{"id":38904,"date":"2019-05-22T14:25:40","date_gmt":"2019-05-22T13:25:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38904"},"modified":"2019-05-24T16:39:19","modified_gmt":"2019-05-24T15:39:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-larrivo-di-tommaso-deidda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38904","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;L\u2019arrivo&#8221; di Tommaso Deidda"},"content":{"rendered":"\n<p>Fuori piove, uno scroscio improvviso, ciclonico, lo sterrato davanti al motel \u00e8 subito una palude di fango, dall&#8217;asfalto rovente si alza un caldo sempre pi\u00f9 soffocante,&#8221;\u00c8 una delle estati pi\u00f9 torride degli ultimi cinquant&#8217;anni, la colonnina di mercurio ha toccato i 45 gradi e l&#8217;umidit\u00e0 \u00e8 del 96 percento&#8221; lo racconta la radio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un motel della solitudine, vuoto, il ronzio del condizionatore fa da contrappunto alla musica che la radio sta trasmettendo, di pomeriggio suonano sempre vecchie canzoni, oltre a generi che non si ascoltano mai nelle radio importanti o in TV, i dj sfogano i loro desideri, aprono cassetti dove tengono le loro passioni segrete, tanto \u00e8 la radio degli automobilisti, quelli hanno bisogno solo di compagnia e forse, non vanno tanto per il sottile. La musica diffonde nostalgia nell&#8217;etere, manda segnali contro la solitudine a commessi viaggiatori, con miglia e miglia da percorrere con i loro pensieri, anelando al drink della sera, prima della cena, o l&#8217;arrivo finalmente a casa, o la speranza di essere ormai in vista di una meta tanto desiderata ma senza una idea precisa, dopo la fuga da qualcosa di opprimente, senza sapere cos&#8217;era.<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori da quella stanza di motel, cabina, rifugio, luogo segreto, capanna sul l&#8217;albero, l&#8217;autostrada corre, con il suo nastro bianco come una sposa felice che non sta pi\u00f9 nella pelle, ha realizzato il suo sogno, di citt\u00e0 in citt\u00e0, tagliando mondi, come una fiamma ossidrica taglia una spessa lamiera, una spada che penetra carni e ossa e avanza inarrestabile attraversando storie di esseri umani, vite che scorrono con quel rombo incessante di auto e camion. Il pomeriggio chiude con uno scroscio di pioggia, fa caldo, tutto \u00e8 caldo, strizza poi il sole per chiudere verso il tramonto, la polvere sulle tapparelle di plastica prende il colore del bronzo.<\/p>\n\n\n\n<p>La fine della vita di un uomo sul ponte sul lago gelato, o il vulcano da cui lasciarsi cadere, come un poeta disperato, \u00e8 forse solo la sporca stanza di un motel, \u00e8 quella polvere bronzea delle tapparelle che rimandano le note elettroniche di&#8221; Aching Nodes, piovute da anfetaminiche citt\u00e0 futuristiche, la vita&nbsp; come sar\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 nata, ma per chi? Per chi&nbsp; dalla vita non ha pi\u00f9 nulla da prendere e la vita non ha pi\u00f9 nulla da dare?<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre la finestra, gi\u00f9 da quel ponte, da quel camino di vulcano, anche l&#8217;incessante ronzio di un generatore di elettricit\u00e0, a scandire, come un mantra, &#8211; sei uno che si \u00e8 arreso, sei un vinto, la tua vita sar\u00e0 consegnata a statistiche senza alcun interesse, tutta la storia di un uomo in poche righe.<\/p>\n\n\n\n<p>Soldatino meccanico a cui si \u00e8 inceppato il meccanismo della marcia o, finita la carica, la mano che avrebbe dovuto girare la chiavetta del moto, \u00e8 stata tagliata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Che senso ha continuare a respirare, a tenere in moto una carcassa che non ha pi\u00f9 alcun sentimento, non ha un posto che possa dirsi suo, un luogo dove le sue ossa possa incontrare le ossa di qualcuno conosciuto in vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma poi, domani, il domani, un domani, sono espressioni che non hanno alcun suono, sono un urlo sott&#8217;acqua, solo bolle d&#8217;aria.<\/p>\n\n\n\n<p>La musica batte, penetra la corteccia cerebrale, colpisce duro in pancia, tutta l&#8217;aria si consuma, l&#8217;uomo solo non riesce pi\u00f9 a respirare,boccheggia,emette gorgoglii come un tubo di scarico semi intasato, o un respiratore per immersioni, ma la fredda panchina qui \u00e8 una afosa stanza di uno squallido motel nel midwest di un ogni luogo, forse \u00e8 l&#8217;America, \u00e8 un ovunque da tempo popolato da fantasmi, morti viventi.