{"id":38939,"date":"2019-05-24T15:55:27","date_gmt":"2019-05-24T14:55:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38939"},"modified":"2019-05-24T15:58:40","modified_gmt":"2019-05-24T14:58:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-inquietudine-damore-di-maddalena-frangioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38939","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Inquietudine d\u2019amore&#8221; di Maddalena Frangioni"},"content":{"rendered":"\n<pre class=\"wp-block-code\"><code><\/code><\/pre>\n\n\n\n<p>Marta fece un lungo giro in cerca di un posto. Non voleva sostare troppo vicino al palazzo dove Ennio abitava.  Preferiva evitare gli sguardi curiosi degli inquilini per non sentirsi in obbligo di salutare. Era schiva, amava la sua libert\u00e0. La giornata era calda in quel fine luglio senza pioggia, arido e secco. Ennio non era riuscito a dormire quella notte, ma, quando aveva chiuso il libro, per paura di non svegliarsi in tempo aveva puntato la sveglia alle nove. Voleva avere il tempo di una doccia e di un caff\u00e8 per essere pronto, appena Marta, l\u2019amore della sua vita, fosse arrivata. Lui e Marta si conoscevano da sempre, erano cresciuti insieme, erano dello stesso paese, poi si erano persi di vista, ciascuno per la propria strada, ora quell\u2019appuntamento, dopo tanti anni, era per lui l\u2019appuntamento pi\u00f9 importante della sua vita. Al telefono quando lei lo aveva chiamato, lui era cos\u00ec emozionato che aveva farfugliato parole incomprensibili prima di dire semplicemente: \u201cTi aspetto!\u201d Alle nove e tre quarti Ennio se ne stava alla finestra in trepida attesa di vedere spuntare l\u2019auto dell\u2019amica. L\u2019agitazione di Ennio, non pi\u00f9 un ragazzo, ma un uomo d\u2019et\u00e0 con una vita e una carriera alle spalle, potrebbe apparire ridicola se non avesse avuto un fondamento del tuto rispettabile. Sbaglia colui che si ferma all\u2019esteriorit\u00e0 delle cose senza guardare oltre quel velo dell\u2019apparenza. In ogni vita si pu\u00f2 nascondere un segreto, una realt\u00e0 insospettabile, sentimenti imprevedibili, perch\u00e9 la vita come l\u2019animo delle persone sono complessi e spesso complicati. Ennio si affacci\u00f2 al balcone e quando vide Marta attraversare la strada e venire verso il palazzo sent\u00ec un moto di gioia. Fece appena in tempo a salutarla con a mano, quando un sordo rumore, un grido lacerante, un urlo sguaiato lacerarono l\u2019aria calda e silenziosa di quel mattino. Grid\u00f2 ma nessuna voce usc\u00ec dalla gola. La testa confusa, le auto sotto casa ferme, impieg\u00f2 un po\u2019 a rendersi conto, poi fu rimbombo di sirene spiegate, di motori roboanti di capannelli di gente sul marciapiede. Ennio unico vero spettatore, il pi\u00f9 interessato e coinvolto dal dramma che si stava consumando rimase impassibile gli occhi freddi e asciutti senza una lacrima. Quando pi\u00f9 tardi, dopo che tutto quel caos si era spento pianse in silenzio, negli occhi quel tragico impatto, nella mente e nel cuore il film della sua storia d\u2019amore. Per quell\u2019amore aveva vissuto e per quell\u2019amore la mente e il suo cuore non erano mai stati vuoti<\/p>\n\n\n\n<p>Sei<br>\nLa storia di quell\u2019amore, scomparso all\u2019improvviso in quella giornata estiva, era stata la pi\u00f9 bella che avesse vissuto. Per contrastare il destino tanto avverso, decise di conservarla inalterata nel suo animo, per avere il tempo di sedimentare quel dolore che riteneva esclusivo. Ne aveva tutto il diritto, e come aveva difeso il suo amore da occhi e bocche indiscrete, ora voleva proteggere il suo dolore da commenti e parole di cordoglio dettate dall\u2019abitudine di certi comportamenti sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua vita comune e lineare sul piano lavorativo, era stata complicata e niente affatto semplice sul piano dei sentimenti.<br> Avvocato divorzista, capace di sbrogliare matasse spesso intricate di rapporti difficili astiosi conflittuali tra coniugi in atto di lasciarsi, non era riuscito a sbrogliare il groviglio interiore dei suoi sentimenti portandolo a vivere una vita poco soddisfacente. Sposato per un brevissimo periodo, aveva messo fine al suo matrimonio ritenendolo poco confacente con i suoi ideali, convinto che, senza vero amore, un\u2019unione non pu\u00f2 durare.<br> Come altri si era sposato pi\u00f9 per la suggestione del momento e per far contenta la madre, spaventata all\u2019idea di quel figlio scapolo, che per reale convinzione. Ma dopo che il matrimonio era naufragato aveva ripreso la sua vita da scapolo e sebbene con difficolt\u00e0 era tornato a caldeggiare certi sogni lontani.<br> Quel fallimento all\u2019et\u00e0 dei cinquant\u2019anni, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non gli aveva procurato disagio, diversamente, senza volerlo, nel restituirgli del tempo, gli aveva permesso di avvicinarsi alla donna che conosceva da tempo, ma che non aveva mai frequentato.<br> A ben guardare la sua vita era come se fosse stata divisa in due. Il caso o il destino non gli erano stati davvero favorevoli nella prima parte dell\u2019esistenza, nella fase in cui tutti crediamo che l\u2019allegria e la felicit\u00e0 siano a portata di mano, facilmente raggiungibili, come fossero un tributo alla giovinezza, considerata l\u2019et\u00e0 dell\u2019amore.<br> Nessuna gioia in giovent\u00f9, trascorsa tra lo studio e il lavoro. Per anni solo, aveva rifiutato la possibilit\u00e0 di un legame, fino a quando aveva incontrato Sara, una collega in gamba con cui lavorava piacevolmente. Aveva tergiversato per un po\u2019, perch\u00e9 sapeva che non era quella la donna che incarnava il suo desiderio d\u2019amore. Dopo una breve storia, a sorpresa il matrimonio, durato il tempo di una stagione, di cui non amava parlare, attribuendosi ogni responsabilit\u00e0.<br> Era stato quando era tornato a vivere solo che si era reso conto di tutto il tempo gettato, sprecato in una vita senza amore. Non era stata Sara a far precipitare quel legame, la colpa se cos\u00ec si pu\u00f2 dire stava nella scarsa chiarezza del suo animo. Era stata una forzatura l\u2019aver accettato quell\u2019unione.<br> Si era consolato ritenendo che, forse senza quel percorso accidentato, non avrebbe saputo riconoscere e scoprire il vero sentimento d\u2019 amore.<br> A cinquant\u2019anni Ennio era un uomo solo, ma disposto e disponibile all\u2019amore. Il lavoro sebbene importante non era pi\u00f9 l\u2019unico suo obiettivo di vita.<br> Quella sua maturata coscienza di s\u00e9 si era incontrata felicemente con il caso, quel caso fortuito che talvolta ci sorprende e ci offre nuove possibilit\u00e0. Ennio se ne era reso conto, quando aveva rivisto Marta, una vecchia amica. Era stata una grande opportunit\u00e0 cui non aveva voluto rinunciare<br> L\u2019incontro, avvenuto alla cena dei vecchi compagni di classe, l\u2019aveva talmente sorpreso da lasciarlo ammutolito. Le si era avvicinato con timidezza e aveva cominciato a parlare con lei, partendo dal ricordo di vecchi episodi di scuola curiosi.<br> Marta, la compagna di classe, l\u2019amica degli anni giovanili, era la persona che non aveva mai dimenticato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sentimento per lei, mai confessato, racchiudeva insieme all\u2019amore per quella ragazzina, la giovinezza, che avrebbe desiderato vivere, senza musi lunghi e amarezze, talvolta molto pesanti tanto da renderlo schivo e solitario.<br>\nIl ricordo pi\u00f9 fresco di lei risaliva a trent\u2019anni prima, quando ancora era una ragazza e viveva al paese.<br>\nErano stati due studenti di liceo e insieme avevano trascorso intere giornate sui libri. Entrambi desiderosi di iscriversi all\u2019universit\u00e0 con la prospettiva di un lavoro e di un futuro sicuro. Educati al dovere e all\u2019impegno sentivano sulle loro spalle il peso della responsabilit\u00e0 di soddisfare e gratificare i genitori pronti a sacrificare loro stessi pur di far studiare i figli.<br>\nFigli del proprio tempo, di un tempo pieno di speranza e di fiducia per un rinnovato benessere dopo gli anni dell\u2019ultima guerra, avevano cercato nello studio di dare il meglio di loro stessi, convinti del proprio ruolo di cittadini. Ennio aveva in mente, quando si erano preparati all\u2019esame di maturit\u00e0, le discussioni notturne con lei e con altri compagni sui problemi complessi, pi\u00f9 grandi di loro, come la democrazia, la giustizia, i diritti, la pace. Erano stati come si dice \u201canni ruggenti\u201d proprio per quel bisogno allora di far sentire il proprio \u201cruggito\u201d schiacciato dalle convenzioni e dal pregiudizio propri del loro tempo.<br>\nEnnio ricordava l\u2019entusiasmo di Marta e il suo desiderio di parlare in difesa soprattutto della condizione della donna, a suo parere, pi\u00f9 difficile rispetto a quella dell\u2019uomo, perch\u00e9 ritenuta inferiore.