{"id":38791,"date":"2019-05-19T22:09:00","date_gmt":"2019-05-19T21:09:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38791"},"modified":"2019-05-19T22:09:04","modified_gmt":"2019-05-19T21:09:04","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-codarda-di-enrica-poggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38791","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Codarda&#8221; di Enrica Poggio"},"content":{"rendered":"\n<p>Il piccolo aereo vola basso. Osservo da vicino il mondo che ho\ndeciso di abbandonare: porter\u00f2 con me tutti i volti e le immagini, testimonianze\ndella mia vigliaccheria. Ero impreparata: \u00e8 la mia unica scusa; non ci ho\nprovato abbastanza: sar\u00e0 per sempre il mio rammarico. <\/p>\n\n\n\n<p>Salgo sul secondo aereo, mi condurr\u00e0 verso una citt\u00e0 <em>normale<\/em>. Avevo grandi aspettative,\ncredevo di essere capace di raddrizzare il mondo; sarei stata la voce di chi\nnon pu\u00f2 urlare cos\u00ec forte da farsi sentire ovunque. <\/p>\n\n\n\n<p>Come ero entusiasta di lavorare in redazione: il primo passo\nper costruire il mio sogno. <\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Tutti vogliono fare il giornalista&#8230; \u00e8 un mestiere difficile\ne si deve iniziare dal basso!<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec fui accolta da Alberto, il caporedattore. Imparavo poco e\nnessuno badava alle mie didascalie, ma non m\u2019importava. Lo consideravo il\nprezzo da pagare per il grande salto: andare in qualche angolo del pianeta e\nraccontare ai lettori vite diverse dalle loro. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unico sollievo alla frustrazione era Patrizia, la mia\ncoinquilina: \u00e8 stata lei a mettermi sulla strada che, in una sera d\u2019estate, mi\navrebbe portato lontano stretta alla mano di Matteo.<\/p>\n\n\n\n<p>Intorno a me prevale il grigio. \u00c8 incredibile come l\u2019uomo abbia piegato l\u2019ambiente alle sue\nnecessit\u00e0! L\u2019aeroporto \u00e8 cos\u00ec grande che gli occhi vedono solo l\u2019asfalto delle\npiste e l\u2019acciaio delle torri di controllo. Anche le persone si adeguano: ripiegati\nin loro stessi tralasciano di guardare oltre. Conosco bene questo stato\nd\u2019animo&#8230; Ho buttato al vento un\u2019occasione preziosa per imparare a\nvivere; come queste persone che mi passano davanti mentre aspetto il prossimo\nvolo, ho scelto di erigere una trincea, sopraffatta dalla paura. <\/p>\n\n\n\n<p>Matteo mi aveva avvertito, ma avrebbe dovuto essere pi\u00f9 scrupoloso\ne immaginare che l\u2019impatto, per me, sarebbe stato devastante. Ecco, ci risiamo:\nattribuisco ad altri responsabilit\u00e0 che sono solo mie. <\/p>\n\n\n\n<p>Come quando ho accusato Khaled di farmi sentire in colpa:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Molto di quello che vedi dipende da Paesi come il tuo!<\/p>\n\n\n\n<p>Ripeteva frasi simili ogni volta che mi portava a visitare un\ncampo profughi, un ospedale o una delle tendopoli improvvisate nel deserto. Era\nl\u2019angelo custode a cui Matteo aveva affidato la mia sicurezza. Sento ancora il\nsuo astio, ma solo adesso lo comprendo. Quando ero l\u00e0, schiacciata dal dolore\nche vedevo ovunque, mi sono irrigidita&#8230; come chi, davanti a una scena horror,\nsi copre gli occhi con le mani.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra un paio d\u2019ore mi lascer\u00f2 tutto alle spalle: l\u2019ultimo volo e\npoi sar\u00f2 a casa. Cercher\u00f2 una testata interessata a una giovane giornalista in carriera,\ndisposta a viaggiare. Dovr\u00f2 tacere sul fatto che sono scappata: non dir\u00f2 che mi\nera insopportabile vedere bambini mutilati, ragazze con negli occhi i segni\ndelle violenze subite e madri disperate per la perdita dei figli! Nessuno sapr\u00e0\nche voltavo la testa quando i feriti entravano in ospedale&#8230; No, non sar\u00f2 pi\u00f9\ncapace di affrontare tutto questo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Sar\u00e0 fantastico per te: racconterai ci\u00f2 di cui parlano tutti\nda una posizione privilegiata!