{"id":38782,"date":"2019-05-19T22:03:14","date_gmt":"2019-05-19T21:03:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38782"},"modified":"2019-05-19T22:03:19","modified_gmt":"2019-05-19T21:03:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-il-frinire-dei-pensieri-di-silvia-cipolletti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38782","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Il frinire dei pensieri&#8221; di Silvia Cipolletti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Raggi di sole filtravano tra le tende socchiuse e riflettevano su porzioni di mobili, sul divano e sul pavimento di marmo bianco, attraversando la grande porta a vetri che si affacciava sul corridoio, in cima alle scale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue mani, di dimensioni contenute, misurate nei gesti, tamburellavano rigide ai bordi del tavolo, ai lati dell\u2019i-phone, dove il suo sguardo sostava fisso, pensieroso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel primo pomeriggio, dopo il pasto silenzioso in compagnia della moglie Agata e della figlia Annina, il Professor Augusto Lauricella era salito nello studio richiudendo lentamente la porta alle sue spalle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di sedersi a lavorare aveva attraversato la stanza, girando intorno alla scrivania e, con la mano destra, aveva sfiorato la libreria a parete dov\u2019erano conservati, sino al soffitto, tutti i testi di medicina ereditati dal padre, anch\u2019egli medico.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avvicinatosi alla finestra, aveva sbirciato attraverso la tenda di lino bianco e liberato lo sguardo verso l\u2019orizzonto: era pronto. Giratosi, poi, verso la scrivania, aveva scostato sonoramente la sedia e si era seduto per dare inizio alle sue fatiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019orologio sopra la porta a vetri segnava le diciotto e trenta quando il Professor Augusto Lauricella si rese conto dell\u2019inutilit\u00e0 dei suoi sforzi. Non riusciva a concentrarsi e non avrebbe saputo dire da quanto tempo si trovava cos\u00ec, inerme, di fronte all\u2019immagine di quella pubblicit\u00e0 impossessata dei suoi pensieri.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aveva osservato per tutto il pomeriggio l\u2019app di quel social network, scaricata sullo smartphone alcuni giorni prima, e di tanto in tanto ci aveva cliccato sopra, silenziosamente, quasi a temere che anche il solo pensiero di quell\u2019incosciente tentazione potesse essere udito da qualcuno al di l\u00e0 della porta chiusa.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seduto alla sua scrivania, circondato da libri ancora da leggere e tesi degli studenti ancora da correggere, sentiva il tarlo di una pulsione incontrollabile trapassargli il cervello, veicolo di controllo e censura, accompagnato dall\u2019eco incessante dei ricordi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non era un buon segno che quel pensiero s\u2019ingigantisse senza controllo. Pi\u00f9 cercava di non ascoltarlo pi\u00f9 sembrava alimentarsi della sua stessa volont\u00e0 di allontanarlo: produceva pi\u00f9 rumore del frinire delle cicale che, al di l\u00e0 della finestra aperta, erano libere di confessare il proprio bisogno d\u2019amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ricordo di quello spot pubblicitario, che da un paio di sere arrivava puntuale dopo il telegiornale a mescolare ansia al desinare familiare, quel giorno si era insinuato con prepotenza nel lavoro che precedeva le sue \u201cparlate\u201d.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Professor Lauricella chiamava cos\u00ec le lezioni all\u2019universit\u00e0 e gli interventi ai convegni di medicina dov\u2019era, sovente, invitato a relazionare.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Preparava le sue \u201cparlate\u201d con attenzione certosina, cronometro alla mano. Il suo lavoro non conosceva n\u00e9 domeniche n\u00e9 feste comandate. Ripeteva le sue \u201cparlate\u201d dopo cena e continuava, senza sosta, fino a tarda notte terminando lavori di ricerca o aggiornando il suo curriculum. Altre volte si rovinava il sonno rispondendo ai pazienti che durante il giorno avevano tentato di contattarlo tramite \u201cwhatsapp\u201d. \u201c<i>Insolenti! Insolenti, insolenti!<\/i>\u201d, ripeteva con disappunto nel silenzio del suo studio. Li chiamava \u201ci molestatori\u201d quei pazienti \u201cimpazienti\u201d che \u201c<i>si infilerebbero pure nel buco della serratura del cesso!<\/i>\u201d pur di placare le proprie ansie.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il week end, Augusto era solito trascorrere gran parte del tempo rintanato nel suo studio. Invasioni di campo non erano ammesse senza il permesso del Professore.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eileen, la cameriera filippina che lavorava da lui da quando, quindici anni prima, era arrivata in Italia, aveva rischiato il licenziamento il giorno in cui, urlando, aveva fatto irruzione nello studio del Professore perch\u00e9 tra le lenzuola di uno dei letti della famiglia aveva rinvenuto un\u2019enorme falena morta: <i>\u201cBussare! \u00c8 buona educazione bussare, Eileen! La prossima volta che accade dimmi che \u00e8 morto qualcuno o te ne vai a pedate nel culo! chiaro?