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Small Time Shot Away&#8221;,un colpo secco, gi\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<p>Per tagliare la legna, nei lunghi pomeriggi invernali, nella neve, regina di purezza, un colpo secco, uno schiocco di dita, a dare il ritmo, e i ciocchi venivano gi\u00f9 tagliati a met\u00e0, la loro legnosa carne esposta impudicamente al riverbero della luce ghiacciata, viscere inanimate ,cos\u00ec potrebbe succedere all&#8217;uomo seduto su quelle coperte che hanno assorbito il sudore e gli odori di chiss\u00e0 quante anime derelitte, passate per questa highway, fuggendo da non si sa bene cosa, potrebbe succedere se decidesse di puntarsi alla testa, quella ben lubrificata e lucida, pistola nera, comprata&nbsp; e messa nello zaino, pu\u00f2 accadere se, con un colpo secco, decidesse di premere il grilletto di quella lucida, scintillante, nera pistola, rimarrebbe la materia sparsa per quella stanza in penombra, esposta e chiss\u00e0 se qualcuno riuscir\u00e0 a leggere i pensieri che ha prodotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sudore, adrenalina, muffa Aspergillus, paur90a, poca acqua da fare scorrere nel cesso senza finestra, gli odori si amalgamano, formano un tutt&#8217;uno, la stanza sembra una stalla, anche l&#8217;uomo non si lava da giorni, morire pulito sarebbe meglio per la sua anima sconfitta?<\/p>\n\n\n\n<p>Oppure l&#8217;abiezione chiede sporcizia, degrado anche fisico?<\/p>\n\n\n\n<p>Domande senza risposte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la strada che ha portato l&#8217;uomo in questo motel, lo ha spinto a uscire dalla highway che congiunge mondi differenti, paradiso e inferno, inferno e paradiso, qui in questo&nbsp; non luogo, una fossa rovente senza speranza, \u00e8 la&nbsp; strada a cui milioni di sconfitti hanno affidato il loro dolore, a cui hanno affidato le loro paure e questa strada ha preso il&nbsp; peso immenso, un carico enorme, lo ha portato fino a bruciarlo nel sole, solo cenere, cenere alla cenere, che \u00e8 tutto ci\u00f2 che rimane di cumuli di sangue,ossa,pelle,idee,sogni,paure,gioie e tristezze, tutto ci\u00f2 che rimane dell&#8217;uomo, di un uomo che magari in vita non \u00e8 stato niente e nessuno, su cui gli occhi dei suoi simili si sono posati giusto il tempo di un battito di ciglia, di un battito d&#8217;ali, di un trillo di soprano che ami particolarmente l&#8217;abbellimento e il colore.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 sei l\u00ec, uomo, sconosciuto, anima solitaria?<\/p>\n\n\n\n<p>Hai seguito un impulso? Il peso di una&nbsp; vita ordinaria o forse straordinaria, piena di eventi che non sei stato in grado di controllare?<\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 bastato il rumore del nulla quotidiano, fatto di gesti ripetuti, di chiavi posate nello stesso piatto sulla consolle all&#8217;ingresso, uno sguardo spento allo specchio, \u00e8 il bentornato a casa, il cappotto appeso con un ultima lisciata, la luce tenue di un tinello vuoto che si anima di luce blu quando la TV immette nell&#8217;appartamento il mondo rutilante, storie, affari, vita insomma, vita che non esiste per\u00f2 dietro la porta, almeno la sua porta.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono pi\u00f9 mondi in questa oscura, orrenda, dimenticata camera di motel, che in una citt\u00e0 abitata da milioni di maschere danzanti, un festa pagana, riti per onorare deit\u00e0 inventate di volta in volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui, inutile sconosciuto uomo, \u00e8 una statua eretta alla solitudine, seduto sul letto, la luce del sole al tramonto che penetra a scaglie dalle tapparelle, si spande sul pulviscolo e si fa trasportare come su di un magico tappeto volante, i suoni, la musica della radio, il rombo della highway, il tremolare continuo dei vetri sporchi.<\/p>\n\n\n\n<p>La luce \u00e8 calda, i colori sono caldi, densi, ma che trasmettono gelo, \u00e8 un&#8217;immagine gelida, come un quadro di Hopper, denso di solitudine, un bar, una stazione di autobus, la hall di un vecchio hotel, tante vite sole, tante vite sconosciute ,ora la stanza del motel \u00e8 un arrivo, la fine di un viaggio senza senso, partenza dal nulla verso il nulla, senza paesaggi al di l\u00e0 del finestrino, solo luoghi bruciati da un sole inesorabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Silenzio, tutto tace, il generatore ha smesso di funzionare, della musica rimane solo un lontano ronzio dentro la testa, il ronzio della puntina di un vecchio grammofono che graffia alla fine del disco, un ronzio che aumenta di intensit\u00e0, un crescendo Rossiniano doloroso, \u00e8 un disegno arabescato d&#8217;arpa, \u00e8 la magnificenza di ci\u00f2 che sta per finire,&#8221;Tout change et grandit en ces lieux&#8230; Libert\u00e9, redescends des cieux&#8221; \u00e8 la chiamata della porta chiusa, ma lui \u00e8 l&#8217;uomo davanti alla porta o \u00e8 l&#8217;uomo dietro la porta?<\/p>\n\n\n\n<p>Ora \u00e8 tempo di prepararsi, di mettersi in posizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Non vi possono essere errori di posizione quando suona l&#8217;ultima campana, la campana dell&#8217;ultimo giro, la campana dell&#8217;arrivo.<\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38904\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38904\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fuori piove, uno scroscio improvviso, ciclonico, lo sterrato davanti al motel \u00e8 subito una palude di fango, dall&#8217;asfalto rovente si alza un caldo sempre pi\u00f9 soffocante,&#8221;\u00c8 una delle estati pi\u00f9 torride degli ultimi cinquant&#8217;anni, la colonnina di mercurio ha toccato i 45 gradi e l&#8217;umidit\u00e0 \u00e8 del 96 percento&#8221; 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