<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole di Matteo erano entrate poco a poco nella mia mente.\nLa sua proposta di seguirlo in uno dei periodi che dedicava al volontariato mi\naveva lusingata: mi giudicava all\u2019altezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivammo al campo in una serata bollente; la canottiera si\nappiccicava alla pelle, anche i sandali mi facevano sudare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Ti abituerai presto&#8230; \u2013 disse Matteo \u2013 Il clima del deserto\n\u00e8 stimolante!<\/p>\n\n\n\n<p>Quella fu la prima di numerose notti passate con gli occhi\ninchiodati al soffitto della casupola che dividevamo con altri volontari\ndell\u2019ospedale, cucina e servizi igienici in comune. Sapevo che non avrei\nvissuto in un hotel a quattro stelle ma la totale mancanza di privacy mi schiacci\u00f2\ncome un macigno. Matteo rientrava a notte fonda: esausto, si buttava sul letto.\nMi concedeva solo qualche parola e l\u2019intimit\u00e0 fra noi divent\u00f2 un miraggio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Questo \u00e8 Khaled! \u2013 annunci\u00f2 la seconda mattina indicandomi un\ngiovane alto e robusto: i suoi occhi di pece mi fissavano severi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Ti accompagner\u00e0 a visitare il campo e dovunque vorrai andare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Una guardia del corpo?<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Un interprete, piuttosto. Segui sempre i suoi consigli: non\ntutti, qui, amano i giornalisti occidentali!<\/p>\n\n\n\n<p>Trascur\u00f2 di dirmi che, Khaled per primo, li odiava&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sistemo al mio posto, lato finestrino. Accanto si siede una\nragazza con lunghi capelli rossi; avr\u00e0 qualche anno in meno di me: cosa l\u2019avr\u00e0\nportata, sola, fin quaggi\u00f9?<\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo il decollo reclino il sedile; viaggiare mi sfibra e\nho bisogno di dormire. <\/p>\n\n\n\n<p>Il sonno mi \u00e8 mancato del tutto nelle ultime settimane: ero\ntroppo angosciata per concedere alla mia mente di spegnere i pensieri e con le\nmie paure impedivo anche a Matteo di riposarsi. <\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo la mattina in cui visitai per la prima volta il campo\nprofughi con Khaled, il tablet e molto entusiasmo. Conobbi una famiglia appena\narrivata: marito, moglie, quattro figli e l\u2019anziana nonna; sette persone a\nsoffocare sotto una tenda. La prima cosa che mi colp\u00ec furono gli occhi della\ngiovane donna, cos\u00ec intensi e fieri che non riuscii a sostenerne lo sguardo. Ci\nsedemmo fuori, sulla sabbia, e Khaled inizi\u00f2 a tradurmi il racconto dell\u2019uomo: raccont\u00f2\ndi un viaggio al limite della sopravvivenza, dei bambini che piangevano\naffamati, dei cadaveri che incontrarono e del terrore di essere colpiti. Alla\nfine disse:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Non so cosa ne sar\u00e0 di me&#8230; ma far\u00f2 di tutto affinch\u00e9 i miei\nfigli tornino nel loro Paese!<\/p>\n\n\n\n<p>Rimasi colpita dalla dignit\u00e0 di quell\u2019uomo: neanche un lamento\no un gesto di rabbia. <\/p>\n\n\n\n<p>Azzardai un commento con la mia guida mentre ci aggiravamo per\nle stradine polverose:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Ti aspettavi di vederlo piangere o che ti implorasse di\naiutarlo?<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Al posto suo sarei disperata&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Credi che lui non lo sia? Noi abbiamo imparato a sopportare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aereo continua placido a condurmi verso casa e io assisto\nalla proiezione degli ultimi mesi della mia vita: le scene che mi scorrono\ndavanti agli occhi resteranno in me per sempre, come il campo profughi vicino a\nquello in cui vivevamo. <\/p>\n\n\n\n<p>Salimmo sul fuoristrada dell\u2019Ong alle prime luci dell\u2019alba.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Qui \u00e8 un paradiso in confronto a quello che vedrai! \u2013 mi\naveva avvertito Matteo.