{"id":38577,"date":"2019-05-10T11:31:15","date_gmt":"2019-05-10T10:31:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38577"},"modified":"2019-05-13T11:20:47","modified_gmt":"2019-05-13T10:20:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-piazzati-spiazzati-a-un-pelo-dalla-felicita-di-laura-landi-chetoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38577","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Piazzati &#038; spiazzati a un pelo dalla felicit\u00e0&#8221; di Laura Landi Chetoni"},"content":{"rendered":"\n<p>Poteva esserci una pioggerellina caliginosa con un silenzio\nd&#8217;ovatta,&nbsp; in un muto valzer degli addii.\nInvece un sole impertinente abbacinava la piazza triangolare e annegava di luce persone e cose colorate da un vociare\ndisordinato che migrava nell&#8217;aria. Brillava l&#8217;acqua delle due fontane.<\/p>\n\n\n\n<p>Che la piazza fosse patrimonio\ndell&#8217;Umanit\u00e0 non importava a nessuno dei convenuti che avevano premura di\nconcludere. Una volta concluso, ognuno di loro abbandon\u00f2 il tavolino del caff\u00e8\nombreggiato da una tenda a righe rosse. <\/p>\n\n\n\n<p>Urtato il desco nella fretta di allontanarsi, i bicchieri vuoti ondeggiarono. La bottiglia di   Zubrowka   ,  in procinto di lasciare orfani i bicchieri, scecher\u00f2 il solitario filo d&#8217;erba di bisonte nelle due dita di liquido avanzato; una mano la prese per il collo e l&#8217;infil\u00f2 in tasca. <\/p>\n\n\n\n<p>Ognuno convinto di aver fatto un affare, s&#8217;incammin\u00f2 verso la sua vita\nsenza voltarsi indietro. Sentiva di non lasciare un gran che alle spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Sensale bilingue dalla tasca gonfia fu il primo a filar via a passo\nsvelto.<\/p>\n\n\n\n<p>La Madre ciabatt\u00f2 verso casa con qualche anno di affitto assicurato. <\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;improbabile coppia di novelli amorosi si allontan\u00f2 disegnando sul\nselciato l&#8217;ombra dell&#8217; articolo il. <\/p>\n\n\n\n<p>Una Saab&nbsp; marrone incandescente siglata\nda targa italiana li aspettava.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria cal\u00f2 nell&#8217;abbraccio di brace del sedile con improvvisate movenze\nda gran signora, dopo esser stata promossa a tal rango da un&#8217;inedita galante\napertura di sportello. <\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;incolmabile divario di statura della coppia l\u00ec per l\u00ec fu dimenticato. <\/p>\n\n\n\n<p>Le&nbsp; gambe&nbsp; lunghe e secche, accartocciate vicino al\ntronco non osarono chiedere di pi\u00f9, perci\u00f2 il corpo di lei si accoccol\u00f2 come\npot\u00e9. L&#8217;abitino in acrilico al cento per cento si incoll\u00f2 al corpo magro della\nspilungona che sembrava una bambina sgraziata cresciuta troppo in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giovane uomo, incassato fra il sedile e il volante, strozzato dalla\ncintura di sicurezza, stillava sudore e dopobarba velati di morchia.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria soppesava lo straniero con la coda dell&#8217;occhio. Non era brutto, ma\nera lontano dall&#8217;essere bello. Se fosse intelligente, al momento non era dato\nsapere. Di sicuro emanava una prosperit\u00e0 che Maria cercava di tradurre in una\nfavola tutta da inventare. <\/p>\n\n\n\n<p>Imboccarono la statale per una trentina di kilometri verso il confine\naustriaco. <\/p>\n\n\n\n<p>Ai lati della strada una scacchiera sterminata alternava campi gialli di\ncolza ad eserciti di&nbsp; iperrealistici nani da giardino in technicolor con plotoni in\nalzabandiera da barzelletta.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;\n<\/p>\n\n\n\n<p>La strada a tre corsie era allumacata da una colonna di Tir pavesati\ncome alberi di natale da ranch con santi protettori, madonne, corna, playmate \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Una lunga litania di randagie macilente con un braccio alzato adescava\nstrafottenti camionisti in lotta con la tabella di marcia e un&#8217;urgenza bassa da\nsveltire. La lentezza del convoglio agevolava il saliscendi che smorzava le\nurgenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria e l&#8217;Amoroso gi\u00e0 nel loro futuro, guardavano dritto e, varcato il\nconfine, si sentirono pi\u00f9 leggeri.