{"id":38808,"date":"2019-05-22T21:48:01","date_gmt":"2019-05-22T20:48:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38808"},"modified":"2019-05-22T21:48:05","modified_gmt":"2019-05-22T20:48:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-ritrovarsi-di-giovanni-aniello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38808","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Ritrovarsi&#8221; di Giovanni Aniello"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci sono sere in cui i ricordi affogano gli affanni e i fantasmi del passato ritornano alla memoria. Fu in una di quelle sere che Nino prov\u00f2 a riavvolgere il nastro della sua vita, ad immaginare come sarebbe stata se solo avesse fatto scelte pi\u00f9 coraggiose e ripens\u00f2 a Mara.<\/p>\n\n\n\n<p> Nel buio della stanza, in quelle fragili trame di giorni senza eventi recuperate a stralci, il viso di lei fu un respiro d&#8217;aria pura in un momento di asfissia. I ricordi gli si accavallarono nella mente come onde in tempesta: lo sbarco in quella nebbiosa provincia del nord-est dopo un viaggio in treno che gli era sembrata una traversata, la sistemazione in caserma, il rapido ambientamento, l&#8217;incontro al panificio dove lei lavorava, i primi sguardi, i primi discorsi, il primo bacio al veglione di capodanno a cui lui l&#8217;aveva invitata, le attese di fronte alla scuola serale per accompagnarla a casa, il tragitto a piedi nella nebbia, gli abbracci sotto casa, la tristezza del distacco e del ritorno solitario ogni sera, i pic-nic sul prato del grande parco cittadino.<\/p>\n\n\n\n<p>Mesi vorticosi, felici e spensierati. <\/p>\n\n\n\n<p>A met\u00e0 febbraio il periodo di leva\ntermin\u00f2. Lui le promise che sarebbe tornato, che per starle vicino avrebbe\naccettato un lavoro di venditore di enciclopedie di una casa editrice famosa. Ai\nprimi di marzo era gi\u00e0 in campo a bussare alle porte delle case e a convincere\ngli intervistati della bont\u00e0 di opere di cui nemmeno lui era intimamente\nconvinto. Non funzion\u00f2 e gi\u00e0 a fine mese decise di non poter continuare una vita\nprecaria fondata su un lavoro inaffidabile e a pi\u00f9 di ottocento chilometri da\ncasa. Fu una separazione struggente: lei era convinta che sarebbe stato un perdersi\ndefinitivo perch\u00e9 quel sentimento che chiamavano amore era stato solo l\u2019unione\ndi due solitudini. Il ritornello triste di una canzone, diffuso dal juke-box\ndel bar dove si salutarono, rese ancora pi\u00f9 doloroso il momento. Parole che ora,\nnel silenzio buio della stanza, ancora gli riecheggiavano nella mente: \u201cDammi\nsolo un minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora \u2026 Stare insieme e finito.\nAbbiamo capito. Ma dirselo e dura \u2026.\u201d.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Ebbe voglia di sapere dove fosse lei ora,\nchi fosse. Digit\u00f2 il suo nome su google e magicamente la ritrov\u00f2, o meglio\ntrov\u00f2 indirizzo, numero telefonico e mail del suo studio di commercialista. Le invi\u00f2\nuna mail come un messaggio in bottiglia nel mare sconfinato dell\u2019etere \u2013 &nbsp;scriverle gli sembr\u00f2 pi\u00f9 discreto &#8211; e attese. Lei\nrispose dopo qualche giorno: era stata a lungo indecisa \u2013 scrisse \u2013 &nbsp;ma la curiosit\u00e0 aveva avuto infine il\nsopravvento. <\/p>\n\n\n\n<p>Le invi\u00f2 un breve resoconto della\npropria vita e lei rispose raccontandogli la sua: dopo che lui era partito\naveva cambiato lavoro passando dal panificio ad un\u2019azienda vinicola che\nraggiungeva ogni giorno in motorino, aveva avuto un serio incidente stradale\nche l\u2019aveva tenuta ferma per mesi ma che non aveva minato la sua forza di\nvolont\u00e0; aveva terminato la scuola serale diplomandosi e aveva messo su lo\nstudio. Si era sposata tardi ed aveva un figlio ormai universitario. Forse si\nerano incontrati in un momento sbagliato in cui non era ancora pronta \u2013 scrisse\n\u2013 ad affrontare una storia d\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui colse in quelle parole una vena di\nnostalgia e le ricord\u00f2 quell\u2019addio, le telefonate &nbsp;malinconiche che avevano segnato il passare\ndei mesi, il riaccendersi della passione a fine estate quando era risalito per\nqualche giorno ed era sembrato che tutto potesse ricominciare. Si era rivelata\ninvece un\u2019illusione: quando a dicembre lui era ritornato accettando un lavoro\ndi sei mesi l\u2019aveva trovata cambiata. Lo aveva aiutato a trovare una\nsistemazione abitativa momentanea in attesa di una pi\u00f9 stabile, si era mostrata\ngentile ma fredda e gli aveva detto definitivamente che era finita. <\/p>\n\n\n\n<p>Si erano rivisti casualmente in citt\u00e0,\nma ormai come due estranei. <\/p>\n\n\n\n<p>A giugno lui era ritornato di nuovo a\ncasa e aveva provato a dimenticarla tuffandosi &nbsp;in una