<br>\nBastava osservare la vita quotidiana della famiglia per capire l\u2019ingiustizia perpetrata verso la donna. Anche nella sua famiglia soltanto il fratello della mamma aveva avuto la possibilit\u00e0 di studiare, sua madre invece aveva dovuto rinunciare per occuparsi della casa. La differenza tra uomini e donne era evidente.<br>\nEnnio di fronte a certe argomentazioni di Marta rimaneva in silenzio, non sapeva cosa dire.<\/p>\n\n\n\n<p>Era ancora un ragazzo e quel mondo femminile non lo conosceva. Era naturale per lui vedere sua madre occuparsi della casa, del figlio e del marito.<br>\nSarebbero dovuti passare molti anni prima di arrivare a avere delle idee personali in proposito.<br>\nAmmirava Marta, anche se non capiva quel suo modo di \u201clottare con le parole\u201d, come lei diceva, quando voleva affermare le proprie idee contro chi la pensava diversamente da lei.<br>\nEra la sua determinazione, era il suo senso di giustizia a incantarlo.<br>\nDietro seguiva il sentimento che aumentava di pari passo alla crescita di entrambi. Dall\u2019infanzia all\u2019adolescenza fino alla giovinezza Ennio, senza quasi rendersene conto, aveva coltivato quel primo germoglio d\u2019amore, che era sbocciato fino a coinvolgerlo completamente.<br>\nNel momento in cui era stato pronto a rivelarsi e a mostrare la verit\u00e0 del suo animo l\u2019aveva perduta. Lei, non era pi\u00f9 accanto a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Sette<br>\nFiniti gli studi la vita li aveva allontanati. Ennio aveva preso la laurea in giurisprudenza e, dopo anni di praticantato aveva messo su lo studio di avvocato. Aveva passato giornate a studiare e a imparare tutti i segreti di quella antica professione forense per riuscire a diventare un bravo avvocato. Aveva scoperto come dalla conoscenza delle leggi, comprese le postille, i richiami, le modifiche e le aggiunte possa dipendere l\u2019andamento pi\u00f9 o meno positivo di una causa. Ennio aveva scelto di specializzarsi nel diritto di famiglia, in particolare in quella branca tanto controversa e difficile quale il divorzio.  La legge sul divorzio, sebbene fosse entrata in vigore quando si era laureato, risentiva di molta ostilit\u00e0 e era ancora poco chiara sulle norme che regolano la separazione tra i coniugi. La parte pi\u00f9 spinosa che la coppia doveva affrontare era quella dei figli e del loro affidamento. Ennio, sebbene non fosse sposato, n\u00e9 avesse figli, ugualmente si era sentito spinto a occuparsi proprio delle problematiche familiari, perch\u00e9 considerava la famiglia il tassello, primo, insostituibile su cui si fonda una societ\u00e0. Un bravo avvocato nel mettere fine alle diatribe tra i coniugi poteva dare il proprio contributo, riportando, in parte, quella serenit\u00e0 spezzata dalle contestazioni.<br>\nForse in questa sua scelta Ennio si era ricordato di Marta e della sua difesa della donna, perch\u00e9 spesso erano i mariti a essere presi di mira nella sua arringa di avvocato difensore a favore delle mogli, spesso la parte pi\u00f9 debole anche sul piano economico.<br>\nIl suo studio, sebbene si trovasse nel piccolo centro in cui era cresciuto, era diventato famoso in tutta la provincia per le tante e diverse cause affrontate con successo. Erano per lo pi\u00f9 le donne che suonavano alla porta in cerca di consigli e di cause da affidargli per una buona riuscita. Per arrivare a tanto successo, aveva lavorato sodo e soprattutto si era buttato in modo quasi forsennato tra le carte, quando aveva perduto la speranza di stare vicino a Marta, che aveva lasciato il paese, per trasferirsi in un\u2019altra citt\u00e0, dove era andata a vivere dopo il matrimonio.<\/p>\n\n\n\n<p>Otto<br>\nMarta si era laureata in lettere e aveva intrapreso la carriera di docente. Aveva fatto il Concorso e, dopo tanto studio, era riuscita a avere un posto. Nella scuola il meccanismo dell\u2019assunzione era alquanto perverso e Marta lo aveva scoperto sulla propria pelle. All\u2019amministrazione non interessavano i diritti dei singoli, n\u00e9 tanto meno i problemi. La macchina burocratica destinava a caso le scuole e le cattedre, senza valutare vicinanza o lontananza con i luoghi di residenza. I docenti, per lo pi\u00f9 donne, causa anche i bassi stipendi, per una politica miope che considerava l\u2019insegnamento pi\u00f9 \u201ccosa da donne\u201d, causa di un esasperato maschilismo, si trovavano sballottati di qua o di l\u00e0, spesso costrette a rinunciare alla propria vita familiare, lontane dal marito e peggio lontane dai figli. Marta un tempo piena di entusiasmo si era trovata a fare i conti con quella vita raminga incerta e difficile. Costretta a dividersi tra gli alunni, il marito e la figlia, si era sentita depressa e delusa. La citt\u00e0 in cui era andata a abitare che all\u2019inizio le era sembrata affascinante e bellissima rispetto al paese, le era diventata estranea, non potendola vivere con serenit\u00e0, sempre di corsa, senza poter far passeggiate e godersi i momenti di relax.<br>\nIl matrimonio frantumato e stritolato dalla frenesia della vita cittadina, era l\u2019effetto pi\u00f9 tragico di quella vita assurda. Marta, nei momenti di maggiore tensione, sognava il paese e la tranquillit\u00e0 di certe giornate stanche e noiose. Era in quei momenti di esasperazione che ricordava i vecchi amici e le tornava in mente Ennio, l\u2019amico caro di giovent\u00f9 che non vedeva da tanti anni.<br>\nRicordava con piacere il biglietto di auguri di Ennio nel complimentarsi con lei per la laurea. Non aveva fatto in tempo a salutarla. Era accaduto tutto di fretta, la laurea, il matrimonio, il trasferimento. Ennio aveva saputo dopo, dopo che tutto era gi\u00e0 accaduto e la parola fine sembrava precludere ogni possibilit\u00e0 di un rapporto tra loro.<br>\nIl silenzio e la lontananza lasciavano in sospeso il dialogo, le occhiate e le risa di qualche battuta cadevano ora nel vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>Otto<br>\nEnnio pur a distanza aveva cercato ogni tanto di informarsi di sapere. Al suo studio arrivavano alcune volte notizie di compaesani tornati dalla citt\u00e0, uomini o donne in pensione tornate alla casa dei genitori come per riprendersi la vita lasciata da giovani e stare vicini ai parenti. In qualche caso si trattava anche di mogli abbandonate dai mariti, tornate a casa, perch\u00e9 impossibilitate a stare da sole in citt\u00e0. Erano i volti del fallimento, volti delusi e privi di speranza in cerca delle proprie radici e della propria identit\u00e0.<br>\nGli veniva spontaneo di volersi occupare di queste mogli tradite dalla vita per aiutarle a difendersi da certi mariti arroganti.<br>\nQualche volta gli era venuto in mente che chiss\u00e0, tra quelle donne, che ritornavano dai genitori, potesse un giorno trovarsi anche Marta. Aveva saputo dei dissapori del so matrimonio, poi per\u00f2 si augurava che non accadesse mai, perch\u00e9 non avrebbe sopportato di vederla soffrire.<br>\nEra soltanto un pensiero in parte anche una speranza.<br>\nL\u2019aveva incontrata un giorno al paese e le era sembrata distratta e pensierosa. Gli era dispiaciuto notare sul volto di lei un velo di malinconia, ma non aveva detto niente per timidezza e imbarazzo. Poi aveva poi cercato di stare lontano per non soffrire.<br>\nAlla fine si era convinto che doveva lasciarla in pace, in fondo lui non le aveva mai detto nulla e lei non poteva immaginare che lui non avesse mai smesso di pensare a lei.<br>\nLa vita era continuata e a quarantacinque anni la solitudine cominciava a pesargli e sentiva il bisogno di una sua vita e di una casa che non fosse quella dei genitori. La madre con la quale Ennio viveva era preoccupata per lui, il lavoro da solo non poteva renderlo felice e, come diceva lei, un uomo ha bisogno di una donna non fosse che per tenere in ordine la casa.<br>\nAveva sepolto i ricordi cercando di vivere come un uomo qualunque in attesa di qualche evento che lo distogliesse dai suoi pensieri pi\u00f9 amari.<\/p>\n\n\n\n<p>Nove<br> Era accaduto un giorno, dopo un\u2019udienza in tribunale, che Ennio si era fermato a parlare pi\u00f9 del solito con Sara, una collega che conosceva e stimava nel suo lavoro. Avevano cominciato a frequentarsi e a uscire insieme la sera. Coetanei, ciascuno con un percorso di vita piuttosto complicato, si erano trovati bene nel confidare oltre i timori e le ansie proprie della loro professione, anche certi segreti privati che da tempo tenevano chiusi nel proprio animo. Ennio trovava la compagnia di Sara piacevole. Era ancora una donna piacente nonostante non fosse pi\u00f9 giovanissima, il corpo snello e leggero la rendevano molto giovanile. Curata nell\u2019aspetto e ricercata nell\u2019abbigliamento, Sara era una donna concreta e abbastanza spiritosa.