{"id":38944,"date":"2019-05-24T17:01:54","date_gmt":"2019-05-24T16:01:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38944"},"modified":"2019-05-24T17:03:08","modified_gmt":"2019-05-24T16:03:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-il-mio-migliore-amico-di-massimiliano-ivagnes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38944","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Il mio migliore amico&#8221; di Massimiliano Ivagnes"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cFlavio\nsbatt\u00e9 la porta d\u2019ingresso di casa, scaravent\u00f2 i libri di scuola per terra e si\nprecipit\u00f2 nella sua camera da letto, contrariato e dispiaciuto. <\/p>\n\n\n\n<p>Si butt\u00f2 a\npeso morto supino sul letto, si copr\u00ec gli occhi con il braccio sinistro e cos\u00ec\nstette per qualche minuto, sforzandosi di cacciare indietro le lacrime di\nrabbia e di disappunto. \u201cSono pazzi! Sono pazzi!\u201d, url\u00f2 all\u2019improvviso, mentre\ndalla finestra chiusa un indistinto e concitato vociare della folla festosa che\npercorreva disordinatamente la strada sottostante annunciava l\u2019imminenza di una\npubblica e improvvisata manifestazione.<strong>I<\/strong>La Signora\nAnna Maria fece timidamente capolino nella stanza del figlio, indugi\u00f2 qualche\nsecondo sull\u2019uscio, guard\u00f2 preoccupata in direzione della finestra, poi,\nlentamente, si avvicin\u00f2 al letto di Flavio e si sedette sul bordo, ai piedi di\nlui.<\/p>\n\n\n\n<p>Flavio\nallontan\u00f2 il braccio dal volto e \u201cFesteggiano l\u2019entrata in guerra\ndell\u2019Italia!\u201d, url\u00f2 con gli occhi fuori dalle orbite. \u201cFesteggiano l\u2019entrata in\nguerra, quei pazzi!\u201d, insistette mettendosi a sedere sul letto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE cosa\nsucceder\u00e0 adesso?\u201d, chiese la Signora Anna Maria con lo sguardo smarrito.<\/p>\n\n\n\n<p>Flavio\nsospir\u00f2 con una punta di disperazione dipinta sul volto e si lasci\u00f2 cadere di\nnuovo sul letto a pancia in su.<\/p>\n\n\n\n<p>Egli non\nvolle pranzare quel giorno. Aveva lo stomaco completamente chiuso per il\nnervosismo. \u201cCos\u00ec farai solo il gioco dei fascisti!\u201d, lo aveva ammonito il\npadre. \u201cDevi mangiare, devi mantenerti in forze, perch\u00e9 non si sa adesso cosa\npotr\u00e0 succedere\u201d, aveva aggiunto. Flavio sapeva che il padre aveva ragione,\nlasciarsi morire di fame non era la strategia migliore per manifestare il suo\ndissenso per tutto quello che stava accadendo, ma quel giorno non sarebbe\nriuscito a mandare gi\u00f9 neppure un cucchiaio di brodo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si diresse\ndeciso in cucina, sollev\u00f2 la cornetta del telefono a muro e compose il numero\ndi casa del suo vecchio compagno di banco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPronto\nsono Flavio, buona sera, c\u2019\u00e8 Stefano?\u201d, chiese a precipizio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi, ciao\nFlavio, ora te lo passo\u201d, rispose educatamente mia madre.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPronto,\nFlavio, dimmi tutto\u201d, dissi afferrando la cornetta del telefono.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2019 da un\npo\u2019 che non ci vediamo. Ma allora non vieni pi\u00f9 a scuola?