{"id":38648,"date":"2019-05-14T10:02:28","date_gmt":"2019-05-14T09:02:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38648"},"modified":"2019-05-14T10:02:31","modified_gmt":"2019-05-14T09:02:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-storia-di-un-guardiano-e-una-papera-di-franca-giannecchini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38648","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Storia di un guardiano e una papera&#8221; di Franca Giannecchini"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Storia di un guardiano e una papera<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Era passato un anno da quel giorno di met\u00e0 novembre, lo\nricordava bene. Quella mattina era arrivato prima del solito in ufficio. La\ngrande vetrata non nascondeva le minacciose nuvole nere, nere come il suo\numore. All\u2019apice della sua carriera, davanti ai vertici dell\u2019azienda la sera\nprima aveva rassegnato le dimissioni.<\/p>\n\n\n\n<p>I genitori erano rimasti senza parole. Avevano pensato a\ntutti i sacrifici che il loro figlio aveva fatto, notti intere passate sui\nlibri, una laurea in informatica ottenuta con il massimo dei voti e la\nspecializzazione all\u2019estero. Una delle pi\u00f9 grandi aziende del settore con sedi\nin tutto il mondo lo aveva assunto, un sogno che si avverava. Ad ogni modo loro\nnon si erano mai intromessi nelle decisioni del figlio e non lo fecero nemmeno\nquesta volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Era l\u2019ora di cena ma non avevano fame, la madre ruppe il\nsilenzio: &#8211; Se Andrea ha preso una decisione del genere un motivo ci deve\nessere.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Il padre, che dopo\nla telefonata si era chiuso in un mutismo che non gli apparteneva faticava a\nmettere a fuoco quello che il figlio aveva comunicato, si sentiva come un\ntuffatore che non riusciva a guadagnare la superficie dell\u2019acqua, gli mancava\nl\u2019aria. Con un filo di voce rispose alla moglie: \u2013 Si Anna, e quello che pi\u00f9 mi\namareggia \u00e8 che nostro figlio non ce ne abbia voluto parlare.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&#8211;&nbsp; O non abbia potuto \u2013 aggiunse la madre.&nbsp; Al suono di quelle parole il padre sembr\u00f2\ntutto ad un tratto recuperare la lucidit\u00e0 e la voce: &#8211; Non potere? Per quale\nmotivo? Sai qualcosa che io non so?<\/p>\n\n\n\n<p>Rimasero svegli tutta la notte a farsi domande senza\ntrovare risposte, l\u2019alba li trov\u00f2 addormentati sul divano. Il motivo c\u2019era, un\ngrosso motivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un amico aveva saputo che nella valle senza nome\ncercavano un guardiano. Da l\u00ec a poche ore si era presentato ed era stato\nassunto. Da quel giorno per i pochi confinanti lui divent\u00f2 il guardiano della <em>Valle\nsenza nome<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>In quel luogo riusciva a respirare. Il lavoro fisico lo\naiutava a non pensare e non pensare era il primo passo per ritrovare la pace.\nIl cascinale ristrutturato di recente era un vecchio mulino ad acqua, che il\nproprietario appassionato di idraulica aveva dotato di un impianto che dalla\ngora che un tempo raccoglieva l\u2019acqua per far girare la ruota ora entrava\ndirettamente in casa attraverso una rete di vasi comunicanti.<\/p>\n\n\n\n<p>La struttura era dotata di un impianto fotovoltaico e nei\ncampi una volta seminati a grano facevano mostra di se una fila di pale eoliche\npronte a garantire l\u2019energia sufficiente alla casa. I proprietari avevano fatto\ntrovare in casa ogni sorta di provviste e una cantina fornitissima.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stipendio gli veniva versato sul conto corrente, anche\nse di soldi nella valle ne servivano pochi.&nbsp;\nQuello che non produceva se lo faceva arrivare tramite un corriere.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il passare dei mesi la ricca terra riposata da anni gli\ndon\u00f2 frutta e verdura a volont\u00e0 grazie ai preziosi consigli di Alessandro, un\nvecchio amico del Liceo ritrovato in chat durante una ricerca che il guardiano\nstava facendo sulla coltivazione dello zafferano. Le loro strade si erano\nseparate quando Alessandro aveva scelto la facolt\u00e0 di agraria. Si era laureato\nseguendo poi la passione per la biodinamica e di biodinamica parlarono a lungo,\nattraverso lunghe sessioni su Skype.