<br> Impegnata nel lavoro cui dedicava molto tempo cercava di applicare in modo scrupoloso la legge, per evitare, diceva, possibili arbitri e giudizi parziali. La linea difensiva che lei adottava nel difendere i clienti nelle cause civili, riguardanti piccoli fatti, era la pi\u00f9 lineare e oggettiva possibile. Pi\u00f9 che il suo assistito, contava la legge. Su questo punto le loro idee divergevano, lui, contrariamente a lei, applicava la legge con pi\u00f9 liberalit\u00e0 e autonomia. La legge era il punto di riferimento, ma non doveva essere un punto morto, bens\u00ec una risorsa per il cliente di ritornare a avere fiducia in se stesso e nelle istituzioni. Unire il sentimento alla legge per renderla pi\u00f9 umana e pi\u00f9 viva era il segreto del suo successo di avvocato. Quando tra loro ne parlavano non riuscivano a trovare un giusto accordo, rimanendo ciascuno sulle proprie posizioni. Lasciavano perdere e chiudevano l\u2019argomento. Era questa testardaggine e un certo conformismo di lei che lui non riusciva a accettare. Non doveva per\u00f2 esagerare, erano cos\u00ec adulti, non avrebbero potuto cambiare.<br> Dopo alcuni mesi dalla prima uscita serale insieme, una sera Sara l\u2019aveva invitato dai suoi a cena, il padre voleva conoscerlo, Non erano pi\u00f9 ragazzini e non ci sarebbe stato bisogno, ma le convenzioni<br>\nnei piccoli centri sono spesso vincolanti, cos\u00ec Ennio aveva accettato. E, dopo lo scambio di saluti tra le rispettive famiglie, fu fissata la data delle nozze.<\/p>\n\n\n\n<p>Dieci<br>\nUn giorno di maggio Ennio e Sara si erano uniti in matrimonio davanti al sindaco e dopo una festa con pochi amici e conoscenti era iniziata per Ennio una nuova fase di vita che sperava fosse la migliore possibile.<br>\nIl viaggio di nozze in Brasile della durata di 15 giorni era stato per entrambi il primo volo di distacco dalla famiglia di origine e dal paese. Avrebbe dovuto essere un momento di intenso piacere, purtroppo, sebbene interessante, non aveva soddisfatto del tutto l\u2019animo di Ennio ch\u00e9, proprio in quell\u2019occasione erano emerse le tante divergenze  che lo separavano da Sara.<br>\nFu allora che Ennio cap\u00ec che il matrimonio da solo non era servito a superare o far tacere l\u2019animo irrequieto di chi non \u00e8 innamorato. E lui, sebbene nutrisse un certo affetto per Sara, non l\u2019amava.<br>\nPer non deludere e tirarsi addosso critiche ingiuste Ennio prese tempo. La vita matrimoniale s\u2019incanal\u00f2 nella routine quotidiana, lavoro e casa, casa e lavoro. Le giornate sempre uguali scorrevano con sufficiente tranquillit\u00e0, ma Ennio, sebbene fosse un uomo discreto e razionale non era sincero con se stesso e a stento riusciva a trattenere una certa inquietudine.<br>\nNessuna responsabilit\u00e0 di Sara se non quella di non comprendere certi stati d\u2019animo d\u2019insofferenza di lui nell\u2019assolvere agli obblighi di relazioni sociali, come capita normalmente tra coppie sposate,<br>\nC\u2019era voluto tutto il suo coraggio per parlarle e rivelarle che tanta irrequietezza non dipendeva da lei, n\u00e9 dalle cose intorno, anche se da sempre riservato poco amante della mondanit\u00e0, ma dalla sua imperfezione come marito e da quel legame che aveva accettato con leggerezza, senza valutare la responsabilit\u00e0 di quell\u2019unione.<br>\nProvava affetto per lei e avrebbe potuto continuare a trarre da quel matrimonio tutti vantaggi almeno quelli pratici, ma non poteva continuare a mentire a se stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo cinque anni di rinvii e incertezze decise. Avrebbe chiesto la separazione e avviato la richiesta di divorzio presso un collega, per stabilire consensualmente le cose, evitando lacerazioni e ripicche inutili.<\/p>\n\n\n\n<p>Undici<br>\nSara sebbene a conoscenza di qualche segreto recondito dell\u2019animo del marito era rimasta sorpresa. A cinquant\u2019anni era difficile accettare una tale situazione, l\u2019idea di un futuro insicuro la destabilizzava.<br>\nPer una donna una separazione e un divorzio a quell\u2019et\u00e0 significava la fine di una vita serena. Avrebbe voluto reagire dirgli che l\u2019aveva tradita e che, nell\u2019esporla al disagio della solitudine, si comportava da egoista. Non riusciva a credere a tanto egocentrismo che lo portava a negare le persone vicine pur di salvaguardare se stesso. Sola disse che pur essendo lui ancora vivo si sarebbe sentita come una vedova, nell\u2019aver perduto non tanto il suo affetto, perch\u00e9 capiva che non c\u2019era mai stato, quanto la sicurezza e l\u2019orgoglio di donna e di moglie.<br>\nEnnio non reag\u00ec a nessuna dimostrazione di rabbia di lei. Era consapevole delle difficolt\u00e0 in cui l\u2019aveva messa. Sentiva dentro un leggero rimorso e gli dispiaceva. Tuttavia a cinquant\u2019anni non poteva continuare cos\u00ec. Le augurava ogni bene e la rassicurava che non le avrebbe mai fatto mancare il proprio affetto, ma l\u2019amore era un\u2019altra cosa. Avrebbe conservato i buoni ricordi di quegli anni con lei perch\u00e9 era stata tutto sommato una buona moglie.<br>\nLei aveva preso atto tra lacrime di rabbia e di amarezza  senza ripicche, le proteste non sarebbero servite a cambiare le cose. E del resto lui, avvocato divorzista, sapeva bene come muoversi e avrebbe parato qualunque mossa anche la meno corretta di lei.<br>\nNon rimase che aspettare con calma la sentenza e quando un giorno d\u2019inverno arriv\u00f2, Ennio lasci\u00f2 l\u2019appartamento grande del centro nel bel palazzo vicino allo studio e si trasfer\u00ec in periferia nel quartiere dove abitava prima del matrimonio.<br>\nDa quel giorno tranne qualche telefonata di saluti reciproci non s\u2019incontrarono pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Del matrimonio un vago ricordo, della vita in comune qualche inutile suppellettile.<br>\nEnnio dopo soltanto un anno torn\u00f2 alla sua vita da scapolo.<br>\nDi Sara si seppe molto pi\u00f9 tardi che aveva trovato uno, un collega un avvocato di qualche anno pi\u00f9 vecchio.<br>\nEnnio sper\u00f2 che fosse l\u2019uomo giusto per lei. Glielo doveva. Non avrebbe mai dovuto sposarsi e soprattutto non avrebbe mai dovuto pensare che il matrimonio potesse mettere fine all\u2019inquietudine profonda dell\u2019animo.<br>\nSentiva nonostante tutto di amare ancora Marta e di non averla mai dimenticata.<\/p>\n\n\n\n<p>Dodici<br>\nNel tempo ritrovato delle lunghe serate da solo in casa ripens\u00f2 a quella vecchia storia d\u2019amore, o meglio a quel sentimento tumultuoso e forte degli anni giovanili, che gli aveva lasciato tracce indelebili nel cuore.<br>\nRicordava perfettamente lo sforzo, dopo che lei, sposata, aveva lasciato il paese, per ritrovare un po\u2019 di equilibro, e come rassegnato si era concentrato  nel  lavoro, nell\u2019attivit\u00e0 forense, in quella branca del diritto familiare, in cui era diventato molto bravo, tanto da essere ricercato da molti.<br>\nUn giorno, quando ormai credeva impossibile sperare di innamorarsi, forti emozioni erano tornate a affacciarsi nel suo animo, come risvegliate da un lungo torpore. Era stata proprio lei, Marta, la ragazza di quel sogno rimasto sospeso, che l\u2019aveva chiamato per seguirla nel procedimento del suo divorzio. Era stata consigliata da un\u2019amica, ritenendo Ennio il migliore avvocato della zona.<br>\nQuando gli aveva chiesto al telefono un appuntamento per spiegare e raccontare, lui l\u2019aveva subito riconosciuta, la sua voce, pacata e dolce le era giunta agli orecchi familiare come un tempo. L\u2019idea che potesse fidarsi di lui, lo aveva fatto sentire importante, risvegliando in lui antichi ricordi. Ricordava i primi battiti del cuore quando le stava vicino e quanto gli fosse sempre piaciuto parlare con lei, anche se non gliel\u2019aveva mai detto, per timidezza. I grandi occhi scuri di lei fissi sul suo volto lo entusiasmavano.<br>\nIl ricordo perdeva lucidit\u00e0 e un\u2019indistinta nebbia offuscava il tempo che era seguito a quegli anni di studio insieme.<br>\nLa vita li aveva allontanati e il silenzio li aveva separati.<br>\nQuella voce nel telefono che chiedeva un appuntamento aveva messo fine ai ricordi gettando un ponte tra loro di un possibile ritrovato dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Parte seconda<\/p>\n\n\n\n<p>Era cominciata cos\u00ec, nel modo pi\u00f9 banale possibile, attraverso un incontro, che potremmo definire di normale routine di lavoro, tra l\u2019avvocato e la sua cliente, la storia tra Marta e Ennio. A distanza di quindici anni erano soltanto un uomo e una donna, nulla o quasi nulla era rimasto del loro essere di adolescenti, incantati e nello stesso tempo titubanti di fronte anche al pi\u00f9 piccolo segnale d\u2019amore. Solo il ricordo di quel passato insicuro e alquanto contorto affiorava alle loro coscienze, sottolineando la loro pregressa conoscenza. Ma nessuno dei due in quel momento voleva prenderne atto, forse per paura di contaminazione col passato. Desideravano ciascuno a suo modo ripartire da capo, come due persone che s\u2019incontrano per la prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Marta suon\u00f2 il campanello del suo studio di avvocato per una consulenza sul divorzio, Ennio la salut\u00f2 con grande distacco, non riuscendo tuttavia a nascondere la sorpresa, molto piacevole, di rivederla, visto che, da anni, era andata a abitare lontano.