<\/p>\n\n\n\n<p>La parola \u2018inferno\u2019 non rende l\u2019idea di ci\u00f2 che il mio tablet\ninizi\u00f2 a riprendere fin dall\u2019ingresso nella tendopoli: nessun prefabbricato n\u00e9\nbaracche, solo tende improvvisate e molte persone non avevano neanche quelle.\nAdulti e bambini ci circondarono; parlavano a voce alta, dalle espressioni e\ndalle mani tese dedussi che chiedevano qualcosa&#8230; cibo e acqua, forse. <\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Gli aiuti fanno fatica ad arrivare fin qui \u2013 spieg\u00f2 un rappresentante\ndell\u2019organizzazione umanitaria. \u2013 La zona \u00e8 controllata dai ribelli che fermano\ni convogli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Perch\u00e9? \u2013 domandai e Khaled mi lanci\u00f2 un\u2019occhiata di\ndisapprovazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Questa gente proviene dalle citt\u00e0 filogovernative. Pi\u00f9 morti\nci saranno, maggiore sar\u00e0 l\u2019attenzione del mondo. <\/p>\n\n\n\n<p>Ci dirigemmo verso un gruppo di persone sedute in cerchio: erano\ntutte donne, perlopi\u00f9 giovani, avvolte in abiti laceri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Lei \u00e8 Ghalia \u2013 disse il funzionario.<\/p>\n\n\n\n<p>Un volto emaciato e rigato dalle lacrime si sollev\u00f2 verso di\nnoi per riabbassarsi subito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 \u00c8\narrivata da due giorni e non ha mai smesso di piangere.<\/p>\n\n\n\n<p>Khaled le\nsi avvicin\u00f2; qualche parola sussurrata e la ragazza si alz\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sistemammo\npoco pi\u00f9 in l\u00e0 e lei inizi\u00f2 a raccontare. <\/p>\n\n\n\n<p>La notte, trascrivevo\nle parole di Ghalia; non sentii rientrare Matteo, assorta nel dolore di\nchi aveva assistito impotente al massacro della sua famiglia e subito il pi\u00f9\nodioso degli abusi. <\/p>\n\n\n\n<p>Era rimasta raggomitolata su se stessa per giorni, accanto ai\ncorpi dei genitori e dei fratelli; poi, mani pietose l\u2019avevano sollevata e\ntrasportata al campo. Aspettava un bambino. Odiava chi le aveva fatto questo ma\ndichiar\u00f2 che avrebbe amato suo figlio con tutta se stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 \u00c8 cos\u00ec\ndifficile&#8230; \u2013 dissi con un filo di voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo era chino su di me, gli occhi fissi allo schermo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Hai un compito importante: tutti devono sapere cosa succede\nqui!<\/p>\n\n\n\n<p>Abbracciati sul letto, il sudore colava copioso sui nostri\ncorpi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Sento che il peso di tutto questo mi schiaccia ogni giorno di\npi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Le prime volte, mentre lavoravo con poca luce e in mezzo alla\npolvere, dicevo a me stesso che avrei mollato. <\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 E invece fai il volontario da dieci anni&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Gi\u00e0! Ti devo confessare una cosa: non lo faccio per aiutare\ngli altri, ma me stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 In che senso?<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Non riesco a stare lontano da una sala operatoria: \u00e8\nadrenalina!<\/p>\n\n\n\n<p>Erano giorni che Ghalia accompagnava il trascorrere delle ore. Davanti\nal computer cercavo di rendere al meglio la sua testimonianza, ma le parole erano\nsempre inadatte. La sera ascoltavo il racconto di Matteo e degli infiniti punti\ndi sutura che gli era toccato dare a donne, uomini e bambini \u2013 \u201cneanche un\nintervento, immagina la noia!\u201d \u2013 e vedevo solo gli occhi pieni di lacrime di\nquella ragazza.