<\/p>\n\n\n\n<p>Il guardiano rimase affascinato da quel modo di trattare la\nterra, impar\u00f2 a fare e usare i macerati di equiseto che cresceva rigoglioso\nlungo il corso dell\u2019acqua e di ortica un modo naturale per difendere la piante\nda varie malattie e concimare il terreno. Dal vivo si incontrarono una sola volta,\nl\u2019occasione era importante. Alessandro aveva parlato all\u2019amico del corno\nletame, sistema prettamente biodinamico di nutrire il terreno ma era\nindispensabile vedersi per dinamizzarlo insieme sul posto.&nbsp; L\u2019imbarazzo del primo momento lasci\u00f2 spazio\nalle tante domande del guardiano. Fecero un giro per la valle poi si\naccomodarono in veranda per gustare uno dei vini della sua fornita cantina, un\nRefosco dal peduncolo rosso che liber\u00f2 il profumo di mora selvatica nell\u2019aria,\nlo sorseggiarono in silenzio mentre le ombre della sera si allungavano sulla\nvalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Le giornate erano scandite da albe e tramonti, il suo\nlavoro consisteva nel tenere in ordine i campi, la vigna, gli oliveti e\nprendersi cura degli animali. Gli animali erano la parte pi\u00f9 difficile. I primi\nmesi furono i pi\u00f9 duri, lui che non aveva mai avuto neppure un gatto si trov\u00f2 a\nstretto contatto con pecore, conigli, galline, tacchini e papere. Ma dopo un\nanno erano quelli i suoi amici, degli altri sentiva poco la mancanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non era quello il momento dei pensieri, la polenta con\nla carne in umido era quasi pronta, la prima della stagione. Il vino rosso\nversato per tempo emanava un profumo di fruttato che ne faceva presagire il\ngusto. Le lingue di fuoco che si allungavano nel caminetto non sprigionavano\nsolo calore, lo facevano sentire al sicuro, a casa. Rovesci\u00f2 la polenta fumante\nsu un grande tagliere di legno, lasci\u00f2 la carne in umido nel tegame di\nterracotta che port\u00f2 in tavola e si mise a sedere. La tovaglia dai colori\nnaturali faceva da cornice al piatto grande color terra bordato d\u2019oro e al\nbicchiere di vetro finissimo che avrebbe esaltato il sapore del vino. La cena\nebbe inizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il guardiano si era affezionato a tutti gli animali, le\npecore, Oreste, Margherita e la piccola Perla, Pippa la tacchina e il gallo\nLeopoldo e le tante galline. Nel suo cuore per\u00f2 si erano fatti spazio, Orazio e\nPaolina, una coppia di paperi e i due loro piccoli: Ettore e Camilla. Erano una\nbella famiglia e una coppia molto unita. Orazio correva incontro a Paolina ad ali\nspiegate, mostrandogli tutto il suo amore, lei la dolce Paolina non perdeva mai\ndi vista il suo Orazio. Spesso facevano il bagno nel piccolo laghetto, per poi\ncorrere appaiati ad asciugare le bianche piume.&nbsp;\nAl tramonto si avvicinavano tutti e quattro al guardiano per godere\ndelle ultime luci, mentre lui si accendeva un sigaro toscano. La nuvola di fumo\nsi mischiava all\u2019odore dell\u2019erba che sfiorata dal sole si liberava di mille\nprofumi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il passato che ritorna<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Aveva passato una bella giornata, dopo una buona cena si\nera acceso un sigaro, si era accomodato nella sedia a dondolo sulla veranda con\nil libro che un viandante gli aveva donato. Il libro, <em>Il Sergente nella neve<\/em> di Mario Rigoni Stern, era molto\ninteressante, tanto da fargli perdere la nozione del tempo. Guard\u00f2 l\u2019orologio,\nera tardi e doveva alzarsi presto. Chiuse il libro e si mise a dormire cullato\ndal richiamo di un rapace.<\/p>\n\n\n\n<p>Sogn\u00f2. Andrea aveva scoperto proprio quel pomeriggio\ndurante una riunione con i vertici della societ\u00e0 per cui lavorava che Marco, il\nsuo migliore amico e collega aveva fatto passare per sua l\u2019idea di una nuova\napplicazione per smartphone, un&#8217;idea di Andrea che aveva fatto l\u2019errore di\ncondividere con l\u2019amico spiegando i particolari, che avrebbe rivoluzionato la\nvita di milioni di persone portando profitti sia a lui che all\u2019azienda. Quel\npomeriggio durante la riunione settimanale Marco l\u2019aveva presentata come sua.