{"id":38643,"date":"2019-05-16T16:31:59","date_gmt":"2019-05-16T15:31:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38643"},"modified":"2019-05-16T16:32:02","modified_gmt":"2019-05-16T15:32:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-con-il-santo-di-isabella-torazza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38643","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Con il santo&#8221; di Isabella Torazza"},"content":{"rendered":"\n<p>Era opinione comune che i Graziani fossero impazziti quel giorno. Pure il prete ne era convinto.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli abitanti di Colsanto non avevano motivo di dubitare delle confidenze da confessionale del prevosto, tanto sbracato nel raccontare i fatti altrui quanto preciso nel riportarne protagonisti, dettagli e collocazioni spazio temporali. In paese tutti riconoscevano il merito a Pina e Rita per le notizie di prima mano. Le due s\u2019avvicinavano alla faccia sbilenca da quarto bicchiere del prevosto e non si curavano di Lucio che con un nervoso sbattere di tazze, tazzine e cucchiaini sembrava voler rovinare il momento. Le vicende narrate sulla famiglia, tra le quali si distingueva quella della camicia indossata al contrario dal signor Graziani per una settimana intera, facevano supporre che fossero strani prima della tragedia, una sorta di predisposizione alla follia.<\/p>\n\n\n\n<p>A discapito\ndella suggestione, Colsanto si trovava, e si trova tuttora, nella pianura\nlombarda. Si narra che il paese debba il nome a un errore di trascrizione, che\ndi l\u00ec fosse passato un santo, San Geremia, che aveva restituito acqua a un Po\nsempre in secca e che il detto \u201c<em>vita\nnuova con il santo<\/em>\u201d fosse stato poi abbreviato in \u201c<em>con il santo<\/em>\u201d, come augurio di buon auspicio. Parve opportuno\ntenere lontana la malasorte in via definitiva celebrando Geremia e venne indetta\nuna petizione, la decisione fu unanime: Mezzana Borroni divenne Colsanto.\nL\u2019addetto alla trascrizione degli atti lo ritenne pi\u00f9 elegante di Conilsanto.<\/p>\n\n\n\n<p>I Graziani\nerano fruttivendoli da tre generazioni. I coniugi avevano venduto la maggior\nparte delle terre e dato in comodato i frutteti in cambio di pesche, albicocche\ne mele da vendere. Lui non aveva attitudine al lavoro nei campi e lei, dopo la\nnascita del terzo figlio, riusciva a stare in negozio mezza giornata o poco pi\u00f9.\nGli abitanti di Colsanto li ritenevano degli scansafatiche: assieme alle zolle\navevano ceduto il sudore e i sacrifici dei genitori e dei nonni addietro, per\nuna manciata di lire destinate a svolazzare a terra come foglie d\u2019autunno a cui\nnon resta altro da fare che marcire.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno\ntragico non differiva dai precedenti: le camiciole del lino pi\u00f9 pregiato s\u2019appiccicavano\nai corpi, Pina e Rita sostavano silenziose sotto il ventilatore a pale del\nsoffitto del bar, riverse sulla sedia, con le gambe un poco aperte e le sottane\ntirate su.<\/p>\n\n\n\n<p>I Graziani\nerano andati al fiume. Chi ce lo fa fare di aprire il negozio, aveva detto il\nmarito, chi se ne importa, aveva detto la moglie; avrebbero fornito un nuovo\npretesto ai compaesani, a rincaro dei preconcetti d\u2019indolenza che li\naccompagnava dal giorno della svendita; preconcetti che i due indossavano con\nun certo vezzo, come un cappello logoro abbellito da piume colorate. <\/p>\n\n\n\n<p>Una brezza\ncostante, seppur rovente, li aveva ricompensati. Avevano lasciato al paese l\u2019aria\numida e stantia che pesava sulle spalle accorciando le persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevano\ndivorato panini e una macedonia d\u2019anguria e melone. Le dita appiccicose dei\nbambini erano state motivo di litigio: prendevano la frutta e dopo averne succhiato\nun pezzetto volevano correre al fiume per sciacquarle. Il signor Graziani aveva\ninvitato la moglie a non essere pedante, era una giornata di svago. Sulla\nsponda opposta un pescatore danzava col filo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sapevano\ntutti, anche i Graziani, che il fiume era ed \u00e8 pericoloso. L\u2019acqua, pur\napparendo immobile e accogliente, \u00e8 abitata da demoni che aggrovigliano le\ncorrenti e le governano secondo i loro capricci. Nei fiumi ci sono mulinelli\nche tirano sotto, come se qualcuno dal profondo delle acque prendesse i\nbagnanti per le