{"id":38931,"date":"2019-05-24T16:46:47","date_gmt":"2019-05-24T15:46:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38931"},"modified":"2019-05-24T16:46:50","modified_gmt":"2019-05-24T15:46:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-scelta-fatale-di-dario-alessandro-pagli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38931","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Scelta fatale&#8221; di Dario Alessandro Pagli"},"content":{"rendered":"\n<p>Oscurit\u00e0. Silenzio. Pace, finalmente. Nella saletta dall\u2019alto soffitto decorato, da quasi un\u2019ora, ormai, non si sentiva pi\u00f9 lo scalpiccio e lo strofinio ossessivo di scarpe sul liscio pavimento di marmo. Da fuori provenivano, attutiti, i rumori della strada, lontana, o apparentemente tale, al di l\u00e0 degli alberi del parco. Per tutto il giorno, come sempre del resto, un continuo flusso di facce annoiate, incuriosite o, per la stragrande maggioranza, falsamente interessate si era riversato, a intervalli regolari, nei locali del bel palazzo bianco. <br>\nLa donna si volt\u00f2 di scatto, come se la muscolatura del collo si riavesse, dopo uno sforzo intenso, che aveva provocato una forte, insopportabile trazione. In realt\u00e0 quel gesto esasperato era solo il frutto di un\u2019impazienza maturata da lungo tempo. Diresse in alto lo sguardo, puntandolo sulle decorazioni della volta. Paride ancora non si era mosso, Venere era ancora l\u00ec, trionfante con il suo pomo, Giunone e Minerva, manifestamente offese, mantenevano un\u2019espressione corrucciata. La donna mosse lentamente la mano destra, poi l\u2019intero braccio, distendendolo in avanti per adagiarlo con grazia lungo il corpo, morbidamente posato sul lettino. Punt\u00f2 quindi entrambe le mani sul divanetto e, esercitando una leggera pressione su di esse, si sollev\u00f2 per sedersi in modo pi\u00f9 comodo. Erano, in lei, le movenze gentili di una ninfa e la nobilt\u00e0 altezzosa di un cigno, tratti che non nascondevano, comunque, un vigore d\u2019animo profondo e ben radicato. <br>\nAdesso aveva abbassato lo sguardo e si trovava immobile sul morbido e candido triclinio, come chi si svegli e necessiti di qualche attimo per dissolvere i fumi del sonno. Il suo volto, per\u00f2, non presentava nessuno dei segni che accomunano, di solito, chi proviene da una felice incursione nei propri sogni: non la minima imperfezione della pelle, non uno sbadiglio, non un accenno di disorientamento. Si deve sapere, infatti, che la donna non aveva dormito: si era soltanto liberata dalla postura forzata cui era stata costretta, nobile, \u00e8 vero, elegante, s\u2019intende, ma sempre dettata e imposta da mani esistite in un tempo lontano. <br>\nRuot\u00f2 improvvisamente su se stessa, eseguendo un quarto di giro, per posare i piedi nudi a terra, leggera. Non provoc\u00f2 alcun rumore, n\u00e9 produsse il minimo spostamento d\u2019aria. Si percep\u00ec solo il lieve volteggio di un ectoplasma nell\u2019aria scura. Il materassino del divanetto, venendo meno il contatto con il corpo di lei, si mosse, traball\u00f2, colm\u00f2 all\u2019istante le fossette provocate dal peso gentile delle sue belle membra.: rimase unicamente qualche piega al centro. Uno dei due cuscini posati sullo schienale scivol\u00f2, rote\u00f2 sull\u2019altro, trascinandolo con s\u00e9 in un veloce carosello che si concluse a met\u00e0 del triclinio. <br>\nChe fare? Dove andare? La donna, candida nel suo panneggio delicato, mosse qualche passo attorno al proprio giaciglio, con fare annoiato e adirato al contempo. I suoi lineamenti erano perfetti, la sua andatura armonica e coordinata. Nell\u2019insieme non si potevano rilevare in lei i difetti, che, inevitabilmente, si riscontrano in un corpo umano. Sciolse i capelli, che caddero sulle sue spalle come una cascata bianca, che riflesse nel buio un raggio lunare fatto permeare dalla tenda della finestra. Si trascin\u00f2 lentamente, allo stesso modo, senza mai mutare andatura, per tutta la notte, tra le sale silenziose. Possibile che solo lei fosse cos\u00ec irrequieta? Alla perfezione materiale faceva, infatti, da contraltare un turbinoso malessere, che con gran piacere della donna sarebbe sfociato nelle lacrime. Se solo i suoi occhi avessero potuto produrne! Non era possibile continuare cos\u00ec. <br>\nChi aveva dato il diritto ad un essere imperfetto di mettere mano ad una massa informe di marmo, di modellarlo a suo piacimento, di trarne un corpo perfetto e di cospargerlo in molte occasioni di cera, per renderne la vista ancora pi\u00f9 bella e sottoporlo, quindi, alle luci del mondo? Perch\u00e9 quest\u2019essere crudele, seppur involontariamente, non le aveva fatto capire che quello sfarzo sarebbe degenerato in un ipocrita gioco di indifferenza collettiva? Forse neppure lui poteva immaginarlo, forse non era capace di guardare oltre la propria esistenza. O forse aveva addirittura creduto che la sua opera sarebbe presto finita. Invece lei era ancora l\u00ec, orfana in un oceano di dubbi, portatrice di un nome non suo, di sembianze non proprie, appartenute a qualche modella ancora molto celebre, stando a quanto era riuscita a sapere. Si sentiva vuota, priva di identit\u00e0.<br>\nAlbeggi\u00f2. La donna si diresse istintivamente al suo triclinio, vi si coric\u00f2 esattamente come la sera prima e quella prima ancora. Ma proprio mentre stava per piegare nuovamente il braccio sul cuscino, riportato alla sommit\u00e0 dello schienale, si ferm\u00f2. Pens\u00f2. Stette per un tempo indefinito immobile, con l\u2019avambraccio a mezz\u2019aria. Poi si mosse di scatto, fulminea e ancora tragicamente aggraziata.<br>\nDalla stanza pervenne un tonfo sordo e un rotolare di scaglie informi che si sparpagliarono tutt\u2019intorno al punto dell\u2019impatto. In un baleno la perfezione, l\u2019eleganza e la nobilt\u00e0 si frantumarono, disperdendosi in polvere e detriti. La testa ad un\u2019estremit\u00e0 della sala, il busto al centro, le braccia lontane l\u2019una dall\u2019altra, i morbidi piedi persero le dita. Paolina, cos\u00ec usavano chiamarla, si era concessa la rivincita, aveva messo in atto la propria ribellione. Non era pi\u00f9 bella, non era pi\u00f9 perfetta. Al vortice interno, finalmente, corrispondeva il giusto, caotico, aspetto esteriore. Per la prima volta era libera nella prigione che chiamavano museo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38931\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38931\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oscurit\u00e0. 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