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea pens\u00f2 a uno scherzo ma mentre il suo amico\ncontinuava a spiegare la sua testa cominci\u00f2 a girare come un vortice: vide gli\nanni passati a studiare, vide il tempo che aveva dedicato al lavoro, vide se\nstesso mentre combatteva per dimostrare che l\u2019idea era sua, vide Marco che se\nne prendeva i meriti\u2026 perse i sensi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si svegli\u00f2 con tutti i colleghi attorno, felici nel vedere\nche si stava riprendendo. Tutti felici tranne uno: Marco. La riunione era stata\nsospesa per il suo improvviso malore e la festa di Marco era stata rimandata.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel sogno poi la scena si era spostata nell\u2019ufficio di\nAndrea, la scrivania piena di carte e appunti, il computer ancora acceso. Era\nla sera prima delle sue dimissioni, la sera in cui aveva litigato con Marco.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera non parlavano come amici, litigavano a voce\nalta consapevoli che nel palazzo erano rimasti solo loro. Andrea si era ripreso\nda poco dal malore e voleva chiarimenti da Marco, erano tanto vicini che l\u2019uno\npoteva sentire l\u2019alito dell\u2019altro, urlavano, urlavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il guardiano si svegli\u00f2 di soprassalto tutto bagnato dal\nsuo stesso sudore, con il cuore che sembrava volesse uscire dal petto. Vecchi\npensieri che sperava di poter cancellare tornavano pi\u00f9 forti che mai. Si vest\u00ec.\nNon avrebbe pi\u00f9 dormito, per il momento non voleva dormire, aveva paura che i\nfantasmi potessero tornare, sentiva il bisogno di uscire a respirare l\u2019aria\nfresca di quella notte che non voleva finire.<\/p>\n\n\n\n<p>Le giornate passavano lente per il guardiano, metteva in\npratica i consigli di Alessandro dopo avere potato e concimato l\u2019oliveto aveva\nfatto ricerche sulla viticultura, voleva sistemare la vigna tanto da renderla\nproduttiva.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esposizione al sole e l\u2019escursione termica tra il giorno\ne la notte la rendevano perfetta per un vitigno particolare, molto resistente\nalle malattie, tanto da non avere bisogno di nessun tipo di trattamento:\navrebbe dato vita a un vino buonissimo. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non sogni ma pensieri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi giorni il guardiano era pensieroso, la notte\nriposava male: la paura che gli incubi potessero tornare non gli dava pace.\nPensava a quella maledetta sera. La sera che lui e Marco si trovavano\nvicini, troppo vicini. All\u2019inizio aveva messo le mani intorno al collo di Marco\nper spaventarlo, ma le sue dita sembrano non volere lasciare la presa. Negli\nocchi di Marco vide un lampo di terrore e quel terrore fece correre un brivido\ndi piacere lungo la schiena di Andrea. <em>Me la deve pagare<\/em> pens\u00f2, mentre\nle nocche delle dita diventavano bianche, strette com\u2019erano intorno al suo\ncollo.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 le mani stringevano, pi\u00f9 gli occhi di Marco si\nspalancavano quasi volessero uscire dalle orbite, la bocca si allarg\u00f2 dal dolore\ne dallo stupore lasciando uscire la lingua, una maschera! Una maschera che\nanche in quella drammatica situazione lo derideva. Sentiva le vene del collo di\nMarco pulsare lentamente sotto le sue dita, molto lentamente, lo stava\nuccidendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quell\u2019uomo lo aveva tradito e aveva fatto uscire la parte\npeggiore del suo carattere, lo doveva punire, alcuni secondi e tutto sarebbe\nfinito. Un suono ovattato arriv\u00f2 da lontano fino alle orecchie di Andrea come a\nvolerlo risvegliare da quel raptus che si era impossessato di lui e non lo\nvoleva abbandonare.