\u201d, mi domand\u00f2 Flavio a\nbassa voce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo sai che\nsiamo stati banditi dalle scuole pubbliche\u2026\u201d, interloquii&nbsp; timidamente. \u201cMio padre \u00e8 pure venuto a\nparlare col preside. E sai cosa gli ha risposto? Che era mortificato, che se\nfosse stato per lui non ci sarebbe stato alcun problema, ma che alla\ncorporazione lo tenevano d\u2019occhio, che ha moglie e tre figli da mantenere e che\nse avessero scoperto che permetteva ad un ebreo la frequenza di una scuola\npubblica lo avrebbero di sicuro incarcerato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVigliacco!\u201d,\nesclam\u00f2 Flavio a denti stretti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE adesso\ncome si metteranno le cose? Hai sentito il Duce?\u201d, domandai quasi sussurrando.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi\nammazzeranno tutti!\u201d, si lament\u00f2 Flavio esagitato. \u201cE voi cosa avete intenzione\ndi fare? Dovete scappare, dovete nascondervi! Vai a Parigi da tuo fratello!\nScappa finch\u00e9 sei in tempo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Io deglutii\npensieroso e dopo qualche secondo cercai di calmarlo: \u201cNon credo ci sia questo\npericolo, almeno per la mia famiglia. Pap\u00e0 \u00e8 iscritto al fascio e contribuisce\nregolarmente ai finanziamenti del partito. Pap\u00e0 dice che noi possiamo stare\ntranquilli. Abbiamo nascosto alcuni gioielli di famiglia, non si sa quali tempi\nci attendono d\u2019ora in avanti. Ma stai tranquillo, eccetto che per qualche\npiccola precauzione, non c\u2019\u00e8 da temere per ora\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo spero\nbene\u201d, sospir\u00f2 Flavio. \u201cDomani passo a portarti gli appunti di Greco. Il\nProfessor Mantovani ha spiegato l\u2019ultimo periodo dell\u2019et\u00e0 imperiale\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa io non\ncredo che sar\u00f2 ammesso agli scrutini, Flavio\u201d lo interruppi con tono amaro. \u201cE\npoi \u00e8 pericoloso per te. Se dovessero vederti entrare in casa mia\u2026\u201d, stavo\ndicendo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe mi\ndenuncino pure!\u201d, oppose Flavio stringendo i pugni. \u201cStefano, vorrei che\u2026vorrei\nche le cose rimanessero come un tempo. Questa paura, questo terrore che ci\nhanno messo addosso la da loro vinta. E io non voglio darla vinta a quel\nmucchio di bastardi oppressori!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sospirai:\nconoscevo Flavio sin dai tempi delle scuole elementari e sapevo che non avrebbe\nmai rinunciato ai suoi ideali di uguaglianza e di libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE va\nbene\u201d, concessi rassegnato. \u201cSe mai tutto questo potesse servire\u2026Ma vieni\npresto. Domattina presto! C\u2019\u00e8 poca gente in giro e pochi occhi che osservano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Flavio si\nera iscritto alla facolt\u00e0 di lettere di Firenze, che frequentava regolarmente\ncon profitto. Tra qualche mese avrebbe compiuto 21 anni e con ogni probabilit\u00e0\nsarebbe stato chiamato a difendere la patria al fronte. \u201cPiuttosto me ne vado\nin carcere per diserzione!\u201d, aveva esclamato. E, c\u2019era da giurarlo, avrebbe con\nogni probabilit\u00e0 mantenuto la sua promessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Io dovetti\nrinunciare agli studi classici perch\u00e9 agli ebrei era stato vietato la frequenza\ndelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado: mi limitavo a studiare qualcosa\nda autodidatta, acquistando qualche libro universitario di letteratura italiana\npresso il mercatino dell\u2019usato di Massa, con la speranza, mai sopita nel cuore,\nche quegli assurdi divieti sarebbero stati revocati un giorno e avrei potuto\nriprendere i miei studi umanistici.