{"id":38593,"date":"2019-05-14T22:33:44","date_gmt":"2019-05-14T21:33:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38593"},"modified":"2019-05-14T22:35:10","modified_gmt":"2019-05-14T21:35:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-coniugazione-di-punire-io-tu-e-loro-di-maria-giovanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38593","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Coniugazione di punire: Io, tu e loro&#8221; di Maria Giovanna Mul\u00e8"},"content":{"rendered":"\n<p>Condivideva da anni la casa con un inquilino, che\ndefiniva \u201canonimo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Non gli importava chi fosse in realt\u00e0: freddamente, dentro di s\u00e9, registrava solo due dati, la presenza in casa e la corresponsione mensile dell\u2019affitto, sempre sul conto bancario.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il suo gatto era diverso, perch\u00e9 il felino era\nindipendente e a tratti affettuoso.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:left\">Con me, invece, ha giocato dal primo istante a nascondino, poi a guerra e pace, fin quando, decise di rinchiudermi in una prigione, senza ulteriori trattative: solo lui avrebbe stabilito le modalit\u00e0 per usufruire della mia ora d\u2019aria, per ragioni definite \u201cdi servizio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono dovuto abituato a stare in una piccola cella,\npiena d\u2019acqua, in compagnia dei miei monologhi. Riteneva che cos\u00ec mi avrebbe\nmesso a tacere e tenuto lontano dalla maschera che indossava. Era certo del suo\ncontrollo assoluto su di me.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019occorrenza, mi portava a spasso. Apriva la credenza,\nsvitava il barattolo e, come si fa con le pasticche, quelle pi\u00f9 amare da mandar\ngi\u00f9, dopo aver studiato attentamente la posologia, mi deglutiva, per intero.\nPer arrivare a questa soluzione radicale, aveva frequentato un corso di\nidro-colon terapia, applicando le sue nuove conoscenze a questo caso specifico.\nAveva appreso a espellermi, senza perdersi un pezzo di me, per poi rinchiudermi\nancora una volta nello stesso barattolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva deciso di usarmi: un accessorio necessario, solo per mietere vittime, conquistando ragazze sensibili, a cui estorcere amore. <\/p>\n\n\n\n<p>In quelle situazioni voleva sfoggiarmi, per esser capace di sussurrare e comporre poesie dedicate alle amate, esternando una apparente empatia. Tutto calcolato: la preda cadeva nella trappola e io di nuovo nel barattolo, a chiedere aiuto con tutta l\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>La vita di Ottavio procedeva in maniera prestabilita, fino a quando, un giorno accadde l\u2019inaspettato. Ha dimenticato di chiudere lo sportello della credenza, il gatto si \u00e8 arrampicato e con la coda ha inferto un colpo mortale al barattolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Splash. Sono caduto per terra: \u00e8 stata l\u2019emozione pi\u00f9\ngrande della mia vita.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inquilino \u00e8 entrato in cucina, quasi subito, e\nvedendomi nudo nel pavimento, ha iniziato a urlare, a delirare: tra una parola\ne l\u2019altra senza senso, chiam\u00f2 la polizia e l\u2019ambulanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo 20 minuti, tutti erano intorno a me: il dottore con\nlo stetoscopio, e la polizia interrogando l\u2019inquilino, alla ricerca di tracce\ndi un corpo che non si sapeva, come e dove cercare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inquilino cos\u00ec anonimo, ha smesso di esserlo, nel momento in cui si \u00e8 trovato a dover dare i suoi dati sensibili alla polizia, testimoniando. Il dottore diceva:&lt;&lt; \u00c8 un cuore che batte. Presto, portiamolo via&gt;&gt;. Parlavano di una possibile ipertensione, ma l\u2019unica cosa certa era che battevo come non mai, sperimentando nuovi ritmi, finalmente libero.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono trovato in una barella di ospedale, con attaccati macchinari che mi monitoravano: tutti erano preoccupati per me, mentre io invece ero felice.<\/p>\n\n\n\n<p>Decisero in fretta di trapiantarmi nel corpo di un bambino che stava in quelle ore, nello stesso ospedale, lottando per rimandare la morte.<\/p>\n\n\n\n<p>In quell\u2019attimo, ho pianto dentro di me, come solo un cuore \u00e8 capace di fare, per lui, per Ottavio, che aveva fatto della sua vita un\u2019opera d\u2019arte, ma fredda e sterile.