\u201d.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i> <\/i>Fece decantare quell\u2019irragionevole pensiero, lasciando che ossigenasse col trascorrere delle ore. Era diventata un\u2019ossessione quella pubblicit\u00e0 che s\u2019insinuava nelle sue giornate recitando cos\u00ec: <i>\u201clove your imperfection, se non ami le tue imperfezioni qualcuno lo far\u00e0\u201d<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla finestra aperta, la voce della figlia invase le sue riflessioni.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riversa sull\u2019erba umida del giardino, Annina ridacchiava al telefono. \u201c\u00c8 la solita amica\u201d, pens\u00f2 Augusto che, invece, avrebbe preferito immaginarla parlare con un fidanzato. \u201c<i>Quella ragazza mi preoccupa<\/i>\u201d, confidava spesso ad Agata. \u201c<i>\u00c8 troppo stronza per trovare un ragazzo\u2026 ma, una stronza, chi se la prende?<\/i>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prov\u00f2 anche a sbadigliare, credendo di favorire uno stato di relax dove pensieri incauti potessero scivolare via. Fu allora che, girando lo sguardo, tra le tende svolazzanti alle sue spalle intravide le gambe lunghe della figlia sgambettare verso il cielo. <i>\u201cSembra felice\u201d,<\/i> pens\u00f2, mentre allungando lo sguardo oltre la siepe di fichi d\u2019india vide il mare. Soltanto quella piana azzurra riusciva a rasserenarlo. Sent\u00ec immediatamente svanire l\u2019inquietudine e al suo posto insinuarsi una calma insperata: premonitrice, forse, di eventi inaspettati? Cos\u2019era quell\u2019improvvisa quiete? C\u2019era sicuramente una relazione tra lo spettacolo rinfrancante che gli mostrava il finire d\u2019una giornata d\u2019estate ed il pensiero audace che gli generava quella pubblicit\u00e0. Questo pensava, quando sporgendosi dalla finestra vide Agata con il naso all\u2019ins\u00f9 e gli occhi strizzati dal sole al tramonto, che gli diceva:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\">\u201cAugusto scendi, ho calato la pasta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019odore del mare aveva la capacit\u00e0 di rassicurarlo come il profumo di una bella donna. In quel momento pens\u00f2 che nulla di male gli sarebbe potuto accadere con il mare negli occhi o il naso tra le pieghe del collo di una donna. Fu allora, che fissando lo sguardo all\u2019orizzonte, respir\u00f2, a pieni polmoni, il profumo di quella distesa azzurra, come fosse la prima volta, con stupore. Poi, si volt\u00f2 per rientrare e, sottovoce, le rispose:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><i>\u201cMa s\u00ec\u2026 sto scendendo\u201d.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mattino seguente, l\u2019umidit\u00e0 che gli piccava sulle braccia scoperte lo svegli\u00f2 di buon\u2019ora. Lasciava sempre uno spiraglio di finestra aperta durante la notte. \u201c<i>Per respirare meglio<\/i>\u201d, diceva.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un balzo si precipit\u00f2 a richiuderla, gir\u00f2 la maniglia ed in fretta si rinfil\u00f2 nel letto. L\u00ec, immobile, con le braccia coperte ed il lenzuolo sino al mento, il Professor Augusto Lauricella tent\u00f2 di rimettere ordine allo scorrere caotico dei suoi pensieri. Il chiarore che filtrava attraverso le persiane sembrava favorire un momento di raccoglimento.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLove your imperfection\u2026\u201d. Era sempre l\u00ec quella stramba idea di iscriversi ad un sito d\u2019incontri per cuori solitari, ma al mattino sembrava avere un senso. Un fremito d\u2019entusiasmo lo colse sotto le lenzuola pensando alla consolazione delle sue pene sentimentali, ma anche alla soddisfazione della sua indomita libido: la carica erotica ed il bisogno d\u2019amore erano diventati un groviglio informe di emozioni ingovernabili.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo aspetto morigerato, il capo canuto e gli occhiali per la miopia, celavano una fragilit\u00e0 invisibile ad anima viva. Una natura corruttibile che si rivelava soltanto durante la navigazione in mare. Quando il turbinio di emozioni diventava indomabile, il Professor Lauricella desiderava solo governare la sua barca a vela, cazzare le cime con gesti impetuosi e scivolare lontano. Solo distante dalla terra ferma tutto si acquietava. E mentre le vele si riconciliavano con il vento, il suo cuore, carezzato dal rumore del mare, si riallineava ai desideri.