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Felix Austria nube <\/em>via, via, via! <\/p>\n\n\n\n<p><em>Italia nube <\/em>vai, vai, vai!<\/p>\n\n\n\n<p>Paesaggi diversi scorrevano veloci, poche soste indispensabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora faceva fresco. <\/p>\n\n\n\n<p>Lui, forte del suo involucro marrone metallizzato, abbass\u00f2 sapiente\nl&#8217;aria condizionata, inser\u00ec una musica che ritenne da atmosfera, sfruculi\u00f2\nsenza motivo il navigatore che riprese indifferente la strada assegnata. <\/p>\n\n\n\n<p>Lei seguiva i movimenti delle&nbsp;\nmani di Lui sui pulsanti e sul volante ore dieci, calamitata dai guanti\ncolor cognac con le nocche scoperte e le mezze dita, le unghie inutilmente\nsbiancate.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando giunsero a Pisa nord, Lui, dopo un attimo di incertezza, sgomm\u00f2\nhollywoodianamente, invert\u00ec la rotta e, trionfante di una gloria non sua,\ngiunse davanti alla porta dell&#8217;antica cinta muraria, abbass\u00f2 la capote e le\nregal\u00f2 con un gesto plateale la piazza dei Miracoli. <\/p>\n\n\n\n<p>Scesero.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei spicci\u00f2 gesti insistenti per prendere la sua piccola valigia di\ncartone con gli angoli rinforzati. <\/p>\n\n\n\n<p>Debuttarono nella piazza con una luna sorniona bianca come una sposa. <\/p>\n\n\n\n<p>Lui ribad\u00ec l&#8217;offerta della piazza, Torre compresa, e Lei l&#8217;accett\u00f2 come\ndono di nozze sottinteso nel contratto stipulato dal Sensale. <\/p>\n\n\n\n<p>Maria si avvicin\u00f2 ad uno dei portoni stringendo in mano la sua piccola\ndote con gli angoli di metallo. Lui la prese in collo all&#8217;improvviso, Lei non\nmoll\u00f2 la valigetta. Il gruppo ginnico sbilenco formava ora una T sbilanciata\ndalla valigetta. <\/p>\n\n\n\n<p>E ora? <\/p>\n\n\n\n<p>Come gestire il peso di un&#8217;intraprendenza che aveva sorpreso persino\nLui. Non sapeva come gli fosse saltato in mente. Che fare davanti a quel\nportone chiuso?<\/p>\n\n\n\n<p>Lei, con lo sguardo da aspirante attrice del muto, lo sospingeva verso\nil portone. Adesso erano schiacciati contro lo storico legno ignaro del\nconflitto. Lentamente Lui la indirizz\u00f2 verso il selciato assecondando\ngoffamente il ritorno coi piedi per terra. Lei oppose una mite resistenza. Senza\ncrederci, con occhi canzonator\u00ec, guid\u00f2 lo sguardo del nubendo verso la\nserratura del portone e a ritroso dalla serratura alla tasca della giacca di\nLui.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma no ! Non aveva la chiave ! Non era quella la loro casa. Come dire? In\nquale lingua rivelare che \u201c<em>Abiteremo qui<\/em>\u201d vergato sul retro della\ncartolina era un modo per dire che avrebbero abitato a Pisa, anzi a onor del\nvero a Navacchio, ma come dire Navacchio? Che poi \u00e8 quasi Pisa e, a voler\nsottilizzare, ora non c&#8217;era neanche la neve come nella cartolina.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui pens\u00f2 che a Navacchio non c&#8217;era pi\u00f9 neanche il sensale di&nbsp; matrimoni come al tempo dei suoi amati nonni\nche stavano insieme da una vita. Risalirono in macchina e imboccarono la\nsuperstrada della FiPiLi.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Poi la signorina del navigatore decret\u00f2 &#8230; &#8211; <em>fra cento metri, arrivo<\/em>.\n&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>Maria pens\u00f2 che, fosse dove fosse, accanto all&#8217;autofficina <em>Neroazzurro\n<\/em>c&#8217;era la bifamiliare col giardino su tre lati,&nbsp; oltre il giardino&nbsp; c&#8217;erano i campi, oltre i campi &#8230; <\/p>\n\n\n\n<p>Abbass\u00f2 lo sguardo sul suo principino. Si sorrisero, il resto sarebbe\nvenuto col tempo.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>In fondo, la casa sulla piazza dei Miracoli con la Torre, s\u00ec era un gran bel palazzo, ma tanto tanto vecchio, vecchio come le due stanzette dietro la piazza di Telc.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38577\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38577\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poteva esserci una pioggerellina caliginosa con un silenzio d&#8217;ovatta,&nbsp; in un muto valzer degli addii. 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