<\/p>\n\n\n\n<p>I cuori, per\u00f2, tutto sanno: non ci sono distanze che\ntengano.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedevo ci\u00f2 che accadeva altrove, ovunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello stesso pomeriggio, tornato a casa, Ottavio non si era accorto di nulla e ha iniziato a fare un sogno durato millenni, attraversando vite passate, in cui era stato colpito di nascosto, sempre dritto al cuore, ogni volta in modi e secoli diversi. <\/p>\n\n\n\n<p>Svegliatosi con un dolore, dentro, in profondit\u00e0, \u00e8 andato dritto alla credenza e ha visto che non c\u2019era pi\u00f9 il barattolo, proprio quel barattolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 sentito impazzire. Ha chiamato l\u2019ultima delle sue vittime, gridandole:&lt;&lt;Mi hanno strappato il cuore&gt;&gt;. Lei gli ha riattaccato il telefono, urlandogli tutta la rabbia taciuta fino a quel momento:&lt;&lt;Tu, proprio tu, che mi hai fatto a pezzi&gt;&gt;. <\/p>\n\n\n\n<p>Non compreso, si \u00e8 recato in ospedale, dichiarandosi affetto da una patologia rara:&lt;&lt;Sono affetto da vacia pectoris. Vivo senza cuore&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>I dottori ridevano di lui, ma continuava a invitarli a\nverificare l\u2019attendibilit\u00e0 delle parole narrate, con opportuni esami di\nlaboratorio. Con enorme sorpresa, gli esperti del benessere constatarono il\nvuoto cosmico nella cassa toracica, e dopo aver radunato i migliori studenti\nper un\u2019analisi attenta del caso, predisposero immediatamente una operazione\nchirurgica a \u201ccuore aperto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec scrivevano nella modulistica, anche se si trattava di un evidente errore, di una definizione tecnica obsoleta, per un caso cos\u00ec stravagante. Sarebbe stato pi\u00f9 opportuno parlare di intervento a \u201cvuoto aperto\u201d: noi cuori ci teniamo al corretto uso delle parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrando nella sala operatoria, per la prima volta in vita sua, Ottavio implorava che gli venisse colmato quel vuoto, adesso riconosciuto, con qualunque materiale fosse a loro disposizione. <\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 sciolto in lacrime, come il bambino che contemporaneamente si svegliava dal lungo trapianto, felice, con me dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindici ore dopo, ad attendere il risveglio di Ottavio\nc\u2019era solo la polizia.<\/p>\n\n\n\n<p>In quelle ore la community, attraverso il sistema di voto digitale, aveva approvato da casa, con il 70% dei voti favorevoli, un nuovo provvedimento legislativo per regolamentare la condizione giuridica del cuore: ritenuto l\u2019unico essere, che lavora, in ogni parte del mondo, in maniera involontaria 24 ore su 24, senza pause, diritti a ferie, straordinari retribuiti e scioperi, capace di parlare tutte le lingue esistenti, viene riconosciuto patrimonio dell\u2019umanit\u00e0, dalla nascita all\u2019aldil\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello stesso momento, il 30% dei votanti una preferenza diversa dal s\u00ec, diffusero propri selfie su tutti i social networks: ognuno cercava di dimostrare le proprie innate capacit\u00e0 nell\u2019arte della tutela del cuore e difendeva la propria autenticit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Un comunicato ufficiale circolava nella rete: &lt;&lt;In nome di Facebook, Twitter e Instagram, a partire da oggi entrer\u00e0 in vigore la legge n 888888\/2018. Si decreta che qualunque atto contro il cuore, sar\u00e0 punito gravemente, secondo i seguenti artt. e successive modifiche e integrazioni&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caso di Ottavio rientrava nelle disposizioni\ndell\u2019art. 8, comma 3.<\/p>\n\n\n\n<p>Si trattava di un sequestro immotivato del cuore, con l\u2019aggravante di attentato al proprio fuoco divino.<\/p>\n\n\n\n<p>Ottavio, carceriere e prigioniero di s\u00e9 stesso da una vita, prov\u00f2 finalmente sollievo all\u2019idea che qualcuno diverso da lui, riuscisse a infliggergli una pena, socialmente riconosciuta.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi occhi non videro mai pi\u00f9 il suo cuore, ma fu cos\u00ec\nche apprese a sentirlo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38593\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38593\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Condivideva da anni la casa con un inquilino, che definiva \u201canonimo\u201d. 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