{"id":38963,"date":"2019-05-24T17:31:22","date_gmt":"2019-05-24T16:31:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38963"},"modified":"2019-05-24T17:31:25","modified_gmt":"2019-05-24T16:31:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-universo-pallido-di-silvia-ruggeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38963","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Universo pallido&#8221; di Silvia Ruggeri"},"content":{"rendered":"\n<p>La sentivo gridare sotto quel suo cielo nero. Davanti a me un urlo silenzioso, non verbale. <br>Era molto giovane. E bella. <br>Quel suo maglione largo e le maniche da tirare ossessivamente per non dare aria nemmeno ai polsi, le labbra rinsecchite da mordicchiare, i segni invisibili negli occhi pallidi, le crepe modellate da lacrime acide che dalle guance consumate scendevano fino al petto, lo sguardo perduto, le unghie rotte. Poteva restare nel silenzio quanto voleva con me, gridare nell&#8217;ombra, le parole avrebbero dato luce ad una storia maledetta che adesso non serviva. <br>Non conoscevo quasi niente, ma anche lei ancora non sapeva. Non sapeva che volevo ascoltare le sue urla trattenute sotto la lingua, che ero l\u00ec e non sarei andata da nessuna altra parte. Non sapeva che la debolezza e la forza possono essere la stessa cosa, si alimentano vicendevolmente in un ingranaggio quasi perfetto. Non sapeva che avrebbe ancora potuto riaprire quelle mani per stringerle, intrecciandole, in altre, e che un giorno forse avrebbe potuto ferire il suo artefice ma non le sarebbe importato pi\u00f9 nulla. In quel giorno sarebbe stata temibile solo per una di quelle cose che, una volta apprese, non si dimenticano pi\u00f9. Aver imparato a sopravvivere. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Sono felice che tu sia qui&#8221;, le dissi accennando un sorriso e inchinando la testa con la speranza di incrociare il suo sguardo. Lo intercettai, appena.<br>Ero felice davvero. Quando una persona si presenta da noi, trova il coraggio di uscire da casa, cammina impaurita con il pensiero fisso ed alternato tra la paura di sbagliare e il desiderio di salvarsi, apre la porta dello studio e si siede in sala d&#8217;attesa, ha gi\u00e0 scelto. <br>Ha scelto di uscire dal silenzio e dalla solitudine, di iniziare a sbrogliare un nodo stretto tra la gola e l&#8217;anima, di sciogliere lacrime ghiacciate, di ritornare a vivere. <br>Segretamente, quanto \u00e8 sempre intensa la speranza che arrivi qualcuno, con la virt\u00f9 della pazienza e del tempo, ad indicare una direzione, prendere il capo del filo per iniziare a sbrogliare tutti i nodi, riavvolgendolo come fosse un lungo abbraccio. E da l\u00ec, ricominciare. Insieme.<br>Perch\u00e9 i nodi alla fine emergono, si mettono in luce. Da se stessi non si pu\u00f2 fuggire per sempre. Arriva un momento per fare ritorno, ripresentarsi all&#8217;appello, che sia davanti ad uno specchio o ad una folla intera. <br>&#8220;Cosa posso fare per te?&#8221;, continuai.<br>Lei, strisciando i denti sulle crepe secche delle sue labbra, inumid\u00ec la bocca, indecisa se aprirla per non chiuderla pi\u00f9 o alzarsi e andarsene. Rimase in silenzio ed io con lei.<br>Aspettai, volevo che capisse che in quel momento non contavano i miei tempi ma solo i suoi.<br>Dopo pochi minuti, usc\u00ec una voce flebile, delicata.<br>&#8220;Ho bisogno di aiuto. Ho bisogno di aiuto per riappropriarmi della mia identit\u00e0. Persa&#8221;.<br>&#8220;Ti senti persa?&#8221;, chiesi cercando di incalzare il dialogo.<br>&#8220;Si. Non sono pi\u00f9 io. Sono un fantasma, il suo&#8221;.<br>&#8220;Come ti chiami?&#8221;, continuai a chiederle.<br>&#8220;Mariasole&#8221; rispose strisciando le mani sudate sul jeans e affondando le dita tra gli strappi, dentro la carne.                                                                   &#8220;Questo non \u00e8 il nome di un fantasma. Lo sai vero?&#8221;, accennai un altro sorriso.<br>&#8220;\u00c8 lui che mi ha ridotta cos\u00ec. Ha continuato a ripetere di amarmi, di non poter pensare ad una vita senza il suo Universo, senza il suo Sole. E io fino a ieri gli ho creduto, nonostante tutto&#8221;, mi guard\u00f2 per la prima volta dritta negli occhi, con uno sguardo profondo, gelido, rabbioso. <br>Ho sempre creduto che, quando ci\u00f2 che pi\u00f9 hai di vitale non pu\u00f2 essere amato con cura e attenzione, e lo senti diventare secco e fragile, l&#8217;unica possibilit\u00e0 per preservare la sua integrit\u00e0 \u00e8 lasciare carta bianca al freddo, in attesa che lo congeli. <br>E lei era diventata cos\u00ec, congelata e rigida, pallida. <br>Iniziai a sentire sulla mia pelle il freddo, brividi non resistenti al contagio diffusi ovunque.<br>&#8220;Perch\u00e9 fino a ieri? Cosa \u00e8 successo ieri?&#8221;, cambiai posizione sulla sedia, mi sentivo stretta, l&#8217;aria sembrava assente.<br>&#8220;\u00c8 cos\u00ec che sarebbe dovuta andare, se non gli avessi creduto&#8221;, continu\u00f2 seria, penetrandomi gli occhi. &#8220;Io che arrivo qui, mi siedo, parlo, racconto la mia storia, le chiedo aiuto&#8221;.