{"id":38688,"date":"2019-05-16T17:12:50","date_gmt":"2019-05-16T16:12:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38688"},"modified":"2019-05-16T17:12:52","modified_gmt":"2019-05-16T16:12:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-ad-occhi-chiusi-di-liana-onofri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38688","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Ad occhi chiusi&#8221; di Liana Onofri"},"content":{"rendered":"\n<p>Un tonfo sordo e poi il silenzio. Nel buio di una notte senza luna ,quel gesto efferato e definitivo gli sembr\u00f2 l\u2019unica cosa logica che avrebbe ridato un senso alla sua vita. Il cuore gli batteva forte e ad ogni minimo fruscio si guardava in giro con sospetto. Era certo di essere solo&nbsp; ma la paura per quello che aveva commesso lo rendeva insicuro e pieno di dubbi.&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Era tutto finito.&nbsp; Nessuno avrebbe pi\u00f9 turbato i suoi giorni, le\nsue ore e il suo dannato benessere. Si lasci\u00f2 andare a un sorriso soddisfatto\nche distese il viso tirato dall\u2019ansia. Non sapeva cosa sarebbe accaduto adesso.\nEra necessaria la massima attenzione. Avrebbe dovuto recitare la parte fino in\nfondo, fino a quando&nbsp; tutto non sarebbe\nstato archiviato. Nessun errore e nessuna emozione . Sua moglie era scomparsa.\nQuesto avrebbe detto alla polizia. Le indagini si sarebbero concentrate su di\nlui, ma ne sarebbe valsa la pena, tanto era stato il sollievo provato dopo\nl\u2019omicidio.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Si\nallontan\u00f2 da quel luogo con la consapevolezza che avrebbe presto dimenticato\nl\u2019accaduto e mont\u00f2 in macchina per avviarsi verso casa.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Era\ncominciata cos\u00ec la storia di Giulio : una mattina, una sveglia sollecita che\nrichiama l\u2019inizio di una giornata come tante e il corpo che si appresta a\ncompiere i gesti di sempre.&nbsp; Quella\nmattina per\u00f2, era accaduto qualcosa di diverso. Giulio faticava ad aprire gli\nocchi, sembrava volersi sottrarre alla realt\u00e0 del quotidiano. Un\u2019immagine\nfluttuava nella sua mente: un mare calmo color cobalto con sfumature argentate\ne una spiaggia bianca, lunga, senza fine .Una corsa interminabile sulla sabbia\ncalda verso una splendida donna che lo invitava con il gesto compiacente della\nsua mano.&nbsp; Allung\u00f2 il braccio per\nafferrarla ma lei si dissolse nel nulla e il sogno rimase sospeso nell\u2019aria,\nimpalpabile, incomprensibile. Un sogno. Giulio rimase ad occhi chiusi per molto\ntempo ancora, con la speranza di rinnovare il piacere di quella visione, ma\normai riusciva a cogliere solo pochi frammenti, flash sbiaditi, recuperati a\nfatica dal profondo dell\u2019 anima. Il cuore, il suo arido cuore, batteva all\u2019impazzata,\nsenza riuscire a fermarlo. Si alz\u00f2 dal letto in fretta, poi, come ogni altro\ngiorno, si dedic\u00f2 alle solite cose. Ma il sogno aveva lasciato una traccia\nindelebile in lui e si ritrov\u00f2 per tutta la giornata a pensare a quella\nmeravigliosa spiaggia e alla donna della fantasia. Un brivido caldo pervadeva\nil suo corpo. Quel piacere inaspettato gli procurava una contentezza&nbsp; tale che i colleghi di lavoro, guardandolo,\nsi scambiavano tra loro occhiate di meraviglia.&nbsp;\nSi domandavano tutti che cosa fosse successo a Giulio per avere quel\nsorriso stampato sul viso.