<\/p>\n\n\n\n<p>Flavio, di\ntanto in tanto, tornava a Massa e non mancava di venirmi a trovare per parlare\ncon me di tutto: dei fascisti, delle dottrine socialiste, della sua vita a\nFirenze, di Ester, che aveva conosciuto all\u2019Universit\u00e0, al corso di filologia\nromanza e delle loro lunghe passeggiate sul ponte vecchio fantasticando un\ndomani di pace e di uguaglianza. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel mese di\nnovembre 1943, Flavio volle rientrare a Massa in occasione del compleanno di\nmamma Anna Maria. Il 5 novembre, alle 07.00 del mattino, avvolto nel suo\nimpermeabile grigio, era gi\u00e0 per strada in direzione di casa mia. Aveva saputo\nche a Firenze i nazifascisti si recavano all\u2019improvviso nelle case delle\nfamiglie ebree e dopo averne fatto l\u2019appello, per evitare che ne sfuggisse\nqualcuno, li caricavano con la forza su treni dalla destinazione ignota. Voleva\ndirmi che dovevo scappare con la mia famiglia, che dovevamo rifugiarci tutti\nquanti a Parigi, dove mio fratello maggiore, Daniele, era iscritto alla facolt\u00e0\ndi ingegneria della Sorbona. <\/p>\n\n\n\n<p>Percorreva\ndi buona lena il viale della Stazione, quando un rumore di passi svelti\nprovenienti da Via Carducci lo fece arrestare. Tese l\u2019orecchio in direzione del\nrumore ma, oltre a qualche parola pronunciata con foga in tedesco, non sent\u00ec\naltro. Si affacci\u00f2 con il capo sulla strada e not\u00f2 subito una truppa nazista\ncomposta da un ufficiale biondo con gli occhi di ghiaccio e da quattro altri\nsottufficiali armati sino ai denti, che, all\u2019evidente ricerca di qualcuno,\nfacevano rimbombare i loro stivali neri sugli umidi sampietrini.<\/p>\n\n\n\n<p>Flavio\ndecise di voler capire cosa stesse succedendo e, imboccata Via dei Gelsi si\naccost\u00f2 al portone di un\u2019abitazione dove, poggiato al muro portante, si accese\nuna sigaretta, simulando noncuranza. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo\nneanche un minuto, vide provenire di corsa dalla direzione opposta alla sua\nqualcuno che, voltandosi di tanto in tanto alle spalle ed incespicando sul\nmarciapiede sconnesso, stava certamente cercando di sottrarsi alla cattura.<\/p>\n\n\n\n<p>Mettere a\nfuoco l\u2019immagine di quell\u2019uomo in fuga e riconoscere nelle relative fattezze la\nmia persona fu quasi simultaneo. <\/p>\n\n\n\n<p>Flavio\nattese che io gli passassi accanto, mi afferr\u00f2 per un braccio e mi trascin\u00f2\nall\u2019interno dell\u2019androne di ingresso di quel palazzo, provvidenzialmente\naperto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe\nsuccede?\u201d domand\u00f2 preoccupato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVogliono\nprendermi\u201d, sussurrai ansimante e terrorizzato. \u201cSono venuti questa mattina a\ncasa mia. Hanno preso tutti: mamma, pap\u00e0, Mattia. Io sono riuscito a scappare\ndalla porta sul retro, ma ora mi stanno inseguendo e io\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSpogliati!\u201d,\nmi interruppe Flavio. \u201cDammi i tuoi indumenti!\u201d, esort\u00f2 serio.<\/p>\n\n\n\n<p>In men che\nnon si dica, Flavio aveva indossato sciarpa, cappello e cappotto miei. Ed io\nfeci altrettanto con l\u2019impermeabile di Flavio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTieni questi!\u201d,\nmi ordin\u00f2 portandomi la mano all\u2019interno della tasca destra dell\u2019impermeabile.\nNe cavai fuori alcune banconote e \u201cVai verso la stazione! Scappa in Francia,\nStefano. A loro ci penso io!\u201d, mi incit\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\u2026cosa\nvuoi fare?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\nperdere tempo, ora. Scappa! Scappa appena mi vedrai voltare in Via Carducci!