<\/p>\n\n\n\n<p>Era il suo telefono che appoggiato sulla scrivania suonava\ne vibrava, non smetteva, come lo volesse richiamare all\u2019ordine. Di colpo Andrea\naveva capito cosa aveva fatto: non si cur\u00f2 del telefono. Marco era scivolato a\nterra come una bambola di pezza, Andrea si guard\u00f2 le mani, come aveva potuto\nfare una cosa cos\u00ec. Una parte di s\u00e9 che non conosceva era venuta a galla, la\nsua vita sarebbe cambiata per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La scomoda domanda\ndi Camilla<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il vociare allegro di Camilla e Ettore lo fecero ritornare\nalla realt\u00e0. Ettore, la mamma e Orazio si erano allontanati, Camilla si era\naccovacciata vicino a lui, il suo calore lo faceva stare bene, guardavano il\ncielo che si stava tingendo di rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Camilla, ruppe il silenzio \u2013 Guardiano\u2026 mi racconti la\nstoria della tua vita, il motivo per cui hai lasciato tutto per venire ad\nabitare con noi nella Valle. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo trasal\u00ec, non credeva alle sue orecchie. Ma forse,\ndopo tutto quel tempo passato nella valle era normale. <em>Ma perch\u00e9 proprio\nquella domanda?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo alcuni minuti di silenzio l\u2019uomo parl\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&#8211; C\u2019era una volta\u2026 <\/p>\n\n\n\n<p>Camilla lo interruppe subito &#8211;&nbsp; E no! Per chi mi hai preso, per una bimbetta?\nC\u2019era una volta la usano nelle favole dei bambini, io sono grande, voglio\nsapere la verit\u00e0. Negli ultimi tempi sei molto pensieroso, qualcosa ti affligge,\ncon me puoi parlare.<\/p>\n\n\n\n<p>Era vero con lei poteva parlare, sapeva che Camilla non lo\navrebbe giudicato. Si avvicinarono ancora un po\u2019 tanto che il guardiano poteva\nsentire il cuoricino della piccola papera che batteva, il sole era scivolato\nfuori dalle valle, Venere era apparsa in cielo. La notte era appena cominciata\nquando il guardiano inizi\u00f2 a raccontare del suo lavoro che lo appassionava\ntanto, dell\u2019idea a cui aveva lavorato e del tradimento dell\u2019amico. Gli occhi di\nCamilla, illuminati dalla lampada a olio, erano attenti ad ogni parola, la\nnuvola del sigaro toscano avvolgeva i due come un\u2019impalpabile nebbia.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole che uscivano dalla sua bocca non avevano pi\u00f9 il\npeso dei vecchi ricordi, parlarne con qualcuno gli faceva bene, un pensiero gli\nattravers\u00f2 la mente: \u2013 Forse ho dato troppo peso al lavoro \u2013. Quel pensiero non\nraggiunse Camilla che seguiva con attenzione le parole dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 alla sera della lite, si ferm\u00f2 un attimo. Aveva\npaura che il seguito potesse spaventare Camilla ma lei voleva sapere, nei suoi\nocchi non c\u2019era giudizio ma un attento ascolto a cui lui non era abituato. &#8211;\nTutti vogliono parlare e in pochi ascoltare \u2013 pens\u00f2. Camilla era tra i pochi\nche volevano ascoltare.<\/p>\n\n\n\n<p>And\u00f2 avanti, avanti ancora fino allo squillo del telefono\nche lo svegli\u00f2 dall\u2019oblio, descrivendo la faccia di Marco contorta in una\nsmorfia grottesca e spaventosa. Camilla non era spaventata, ascoltava le sue\nparole e ora ascoltava il silenzio. Il racconto di Andrea si era interrotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando riprese a parlare il guardiano disse a voce bassa &#8211;\nNon l\u2019ho ucciso, se \u00e8 questo che vuoi sapere, mi sono fermato in tempo. Volevo\nchiamare i soccorsi, Marco con la mano mi fece cenno di non farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con un filo di voce mi disse \u2013 Questa cosa deve rimanere\ntra noi \u2013 Non capii il motivo allora e non lo capisco ora. Ero sconvolto dalla\nmia reazione, non conoscevo il mio lato oscuro, dovevo allontanarmi per\nritrovare il mio equilibrio, non ebbi il coraggio di parlarne nemmeno con i\nmiei genitori. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ora capisco la tua scelta, vivere nella valle \u2013 disse\nCamilla \u2013 ma non \u00e8 isolandoti dal mondo che trovi la pace, pu\u00f2 capitare a tutti\ndi perdere l\u2019equilibrio. E&#8217; importante rendersene conto e conoscere i propri\nlimiti. Se fuggi i tuoi incubi ti seguiranno\u2026 li devi affrontare. <\/p>\n\n\n\n<p>Camilla aveva ragione. Da giorni Andrea sentiva il bisogno\ndi rivedere Marco: aveva saputo che l\u2019azienda l\u2019aveva licenziato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il guardiano ruppe il silenzio: \u2013 Domani mi alzer\u00f2 presto,\nho bisogno di uscire, di rivedere Marco e fare i conti con il passato\u2026 grazie\nCamilla per avermi ascoltato.