&nbsp; Fino allora\nnon aveva conosciuto passioni di nessun genere. Giulio apparteneva a quella\nschiera di uomini che,&nbsp; per mantenere una\nsolida e tranquilla esistenza , preferiscono sottrarsi a tutto quello che\nriguarda la sfera emotiva . Non aveva provato dolore neppure per la perdita di\nsua madre. Aveva accettato come inevitabile l\u2019evento. Lui era cos\u00ec, alieno a\ntutti i moti del cuore. Per non parlare dell\u2019amore . Si era sposato per\nconvenienza. Anna era una donna semplice, una di quelle donne che accudisce la\ncasa , senza nessuna ambizione e senza nessuna pretesa. Aveva trascorso gi\u00e0\nmolti anni con lei e non avrebbe potuto raccontare niente di particolare della\nloro vita coniugale. Una piatta e modesta esistenza.&nbsp; Le emozioni non lo avevano sfiorato fino a\nquella mattina , fino a quando non si erano aperte un varco dentro di lui e lo\navevano reso vulnerabile. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;I giorni trascorrevano uno dietro l\u2019altro,\nscanditi dalla ritualit\u00e0 dei gesti di sempre.&nbsp;\nC\u2019era per\u00f2 una sorta di frenetica attesa, l\u2019attimo in cui il suo corpo\nsi sarebbe riappropriato della felicit\u00e0 che il sogno gli procurava. Aspettava\ncon ansia di distendersi e accogliere compiacente quel mondo irreale che si\nsarebbe materializzato davanti ai suoi occhi. <\/p>\n\n\n\n<p>Cominci\u00f2\ncos\u00ec a dormire pi\u00f9 spesso.&nbsp; Sentiva il\nsogno arrivare e insinuarsi nella mente. La realt\u00e0 svaniva per lasciare il\nposto a quell\u2019assurda irrazionalit\u00e0 che uccideva ogni logica. Il suo bagaglio\nonirico si arricch\u00ec di infinite visioni: distese di fiori a perdifiato,&nbsp; cieli limpidi e sconfinati , mari calmi,\nacque invitanti, meravigliose creature. Doveva&nbsp;\naccettare tutto quello che il sogno&nbsp;\ngli avrebbe regalato, l\u2019imprevedibile, il fantastico, l\u2019impossibile.\nGiulio si era finalmente risvegliato da un lungo torpore, o meglio si era reso\npermeabile alla vita.&nbsp; Aveva affinato\ntalmente la percezione di s\u00e9 che riusciva in pochi attimi a lasciarsi cadere\nnei dolci abissi di quella meravigliosa ossessione, soltanto chiudendo gli\nocchi. Si abbandonava a essa e lasciava liberi i pensieri e spalancati gli\nocchi della fantasia. Era felice, stranamente felice. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Poi tutto cambi\u00f2. Gli attimi di piacere\ndiventarono pi\u00f9 rari. C\u2019era sempre qualcosa che turbava il sopraggiungere del\nsonno: il gorgoglio del caff\u00e8 che saliva dai fornelli, il fischio di una teiera\nimpaziente, &nbsp;l\u2019insieme confuso di voci\nprovenienti dalla tv e la lavatrice che, nella sua frenetica corsa, si dimenava\nimpazzita. Si era accorto con rammarico che la magia del sogno lo stava\nabbandonando e avrebbe dovuto fare qualcosa per riconquistare il benefico\ntorpore. Questo caos che si riproduceva in sequenza con costanza ogni giorno\nnon poteva essere casuale, qualcuno si era accorto del suo segreto e cercava\ncon ogni mezzo di riportarlo alla banalit\u00e0 dei gesti quotidiani. Chi se non\nAnna?! Di sicuro vedere il volto di Giulio ogni giorno distendersi, assopirsi\ned&nbsp; illuminarsi di una felicit\u00e0\nsconosciuta doveva averla irritata e forse questo accendeva in lei un moto di\ninvidia che la portava ad esibirsi in una sinfonia disarmonica di suoni molesti<\/p>\n\n\n\n<p>La\nsituazione era diventata insostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Accadde\nuna notte. Si era disteso come sempre su un fianco e si preparava ad accogliere\nil sonno amico.