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Flavio si\ncopr\u00ec il volto con la mia sciarpa e il mio cappello di lana, apr\u00ec il portone,\nlanci\u00f2 uno sguardo circospetto all\u2019esterno e si diresse verso l\u2019intersezione\ncon Via Carducci. Attese qualche secondo e poi, quando fu certo di essere stato\navvistato dai nazifascisti, che indugiavano nervosi sul Viale della Stazione,\nimbocc\u00f2 deciso Via Carducci in direzione centro. Quando appurai che la truppa\nera sufficientemente lontana, usc\u00ec anch\u2019io da quel nascondiglio di fortuna e,\ngambe in spalla, mi diressi alla volta della stazione dei treni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel\nfrattempo, Flavio, nel tentativo vano di seminare gli inseguitori e di far loro\nperdere le tracce, aveva imboccato diverse viuzze, fino a ritrovarsi in un\nvicolo cieco. Si accasci\u00f2 sul muro di confine, come a volerlo rimuovere con il\nsolo peso del corpo, mentre sentiva i passi della truppa tedesca farsi sempre\npi\u00f9 vicini. Si volt\u00f2 di scatto: ormai non aveva pi\u00f9 scampo. Si ritrov\u00f2\ncircondato dai militari che gli avevano gi\u00e0 puntato i fucili addosso, mentre\nl\u2019ufficiale dagli occhi di ghiaccio, dritto davanti a lui, gli urlava: \u201c<em>Wer bist du?<\/em>\u201d. Senza attendere risposta,\ncon un violento gesto, sfil\u00f2 il cappello di lana dalla testa di Flavio.<\/p>\n\n\n\n<p>Di tutta\nrisposta, questi, con un ghigno sarcastico, sput\u00f2 in faccia all\u2019ufficiale\ntedesco, colpendolo alla guancia sinistra. Quest\u2019ultimo, accortosi da subito di\nessere stato beffato, digrign\u00f2 i denti e, tremante dalla rabbia, \u201c<em>Zum tod<\/em>!\u201d, esplose paonazzo in viso.<\/p>\n\n\n\n<p>Io correvo\nancora verso la stazione dei treni quando udii due colpi di arma da fuoco\nesplodere poco distanti. Mi arrestai col cuore in gola, mi voltai in direzione\ndegli spari, ma poi ripresi la mia corsa disperata, mentre gli occhi si\nriempivano di lacrime. Caddi, mi strappai i pantaloni, mi rialzai con i palmi\ndelle mani sbucciati e ricominciai a correre pi\u00f9 veloce che potevo, tentando di\nsoffocare quel pianto disperato che mi offuscava la vista\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFu cos\u00ec\nche riuscii a nascondermi in un carro bestiame di un treno diretto a Parigi,\nEmma, a raggiungere tuo padre e a salvarmi dalla deportazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe storia\ntriste, <em>oncle<\/em> Stefano!\u201d, consider\u00f2 la\npiccola Emma, mentre la televisione accesa mandava in onda un\u2019intervista\nesclusiva al Presidente in carica, Georges Pompidou.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi, una\nstoria triste come tante altre di quegl\u2019anni\u2026Ed eccoti spiegato chi \u00e8 la\nsignora Di Marco a cui scrivo a Natale di ogni anno: \u00e8 la mamma di Flavio, il\nmio migliore amico di sempre. Un piccolo grande eroe che ha combattuto contro\nl\u2019ingiustizia, contro la dittatura, contro la repressione. Colui che mi ha\nsalvato la vita. L\u2019amico migliore che un uomo possa desiderare\u201d, concluse\nl\u2019uomo con gli occhi lucidi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38944\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38944\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cFlavio sbatt\u00e9 la porta d\u2019ingresso di casa, scaravent\u00f2 i libri di scuola per terra e si precipit\u00f2 nella sua camera da letto, contrariato e dispiaciuto. 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