{"id":38733,"date":"2019-05-17T09:36:10","date_gmt":"2019-05-17T08:36:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38733"},"modified":"2019-05-17T09:36:13","modified_gmt":"2019-05-17T08:36:13","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-io-e-lennesimo-liborio-di-giampaolo-notarnicola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38733","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Io e l&#8217;ennesimo Liborio&#8221; di Giampaolo Notarnicola"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align:left\">More solito, solita ora. E di lontano, l\u2019ennesimo Liborio che porta in dono la sua presenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Scusate l\u2019attacco letterario. O canzonatorio? Be\u2019, leggetelo un po\u2019 come vi pare e con l\u2019animo vostro. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma i Liborio arrivano sempre a quest\u2019ora della sera. E ho deciso, ormai, di chiamarli tutti allo stesso modo. E non chiedetemi perch\u00e9! E non chiedetemi nemmeno, perch\u00e9 proprio Liborio. Sar\u00e0 che suona bene, mi sono detto in un attimo come tanti. Sar\u00e0 che gi\u00e0 vi sto sul sax, vi dico adesso in questo attimo come pochi. E forse \u00e8 giusto. Un poco ne avete diritto, dato che non mi spiego!<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSar\u00e0 che hai ragione. Che cosa sono venuto a fare? E poi\nnon mi chiamo Liborio! \u201d esclama Liborio. Ma ancora non lo sento.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque l\u2019ennesimo Liborio.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche questo tutto nero e arruffato. Quando non trovano di\nmeglio vengono da me, come alla spazzatura.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa tu guarda questo! Sai che c\u2019\u00e8? Che me ne vado!\u201d esclama\nLiborio. Ma anche questa volta non lo sento.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ditemi che mi ha sentito. Sta andando via!<\/p>\n\n\n\n<p>Liborio, Liboriuccio. Su, dai, vai via cos\u00ec presto? Dai, ti\nsi vede solo il sedere adesso! Ce l\u2019avete tutti uguale, quel bel sederino.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto, ce l\u2019abbiamo tutti uguale. Solo quello per\u00f2! Oh mamma! Che scorza di vecchiaccio. Eppure ci devo provare!\u201d esclama ancora Liborio. Ma io continuo a non sentirlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Oh, oh! Forse questo Liborio ci sente per davvero! Eccolo l\u00ec che torna, lento e sensuale, come tutti quelli della razza sua. Vorrei urlargli contro le mie bestemmie e scacciarlo prima che si riavvicini, ma voglio stare a vedere! Sono un po\u2019 come gli uomini, tutti ruffiani, se ne stanno comodi al sollazzo e da te ci vengono per opportunismo, quando ne hanno bisogno. Ah, brutta razza la mia, e pure la loro! Tra un po\u2019 me lo ritrover\u00f2 tra i piedi, che si inarca tra le gambe, che si strofina &nbsp;di struscio alle caviglie.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe solo potessi urlare che non vengo solo per questo!\u201d esclama\nLiborio. Ma invano. Io ancora non lo sento.<\/p>\n\n\n\n<p>Si avvicina, dunque, come previsto. Con passi leggeri, in silenzio,\ncon un taglio d\u2019occhi sornioni che li vedi pure nella notte pi\u00f9 nera, come tutte\nle finestre a festa che mi circondano. Da qui le vedo benissimo. Di fronte, a\ndestra e a sinistra. Alle mie spalle, invece, comincia il mio mondo; quello che\nho scelto, o forse quello in cui mi sono ritrovato, come quando in un istante\nscivoli sull\u2019imprevisto e ti trovi sottosopra gambe al cielo.<\/p>\n\n\n\n<p>In linea con le mie spalle, sulla mia testa, c\u2019\u00e8 il ponte\ncon le sue auto che a quest\u2019ora le senti ancora ronzare da un capo all\u2019altro\nmentre io vorrei solo dormire.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 da tutta quest\u2019altra parte di mondo che si avvicina l\u2019ennesimo\nLiborio, che lo vedo piano piano ingrandirsi, e che a breve porter\u00e0\nquell\u2019insolente muso sulla linea di confine dove sono seduto da qualche anno. <\/p>\n\n\n\n<p>Be\u2019, forse continuo a non spiegarmi, forse continuo a starvi\nsull\u2019ottavino. Ma chi se ne frega? Avessi voluto farmi comprendere non starei\nqui lontano a bestemmiare tra i denti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOh Dio, il vecchiaccio \u00e8 pure abbastanza intricato!\u201d esclama\ncon forza Liborio.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa? Mi \u00e8 sembrato di sentire qualcosa. Sar\u00e0 un\u2019altra\nallucinazione. Mi capita spesso. Forse sono le voci dal mio mondo, o forse le\nvoci di tutti quelli a cui sto sulla grancassa. Boh. Andiamo avanti. Dicevo\u2026 <\/p>\n\n\n\n<p>Alle mie spalle, il mio mondo \u00e8 un\u2019arida distesa di terra\nmorta con carcasse di lavatrici, televisori e tazze del cesso ammucchiate qua e\nl\u00e0. Tra questi grovigli ho trovato un sacco a pelo quasi nuovo dove mi infilo\nd\u2019inverno. Per la pioggia, invece, ho il mio ombrello di cemento sulla testa.