<br>\nAppena aveva aperto la porta l\u2019aveva accolta con gentilezza trattenendo a fatica il fiato.  Con timidezza, come fosse un ragazzino, aveva aspettato che lei parlasse per prima, non sapendo lui come iniziare.<br>\nMarta era rimasta meravigliata dall\u2019ordine e dal calore di quello studio. Non era come avrebbe pensato, freddo e caotico. La scrivania era ordinata e i tanti fogli, raccolti in cartellette di diverso colore, erano appoggiati sui ripiani, alle spalle del tavolo da lavoro. Una grande libreria riempiva la stanza facendo bella mostra di s\u00e9. I volumi ben allineati erano perfetti nel loro ordine. In quello studio nulla era lasciato al caso, anche il tappeto persiano su cui si trovavano le due poltroncine rosse per i clienti era perfettamente intonato con l\u2019arredo in legno di noce e risaltava sul bianco candido delle pareti, su cui si ammiravano due grandi stampe raffiguranti la   citt\u00e0 di Firenze, con il Duomo e la Chiesa di Santa Croce.<\/p>\n\n\n\n<p>Ennio era conosciuto tra i colleghi come l\u2019avvocato col pallino dell\u2019arte. Lui stesso ne era lusingato e spesso a chi cercava di criticarlo rispondeva con decisione che se non avesse fatto Legge senza dubbio avrebbe seguito corsi all\u2019Accademia di Belle Arti tanto l\u2019arte gli era congeniale. Da sempre frequentava mostre e studi di pittori in cerca di qualche dipinto originale e bello per lui, anche se non famoso.<br>\nLo studio era la sua vera casa a cui dava tutte le cure, l\u2019attenzione e l\u2019amore che di solito ciascuno d\u00e0 alla propria abitazione. Trascorreva la maggior parte del tempo tra quei muri, la casa di periferia, dove abitava da pi\u00f9 di dieci anni, dopo la fine di un matrimonio durato soltanto due anni.<br>\nSe avesse potuto sarebbe rimasto a dormire nello studio, cos\u00ec confortevole. Ma non era possibile visto il disordine che si sarebbe creato.<br>\nAmava quello studio posto in un bel palazzo del centro lungo la via principale del paese. Arrivava presto la mattina, non tanto per la fretta di iniziare il lavoro, quanto per restare un po\u2019 tranquillo a respirare e a godere del piacere che quella stanza infondeva nel suo animo. Si metteva comodo e chiudeva per un po\u2019 gli occhi come per dimenticare gli impegni e lasciarsi andare un momento al suo sogno, ogni giorno lo stesso sogno, il sogno di una possibile felicit\u00e0. Era giovane, quando grazie al lavoro era riuscito, dopo anni di gavetta, a aprire lo studio, sulla cui porta risaltava la targa con le iniziali del suo nome. All\u2019inizio la stanza era spoglia e i mobili piuttosto modesti. Poi, con tanto lavoro, i soldi non erano mancati e aveva trasformato quei muri bianchi e scialbi in un vero studio accogliente, arredato con cura. I clienti, per lo pi\u00f9 donne, e ci\u00f2 sorprendeva anche lui, dal momento che le donne nella sua vita si contavano appena su una mano, apprezzavano l\u2019ordine della stanza e trovavano davvero piacevole sedersi nella poltrona rossa davanti alla scrivania in mezzo a tanti libri. Inoltre piaceva loro quell\u2019aria in po\u2019 imbarazzata dell\u2019uomo che, mentre era tanto scaltro nel suo lavoro di avvocato, non lo era nel dominare le proprie emozioni davanti a una donna, soprattutto se ancora giovane e piacente, e questo le lusingava.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto sommato doveva essere contento che le donne si fidassero di lui come una collega quando gli aveva detto un giorno: \u201c Un po\u2019 ingenuo come uomo, ma molto bravo\u201d.<br>\nPer non sbagliare lavorava tanto, si immergeva alle otto tra le carte e ne usciva la sera alle sette, senza accorgersi del passar delle ore.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Marta, quella mattina entr\u00f2 nello studio, il profumo di violetta invase la stanza che perse per un momento la sua austerit\u00e0. In quell\u2019 istante l\u2019immaginazione di Ennio lo prese fino al punto di dilatare quel sogno che gli sembrava si stesse avverando. Quanto tempo!<\/p>\n\n\n\n<p>TRE<br> Seduti uno di fronte all\u2019altra, dopo i saluti, dapprima con reciproca timidezza, poi con curiosit\u00e0, avevano cominciato a fare domande, ciascuno voleva sapere dell\u2019altro, cercare di mettere a fuoco vecchi lontani episodi, tornare con la mente a quelle giornate di scuola, risalire al passato<br> Pian piano rilassati e tranquilli nella penombra della stanza tra chiacchiere e ricordi e sorrisi dimenticarono gli impegni. Dopo un po\u2019 convennero unanimi di essere amici, di esserlo sempre stati, anche quando non si erano pi\u00f9 visti, perch\u00e9, nonostante tutto, erano due amici di vecchia data e l\u2019amicizia, si sa, non ha mai fine.<br> Questo pensiero nel farli star bene li aveva fatti sentire molto vicini.<br> Nel guardare quel volto di donna Ennio vedeva la ragazzina, quella che da giovane lo aveva incantato per lo sguardo dolce e i modi gentili. Emozionato, ringraziava il destino nell\u2019essere stato benefico a portare nella sua monotona vita quel soffio di novit\u00e0 che lo rendeva felice<br> Non immaginava quanto quell\u2019 incontro avrebbe sconvolto la sua esistenza di uomo adulto.<br> Prima di salutarla aveva chiesto il suo recapito e il numero di telefono per chiamarla se ne avesse avuto bisogno o per qualunque altro motivo. Lei naturalmente, prima di uscire, aveva scritto in un biglietto indirizzo e telefono e aveva salutato co n un: \u201cA presto!\u201d.<br> Fu quando rimase solo che Ennio cap\u00ec veramente l\u2019importanza di quella visita.<br> Assorto e pensieroso rimand\u00f2 ogni impegno della giornata, aveva bisogno di calma e desiderava prendersi tutto il tempo per pensare a lei.<br> Si sforzava di ricordare e di riandare a quando si frequentavano a partire dai primi anni di scuola elementare.  Due bambini dai pantaloni corti lui, dai calzini bianchi lei, poi due ragazzini dai pantaloni lunghi lui, dalla gonna stretta lei e ora due adulti, un uomo e una donna maturi, due cinquantenni con un passato e una vita vissuta in altre strade, in percorsi diversi.<br>\nCapita che i ricordi dilatino l\u2019emozioni e l\u2019immaginazione arricchisca la realt\u00e0 fino a modificarla.  Ennio nel riandare indietro subiva la suggestione di quel ricordo giovanile, ma la visione reale di lei, seduta nel suo studio, non aveva intaccato la bellezza di quel volto, da sempre conservato nella mente come un\u2019icona sacra.<br>\n.<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo cinque<br> Marta nel tornare a casa si sentiva strana. Quell\u2019incontro con Ennio nel suo studio non era stato indifferente. Sentiva salire insieme alla dolcezza di quelle ore trascorse con lui una velata speranza di rivederlo presto. Aveva tante cose da dirgli, quei discorsi appena iniziati non bastavano a chiarire le cose. Aveva bisogno che lui l\u2019ascoltasse, e da come si era posto con lei quel giorno era sicura che l\u2019avrebbe ascoltata con pazienza.<br> Da tempo nessuno si interessava di lei e dei suoi problemi, il marito anche negli ultimi tempi evitava di chiedere, sempre preso dagli impegni e quando avevano stabilito di divorziare si era ancora di pi\u00f9 allontanato da lei. Era sola e quell\u2019incontro anche se per ragioni serie le aveva dato la sensazione di essere una donna e di meritare l\u2019attenzione di cui aveva bisogno.<br> Nella casa dei genitori in cui era tornata sperava di ritrovare quella serenit\u00e0 che l\u2019aveva accompagnata nell\u2019adolescenza. Sapeva che non sarebbe stato facile ora che la casa chiusa da anni dopo la morte dei genitori era caduta nel silenzio e ci sarebbe voluto molta forza per non dare peso ai diversi aspetti difficili della sua vita.<br> Ci aveva pensato molto prima di decidere di tornare, poi aveva fatto le valigie e allontanando il disagio era arrivata una sera al paese. Le stanze illuminate avevano mostrato apertamente che in casa c\u2019era qualcuno. Marta si era sentita un po\u2019 persa tra le stanze aveva aperto ante e cassetti e nel riappropriarsi del tempo passato aveva ripristinato con cura le cose che erano tornate a vivere sottraendosi alla polvere accumulata negli anni.<br> Da subito le era sembrato di non essersene mai andata si muoveva con libert\u00e0 come sempre faceva quansveva lasciato il marito e la citt\u00e0 e era tornata al paese nella casa dei genitori chiusa da anni dopo la loro morte. Cercava lavoro come docente in una scuola vicina. Desiderava  ricominciare a vivere.<br> Prima per\u00f2 doveva sistemare la sua causa di divorzio e aveva bisogno di un valido avvocato. Quando aveva chiesto le avevano fatto il nome di Ennio, conosciuto come uno dei migliori, il pi\u00f9 serio, discreto e anche economico avvocato divorzista della cittadina.