<\/p>\n\n\n\n<p>La piccola papera non disse niente, pieg\u00f2 la testa sul lato\ndestro, poi allung\u00f2 il collo verso l\u2019ala\u2026 era felice di essergli stata utile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A chiudere i conti\ncon il passato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La mattina seguente il guardiano mantenne la promessa, vide\nsorgere il sole, prese la bicicletta nel fienile e quando tutti gli animali\nancora dormivano usc\u00ec dalla valle, lasciandosi il grande cancello di legno alle\nspalle. Solo Camilla sapeva dove andava ma non lo disse a nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>And\u00f2 dritto alla vecchia casa di Marco, le finestre erano\nchiuse e non vide la macchina parcheggiata in giardino.<\/p>\n\n\n\n<p>Prov\u00f2 lo stesso a suonare il campanello ma dall\u2019interno\ndella casa non giungeva alcun rumore.<\/p>\n\n\n\n<p>Stava per salire in bici quando una voce alle sue spalle\ngli fece gelare il sangue \u2013 Ciao Andrea. Come mai da queste parti?<\/p>\n\n\n\n<p>Era tanto che nessuno lo chiamava Andrea ma non era questo\nil motivo della sua reazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Era Gianna, la mamma di Marco\u2026 quanto sapeva sua madre di\nquello che era successo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal sorriso che la donna aveva stampato in faccia, poco o\nniente.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo essersi ripreso dall\u2019imbarazzo Andrea disse \u2013\nBuongiorno Gianna, passavo di qua, volevo salutare Marco.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Gianna sembrava sorpresa \u2013 Salutare Marco? Ma sono due anni\nche non abita pi\u00f9 qui, da quando si \u00e8 licenziato.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea voleva correggerla: &#8211; \u2026lo hanno licenziato \u2013 ma non\nlo fece e balbettando disse \u2013 Due anni\u2026 e dove \u00e8 andato?<\/p>\n\n\n\n<p>Gianna con un sorriso smagliante disse: \u2013 A coronare il suo\nsogno. Con la sua liquidazione ha aperto un bar su una spiaggia cubana, a Cayo\nCoco. Passa le sue giornate a servire Cuba Libre e Daiquiri e di notte a\nballare la Bachata in ciabatte e bermuda con la nuova ragazza: Jiuanita.<\/p>\n\n\n\n<p>La risata di Andrea esplose come una cascata d\u2019acqua\nfresca. Di colpo si sent\u00ec leggero, leggero come non si era mai sentito da anni.\nMarco aveva trovato la sua strada, ora toccava a Andrea trovare la sua, salut\u00f2\nGianna con un abbraccio. Doveva fare un\u2019altra cosa quella mattina, rivedere i\nsuoi genitori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019inizio di una\nnuova vita<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Suon\u00f2 alla porta e dopo il primo momento di imbarazzo Anna,\ncon gli occhi lucidi gli fece cenno di entrare. Con la gola chiusa\ndall\u2019emozione chiam\u00f2 il marito, mise al fuoco il caff\u00e8 e tir\u00f2 fuori dal forno\nla torta con le mele. Andrea doveva riannodare i fili strappati due anni prima.\nFu meno difficile di quello che pensava: li mise al corrente del suo progetto\nche per il momento aveva illustrato solo ai proprietari della <em>Valle senza\nnome. <\/em>Anche i suoi genitori, come i proprietari della villa, ne furono\nfelici. Voleva far diventare quel posto un luogo aperto a tutti, affittare una\nparte della casa per brevi periodi, cercare la collaborazione di Alessandro in\nquanto docente in una scuola di agraria per studiare un progetto scuola \u2013\nlavoro che desse la possibilit\u00e0 ai ragazzi di inserirsi nel mondo del lavoro. I\ncampi poi erano tanti e si potevano sperimentare nuove coltivazioni. Voleva\nampliare la coltivazione dello zafferano, che in quella terra cresceva\nrigoglioso. <\/p>\n\n\n\n<p>Aveva chiesto e avrebbe ottenuto l\u2019ampliamento della serra\nfredda per le semine degli ortaggi, specialmente zucchine e pomodori. Sapeva\nche Alessandro era un custode di semi e proprio di semi di pomodoro non\ntrattato gli aveva parlato in chat. Ortaggi che una volta pronti potevano\nessere venduti direttamente nella valle, la cosiddetta filiera corta. Prima che\nil padre potesse parlare Andrea disse: \u2013 Mi volete aiutare?