\nIn questi grovigli, ho cercato, poi, anche un po\u2019 di pace, forse morta anche\nquella: sta di fatto che sono qui da quasi tre anni, e se non fosse per i Liborio,\nle finestre accese degli altri, e tutti quelli a cui sto sul clavicembalo,\nadesso sarei in pace. Morto in pace! Ma mi stizziscono ancora, e quindi mi\nmantengo vivo: a distanza dalla vita, ma vivo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEcco, s\u00ec! A distanza, giusto, dovrei tenerti a distanza, a\npelo mi stai davvero sul piffero!\u201d esclama Liborio. E questa volta lo sento\ndistintamente. Sar\u00e0 tutto vero?<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, s\u00ec, giusto! Sto sul trombone anche all\u2019ennesimo\nLiborio. &nbsp;\u00c8 a pochi centimetri da me e ho\nsentito nitidamente la sua voce a tal punto che mi credo, adesso, completamente\nmatto. Questo orrendo gattone nero mi viene sempre pi\u00f9 vicino, e io non trovo\ndi meglio che immaginargli nella bocca una voce da uomo che gli vibra i baffi e\nmi parla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEhi, ehi! E smettila per favore. Che sei matto \u00e8 vero, e\nmagari ne avrai anche di buone ragioni\u2026 ma la mia voce \u00e8 solo mia e reale, e di\nimmaginare non ti permetto pi\u00f9 niente!\u201d esclama Liborio.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora, gente. Dovrei davvero credere che questo Liborio\nabbia una lingua parlante?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cScusa, perch\u00e9 non lo chiedi a me, di persona?\u201d esclama\nLiborio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai, a questo punto: \u201cMi scusi, stupefacente randagio,\nalla quale per tale presunto straordinario dono, se cosi fosse davvero, dovrei tutta\nla mia riverenza\u2026 \u00e8 lei che parla?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto che s\u00ec! Pezzo di grandissimo diffidente!\u201d esclama Liborio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricapitolando, dunque. Giusto per la chiarezza che si chiede\nanche ai matti in attimi di lucidit\u00e0. Mi ritrovo qui, sotto un ponte, con alle\nspalle il niente, con di fronte e intorno la citt\u00e0 che pullula, e tra le gambe,\ncari signori, un gattone nero che parla: l\u2019ennesimo Liborio!<\/p>\n\n\n\n<p>Be\u2019, allora, a tale punto della storia mi si potrebbe con\npieno diritto imputare di scarsa coerenza, dato che mi spiego e non spiego. Ma\nbadate bene che alle volte \u00e8 anche difficile comprendere se stessi, ma\nprobabilmente questo non \u00e8 mai accaduto a chi di capire non ha voglia alcuna. Ed\n\u00e8 forse da questa posizione di privilegio, situato ai margini del mondo, che posso\ncon distacco guardare e capire bene le cose, ma pi\u00f9 indietro di un solo passo,\ndal mondo ne sono fuori per sempre, e ci\u00f2 non avrebbe davvero pi\u00f9 senso alcuno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBravo, bravo, finalmente un passo avanti allora!\u201d esclama\nLiborio.<\/p>\n\n\n\n<p>Come? Uffa! Questo insolente gattone nero con la coda\nall\u2019ins\u00f9 mi prende in giro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti prendi gioco di me, stupido randagio?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEbbene s\u00ec! Proprio cos\u00ec! So per certo che di animo sei\nanche ironico!\u201d esclama Liborio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma tu perch\u00e9 parli?&nbsp; E\ncosa vuoi da me?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTe ne accorgerai presto!\u201d esclama perentorio Liborio.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedremo un po\u2019, di cosa dovrei accorgermi. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi l\u2019ennesimo Liborio visto da cos\u00ec vicino sembra anche\nmeno nero, e sembrerebbe, poi, che gli sto anche un poco a genio. Altro che clavicembali,\ngrancasse, ottavini, pifferi e sax! <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe proprio devo fare una confessione, ci vedi ancora bene. Ma\nper tutti i numi, io una cosa sola non l\u2019ho capita, mi spieghi il perch\u00e9 di\ntanti clavicembali, grancasse, ottavini, sax e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta?\u201d\nesclama Liborio.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa s\u00ec che \u00e8 una bella domanda. Gran bella domanda\nLiborio! Con grande probabilit\u00e0 stenterai a credere, ma amavo la musica. La\namavo a un punto tale da volerla tenere tutta in pugno e tutta in punta di\nbacchetta. E divenni cos\u00ec un direttore d\u2019orchestra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEcco, ecco. Adesso mi \u00e8 tutto pi\u00f9 chiaro. Seguimi, seguimi.