vita di responsabilit\u00e0 e concretezza:\nnuova ragazza, lavoro affidabile, matrimonio, due figli. Aveva pensato di poter\ninabissare per sempre quella storia nei meandri della memoria finch\u00e9 quella\nsera, nel silenzio della stanza, aveva sentito un desiderio imperioso di\nritrovarla, di sapere dove il mare tempestoso della vita l\u2019avesse sbattuta e\ndispersa. <\/p>\n\n\n\n<p>Le mail divennero relitti a cui\naggrapparsi per scambiarsi sensazioni e pensieri: lei immersa ancora nel lavoro\nma stanca e in cerca di una modalit\u00e0 per mettervi fine, lui gi\u00e0 imprigionato in\nquello srotolarsi di giorni ripetitivi. Si scambiarono delle foto: lei lo trov\u00f2\nun po\u2019 invecchiato, lui stanca e con un viso segnato dalla sofferenza; ma gli\nocchi erano rimasti gli stessi, intensi e scintillanti. <\/p>\n\n\n\n<p>Fu allora che gli rivel\u00f2 che stava\ncombattendo contro un tumore raro. La notizia lo colp\u00ec profondamente anche se lei\nne parlava con tranquillit\u00e0, come di un ulteriore impegno cui far fronte. Si\nsent\u00ec&nbsp; colpevole per non poterle essere fisicamente\nvicino, non poterla abbracciare, conoscere la verit\u00e0 dal suo viso, dal tono\ndella sua voce, dai gesti del suo corpo e sent\u00ec inutili quelle parole scambiate\na chilometri di distanza. Quasi per farsi perdonare le diede il numero del\nproprio cellulare invitandola a chiamarlo quando ne avesse avuto voglia perch\u00e9\ngli era rimasta nel cuore, compagna speciale di un brevissimo, tormentato ma\nintenso tratto di strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando un pomeriggio lei telefon\u00f2 ebbe\nun tuffo al cuore: riconobbe la sua voce tranquilla e fu come rincontrarsi dopo\nun\u2019eternit\u00e0. Rest\u00f2 senza parole, emozionato e confuso. Continuarono a sentirsi\ntelefonicamente diradando le mail. <\/p>\n\n\n\n<p>Un mattino di febbraio rispose\ndall\u2019ospedale dov\u2019era ricoverata per esami di routine: disse che si sentiva\ndebole, ma era tutto sotto controllo.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu l\u2019ultima volta che la sent\u00ec. La\nsettimana successiva rispose la segreteria telefonica. Le lasci\u00f2 un messaggio. Riprov\u00f2\nnei giorni successivi. Inutilmente. Pens\u00f2 di aver detto qualcosa che l\u2019avesse\noffesa, esamin\u00f2 mentalmente le ultime conversazioni ma non ricord\u00f2 nulla che\navesse potuto compromettere il loro rapporto. Forse la sua malattia era\npeggiorata e non sapeva come contattarla, a chi chiedere; ma quand\u2019anche avesse\npotuto, a che titolo si sarebbe intromesso nel suo mondo, invaso la sua vita? <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aveva persa di nuovo e pens\u00f2 che\nsarebbe stato meglio anche per lui riperdersi in quel rincorrersi di giorni\nindifferenti, crocifisso a quei domani uguali, deserti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Pass\u00f2 l\u2019estate e l\u2019inverno. Un mattino di\nmarzo la voglia di sentirla ritorn\u00f2 prepotente e prov\u00f2 a telefonare. Ancora la\nsegreteria con la sua voce. Digit\u00f2 meccanicamente, come quella sera, il suo\nnome su google. Apparve la sua foto e un articolo di giornale che descriveva il\ncordoglio della citt\u00e0 alle sue esequie avvenute ai primi di marzo dell\u2019anno\nprecedente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Rest\u00f2 a fissare il piccolo schermo del\ncellulare. L\u2019aveva persa per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38808\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38808\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono sere in cui i ricordi affogano gli affanni e i fantasmi del passato ritornano alla memoria. Fu in una di quelle sere che Nino prov\u00f2 a riavvolgere il nastro della sua vita, ad immaginare come sarebbe stata se solo avesse fatto scelte pi\u00f9 coraggiose e ripens\u00f2 a Mara. Nel buio della stanza, in [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_38808\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38808\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":19254,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[532],"tags":[],"class_list":["post-38808","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2019"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38808"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/19254"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38808"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38808\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38918,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38808\/revisions\/38918"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38808"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38808"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38808"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}