<br> Lei non capiva niente n\u00e9 di separazioni n\u00e9 di divorzi, nessuno in famiglia disponibile che potesse consigliarla. L\u2019unica cugina anziana vedova  al solo sentire parole come divorzio si  metteva le  mani nei capelli. Era sola nell\u2019affrontare il problema.<br> Il nome di Ennio sebbene inaspettato non la sorprese del tutto. Conosceva quella persona e sapeva quanto fosse capace. Ricordava la sua bravura a scuola e quanto in paese fin da ragazzo fosse stimato. Erano stati compagni di classe un tempo e avevano trascorso tanti pomeriggi nella biblioteca del paese a parlare e a discutere di tante cose. L\u2019idea di rivolgersi a lui le dava serenit\u00e0. Si sarebbe potuta fidare era sicura che avrebbe trovato in lui tutto l\u2019appoggio di cui aveva bisogno nella risoluzione di un divorzio che non fosse troppo penalizzante per lei. Sapeva per aver vissuto situazioni simili di amiche separate quanto il divorzio fosse delicato soprattutto per la donna, la parte economica spesso pi\u00f9 debole esposta al pericolo di una vita difficile. Nonostante la societ\u00e0 ormai da tempo non considerasse pi\u00f9 il divorzio come un fatto strano quasi un \u201cpeccato\u201d di trasgressione soprattutto per la donna nel volersi ribellare al maschilismo di mariti troppo prepotenti, Marta sapeva che un buon avvocato poteva fare la differenza nel portare davanti al giudice una richiesta di separazione la pi\u00f9 vantaggiosa per lei. Oh certo nessuna bugia o tentativo di manipolazione, solo il giusto e corretto riconoscimento della sua dignit\u00e0 di moglie e di donna \u201coffesa\u201d da un comportamento superficiale di esasperante maschilismo da parte del marito.<br> Con Ennio sentiva di essere al sicuro.<br> Erano pi\u00f9 di vent\u2019anni che non lo vedeva e non sapeva n\u00e9 poteva immaginare cosa sarebbe accaduto appena l\u2019avesse incontrato. Titubante e insicura aspett\u00f2 alcuni giorni prima di chiamare, poi una mattina superato l\u2019imbarazzo telefon\u00f2 allo studio, ma sul subito non fece cenno al suo divorzio quanto al fatto che era tornata al paese e le avrebbe fatto piacere se poteva se aveva tempo di salutarlo un momento. Avrebbe detto dopo il vero motivo della telefonata. Al momento prefer\u00ec seguire il suo istinto di donna pi\u00f9 che la razionalit\u00e0 della persona adulta, matura, che si muove con un obiettivo preciso. Da quando era tornata al paese nel rivedere luoghi un tempo cari e persone che nel salutarla si ricordavano di lei quando era una ragazza, era come se fosse tornata indietro nel tempo e provava nostalgia e gioia insieme. Di quel passato faceva parte anche lui, Ennio, l\u2019avvocato cui avrebbe presto affidato nelle sue mani professionali la sua vita materiale. Non pensava al momento di donargli il suo animo, ancora scosso e ferito da un matrimonio difficile.<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo sei<br>\nIl giorno che era andata all\u2019appuntamento era stata pi\u00f9 curiosa di rivedere il vecchio amico di quanto fosse disponibile a parlare con lui in qualit\u00e0 di avvocato. Sebbene titubante l\u2019impatto era stato pi\u00f9 positivo di quanto avesse immaginato, Ennio davanti a lei in silenzio aveva aspettato che lei iniziasse a parlare per capire cosa volesse davvero da lui. Come gi\u00e0 detto per\u00f2 le cose avevano preso un\u2019altra piega, entrambi sommersi da tanti ricordi che premevano di uscire allo scoperto.<br>\nAvevano come rinnovato il loro rapporto di amicizia trascurato per molti anni e quando si erano salutati per ritrovarsi presto, ciascuno a suo modo aveva portato con s\u00e9 la gioia di quel primo incontro. E mentre per Ennio era la materializzazione del suo sogno, perseguito da sempre, per Marta era la consapevolezza di un affetto da parte di un amico che non l\u2019aveva mai dimenticata.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu alcuni giorni dopo quando Marta telefon\u00f2 allo studio come aveva promesso che si cominci\u00f2 a parlare in termini legali della sua separazione.  Ennio, sebbene avvezzo e ormai esperto nell\u2019aver seguito molte cause di divorzi\u00f2 sembr\u00f2 balbettare nel trovarsi in una posizione  strana davanti a lei che raccontava di s\u00e9 e del suo rapporto col marito. Si rendeva conto che di fronte a lui non c\u2019era una donna qualsiasi, sentiva che quel suo racconto non era neutrale e distante da lui, ma in qualche modo lo coinvolgeva. In quella narrazione c\u2019era anche lui anche se non come protagonista ma come semplice comparsa. Era come tornare indietro molto indietro nel tempo e nel riannodare i fili della vita di Marta col marito  riannodava la sua stessa esistenza. La cosa pi\u00f9 sorprendente era per\u00f2 che il filo che univa la vita di Marta alla sua superava per la durata quello che aveva unito i due coniugi. Cos\u00ec se Marta accennava al primo giorno in cui aveva conosciuto quel ragazzo poi suo marito, lui pensava che non avrebbe potuto dire altrettanto di loro, perch\u00e9 la loro reciproca conoscenza si perdeva  \u201cnella notte del tempo\u201d, fra le strade e i cortili del paese, tra i banchi e le aule della vecchia scuola scalcinata e cadente posta in mezzo alla piazza accanto al Comune.<br>\nNell\u2019ascoltarla strane e particolari sensazioni turbinavano nella testa di Ennio, togliendogli quell\u2019impronta severa di grande avvocato sicuro e deciso.<br>\nFece uno sforzo per ritrovare la calma, poi finalmente si dispose con animo quieto a ascoltare la sua storia di cui non voleva perdere nessun dettaglio, anche per dare alla fine il consiglio professionale pi\u00f9 appropriato e rinsaldare la propria immagine di avvocato capace.<br>\nMarta completamente rilassata cap\u00ec che poteva parlare liberamente con lui, non c\u2019era bisogno che trovasse le parole giuste n\u00e9 che facesse strani giri di frasi per dire ci\u00f2 che pensava. Come da sempre tutti sappiamo anche l\u2019avvocato come il parroco \u00e8 tenuto al segreto e non pu\u00f2 andare in giro a rivelare segreti, pena la scomunica o l\u2019epurazione dall\u2019albo. E poi a che scopo quei pensieri contorti. Ennio non era forse un amico prima che un avvocato?<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo sette<br>\nMarta con tono confidenziale inizi\u00f2 a raccontare. Le frasi e le parole uscirono dalla sua bocca in modo pacato e distaccato alternate con pause e silenzi. Sembrava fosse un\u2019attrice in atto di recitare una parte, in questo caso la parte pi\u00f9 importante, quella di protagonista. Ennio in silenzio ascoltava, lui unico spettatore e raccoglitore di tutte le confidenze anche di quelle pi\u00f9 intime dell\u2019animo della donna, in cui vedeva quella ragazzina che le era rimasta nel cuore. Non voleva disturbare quel flusso di pensieri e in qualche modo era affascinato da quel suo affabulare che lo riportava tanto indietro nel tempo. La donna cominci\u00f2 dal principio da quando era iniziata la sua storia con il marito. Raccont\u00f2 dei suoi primi approcci con quel ragazzo pi\u00f9 grande, le prime uscite la sera con lui, i primi teneri abbracci e quei baci da inesperta che mettevano ilarit\u00e0. Era sbocciato poi l\u2019amore che li aveva coinvolti in un rapporto che via via era cresciuto fino al fidanzamento.  Disse che l\u2019annuncio era stato dato dalla madre ai parenti per tacitarli di critiche e sospetti. Marta era maggiorenne e era tempo che avesse un fidanzato. Unico appunto che venne dal padre fu il fatto che aveva diversi anni pi\u00f9 di lei, ma in fondo la cosa non era importante perch\u00e9 una moglie pi\u00f9 giovane del marito si era sempre vista da che mondo e mondo.<br>\nMarta si ferm\u00f2 un momento per chiedere a Ennio se ci\u00f2 che diceva fosse chiaro.<br>\nEnnio dal canto suo la rassicur\u00f2, poteva continuare tranquillamente a raccontare. Non c\u2019era nulla da dire il racconto era piano e comprensibile. Ennio attendeva il momento in cui lei avrebbe parlato dei screzi, delle prime incomprensioni tra loro, dei primi momenti di difficolt\u00e0, visto che lui era l\u00ec apposta a risolvere il caso e a dare i consigli giusti. Sembrava che fosse geloso di quella felicit\u00e0 che gli era sfuggita di mano quando lei aveva preferito il ragazzo pi\u00f9 grande a lui. C\u2019era rimasto male e aveva sofferto, ma non poteva fargliene una colpa visto che lui non si era mai dichiarato. Con un atteggiamento quasi infantile si era chiuso in se stesso cercando di evitare persino i luoghi frequentati da lei.<br>\nMarta l\u2019aveva notato da subito e un giorno incontrandolo in biblioteca glielo aveva detto, ma non aveva avuto nessuna risposta. Lei aveva continuato a non capire, loro erano amici, non c\u2019erano mai stati altri discorsi. Aveva dovuto fare uno sforzo per arrivare a pensare che forse lui non era cos\u00ec indifferente e che in tanti anni di scuola sempre vicini fosse nato in lui qualcosa di pi\u00f9 di un semplice sentimento di amicizia.<br>\nEra tardi Marta doveva fare un salto a scuola sarebbe ritornata l\u2019indomani se lui aveva tempo. Il racconto era solo all\u2019inizio.