sfumature rossicce.<\/p>\n\n\n\n<p>Circumnavigammo\nl\u2019edificio e scoprimmo il corpo ad L e la corte interna: le balle di fieno ammassate\ndurante l\u2019estate precedente riempivano i fienili ed i granai pericolanti, tre\ngradini portavano al cortile racchiuso tra la cascina e un altro caseggiato a\ndue piani. Una costellazione di ruderi pi\u00f9 piccoli accerchiava i due edifici\nprincipali: un essiccatoio, un forno e una vecchia fontana.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la seconda casa\naveva le persiane verdi rotte o semiaperte, come quando ci si addormenta e le\npalpebre salgono un po\u2019, fino a mostrare il bianco degli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGuarda, c\u2019\u00e8 una\nfinestra sfondata\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019anta della\npersiana era stata divelta e il telaio bianco della finestra conservava negli\nangoli poche schegge di vetro. Ci sporgemmo verso l\u2019interno e scorgemmo una\nscala sul muro di fondo. Le pareti erano in calce bianca e il mancorrente\nsembrava di ferro. Sotto alla finestra una vecchia stufa di ghisa a 4 fuochi pareva\naspettare l\u2019arrivo dei commensali.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuand\u2019ero piccolo\nqua ci abitava una strana vecchia, tutti in paese credevano fosse una strega e\ndicevano di starle alla larga. Io per\u00f2 venivo qua di nascosto e lei mi offriva\nsempre l\u2019acqua della fontana da un grosso mestolo. Se l\u2019avessero saputo i miei\nnonni&#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 pensavano\nfosse una strega?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDa giovane perse una\nfiglia e, sopraffatta dal dolore, si ritir\u00f2 nella sua casa in paese. Dopo un\npaio d\u2019anni ricomparve con uno sguardo folle e stringendo al petto una bambola\ndi porcellana il cui viso era identico a quello della figlia scomparsa.\u201d Elia\nmi fiss\u00f2 per sincerarsi di avere tutta la mia attenzione e continu\u00f2: \u201csembra\nche abbia gridato sul sagrato della chiesa: &#8211; Ritorner\u00e0 e non la lascer\u00f2 pi\u00f9\nandare via! \u2013 e si sia avviata verso il bosco, per poi rintanarsi in questa casa,\nereditata da una vecchia zia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPovera donna\u2026\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Sentimmo un cigolio\nalla nostra destra. Trattenendo il respiro ci girammo e vedemmo un gattino\ntigrato uscire da un piccolo portoncino in legno. Il micio si strusci\u00f2 un paio\ndi volte sulla cornice della porta per marcare il suo territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEhi Ali, quella\nporta \u00e8 aperta, che ne dici di esplorare la casa della strega?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn un giorno di\nnebbia fitta? Mi sembra l\u2019ideale\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon fare la bambina,\nsar\u00e0 divertente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Seguii riluttante\nElia che si era diretto verso il portone. Una catena pendeva arrugginita\nall\u2019altezza della serratura: le assi erano marce ed il pezzo assicurato con la\ncatena si era staccato lasciando il portoncino libero di muoversi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasciammo gli\nombrelli vicino all\u2019ingresso ed entrammo, un odore di umido e muffa colp\u00ec le\nmie narici. La stanza sembrava spoglia, nella penombra si indovinavano le\nsagome di una panca e dei ganci appesi al muro, messi l\u00ec per accogliere le\ngiacche degli ospiti. Una porta giaceva per terra, i cardini avevano ceduto\nchiss\u00e0 quando, scavalcandola entrammo nella stanza della stufa, l\u2019unica\nilluminata dalla luce del giorno che entrava della finestra sfondata. Non c\u2019era\nmolto di pi\u00f9 di quello che avevamo gi\u00e0 visto: qualche straccio e dei vasetti di\nvetro che nessuno avrebbe pi\u00f9 riempito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSaliamo!\u201d disse\nElia. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa la scala\nregger\u00e0?\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSecondo me \u00e8 la\nparte meno pericolante. Vieni, fifona!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>I gradini erano ben\nsaldi al muro, neppure uno scricchiolio. Elia aveva ragione e questo un po\u2019 mi\ninfastidiva. Pensai che Alice, per seguire la sua curiosit\u00e0, era caduta nella\ntana del Bianconiglio e per poco non le tagliavano la testa; nonostante\nl\u2019omonimia non mi sembr\u00f2 un esempio da imitare. <\/p>\n\n\n\n<p>La scala portava in una\ngrande stanza dove qualche raggio di luce lattiginosa filtrava dalle persiane e\ncercava di fendere l\u2019oscurit\u00e0 polverosa lasciando intravedere un pavimento di\npiastrelle a nido d\u2019ape color terracotta. Due porte rompevano la monotonia del\nmuro di destra: erano di legno scuro con dei pomelli in ottone. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDividiamoci\u201d disse\nElia, \u201cIo vado nella stanza in fondo, tu esplora quella vicino alle scale\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Appoggiai con poca\nconvinzione il palmo sul pomello, era stranamente lucido e senza polvere. Girai\npiano la mano verso destra, cercando di non far rumore, come se temessi di\nsvegliare qualcuno. La porta si apr\u00ec senza cigolii. La stanza era buia, l\u2019unica\nlama di luce proveniva dalla porta che avevo appena aperto e scorsi solo\nl\u2019ombra di una sedia. Attivai la torcia del telefono e feci un respiro profondo,\nmi avvicinai alla sedia: era in legno con la seduta in paglia e si trovava\nvicino ad una culla, orientata in modo da poterla guardare. La culla era di\nfoggia antica ma dava l\u2019impressione di non essere mai stata utilizzata,\nimmaginai la strega seduta l\u00ec, a cullare ininterrottamente il simulacro della\nfiglia morta. \u201cMaledetta autosuggestione, ad ascoltare le storie di Elia finir\u00e0\nche non uscir\u00f2 pi\u00f9 di casa\u201d mormorai a denti stretti. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi girai lentamente e\nil fascio di luce illumin\u00f2 uno scendiletto beige e i piedi di un letto. Il\ncopriletto in lana cadeva ordinatamente fino ad una spanna dal pavimento e non\nc\u2019era traccia di polvere, come se il tempo si fosse fermato in un istante\nincantato. <\/p>\n\n\n\n<p>Un comodino semplice, dello stesso legno del letto, riposava sul lato destro e il muro bianco continuava ancora per qualche centimetro prima dell\u2019angolo che lo collegava all&#8217;altra parete. All&#8217;improvviso la torcia si spense. Fine della batteria, maledizione! Frugai nel taschino dei jeans e ritrovai l\u2019accendino, un po\u2019 di luce mi avrebbe salvata di nuovo dai miei incubi ad occhi aperti.<\/p>\n\n\n\n<p>Feci scattare la\nrotella e fissai con gratitudine la fiamma. Un cerchio di luce tremula e calda\nsi irradi\u00f2 dal mio pugno e fece arretrare l\u2019oscurit\u00e0 di qualche centimetro, mi\navvicinai alla parete di fronte dove un lungo specchio, che sovrastava un alto\ncassettone, mi restitu\u00ec l\u2019immagine della parte sinistra del mio volto\nilluminata. I grandi occhi marroni scrutavano il buio al di sotto di una lunga\nfrangia di capelli rossicci. Avevo lo sguardo di qualcuno che non avrebbe\nvoluto essere l\u00ec. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFifona\u201d pensai. E lo\npensai con la voce di Elia.<\/p>\n\n\n\n<p>Respirai a fondo. \u201c\u00c8\nsolo un po\u2019 di buio. \u00c8 solo una casa in mezzo al bosco\u201d. Passai l\u2019accendino\nnella mano destra, per fare riposare il pollice ormai anchilosato.<\/p>\n\n\n\n<p>Percorrendo con lo sguardo il bordo inferiore dello specchio vidi qualcosa appoggiato sul ripiano del mobile. Mi avvicinai di un passo e la luce rischiar\u00f2 il volto di una bambola in porcellana: aveva i capelli rossi, la fronte era nascosta da una lunga frangia ed era infagottata in un cappottino color senape troppo grande, le cui tasche sembravano piene fino all&#8217;orlo. Coi suoi grandi occhi marroni mi fissava. Urlai, e per una frazione di secondo vidi il volto della bambola contorcersi nel mio stesso grido. Sobbalzai, l\u2019accendino si spense e rotol\u00f2 sul pavimento di piastrelle fredde. Mi voltai verso la lama di luce proveniente dall&#8217;ingresso con l\u2019unico pensiero di correre via di l\u00ec, ma in quel momento vidi cedere il muro sopra la porta. Sentii qualcosa afferrarmi le caviglie e stringere forte. Sentii le ossa cedere, i malleoli frantumarsi e il sangue non riusciva pi\u00f9 a fluire verso i piedi. Gridai pi\u00f9 forte, con tutta la disperazione che avevo in corpo. <\/p>\n\n\n\n<p>Vidi in controluce la sagoma di Elia scavalcare le macerie, sentii le sue mani che mi afferrarono liberandomi dalle tenaglie che mi tenevano prigioniera. Volammo gi\u00f9 dalle scale e, una volta fuori, continuai a correre. \u201cSi pu\u00f2 sapere che \u00e8 successo?\u201d lo sentii urlare, ma ero troppo lontana e volevo solo tornare a gran velocit\u00e0 verso la valle, dove la nebbia non c\u2019era e la ragione regolava ancora le cose del mondo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_39027\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39027\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il bosco respirava: il suo alito si condensava nell&#8217;aria fresca delle prime giornate di Novembre e anche i sassi sembravano prendere vita. Lungo il sentiero i nostri stivali di gomma intonavano un\u2019ode al fango: ad ogni passo un rumore d\u2019acqua e terra melmosa ci accompagnava facendo da controcanto allo sgocciolio della pioggia tra le foglie [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_39027\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"39027\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":19067,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[532],"tags":[],"class_list":["post-39027","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2019"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39027"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/19067"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=39027"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39027\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39049,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/39027\/revisions\/39049"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=39027"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=39027"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=39027"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}