{"id":38677,"date":"2019-05-16T16:47:18","date_gmt":"2019-05-16T15:47:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38677"},"modified":"2019-05-16T16:47:21","modified_gmt":"2019-05-16T15:47:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-lacrime-e-cera-di-daniela-tani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38677","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Lacrime e cera&#8221; di Daniela Tani"},"content":{"rendered":"\n<p>Girai\nveloce la chiave nella serratura, entrai, accesi la luce, buttai la\nborsa su una una sedia e mi fiondai in bagno. La mia valigia era\nrimasta gi\u00f9, nell&#8217;ingresso, sarei scesa con calma a prenderla e\navrei controllato anche la cassetta della posta. In quel palazzotto\ngli appartamenti ormai erano vuoti, eravamo rimasti solo in due: io e\nil mio vicino di pianerottolo. E presto saremmo dovuti andare via\nanche noi perch\u00e9 il proprietario voleva disfarsi di tutta la\npropriet\u00e0. Il mio vicino era un uomo pacato, spesso mi faceva\ntrovare accanto alla porta dei mazzolini di rose, delle caramelle in\nun sacchettino fiorito, dei pupazzetti di peluche che presto regalavo\na qualche bambino per strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando\npartivo per un viaggio lasciavo le chiavi al mio vicino perch\u00e9\nannaffiasse i fiori e se ero fuori e pioveva gli telefonavo per\nchiedergli di ritirare la biancheria stesa, spesso suonavo il suo\ncampanello se avevo fame e non avevo fatto la spesa. Ma non mi era\nmai passato per la mente di intrecciare con lui qualcosa di\nsentimentale. Non mi piaceva fisicamente, mi sembrava goffo,\nimpacciato ed era grasso. Tuttavia per bilanciare le sue attenzioni,\nfacevo lodi esagerate al suo pavimento tirato a lucido, alla cera\nrossa che pazientemente, la domenica mattina, passava con uno\nstraccio umido sul pavimento di cotto antico e tutto il suo\nappartamento sapeva di pulito e ordinato. Qualche volta mi fermavo\nsulla soglia della sua camera, badando bene a non inoltrarmi e\nscherzavo sullo scheletro ridente che teneva appeso vicino al letto\ncome il pi\u00f9 bello degli orpelli. Il mio vicino era peruviano e gli\nscheletri \u2013 lui diceva \u2013 in Per\u00f9 portano fortuna.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nmio pavimento in prezioso cotto antico era sempre stato opaco e\npolveroso, l&#8217;aspirapolvere che passavo ogni tanto non ne migliorava\nl&#8217;aspetto; con lui spesso criticavo il mio essere poco accorta e poco\ndedita alle faccende domestiche, ma lo facevo solo per esaltare le\nsue doti di uomo di casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero\nentrata di fretta, anche smaniosa di togliermi le belle scarpe con la\nzeppa alta che mi stringevano proprio in corrispondenza del tallone\ne, subito in bagno, avevo visto nello specchio la mia faccia\nstralunata dopo tante ore di viaggio. Erano le cinque di pomeriggio e\ndall&#8217;altro appartamento proveniva un leggero odore di aglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\ncampanello suon\u00f2. Scalza entrai di corsa nel salotto per affacciarmi\nalla finestra che dava sulla strada: la mia amica Mariarosa, il suo\nfidanzato e un altro uomo che non conoscevo erano gi\u00f9 che stavano\nguardando in su. Dovetti fare buon viso e invitarli a salire, gli\nchiesi per\u00f2 se almeno potevano portare su la mia valigia. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Tornai\nimmediatamente in bagno per infilarmi di nuovo le meravigliose scarpe\nche avevo comprato in un bel negozio di Covent Garden, prima di\nprendere la strada del ritorno, e nell&#8217;andare ad aprire la porta, mi\ncolp\u00ec qualcosa di luccicante e rosso sparato sui miei occhi,\nqualcosa che entrando mi era rimasto estraneo e ora si manifestava.\nAppoggiai la mano sulla serratura, lasciai che il mio sguardo si\nallungasse su tutto il pavimento del corridoio, si spandesse sul\npezzetto di salotto che riuscivo a vedere e poi si posasse un attimo\noltre la porta spalancata della cucina. La mia amica bussava e\ngridava \u2013 Ci sei? \n<\/p>\n\n\n\n<p>E\nfu tutto un esclamare e abbracciare e salutare e chiedere e\npresentare. L&#8217;uomo che non conoscevo mi guardava sorridente, si\nchiamava Lapo e aveva gli occhi verdi. Cos\u00ec cominciai a mettermi in\nmoto per preparare almeno un t\u00e8 e loro si sedettero intorno al\ntavolo della cucina.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\nmuovevo veloce e mi pareva di scodinzolare, alta e slanciata\npreparavo le tazze, mi scusavo di non avere i biscotti, dicevo di\nessere appena arrivata ma che rimanessero, mi faceva piacere, avrei\nraccontato le mie peripezie di viaggio, che mi parlassero intanto\ndelle loro ultime novit\u00e0. E mi sentivo addosso gli occhi di Lapo.\nMisi nella teiera un t\u00e8 turco molto profumato, l&#8217;appoggiai sul\ntavolo in attesa che l&#8217;acqua bollisse e mi assentai due minuti per\nosservare i pavimenti. Spalancai le porte del salotto e delle due\ncamere, accesi tutte le luci, aprii le finestre e fu come se mi\nspecchiassi in quel rosso vivo come un lucidalabbra.  \n<\/p>\n\n\n\n<p>Tornai\nin cucina, confusa ma decisa a non lasciar trapelare il mio\nturbamento, la casa brillava e si poteva pensare che il merito fosse\nmio. Intanto Mariarosa stava raccontando di quando era rimasta chiusa\nil venerd\u00ec pomeriggio nella scuola di lingue dove teneva un corso\nindividuale a uno studente tedesco. Ridevano della scala che da una\npizzeria qualcuno aveva appoggiato al balcone per farli scendere, lei\navvinghiata al tedesco. Ridevano e io ridevo muovendomi un po&#8217;\nsciocca, a scatti spostavo le tazze , aprivo la finestra, davo\nl&#8217;acqua a quei fiori che forse il vicino aveva gi\u00e0 annaffiato. E fu\nper spenzolarmi un po&#8217; dalla finestra e poi voltarmi e spostare una\nsedia che la mia scarpa vacill\u00f2, scivolosa su quel pavimento liscio\ncome l&#8217;olio e vi planai da un&#8217;altezza infinita, piegata sul mio\nginocchio destro, colpito a morte, come di schianto.<\/p>\n\n\n\n<p>E piansi, gridai, mi disperai mentre Mariarosa diceva che tutto sarebbe passato presto, bastava sdraiarsi, riposarsi, e tutto sarebbe finito l\u00ec. E mentre gridavo, con lo strappo nel cuore, di l\u00e0 sul pianerottolo, la porta del mio vicino sbatt\u00e9. Pensai fosse uscito, ma il suo frullatore cominci\u00f2 a vibrare mischiandosi ai miei lamenti. Lui rimase chiuso in casa, non si affacci\u00f2 nemmeno quando, accecata dalle lacrime, mi caricarono sulla barella dell&#8217;ambulanza arrivata a sirene spiegate.<\/p>\n\n\n\n<p>Non seppi mai perch\u00e9 non aveva avuto la curiosit\u00e0 di uscire e di chiedere cosa fosse successo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38677\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38677\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Girai veloce la chiave nella serratura, entrai, accesi la luce, buttai la borsa su una una sedia e mi fiondai in bagno. 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