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Forse la mia compassione, paralizzata troppo a lungo dalla\nmeccanica quotidianit\u00e0, si era risvegliata all\u2019improvviso, trovandomi\nimpreparata. Ma questo giustificava il senso di oppressione di cui non riuscivo\na liberarmi? Quello che vedevo andava oltre la sofferenza: ogni mattina avevo\nintorno a me persone private del futuro. Perch\u00e9, allora, tutta quella pena non\nha fatto scattare in me la volont\u00e0 di cambiare le cose, per loro e per me\nstessa? Per quale motivo non sono stata capace di restare, ascoltare altre\nragazze come Ghalia e diventare la loro voce? Ormai sul cielo di casa, non ho\nrisposte. <\/p>\n\n\n\n<p>Il personale di volo si prepara all\u2019atterraggio. Nessuno mi\naspetta all\u2019aeroporto: Matteo \u00e8 rimasto al campo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Pensaci bene! Sar\u00e0 difficile avere un altro permesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha reagito cos\u00ec all\u2019annuncio della mia partenza; io, invece, avevo\nbisogno di qualcuno che mi obbligasse a restare e ad affrontare la mia debolezza.\nMa lui non \u00e8 la persona giusta: l\u2019ho capito la sera dello scoppio, quella\nterrificante nottata che ha segnato la mia rinuncia.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ero appisolata, nonostante lenzuola imbevute di sudore e\nun\u2019aria cos\u00ec spessa che i polmoni si rifiutavano di assimilarla. La porta della\ncamera si spalanc\u00f2:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Corri! Abbiamo bisogno d\u2019aiuto!<\/p>\n\n\n\n<p>Mi precipitai fuori. La scena era illuminata dai fari dei\nfuoristrada e dei furgoncini, lasciati accesi per consentire al personale del\ncampo e ai suoi abitanti di squarciare il buio della notte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Vai in ospedale da Matteo!<\/p>\n\n\n\n<p>Entrai nella tenda sanitaria: una ventina fra bambini e ragazzi\nerano sistemati in ogni angolo; qualcuno piangeva in silenzio, altri gridavano\ndal dolore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Reggimi questa!<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo mi diede una lampada portatile. La avvicinai al tavolo;\nlui medicava un ferito: parte del volto era ridotto a una poltiglia di pelle e\nsangue, l\u2019occhio sano mi fissava senza espressione. Mi voltai e incrociai lo\nsguardo di una ragazzina: si teneva premuto sul ginocchio un grumo di bende che\naveva perso tutto il bianco originario; al di sotto, non c\u2019era niente. Lasciai\ncadere la lampada e corsi via; sentii Matteo che gridava il mio nome, poi caddi\nnella polvere. Mi hanno raccontato che sono svenuta; io ricordo solo il viso di\nMatteo, di ritorno la mattina dopo sfatto dalla fatica, che mi rimproverava\nsenza dire nulla. <\/p>\n\n\n\n<p>Erano inutili spiegazioni e scuse. Avevo lo zaino pronto; sarei\npartita la sera stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Aspetto il bagaglio e osservo le valigie colorate girare in\ntondo. Molti hanno i volti abbronzati, sandali ai piedi e magliette colorate:\nla vacanza \u00e8 finita, domani saranno di nuovo alle scrivanie dei loro uffici. Io\nnon torner\u00f2 in qualche redazione a scrivere didascalie. Ghalia, Khaled, Matteo\ne il campo&#8230; i bambini e le donne feriti, i morti e i disperati che ho incontrato\nhanno svelato qualcosa di me che non conoscevo. Niente di edificante, ma con\ncui devo fare i conti. <\/p>\n\n\n\n<p>Non posso fare la giornalista, almeno come intendo io questo\nmestiere: mi arrendo con troppa facilit\u00e0, non sopporto il dolore, sono troppo\ndebole per aiutare gli altri. Questa \u00e8 la mia realt\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Il taxi mi porta verso casa; dal finestrino osservo strade e\npalazzi famigliari e non provo alcun sollievo. Sento le parole di Khaled:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 Il problema \u00e8 che a nessuno importa di questa guerra! Una\nfoto d\u2019impatto, un titolo gridato e poi tutti dimenticano cosa succede qui&#8230;\nogni giorno!<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso so che faccio parte della moltitudine che si gira\ndall\u2019altra parte.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38791\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38791\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il piccolo aereo vola basso. 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