caviglie e li trascinasse sul fondo, per non farli pi\u00f9 risalire,\nsenza nemmeno restituire i corpi. Era successo al pastore tedesco dei loro\nvicini di casa e successe ai loro figli quel giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Era stato il\npescatore a dare l\u2019allarme in paese. Le urla della madre avevano attirato la\nsua attenzione. La donna, con l\u2019acqua all\u2019ombelico, squarciava l\u2019aria senza\nsosta percuotendo il fiume, lividi liquidi\nconcentrici s\u2019allargavano sulla superficie. Il macellaio di professione,\npescatore per diletto, lasciata cadere la bicicletta, era quasi svenuto sulla\nsoglia del bar, i polmoni a pretendere aria, i muscoli delle cosce che\npulsavano. La canna da pesca, la cassetta con le lenze e gli stivaloni erano\nrimasti al fiume, sdraiati sulla ghiaia a intristire il panorama. <\/p>\n\n\n\n<p>I\nsommozzatori avevano abbandonato le ricerche dopo una settimana.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel\ngiorno gli abitanti di Colsanto avevano iniziato a far compere nel negozio della povera famiglia; scambiavano due\nparole, gli portavano delle uova, un pantalone con l\u2019orlo sfatto, avanzi di\nlana. S\u2019era cos\u00ec scoperto che la Graziani cuciva, faceva la maglia e preparava\nuna torta margherita da pasticceria milanese.<\/p>\n\n\n\n<p>Dei bambini\nnon s\u2019era mai trovata traccia, nulla che ricordasse il loro passaggio in acqua.\nI mesi erano trascorsi portando l\u2019inverno, e una fiacca normalit\u00e0 s\u2019era\nriappropriata del paese. Nessuno acquistava pi\u00f9; cavoli, verze e mele\navvizzivano nelle ceste. Era opinione dei Graziani che la causa fosse la\nmancanza di variet\u00e0 stagionale. Opinione assai distante dal vero: i colsantesi\navevano smesso di comperare da loro perch\u00e8 non li sopportavano pi\u00f9. Era un\nproblema di atteggiamento. I Graziani erano sempre di buonumore. Sempre e\ntroppo. Pacche sulle spalle, tutti sorrisi e battute; non si poteva tollerare\nche avessero voglia di scherzare con il portafogli vuoto, la neve appoggiata\nalla soglia e tre croci al cimitero senza corpi sotto la terra smossa. Erano\nimpazziti, lo diceva anche il prete. La tragedia li aveva resi folli, meglio\nstarci alla larga, che quella pazzia, seppur non contagiosa, risultava\nparecchio irritante.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera\ncome tante il parroco biascicava, sbattendo il bicchiere di rosso sul piano di\nmarmo \u2013 dobbiamo aiutarli, sono compaesani, un po\u2019 di buon cuore, gente, non\ndovrei dirlo, lo so, il Signore mi \u00e8 testimone, ebbene, la signora Graziani\nm\u2019ha rivelato che- e qui il religioso snocciolava le parole come grani d\u2019un\nrosario, riservando a ognuna il tempo che meritava \u2013 ebbene, la signora\nGraziani m\u2019ha rivelato che tutte le domeniche incontra i suoi figli. <\/p>\n\n\n\n<p>La mano di\nLucio il barista era rimasta chiusa a cerchio, lo schianto della bottiglia a\nterra e del vino che s\u2019allargava come sangue non aveva scalfito l\u2019uditorio. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Gi\u00e0,\nproprio cos\u00ec. Li incontra al fiume. Dice che anche il marito li incontra ma lui\nnon lo vuole confessare, che non \u00e8 peccato incontrare i propri bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Che? Come?\nMa come li incontra? <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Dice che\nli incontra nell\u2019acqua. Dice che lei e il marito vanno sotto e parlano con loro.\nDice che stanno bene e pregano per noi. <\/p>\n\n\n\n<p>E gi\u00f9 Rita e\nPina a segnarsi, un po\u2019 sul petto e un po\u2019 sulla fronte, che con le fiamme\ndell\u2019inferno non si scherzava.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Li aiuteremo\n\u2013 aveva detto Lucio, asciugandosi le mani sul grembiule &#8211; li aiuteremo. Tutti\nqua. Domenica. A che ora, prete?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Vanno al\nfiume all\u2019ora dell\u2019annegamento.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Qua, alle\nquindici in punto. Anche tu, prete. Riposerai pi\u00f9 tardi.<\/p>\n\n\n\n<p>Pina si era\npresentata in pelliccia confondendo quella domenica con una qualunque. Dai\ntetti era tutto un gocciolare rapido di neve che si squagliava. La comitiva\nsembrava in ascolto del concerto d\u2019acqua, ma pare pi\u00f9 probabile che ognuno pensasse\na quel che lo attendeva. Lucio aveva negato al parroco il bicchiere di rosso.