<br>\nAnche Ennio aveva un impegno e poi era contento di interrompere per ripensare a quanto detto da Marta e stendere un breve scheda che lo avrebbe aiutato a mettere a fuoco il caso di cui era stato chiamato a occuparsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo otto<br>\nPassarono alcuni giorni, Ennio era preso dall\u2019udienza dell\u2019ultimo divorzio, quello di Grazia, una vecchia collega, la segretaria dello studio pi\u00f9 conosciuto dove lui aveva lavorato i primi anni in qualit\u00e0 di giovane praticante. Grazia, anche se anziana, chiedeva il divorzio da un marito sempre pi\u00f9 despota, non era pi\u00f9 disposta a sopportarlo, voleva vivere tranquilla gli anni che rimanevano. Si era rivolta a lui conoscendo la sua bravura e discrezione. Ennio non aveva potuto dire di no,<br>\nEra una causa facile, una di quelle che rientrano nella normale routine di lavoro di un qualsiasi tribunale. Quando i coniugi sono anziani e consenzienti nel lasciarsi, i figli ormai adulti, l\u2019avvocato non si spende in parole e convincimenti, il suo impegno \u00e8 alquanto limitato e il procedimento segue una linea chiara senza percorsi contorti. Si trattava di leggere i diritti e i doveri di ciascuno e stabilire l\u2019eventuale assegno di mantenimento dopo aver proceduto alla divisione giusta e corretta dei beni.<br>\nQuesto piccolo impegno gli aveva impedito di sentirla e gli era dispiaciuto. Temeva che pensasse che la stesse trascurando o peggio evitando.<br>\nQuando Marta lo chiam\u00f2 al telefono per sapere se stesse bene, lui fu ben contento di sentirla e lo fu ancora di pi\u00f9 quando lei gli disse che le sarebbe tanto piaciuto andare con lui a visitare la Chiesa di sant\u2019Andrea a Firenze e magari fare uno spuntino in qualche trattoria del centro. Sperava che essendo sabato lui fosse libero.<br>\nEnnio sorpreso e lusingato trasecol\u00f2 e rispose con un pacato: \u201dGrazie Marta va bene, sabato va bene, se vuoi possiamo trovarci alla stazione alle nove domattina, \u00e8 preferibile il treno alla macchina visto il traffico.  Ti aspetto, a domani!\u201d.<br>\nEnnio trascorse una sera molto inquieta. Era da tempo che non ricordava tanta inquietudine. Dovette sedersi aprire un giornale per distrarsi. Ma la sua testa era altrove, impegnata a pensare a quel sabato foriero di tanta novit\u00e0 e forse di una imprevedibile felicit\u00e0.<br>\nErano pensieri incerti, vani, nulla di certo nulla di concreto nessuna promessa, avrebbe dovuto prendere la cosa con un certo distacco, era un semplice invito e nulla pi\u00f9. Nel ritrovare la calma non poteva tuttavia non pensare che quell\u2019invito non veniva da una persona qualsiasi, ma dalla donna che aveva aspettato per tutta la vita.<br>\nAffioravano nel suo animo le antiche emozioni che tante volte lo avevano tenuto sveglio da giovane nel pensare a lei. In quel banale e normale invito si concentrava il passato, il presente e il futuro di un rapporto di amicizia che si augurava il pi\u00f9 bello e duraturo possibile.<br>\nIl suo animo si trovava in uno stato di grazia mai provato prima. Da bravo avvocato se avesse agito con razionalit\u00e0 e buon senso era sicuro di ottenere insieme alla vittoria di un  divorzio il pi\u00f9 favorevole per Marta, anche una  rivincita sulla vita fino a quel momento troppo angusta e monotona.<br>\nnormale come pu\u00f2 esserlo un matrimonio tra due giovani si intersecavano le loro vite e  alla solitudine di lui  faceva riscontro la  perdita della fanciullezza di lei a favore del nuovo ruolo di moglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo nove<br>\nEra stata una bella idea quella visita al museo, sembrava \u201cuna rimpatriata\u201d sui banchi di scuola pronti a partire coi compagni per una gita.<br>\nAlle tre del pomeriggio del sabato Marta e Ennio si incontrarono al treno.<br>\nQuale emozione per Marta, era da vent\u2019anni che non prendeva quel treno per andare in citt\u00e0 a vedere il museo, da quando era andata via non era pi\u00f9 tornata in visita e poi di solito si spostava in auto, il treno apparteneva al paassato.<br>\nMa quel giorno alla stazione davanti al fischio del treno il passato le stava davanti e desuderava tornare a viverlo e questa volta senza nessuna amarezza come invece le capitava spesso allora quando saliva da sola, nessuno a farle compagnia o a aspettarlaa.<br>\nEnnio era gi\u00e0 l\u00ec a aspettarla. Il suo sorriso la rassicur\u00f2 e appena aalita nel vagone si sedette vicina, molto vicina come se cercasse di ricordargli che lei era l\u00ec con lui.<br>\nFu una giornata davvero  insolita una di quelle che non si dimentica. Niente di trascendentale, solo la totale serenit\u00e0 di chi sembra aver trovato un tesoro nascosto e finalmente \u00e8 felice.<br>\nCamminarono in lungo e in largo in quelle viuzze della citt\u00e0 medievale ricca di angoli suggestivi, poi la visita al museo nel Palazzo del Comune fu davvero straordinaria. Davanti a quei quadri di grandi pittori rinascimentali, Ennio sfoder\u00f2 la sua preparazione, conosceva bene quegli autori per averli ammirati pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. Marta ascoltava estasiata e intanto si appoggiava al suo braccio come se avesse bisogno di un sostegno. Eppure era una giovane quarantenne e certo non le mancavano le forze.<br>\nQuando alla sera tornarono a casa fu lei a dirgli che l\u2019avrebbe chiamato presto, era stata cos\u00ec bene con lui che voleva rinnovare quella felicit\u00e0 appena provata.<br>\nLui non rispose limitandosi a annuire. Era in qualche modo confuso, sembrava che un vecchio sogno fosse tornato a tentarlo, ma non sapeva e preferiva al momento non dare troppa importanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo cinque<\/p>\n\n\n\n<p>Ennio viveva solo, aveva preferito la solitudine a un qualche legame che non lo soddisfacesse completamente. Il matrimonio in qualche modo lo spaventava forse anche a causa del suo lavoro. Da avvocato divorzista qual era veniva a conoscenza di diverse storie di coppie che saltavano per diversi motivi a volte anche futili e insignificanti.<br>\nNon si spiegava il perch\u00e9 si creasse tra la coppia tanto astio e come i due coniugi un tempo apparentemente uniti e appassionati potessero arrivare a detestarsi e perfino a insultarsi come se ciascuno fosse diventato un diavolo.<br>\nToccava a lui che non aveva nessuna esperienza di vita matrimoniale calmare quelle mogli o quei mariti che suonavano al suo studio con parole ragionevoli cercando di portarli a accettare un accordo sufficientemente buono come si fa quando si compra un oggetto cercando  di pagarlo meno.<br>\nIn quei momenti di maggiore impegno scemava in lui il desiderio di accasarsi, spaventato di andare a finire in quel budello di fogli e burocrazia che non sopportava nel caso in cui avesse sbagliato nello scegliersi la compagna pi\u00f9 adatta.<br>\nComunque dppo pi\u00f9 di vent\u2019anni di attivit\u00e0 alla fine ci aveva fatto il callo a quelle diatribe e non ci faceva pi\u00f9 caso.<br>\nQuando per\u00f2 era giunta Marta nel suo studio aveva provato un certo scombussolamento Quella donna seduta davanti a lui non era una donna qualunque, in lei vedeva la ragazzina di scuola che in qualche modo aveva amato anche se non ssi era mai dichiarato. L\u2019idea che soffrisse per la situazione in cui si era caciata col matrimonio lo rendeva nervoso.<br>\nQuando al telefono aveva accettato di vederla per seguire il suo divorzio non aveva immaginato che la cosa lo avrebbe tanto depresso e insieme reso felice nel poter aiutare un\u2019amica,.<br>\nMarta aveva colto quel suo imbarazzo e sebbene a pezzi per l\u2019abbandono del marito che la lasciava sola col figlio, si era sentita tranquilla nel mettere nelle mani di Ennio la sua vita no solo perch\u00e9 era un bravo avvocato, ma perch\u00e9 soprattutto era l\u2019amico della sua infanzia e da lui si aspettava solo del bene e non l\u2019avrebbe tradita.<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo sesto<\/p>\n\n\n\n<p>Come promesso dopo due giorni Marta chiam\u00f2 al telefono Ennio, voleva invitarlo a casa per la sera, una piccola cena e una passeggiata per il centro sarebbero stati un ottimo modo per passare insieme la serata.<br>\nEnnio era dubbioso, oh era contento dell\u2019invito, dentro di s\u00e9 sapeva che non si sarebbe annoiato, ricordava da giovane quando studiava le giornate a scambiarse cn Marta discorsi e ragionamenti su tante questioni come la religione, le scelte politiche, il significato della felicit\u00e0 qualche volta arrivando a parlare del loro futuro, lei di maestra lui forse di docente universitario. Sogni allora niente di pi\u00f9.<br>\nL\u2019invito dunque lo sollecitava ma non metteva a tacere del tutto certe sue remore, lei non era ancora divorziata e era fragile in quel momento delicato della sua vita, non voleva offrire la sua spalla su cui appoggiarsi senza prima di esserne ben consapevole di ci\u00f2 che stava facendo.