\nSapevo che dovevo insistere\u201d esclama Liborio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco dunque che la grazia con cui l\u2019ennesimo Liborio\nondeggia il suo sedere \u00e8 davvero suadente. Passo dopo passo gli vado dietro come\nmi ha detto, e penso un poco che anche lui non si spieghi per niente: la\ndestinazione ancora non mi \u00e8 chiara!<\/p>\n\n\n\n<p>Sta di fatto che &nbsp;lo\nseguo. E che ormai sono lontano dal mio ponte. Ah, tutti questi cancelli, queste\nporte, questi portoni e queste finestre accese: risate, litanie, fregnacce e\ncanti sguaiati che ci sento. Non sono pi\u00f9 abituato. E questo labirinto di\nstrade comincia a darmi alla testa, e delle pelose natiche di Liborio quasi non\nne posso pi\u00f9! Ma dove diavolo mi porta questo Liborio?<\/p>\n\n\n\n<p>Liborio? Liboriuccio? Dove diavolo andiamo?<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco. Forse sembra essersi arreso. Si \u00e8 fermato davanti a\nuna porticciola in legno marcio e semichiusa. La indaga per un attimo con la\ntestolina arcuata, e poi con un balzo felino si infila nella fessura ed \u00e8 gi\u00e0\ndall\u2019altra parte, all\u2019interno. Mi tocca seguirlo ancora. Sento che devo. Chiss\u00e0\npoi perch\u00e9. Io che non ho mai ascoltato nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec anche io sono a ridosso della porticciola, le do un &nbsp;calcetto in basso. Cigola e mi si spalanca il\npassaggio. \u00c8 tutto buio, buio pesto, e l\u2019ennesimo Liborio \u00e8 indistinguibile,\ntutto inghiottito, com\u2019\u00e8, dal nero. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma guardate un po\u2019, gente, dove mi ritrovo senza sapere\nneppure il perch\u00e9! Adesso me ne vado. E che si fotta pure l\u2019ennesimo Liborio!<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEhi, ehi. Adesso sei tu che rinunci? Il tuo sedere non \u00e8\nbello come il mio. Non ho dunque nessuna intenzione di rincorrerti.\u201d esclama\nLiborio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tanto gli occhi di Liborio si illuminano all\u2019 improvviso\nnel buio della stanza e continuano a farmi strada in questa casa tutta nera. <\/p>\n\n\n\n<p>Sento cigolare un&#8217;altra porta e vedo il gattone infilarsi\nnel fascio di luce che fuoriesce. Ah, finalmente un po\u2019 di luce! Che strano, io\nche la luce non la voglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo seguo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scenario \u00e8 raccapricciante. &nbsp;Ed \u00e8 solo adesso che ho la certezza di essere\nstato davvero un matto da legare.<\/p>\n\n\n\n<p>Un uomo dalla corporatura simile alla mia e che mi somiglia\ntantissimo in tutto e per tutto se ne sta seduto su una sedia di paglia. Fissa\ndi fronte a s\u00e9 un leggio con uno spartito, e nella mano destra stringe a\nmezz\u2019aria una bacchetta da direttore d\u2019orchestra, mentre nella sinistra impugna\nuna canna collegata al gas che, portandola alla bocca, succhia a pieni polmoni.\nSembro io! Per Dio!<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ennesimo Liborio si agita, e con il sedere e la coda mi\ninvita finalmente ad agire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa cosa fai? Cosa diavolo fai?\u201d urlo a quell\u2019 uomo,\navvicinandomi. E nello stesso istante in cui gli strappo con forza la canna del\ngas dalle mani, l\u2019uomo mi sorride soddisfatto e svanisce nel nulla,\ncompletamente dissolto.<\/p>\n\n\n\n<p>Di colpo una luce ancora pi\u00f9 viva illumina la stanza e poi\nla casa intera. <\/p>\n\n\n\n<p>Anche l\u2019ennesimo Liborio mi sorride. Quell\u2019insolente gattone\nnero si volta rapido verso di me, mi degna anche lui dello sguardo soddisfatto\ndi chi ha portato a termine la propria missione, e poi si fionda fuori dalla\ncasa, torna per strada e mi lascia sconcertato.<\/p>\n\n\n\n<p>Liborio, Liboriuccio? Gli grido. Che senso ha tutto questo?\nAspetta! Ehi? Ehi? E allora?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE allora? E allora musica, musica maestro!\u201d ride, mostrandomi\nper l\u2019ennesima volta il suo bel sedere, svanendo anche lui nel nulla,\ncompletamente dissolto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque? Che altro dire, gente.<\/p>\n\n\n\n<p>Be\u2019, strano signori. Davvero strano&#8230; ma la storia \u00e8 davvero\nfinita.<\/p>\n\n\n\n<p>E mi raccomando. E davvero mi raccomando: che nessuno ci\nabbia sul sax!&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Esclamo finalmente anche io, pi\u00f9 fiero e pi\u00f9 libero.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38733\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38733\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>More solito, solita ora. 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