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, solo l\u00ec, solo in quei momenti la smania di vivere poteva viaggiare a briglie sciolte, per poi abbandonarsi all\u2019immaginazione di corpi intrecciati e bocche assetate di baci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel mattino tutto ci\u00f2 accadde nel talamo nuziale, con Agata che dormiva sonoramente al suo fianco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Desiderava una donna, morbida e profumata. La desiderava cos\u00ec tanto che inizi\u00f2 ad immaginare un addome liscio, una pelle giovane e calda sopra la sua, sino a quando i sogni si mescolarono ai ricordi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel momento il pensiero di Annina s\u2019insinu\u00f2 in quella breve fantasia e la vergogna, che avrebbe provato ad essere scoperto proprio da sua figlia, fece immediatamente crollare l\u2019impalcatura di \u201c<i>quell\u2019assurda idea<\/i>\u201d di iscriversi ad un sito di incontri e si convinse a desistere, mortificandosi per lo stato di eccitazione in cui si trovava: \u201c<i>mii\u2026che razza d\u2019idea!\u201d,<\/i> pens\u00f2.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad occhi chiusi, fermo nel letto, aveva ricordato una stanza in penombra. Il rumore di una barella passare sul corridoio e il vociare degli infermieri fuori la porta chiusa. Aveva rivisto una vetrina d\u2019acciaio colma di medicinali e una lettiga che non stava ferma. Aveva sentito, come allora, il desiderio smodato di nutrirsi di quella pelle umida e nuda. E poi, l\u2019emozione che celavano gli occhi scuri della giovane donna, quando si scioglievano di passione davanti ai suoi, e la felicit\u00e0 di un sogno condiviso. Ma anche la paura di essere scoperto e lo stato d\u2019ansia che provava, ogni volta, al ritorno a casa, quando ad accoglierlo sull\u2019uscio c\u2019erano gli occhi di Agata che scrutavano nelle viscere dei suoi sensi di colpa.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli anni degli imbrogli e delle telefonate sottovoce, durante i quali aveva desiderato cambiare vita per la dottoranda dalla pelle diafana e soffice. Sino a quel pomeriggio, prima di cena, quando dovette scontrarsi con il muro del silenzio di Agata, divenuto insostenibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u201c\u00c8 sgradevole il rumore delle chiavi che girano nella serratura\u201d<\/i>, aveva pensato, Augusto, quella sera rientrando a casa. Poi, le aveva lasciate cadere nello svuota tasche di ceramica, sulla credenza di legno massello, alla sua destra, subito dopo l\u2019ingresso: era il segnale, \u201c<i>sono tornato<\/i>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tv, accesa sul primo canale, trasmetteva il telegiornale nazionale, appena iniziato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><i> \u201cAgata? Dov\u2019\u00e8 Annina?\u201d<\/i> Le aveva chiesto lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><i> \u201cA cena da un\u2019amica\u201d <\/i>Aveva risposto Lei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il profumo degli involtini di carne al forno si era diffuso sino fuori la porta: la cucina di Agata era il richiamo familiare che ogni sera sapeva ricondurlo a casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tavola era apparecchiata: due piatti, due forchette, due coltelli. Due bicchieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><i> \u201cAgata? Quella bottiglia di vino bianco che mi ha regalato Gaetano? Mi pare ci sia ancora, vero?\u201d<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><\/i>Le aveva domandato.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><i>\u201cVedi, Agata, che a tavola non c\u2019\u00e8 acqua\u201d<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E mentre frugava alle sue spalle tra due cuscini del divano dov\u2019era seduto, disse:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><i> \u201cil telecomando, Agata! Non c\u2019\u00e8\u2026\u201d<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel tentativo di scuotere quel muro del silenzio aveva l\u2019abitudine di parlarle della prima cosa gli venisse in mente, reclamandone l\u2019attenzione: \u201c<i>Ricordi, Agata, quel paziente di cui ti ho parlato luned\u00ec? Te ne ricordi, s\u00ec o no? Quello che non sta mai zitto. Capito di chi parlo? Mi ascolti o fai finta? Dai, allora, dimmi: chi \u00e8? Sei muta Agata?\u201d<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella sera, invece, il suo interesse sembrava rivolto alle pieghe sulle pantofole di pelle marrone, regalo di Annina del Natale appena trascorso, dalle quali non riusciva a distogliere lo sguardo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seduto sul divano, con i gomiti poggiati sulle ginocchia e la fronte sorretta dalle mani, aveva osservato, per un tempo indefinito, i riccioli di lana color panna che spuntavano dalle pantofole e gli avvolgevano il piede, nudo e magro: \u201csono calde\u201d, aveva pensato, mentre gocce di sudore gli imperlavano la fronte.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, risollevato il busto, aveva palpato velocemente i cuscini al suo fianco e aveva detto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><i> \u201cAgata vieni qui\u2026 ti devo parlare.\u201d<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><i> \u201cHo cose da fare Augusto, non ho tempo da perdere, io.