<br>\nI dubbi affollavano la mente di Ennio anche perch\u00e9 aveva vissuto una volta una storia simile, una cliente piuttosto in crisi per la separazione aveva ravvisato in lui il suo avvocato l\u2019uomo pi\u00f9 giusto e caro che la stava aiutando a risorgere dalle macerie e aveva confuso la gratitudine con l\u2019affetto. La donna diceva di essersi innamorata di lui e si dichiarava pronta a stare con lui, riconoscendogli tutte le qualit\u00e0 che il marito non possedeva. Lui lusingato c\u2019era cascato e aveva iniziato a frequentarla per alcuni mesi. Avevano passato delle belle giornate insieme tra passeggiate ristoranti e qualche viaggio. Lui si era quasi innamorato e quando il divorzio era stato firmato e lui aveva pensato che avrebbe potuto dirsi ddispnibile a una convivenza e forse chiss\u00e0 pi\u00f9 avanti anche al maatrimonio lei gli aveva risposto che era lusingata ma era presto per quel passo importante, voleva prendersi del tempo per riflettere. Dopo due mesi per\u00f2 lui venne a sapere che la donna si era sposta a Londra con un impiegato di banca. Da  quel giorno aveva giurato a se stesso che mai pi\u00f9 avrebbe mescolato l\u2019amore con il lavoro.<br>\nOra per\u00f2 gli sembrava meschino attribuire all\u2019invito di Marta tutti quei pensieri contorti, lei non era un\u2019estranea, la conosceva ,conosceva il suo animo limpido e generoso e non aveva nulla da temere.<br>\nCos\u00ec accett\u00f2 di buon grado e disse che sarebbe stato da lei per le otto.<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo sette<\/p>\n\n\n\n<p>La casa dei genitori di Marta era quella in fondo al paese. In quel punto finivano i lampioni e iniziavano i campi. Non era una casa rurale ma una villetta singola con un bel giardino. I genitori amanti della propria libert\u00e0 e del verde l\u2019avevano preferita a un bell\u2019appartamento del centro.<br>\nMarta tornava spesso per una boccata d\u2019aria all\u2019ombra del grande platano quando erano vivi i genitori. Poi dopo la morte la casa era rimasta vuota e silenziosa,  ma ora che era tornata a essere una donna sola quella casa le era venuta in aiuto per riprendersi e ritrovarsi. Cominciare dalle radici per tornare a stare in piedi le sembr\u00f2 la cosa migliore da fare. Cos\u00ec apr\u00ec la casa, cambi\u00f2 qualche mobile, illlumino\u00f2 il giardino e cominci\u00f2 la sua nuova vitta da single. Non pensava al futuro, non faceva programmi. Quell\u2019aria di casa che aveva dimenticato da tempo, dal tempo in cui sposata aveva lasciato il paese sentiva che le giovava e dopo pi\u00f9 di vent\u2019anni aveva bisogno di tornare a vivere una vita diversa fatta di semplici umili quotidiane abitudini.<\/p>\n\n\n\n<p>Ennio arriv\u00f2 puntuale. Suon\u00f2 il campanello. Marta sorridente apr\u00ec la porta e lo fece accomodare.<br>\nL\u2019uomo gett\u00f2 uno sguardo rapido alla casa, se la ricordava bene, s\u00ec qualcosa era cambiato ma lo stuudiolo a pianerreno era lo stesso. Gli torn\u00f2 in mente subito i giorni trascosi a studiare con Marta per prepararsi agli esami di maturit\u00e0. Giorni frenetici consumati tra ansie e tormenti.Gli sembr\u00f2 per un momento che il tempo non fosse mai passato. Marta con la coda di cavallo e le prime calze con qualche smagliatura su scarpe con un po\u2019 di tacco e la gonna stretta lo aspettava sull\u2019uscio e dopo una tazzina di caff\u00e8 si immergevano tra i libri per uscirne la sera all\u2019ora di cena tra i saluti della madre intenta a fare tutte le raccomandazioni alla figlia affinch\u00e8 non si stancasse troppo. Salutava appena quel ragazzo considerandolo semplicemente un amico di studi e nulla pi\u00e0.<br>\nEnnio sorrise e si sedette sul divano. Avvertiva una sensazione calda e fredda insieme. Il calore della vecchia casa s mescolava all\u2019incertezza di una serata all\u2019aparenza fredda e distaccata.<br>\nLoro si conoscevano \u00e8 vero ma erano soltanto vecchi amici.<br>\nMart\u00f2 chiam\u00f2 Ennio a iutarla in cucina, l\u2019arrosto era quasi pronto sul tavolo una bottiglia di rosso chiedeva di essere aperta per un brindisi. Ennio era astemio ma l\u2019avrebbe accontentata bevendone un sorso per brindare alla serata e preso il cavatappi l\u00ecapr\u00ec.<br>\nLa serata ebbe inizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo ottavo<\/p>\n\n\n\n<p>La cena era squisita, Ennio da quando viveva solo lontano dai genitori, ora molto vecchi, mangiava poco e peggio male. Non aveva mai imparato a cucinare considerando la cucina un\u2019attivit\u00e0 poco adatta a lui. Ci voleva tempo e fantasia e lui non possedeva n\u00e9 l\u2019uno n\u00e9 l\u2019altra. Si accontentava di piatti freddi e quando voleva qualcosa di buono e appettitoso si recava al ristorante vicino allo studio e mangiava il suo piatto preferito, una buona bistecca al sangue, poi poteva aspettare un mese tanto era sazio.<br>\nMarta superato il primo momento fu molto ciarliera, la conversazione scivol\u00f2 via allegramente , i ricordi tennero il banco, le loro vite presenti lontane tenute fuori, ciascuno cercava nell\u2019altro il sorriso e gli sguardi incrociavano spesso i loro volti e i loro corpi di persone adulte tanto diversi da quelli di quando ragazzi correvano al treno per non far tardi a scuola.<br>\nFinito di mangiare Marta invit\u00f2 Ennio a sedersi con lei sul divano. Fu a quel punto che il discorso cadde sulla fine del matrimonio di lei. Marta senza spiegarsi cominci\u00f2 a fare certi discorsi molto intimi quasi imbarazzantti per Ennio che ascoltava in silenzio che mettevano in primo pianoo il suo rapporto di donna col marito. Emergeva da quella bocca l\u2019amarezza di una donna insoddisfatta, una donna che per anni non si era sentia amata, che era caduta nella falsa crededenza di un amore che non c\u2019era mai stato. Non era tanto il divorzio che la devastava quanto la consapevolezza di essere stata accanto a un uomo che non l\u2019aveva amata desiderando soltanto il suo corpo e non la sua anima. Aveva capito nel separarsi che per quegli anni di vita matrimoniale era stata una donna spezzata e aveva perso il sorriso.<br>\nEnnio messo a parte di tanta confidenza non diceva nulla ma nel capire la sofferenza di lei a un tratto l\u2019aveva abbracciata e per mettere fine a quella sofferenza l\u2019aveva baciata sulla bocca.<br>\nUna indicibile commozione aveva preso entrambi e erano rimasti a lungo abbracciati lui carezzandole il volto e la testa lei con gli occhi semichiusi appoggiata al suo petto.<br>\nQuando dopo alcune ore si erano salutati di quella ragazzine e di quello studente non era rimasto niente al loro posto una donna e un uomo che cercavano attraverso carezze e dei baci la vita dispersa in tanti frammenti, il sorriso perduto della giovinezza.<br>\nEnnio lasci\u00f2 la casa pensando gi\u00e0 al prossimo incontro.<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo nnve.<\/p>\n\n\n\n<p>Comiinci\u00f2 cos\u00ec la loro storia, non la chiamerei solo d\u2019amore per non ridurla solo a un aspetto ma una storia di vita di due persone che non avevano mai dichiarato il proprio amore chiuso e nascosto negli angoli bui dell\u2019anima per paura e pregiudizi.<br>\nFu Ennio questa volta a chiamare Marta la settimana successiva. L\u2019avrebbe aspettata a casa il lunedi alle otto appena tornato dallo studio. Per la cena non dovea preocuparsi sarebbero andati nel ristorante vicino che conosceva e di cui si fidava.<br>\nEra la prima volta dopo tanto tempo che Ennio invitava una donna a casa. Dopo l\u2019esperienza gi\u00e0 ricordata e alcune altre senza importanza, una con una collega, molto brava e spigliata, non bella ma gentile, l\u2019altra con una sua dipendente molto giovane che aveva assunto per aiutarlo nello studio a  mandare avanti le pratiche, la sua casa era vuota e lui trascorreva le serate tra i libri da solo.<br>\nDoveva sforzarsi di ricordare quegli incontri con quelle donne che nonostante avesse condiviso cene e passeggiate e letto e qualche colazione non gli avevano lasciato quasi nulla, poco il piacere ricevuto anche sul piano de sesso per divergenze e poca affinit\u00e0, nessuna nostalgia o desiderio di riprovarci. Le donne pensava fossero davvero un altro pianeta per lui impescrutabili e difficili per uno come lui che cercava non tanto e non solo il sesso ma l\u2019amore. Era il sentimento il tesoro che cercava e che aveva sempre cercato, quell\u2019amore in cui sesso e sentimento si uniscono in un atto di completa fusione e fanno sentire ciascuno di noi una persona ena vera persona.<br>\nColpa di quella estrema sensibilit\u00e0 che lui addebitava in parte alla madre nell\u2019averlo educato al rispetto e all\u2019attenzione degli altri.<br>\nCos\u00ec piuttosto che accontentarsi e adattarsi a una vita non piacevole per lui con ina donna qualsiasi aveva preferito rinunciare  e stare da solo.