\nIl macellaio apriva e chiudeva il coltello multiuso con precisione da metronomo:\npensava alla grossa vacca piemontese che lo aspettava gelida in laboratorio, ne\navrebbe ricavato un guadagno consistente, avrebbe tenuto pure gli occhi per\nqualche sciocco padrone di cane.<\/p>\n\n\n\n<p>Un sole\nanomalo s\u2019appoggiava alla poltiglia insudiciata. Li avevano trovati subito.\nConoscevano con esattezza il luogo crudele perch\u00e9 nell\u2019estate del giorno\ntragico non vi era colsantese che non si fosse recato al fiume col desiderio di\nfinire in qualche fotogramma del tg, tutti eccetto Lucio. I Graziani, mano\nnella mano, s\u2019avviavano a piedi nudi verso l\u2019acqua, i giacconi sulla riva,\nappesi a un ramo trascinato dalla corrente, la neve risucchiava i suoni.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nFermiamoli, moriranno! Il prete s\u2019agitava.<\/p>\n\n\n\n<p>Lucio, le\nbraccia larghe a croce, a bloccare il passaggio &#8211; tutti immobili, e zitti. <\/p>\n\n\n\n<p>Il parroco\ncol rosario tra le mani pregava e pure il macellaio, che in chiesa non entrava\nda un pezzo, s\u2019accodava sul finire delle frasi. Pina e Rita s\u2019erano strette l\u2019una\nall\u2019altra. Lucio pareva un albero dal tronco largo, con le radici che\nsprofondavano nel terreno e arrivavano al fiume.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019acqua\nimmobile, come doveva essere apparsa il giorno tragico, aveva risucchiato i\nconiugi, un passo dopo l\u2019altro. I polpacci, le ginocchia, le cosce e le pance,\navanzavano quieti verso la sponda opposta, verso la follia, verso morte certa.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non\npossiamo lasciarglielo fare, \u00e8 mio dovere impedirlo \u2013 i grani del rosario\ntremavano tra le mani.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Fermo,\nprete. Se vogliono morire, moriranno, \u00e8 un loro diritto e non li fermeremo per\nlavarci le coscienze \u2013 la mano di Lucio, albero dalle radice profonde, gravava\nsulla spalla del parroco.<\/p>\n\n\n\n<p>I capelli\ndella signora Graziani avevano galleggiato un attimo, sdraiati sulla superfice\nlucida prima di scomparire. <\/p>\n\n\n\n<p>Non vi era traccia\ndi vita, non vi era un suono, anche il vento riposava. Le gocce immobili a\npenzolare dai rami senza staccarsi. Il tempo trascorso non si poteva misurare\nin minuti, era tempo scandito dai gradini scesi verso gli inferi. Erano giunti\nal termine. Erano tutti assassini, dannati, nessuno meno degli altri e se la\nragione addossava un po\u2019 pi\u00f9 di colpa a Lucio, gli animi sapevano che non\nesisteva redenzione per gli occhi che s\u2019erano posati sulle due anime alla\nderiva. Il rosario abbandonato a terra, il macellaio s\u2019avviava all\u2019auto \u2013 ho\nuna vacca da sventrare.<\/p>\n\n\n\n<p>-Eccoli! <\/p>\n\n\n\n<p>Lucio aveva\nallungato un braccio verso il punto in cui erano sprofondati, c\u2019era del\nmovimento simile a quello dell\u2019acqua smossa dalla voracit\u00e0 dei pesci che\nscoprono una mollica di pane. Erano emerse le fronti, i sorrisi, le anche,\nerano emerse le mani giunte tra loro. I Graziani guardavano la comitiva con\nbenevolenza.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019acqua era\nsvanita all\u2019istante dagli abiti e dai corpi. I capelli della donna svolazzavano\nlievi, s\u2019era alzato il vento a ridare vita al paesaggio sospeso.<\/p>\n\n\n\n<p>La signora\nGraziani aveva appoggiato la fronte su quella di Lucio. Il prete teneva le mani\nsul cuore. Il macellaio sorreggeva le donne. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Venite con\nnoi, i bambini ne sarebbero felici.<\/p>\n\n\n\n<p>Lucio aveva\ngi\u00e0 cavato le scarpe, il parroco lacrimava col rosario al collo, il macellaio,\ndimentico della vacca da spolpare, correva in direzione dell\u2019acqua. Pina e\nRita, sottobraccio ai coniugi, s\u2019avviavano al fiume; si sarebbero inabissate e\nse fossero riemerse sarebbe stato l\u2019unico segreto che avrebbero portato nella\ntomba. Pina teneva la pelliccia stretta sulle spalle. Qualcuno passando di l\u00ec\nl\u2019avrebbe potuta rubare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38643\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38643\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era opinione comune che i Graziani fossero impazziti quel giorno. 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