\u201d<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span><\/i>Aveva risposto lei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><i> \u201cTi prego, Agata! vieni qui, siedi qui, vicino a me. Devo parlarti, Agata\u2026\u201d<\/i><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torcendo un tovagliolo tra le mani, Agata aveva trascinato le sue pantofole sino in soggiorno. Poi, in piedi davanti alla tv, mentre simulava interesse per una notizia di calcio al telegiornale, aveva detto:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\">\u201c<i>So gi\u00e0 cos\u2019hai da dirmi Augusto e non mi interessa\u2026\u201d<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\">\u201c<i>Siedi\u201d <\/i>aveva ripetuto lui, mentre con il dorso della mano sinistra tamponava la fronte, oramai madida di sudore. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\">\u201c<i>Devo farlo, Agata, ora!<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><i> \u201cPer l\u2019amor del Cielo, Augusto smettila! Gli involtini bruciano! Vuoi mangiarli carbonizzati?<\/i> <i>Non ho intenzione di cucinare altro, tantomeno di ascoltarti, chiaro? Quindi, fammi un favore: chiudi quella bocca!\u201d<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><i> \u201cIo, stavolta, me ne vado Agata! Lo vuoi capire, s\u00ec o no? Fai almeno un cenno col capo!\u201d <\/i>Le aveva detto lui, serrando la testa tra le mani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla cucina, il suono del timer aveva accompagnato una silenziosa smorfia di disgusto sul volto di Agata che, arricciate le sopracciglia, si era girata per andarsene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cena era pronta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Augusto, ancora seduto sul divano, con la schiena ricurva e le mani abbandonate sui cuscini al suo fianco, l\u2019aveva guardata tornare in cucina. Poi aveva ripreso il telecomando e cambiato canale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><i> \u201cC\u2019\u00e8 Montalbano, stasera\u201d,\u00a0<\/i>aveva detto lui, mentre Agata ritornava dalla cucina con la pirofila colma di fumanti involtini di carne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella sera, come ogni sera, avevano cenato alla stessa tavola. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In silenzio. Come sempre.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><i>\u201cGracchia\u2026 La sveglia. Augusto, gracchia&#8230;\u201d<\/i> disse Agata, con la voce soffocata sul cuscino.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Augusto si volt\u00f2 e la vide. Era coricata al suo fianco. Rest\u00f2 a guardarla per una manciata di secondi, poi rivolse gli occhi al soffitto e sospir\u00f2.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il calore umido del respiro di Agata era rassicurante, proprio come quello degli involtini di carne. Fu in quel momento che frugando nelle sue memorie la rivide arrivare da lontano, con fare buffo, pensierosa e in disordine.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I suoi occhi scuri sbirciavano incerti tra ciocche di capelli ciondolanti sul viso, mentre frettolosa saliva i gradini dell\u2019ingresso all\u2019universit\u00e0. I suoi seni, quasi inesistenti, erano occultati da una larga t-shirt rinsaccata nei jeans: un\u2019istantanea color seppia, con i bordi consumati dal tempo e dal rancore, si mostrava ora nitida davanti ai suoi occhi. Fu allora che tent\u00f2 di portare avanti quel ricordo, cercando di rammentare i giorni che seguirono, ma la sveglia suon\u00f2 di nuovo:<i><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><i>\u201cAugusto\u2026\u2019sta sveglia\u2026miii!\u201d<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Augusto, raccolta la giusta dose di energia, sollev\u00f2 le lenzuola e balz\u00f2 fuori dal letto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era luned\u00ec:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 40px;\"><i>\u201cEileen? Il caff\u00e8! Si comincia\u201d.<\/i><\/p>\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38782\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38782\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raggi di sole filtravano tra le tende socchiuse e riflettevano su porzioni di mobili, sul divano e sul pavimento di marmo bianco, attraversando la grande porta a vetri che si affacciava sul corridoio, in cima alle scale.\u00a0 Le sue mani, di dimensioni contenute, misurate nei gesti, tamburellavano rigide ai bordi del tavolo, ai lati dell\u2019i-phone, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_38782\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38782\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":19168,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[532],"tags":[],"class_list":["post-38782","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2019"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38782"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/19168"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38782"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38782\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38828,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38782\/revisions\/38828"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38782"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38782"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38782"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}