<br>&#8220;Sta andando cos\u00ec, non ti sembra?&#8221;, le chiesi confusa.<br>&#8220;\u00c8 tardi. Ieri \u00e8 gi\u00e0 passato&#8221;, disse toccandosi il collo livido.<br>Mi irrigid\u00ec, volevo alzarmi dalla sedia ma non lo feci, non volevo darle un segnale sbagliato, di chiusura. <br>&#8220;Non voglio sembrarti insistente, non sei obbligata al racconto, ma continui a ripetermi che \u00e8 tardi. E tu sei cos\u00ec pallida, sono sinceramente preoccupata per te. Ti va di dirmi cosa \u00e8 successo ieri?&#8221;, decisi di legarmi i capelli, tengo sempre un elastico nel cassetto della mia scrivania. Il gelo aveva contagiato anche loro, li sentivo come fredde e pressanti stalattiti sulla schiena intirizzita ed io ero diventata nervosamente inquieta. Mi stava sfuggendo qualcosa e lei mi stava legando ai suoi nodi, forse manipolandomi.<br>&#8220;Vuole sapere davvero cosa mi \u00e8 successo ieri? \u00c8 finito il mio Universo. Tutto per me \u00e8 finito. Sono arrivata qui troppo tardi. Non potevo commettere errore pi\u00f9 grave, credergli&#8221;.<br>&#8220;Ora sei qui, questo \u00e8 importante. Non sei sola, vorrei che tu lo capissi&#8221;, cercai di ripeterle con tono rassicurante.<br>&#8220;Ieri \u00e8 gi\u00e0 passato. Non sarei dovuta rientrare in casa ma non sapevo dove andare, ero stanca. Volevo lavarmi, mi sentivo sporca. Mi vergogno, \u00e8 umiliante raccontare cosa succede tra quelle mura infuocate e maledette&#8230;&#8221;, disse piangendo.<br>&#8220;Hai detto bene, ieri \u00e8 passato ma oggi sei qui&#8221;, continuai ad insistere.<br>&#8220;Non sono qui\u2026&#8221;<br>&#8220;Mi guardi. Cosa vede?&#8221;, fissandomi mi diede la risposta impronunciabile. Mi raggel\u00f2, non sentivo pi\u00f9 niente, le labbra si cucirono e rimasi in silenzio.<br>&#8220;Sono morta ieri. Vuole sapere cosa \u00e8 successo? Mi ha uccisa&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi arriv\u00f2 un pugno, una morsa allo stomaco, che mi svegli\u00f2. Ero tutta sudata. Il gelo si trasform\u00f2 in caldo, in sudore appiccicoso. La schiena adesso era bagnata, avrei potuto strizzarla e lo avrei fatto, anche solo per rendermi conto quale fosse la realt\u00e0.<br>Mi alzai per bere un bicchiere d&#8217;acqua e mi infilai in doccia. Continuai a pensare: non solo esistono sogni che ricordiamo al mattino e rendono cosciente ci\u00f2 che non lo \u00e8, oltre a quelli che la memoria sembra non conservare per paura di esporli alla forza disinfettante della luce del giorno. Ma esistono notti in cui proprio questi sogni, seguendo una minuziosa architettura interna della nostra mente, diventano illuminanti e potenti lenti di ingrandimento su particolari che nella realt\u00e0 avevamo inconsciamente deciso di non guardare. <\/p>\n\n\n\n<p>Prima di precipitarmi a lavoro, mi fermai a comprare un quotidiano. Forse avrei letto di lei o forse Mariasole si sarebbe presentata oggi al centro antiviolenza. Nella realt\u00e0 non avrebbe provato vergogna e avrebbe scelto il giorno giusto per venire qui, non aspettando di cercarmi in sogno per mostrarmi il suo senso di umiliazione e schiaffeggiarmi con quello di impotenza che mi appartiene. <br>E invece forse aveva ragione, per lei era troppo tardi. Era gi\u00e0 morta.<br>Il sogno di stanotte ha urlato con potenza che \u00e8 un errore enorme lasciare andare le cose ad una flebile rassegnazione. <br>Tutto questo non poteva dipendere solo da me, n\u00e9 solo da lei. Da soli siamo spesso impotenti. E si legge dappertutto. <br>Negli occhi, sulle labbra, tra le dita, sulla schiena e nei capelli, miei e di tutti gli universi pallidi che si siedono su queste sedie strette e chiedono aiuto. <br>Spesso salvandosi.<br> <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38963\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38963\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sentivo gridare sotto quel suo cielo nero. Davanti a me un urlo silenzioso, non verbale. Era molto giovane. E bella. Quel suo maglione largo e le maniche da tirare ossessivamente per non dare aria nemmeno ai polsi, le labbra rinsecchite da mordicchiare, i segni invisibili negli occhi pallidi, le crepe modellate da lacrime acide [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_38963\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38963\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":8780,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[532],"tags":[],"class_list":["post-38963","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2019"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38963"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8780"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38963"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38963\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39000,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38963\/revisions\/39000"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}