<br>\nQuell\u2019invito a Marta scaturito dal cuore fu cos\u00ec prorompente e deciso che nel pensarci subito dopo aver posato la cornetta si stup\u00ec di se stesso. Si calm\u00f2 per pensando che la conosceva e avrebbe potuto parlare con lei con sincerit\u00e0 senza infingimenti senza essere costretto a dire bugie.<br>\nNon rimaneva che aspettare, mancavano solo tre giorni a luned\u00ec e dato il tanto lavoro da fare non si sarebbe annoiato nell\u2019attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo decimo.<br>\nMarta arriv\u00f2 sottocasa alle sette e trenta. Era in anticipo ma col fatto di non conoscere bene la zona n\u00e9 la casa aveva paura di fare tardi. Il palazzo dove viveva l\u2019avvocato era un palazzo degli anni quaranta, grande squadrato con grandi scale di marmo all\u2019interno. Posto in una zona centrale della cittadina a quindici km dal paese dove era la sua casa aveva un aspetto austero. Sul muro d\u2019entrata in colonna vi erano riportati i nomi degli inquilini mescolatoi a sigle di societ\u00e0 e studi di ogni genere. Ennio abitava all\u2019ultimo piano. Il suo appartamento sembrava una soffitta in cima alla casa. Forse lo era stata un tempo la  speculazione edilizia aveva modificato e restaurato edifici tirando fuori abitazioni impensabili. Cos\u00ec senza dubbio era capitato a quelle tre stanze divenute un appartamento che conservavano per\u00f2 i soffitti bassi ma nell\u2019aver mantenuto una bella vista sul cortile interno  fino alle montagne lontane aveva attratto l\u2019occhio di Ennio invaghito pi\u00f9 dalla posizione che dalla comodit\u00e0.<br>\nMarta cerc\u00f2 tra quella sfilza di nomi quello di Ennio lo riconobbe dall\u2019etichetta che citava dottor avvocato Bianchi Ennio. Il palazzo era grande conteneva tanti appartamenti era diviso in due ali, una scala A e una scala B bisognava stare attenti a non sbagliare nel salire sull\u2019ascensore giusto.<br>\nMarta veniva da una grande citt\u00e0 e era abituata a tutti quei labirinti che i palazzi nascondono nei loro ventri apparentemente piatti uniformi indistinti.<br>\nControll\u00f2 un\u2019ultima volta poi schiacciato il campanello entr\u00f2 nel portone dirigendosi verso la scala A e apett\u00f2 l\u2019ascensore.<br>\nEnnio tornato un po\u2019 prima a casa quella sera forse per aver il tempo di mettere un o\u2019 in ordine e di cambiarsi per andare al ristorante era in casa che l\u2019aspettava.<br>\nPer l\u2019occasione aveva messo su un disco di Mzart la sua adorata musica che si rammaricava di non aver mai il tempo di ascoltare. Sperava che anche Marta apprezzasse in fondo non conosceva i suoi gusti in fatto di musica e non era sicuro.<br>\nLa musica calda e meravigliosa lo distese. Disse a se stesso che sarebbe stata una bella serata almeno lo sperava.<br>\nL\u2019ascensore arriv\u00f2 al sesto piano Marta suon\u00f2 il campanello. Era davanti alla porta.<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo undici<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEntra, entra pure Marta accomodati, potrai constatare coi tuoi occhi che la casa di uno scapolo non \u00e8 per niente invidiabile checch\u00e8 ne dicano certeriviste che esaltano la vita da single. Invece come vedi nulla di pi\u00f9 falso\u201d.<br>\nMarta entr\u00f2 e subito si accomod\u00f2 sul piccolo divano in attesa che Ennio pendesse la giacca. Uscirono insieme e a piedi raggiunsero il ristorante dove il camerieere li aspettava. Marta fu colpita dal piccolo locale modesto ma pulito e soprattutto poco affollato. Il tavolo in fondo a loro riservato era abbastanza discreto e permetteva di parlare in libert\u00e0. La cena a base di carne e patate fu squisita. Marta era da un po\u2019 che non mangiava cos\u00ec tanto e cos\u00ec bene. La serata trascorse tra bocconi sorrisi e sguardi, l\u2019atmosfera tra loro era elettrica entrambi sembravano davvero una delle coppie pi\u00f9 felici che si vedevano in giro. Ci volle un bel gelato freddo per raffreddare i loro spiriti. Bevuo il caff\u00e8 uscirono dal locale abbracciati e tornarono a casa.<br>\nEnnio dette uno sguardo all\u2019orologio erano gi\u00e0 le undici temeva che quell\u2019idillio appena sbocciato poesse finire e gi\u00e0 sentiva salire tutta la tristezza dell\u2019uomo solitario quasi misantropo.<br>\nMa Marta si era tolta le scarpe e dsi era buttata sul divano invitando Ennio a seguirla. A casa non c\u2019era nessuno a aspettarla, quindi non aveva fretta. Ora l\u00ec in quella casa con lui voleva assaporare il pi\u00f9 possibile quel momento di gioia che dalla cena si faceva sentire con prepotenza nel suo animo e non voleva certo andarsene troppo presto almeno fino a quando\u2026 oddio non sapeva neanche lei cosa intendesse dire con quel \u201cfino a quando\u201d.<br>\nEnnio la guard\u00f2 era sorpreso di avere una donna l\u00ec seduta davanti a lui ma soprattutto era felicemente sorpreso che proroprio quella donna non fosse una qualunque bens\u00ec quell\u2019amica della sua giovinezza che mai avrebbe pensato di poter ritrovare.<br>\nEnnio di slancio la prese e l\u2019avvolse tra le braccia cominciando a baciarla. Poi lentamente inizi\u00f2 a accarezzarla partendo dal volto fino gi\u00f9 al  petto dove sent\u00ec sulla sua camicia i capezzoli di lei indurii e turgidi. Marta la testa rovesciata all\u2019indietro godeva ora di quelle Crezze e avvertiva il desiderio di lui vicino al suo ventre. Con grande entusiasmo aveva risposto a quei baci e aveva cominciato a coprirlo di carezze. Era stato a quel punto che insieme si erano alzati e avevano raggiunto il letto di lu disfatto dalla mattina. Nudi coperti da una leggera coperta timidi ancora nel mostrare i propri corpi ancora estranei stettero a lungo abbracciati in ascolto del ritmo del loro cuore che sussultava a ogni bacio e a ogni piccola anche la pi\u00f9 leggera carezza.<br>\nLa notte per entrambi fu la pi\u00f9 breve che ricordassero, si lamentavano di quelle poche ore che rimanevano prima che il giorno tradisse le loro speranze. Ma dopo ripetuti amplessi i pi\u00f9 intensi e piacevoli si abbandonarono al sonno fino a quando la sveglia non manc\u00f2 di suonare ubbidiente alla mano del padrone.<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo dodici<br>\nIl giorno dopo Ennio chiam\u00f2 Marta per sapere se stava bene mma n\u00e9 lui n\u00e9 lei fecero cenno alla serata precedente.<br>\nMarta non voleva sciupare con le parole l\u2019emozione provata, in altre occasioni era stata troppo pedante nel chiedere  al suo ragazzo poi marito cosa avesse provato nel far l\u2019amore con lei se riteneva che lei fosse davvero la donna pi\u00f9 importante e giusta per lui. Ma al mutismo di lui era rimasta male facendo le peggiori congetture cis\u00ec ora non voleva sapere per non rimanere male. In fondo Ennio non lo conosceva su quel piano non aveva termini di aragone e poi sennza dubbio nelle sue esperienze precedenti poteva aver incontrato donne pi\u00f9 bravi e capaci di lei nel condurre il gioco d\u2019amore.<br>\nAnche Ennio evit\u00f2 di parlarne perch\u00e9 timido e imbarazzato, avrebbe voluto dirle subito che si era trovato molto bene con lei e che lo scusasse se fosse stato imbranato non poteva certo competere con quel marito cosmopolita con cui aveva vissuto per sei anni sempre in giro per il mondo ricco di conoscenze.<br>\nPrefer\u00ec non dire niente . Entrambi lasciarono che la cosa procedesse da sola vista l\u2019et\u00e0 matura si aggrapparono al detto: \u201cse son rose fioriranno\u201d, preferendo un vecchio proverbio popolare alla certezza della ragione e alla verit\u00e0 dei sentimenti.<br>\nSi pu\u00f2 dire che agissero come dei ragazzini inesperti. Avrebbero aspettato chiss\u00e0 se dopo altre vole avessero provato cosi tante belle emozioni allora avrebbero potuto che fra loro c\u2019era del \u201cteneto\u201d, o forse anzi qualcosa di pi\u00f9-<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo tredici<br>\nLa telefonata che Marta ricevette una sera di venerd\u00ec da Ennio fu per fissare un appuntamento il luned\u00ec mattina per mettere a punto la questione del divorzio e chiudere la pratica prima di avviarla in visione al giudice.<br>\nFu lei che colse l\u2019occasione e pur di vederlo invent\u00f2 una scusa . Se avesse avuto tempo lei sarebbe stata contenta di andare a cena nel solito ristorante e stare un po\u2019 a parlaare con lui.<br>\nEnnio fu lusingato ma prima di accettare preferiva pensarci cos\u00ec rispose che l\u2019avrebbe chiamata per una conferma.<\/p>\n\n\n\n<p>.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38939\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38939\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marta fece un lungo giro in cerca di un posto. Non voleva sostare troppo vicino al palazzo dove Ennio abitava. Preferiva evitare gli sguardi curiosi degli inquilini per non sentirsi in obbligo di salutare. Era schiva, amava la sua libert\u00e0. La giornata era calda in quel fine luglio senza pioggia, arido e secco. 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