<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi genitori non aspettavano altro, quasi in coro\nrisposero &#8211;&nbsp; Certo!<\/p>\n\n\n\n<p>Fu mamma Anna a prendere la parola \u2013 Io ho insegnato per\nanni, lo sai, si potrebbe organizzare uno spazio per la didattica, dove i bimbi\ndurante le vacanze estive possono vivere a contatto con la natura e capire come\nnascono le verdure, ho degli appunti da qualche parte, prima di andare in\npensione la scuola ci aveva dato un fazzoletto di terra dove i bimbi si\ndivertivano nelle semine\u2026 dammi il tempo di cercarli. <\/p>\n\n\n\n<p>Alberto non fu da meno: per anni aveva tenuto la\ncontabilit\u00e0 in una grande ditta e avrebbe messo le sue conoscenze al loro\nservizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora doveva parlarne ad Alessandro. Gli lasci\u00f2 un messaggio\nin cui diceva che aveva urgente bisogno di parlagli, non in chat, di persona,\nera una cosa importante. <\/p>\n\n\n\n<p>Alessandro finita la riunione a scuola aveva visto il\nmessaggio di Andrea. Preoccupato aveva chiamato l\u2019amico.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Andrea, \u00e8 successo qualcosa?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Hai impegni per cena? Ti dovrei parlare, \u00e8 una cosa\nimportante\u2026 una bella cosa. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Va bene per le otto? <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Bene! <\/p>\n\n\n\n<p>Durante la cena Il guardiano espose all\u2019amico il suo\nprogetto nei dettagli, anche se alcune parti erano da rivedere e approfondire.\nAlessandro ascolt\u00f2 in silenzio, il progetto di Andrea era il suo sogno da\ntempo, sogno che avrebbero realizzato in due. Brindarono con un Nobile di\nMontepulciano, arrivato dalla Toscana.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina di buon ora il guardiano si alz\u00f2, doveva\navvisare Camilla.<\/p>\n\n\n\n<p>Orazio e Paolina facevano il bagno nel laghetto, Camilla e\nil fratello strappavano con il becco la cicoria appena spuntata, ancora dolce.\nIl guardiano aspett\u00f2 che Ettore si allontanasse e si avvicin\u00f2 a Camilla \u2013 Ciao\nCamilla, dopo la nostra bella chiacchierata ho fatto ordine nella mia vita, ho\nparlato con i miei genitori e con Alessandro, vogliamo coinvolgere i giovani e\nchi vorr\u00e0 in un bel progetto. <\/p>\n\n\n\n<p>Glielo illustr\u00f2 brevemente, poi le avrebbe spiegato i\ndettagli.<\/p>\n\n\n\n<p>La piccola papera lo guard\u00f2, gir\u00f2 la testa prima a destra,\npoi a sinistra\u2026 rimase in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimase in silenzio perch\u00e9 la piccola papera non parlava,\nnon aveva mai parlato. <\/p>\n\n\n\n<p>Solo allora il guardiano cap\u00ec che erano i suoi pensieri che\nle avevano dato voce. Il guardiano sorrise. <\/p>\n\n\n\n<p>Era l\u2019inizio di una nuova vita, una nuova fantastica vita.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38648\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38648\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia di un guardiano e una papera Era passato un anno da quel giorno di met\u00e0 novembre, lo ricordava bene. Quella mattina era arrivato prima del solito in ufficio. La grande vetrata non nascondeva le minacciose nuvole nere, nere come il suo umore. All\u2019apice della sua carriera, davanti ai vertici dell\u2019azienda la sera prima aveva [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_38648\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38648\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":19196,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[532],"tags":[],"class_list":["post-38648","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2019"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38648"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/19196"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=38648"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38648\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38653,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/38648\/revisions\/38653"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=38648"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=38648"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=38648"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}