&nbsp; Gli sembr\u00f2 addirittura\ndi perdere i sensi, tanto fu la rapidit\u00e0 con cui arriv\u00f2 il sogno. La faccia\ndolce di sua madre e lui bambino insieme per la mano, felici , in mezzo alla\ncampagna. Camminavano lungo un sentiero che li avrebbe portati alla stazione\ndel paese per raggiungere la nonna. Poi, all\u2019improvviso una mano ostile lo\nstrapp\u00f2 a sua madre e gli strinse il braccio con una tale violenza da percepire\nle unghie nella carne. Si ritrov\u00f2 steso sul letto, con la luce negli occhi e\nun\u2019impellente voglia di vomitare. Sua moglie, china su di lui, spiava il suo\nrespiro, gli rubava l\u2019aria, catturava il suo sogno, lo sottraeva al piacere.&nbsp; Fu in quel momento che concep\u00ec l\u2019idea di\nliberarsi di lei. Guard\u00f2 negli occhi la donna, poi le afferr\u00f2 il collo con le\nmani e strinse forte. Sentiva la pressione delle dita, la loro forza e la\nstretta che diventava sempre pi\u00f9 potente. Il suo corpo si contorceva negli\nspasmi della morte, gli occhi strabuzzati e le labbra gonfie. Pochi secondi e\nl\u2019atto fu consumato. Giulio rimase immobile per alcuni attimi, incredulo\nfissava con occhi vuoti l\u2019opera appena compiuta. Senza piet\u00e0. Osservava il\ncorpo della moglie, afflosciato sul letto, scomposto e sgraziato; un braccio\nciondolava fuori, le gambe aperte lasciavano intravedere il bordo sfilacciato\ndelle calze e il capo reclinato su se stesso sembrava appartenere a un\nfantoccio di pezza.&nbsp; Si scost\u00f2 da lei e\ncomprese che avrebbe dovuto cancellare le impronte e ripulire tutto. Passarono\nalcuni minuti, poi caric\u00f2 il corpo nel portabagagli della sua auto e mise in\nmoto la macchina. Si diresse verso la periferia, in una localit\u00e0 piuttosto\nisolata, dove si sarebbe sbarazzato del cadavere. Gli venne da sorridere.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando\nrientr\u00f2, si era fatta notte fonda, Giulio era stremato, si diresse in cucina,\nprese dalla dispensa una tisana e mise sul fuoco una teiera colma di acqua,\npoi&nbsp; torno in salotto, si accasci\u00f2 sulla\npoltrona e chiuse gli occhi. <\/p>\n\n\n\n<p>Improvvisamente\nuna chiave nella porta, i passi di qualcuno che si avvicinavano lentamente\nverso di lui. Anna. La figura di sua moglie in mezzo alla stanza lo lasci\u00f2 di\nsasso. Non poteva esser vero! Sua moglie pos\u00f2 la borsa sul tavolo, sospir\u00f2 ed\nusc\u00ec dalla stanza. Giulio era sconvolto e rimase immobile. Cosa era accaduto\nallora? <\/p>\n\n\n\n<p>Se\naveva veramente ucciso Anna in un impeto di rabbia, cosa aveva appena\nvisto?&nbsp; Scav\u00f2 negli angoli della sue\nmente per cercare di individuare il momento esatto in cui la realt\u00e0 aveva interrotto\nil sogno.\n\nPoi dalla cucina un suono, uno di quelli molesti che\ntanto lo avevano turbato,&nbsp; un sibilo\nstridulo prolungato e persistente e tutto gli fu chiaro.\n\n\n\n<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38688\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38688\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un tonfo sordo e poi il silenzio. 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