{"id":38477,"date":"2019-05-09T17:29:04","date_gmt":"2019-05-09T16:29:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38477"},"modified":"2019-05-09T17:29:06","modified_gmt":"2019-05-09T16:29:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-la-liu-di-raffaella-la-villa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38477","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;La Li\u00f9&#8221; di Raffaella La Villa"},"content":{"rendered":"\n<p>Il banco di fianco al mio era vuoto\nanche quel giorno. Moreno non era venuto. Era assente ormai da dieci giorni e\nnessuno sapeva perch\u00e9. Avevo provato a chiedere notizie alla maestra Serena, ma\nlei distoglieva lo sguardo e cambiava discorso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u201c\u00c8 malato?\u201d&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna risposta, anche se, senza\naccorgersene, accennava di no con la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 partito?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Stesso silenzio. <\/p>\n\n\n\n<p>Avevo provato a parlarne coi miei\ncompagni. <\/p>\n\n\n\n<p>Lucia, Lella e Nico non sapevano\nniente, Mara si era messa a ridere e aveva detto:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMoreno ti piace, Moreno ti piace!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo lasciato perdere. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo dieci giorni, nessuno ci pensava\npi\u00f9, a lui. <\/p>\n\n\n\n<p>Solo io. Quell\u2019assenza era sempre lo\nsfondo dei miei pensieri, mi pungeva nel profondo come una spina sottopelle e\nmi impediva di godermi il sole di maggio nel cortile.<\/p>\n\n\n\n<p>Dove cavolo era sparito? Era svanito\nnel nulla dall\u2019oggi al domani, senza dirmi niente. Avevo provato a passare in\nbicicletta sotto la sua casa di ringhiera dai muri scrostati, ma sembrava che\nnon ci abitasse pi\u00f9 nessuno. Mi ero anche arrampicata sul cancello tiepido, per\nvedere meglio. Mancavano i panni stesi e il triciclo della sua sorellina sul\nbalcone. Le finestre erano chiuse e nessuno si affacciava, se lo chiamavo gridando.<\/p>\n\n\n\n<p>Era davvero un mistero. I miei\ncompagni non ci pensavano pi\u00f9, perch\u00e9 la vita, a dieci anni, scorre in fretta tra\nlotte, giochi e scherzi. <\/p>\n\n\n\n<p>Per me, per\u00f2, era diverso. <\/p>\n\n\n\n<p>Di anni ne avevo quasi undici e Moreno\nnon potevo dimenticarlo come un acquazzone di primavera che si asciuga in un\nattimo. Non dopo quello che era successo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci pensavo mentre Alessandra, la mia migliore\namica, quasi sorella, cantava canzoni seduta di fianco a me, nel buio che\nodorava di disinfettante, nel retro del furgone che ci riaccompagnava a casa da\nscuola. Il furgone era di mio nonno che vendeva estintori. Aveva solo due posti\na sedere, uno per il guidatore, uno per il passeggero, ma quando eravamo due da\nriaccompagnare, lui ci faceva salire dietro, nell\u2019oscurit\u00e0 pi\u00f9 assoluta, tra le\npareti foderate di materiale isolante in rilievo. Era una strana sensazione\nstare l\u00ec, ad accarezzare con la punta delle dita quello strano rivestimento. Sembrava\ndi toccare dei coralli nascosti nelle profondit\u00e0 di una grotta sottomarina. Ad\nogni frenata brusca sbattevamo contro le pareti e ridevamo come matte. <\/p>\n\n\n\n<p>Di solito. <\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno non avevo voglia di\nscherzare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa tu lo sai che fine ha fatto\nMoreno?\u201d &#8211; ho chiesto ad Alessandra, anche se non poteva saperlo, lei faceva\nquarta e lo conosceva appena. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa come? Non lo sai?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il buio non riusciva a nascondere il\nsorriso cattivo nella voce. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa bidella ha raccontato a mia madre\nche suo padre \u00e8 scappato un anno fa e sua madre, beh, \u00e8 stata appena arrestata,\nnon so se per furto o contrabbando di sigarette, questo non l\u2019ho capito\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Alessandra aveva raccontato tutto di\nun fiato, contenta di essere stata lei, per una volta, quella che la sapeva pi\u00f9\nlunga. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE Moreno? Dov\u2019\u00e8?\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMmm \u2026 dicono dalla nonna, in Sicilia,\nforse, ma mia madre dice che la bidella le ha detto che l\u00ec non ci pu\u00f2 stare,\nforse ci pensa l\u2019assistente sociale, non so \u2026\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Alessandra si era rimessa a cantare\ncon la sua vocina acuta, come se niente fosse, come se il mondo non fosse\nappena stato raso al suolo. Per fortuna, nel buio le mie lacrime non si\nvedevano.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivati sotto casa, il nonno ha\naperto il portello e l\u2019aria fresca \u00e8 entrata come un soffio profumato nel\nfurgone. Alessandra \u00e8 saltata gi\u00f9 e se n\u2019\u00e8 andata saltellando verso il suo\nportone. Io ho aspettato a scendere, non volevo farmi vedere con gli occhi\nrossi. Mio nonno mi ha preso per un braccio e mi ha tirato gentilmente fuori. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi ha appoggiato la mano sulla spalla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa Li\u00f9 \u00e8 dal veterinario, sai che non\nsta bene \u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Mi ha guardato con affetto negli occhi, ma io\nevitavo i suoi, per non spiegare come mi sentivo. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei preoccupata per lei, vero?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi spettinava i capelli con un gesto\nun po\u2019 burbero.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon sta bene davvero, povera Li\u00f9!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La Li\u00f9 era il nostro barboncino nero.\nEra il cane pi\u00f9 paziente del mondo. Le avevo tirato la coda, l\u2019avevo cavalcata,\nmi ero appesa al suo pelo, ma lei non mi aveva mai morso, mai, neanche per\nsbaglio. Eppure, nel sentire che era dal veterinario, malata, non provavo\nniente, assolutamente niente. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDai andiamo a mangiare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il nonno si era avviato con il suo\npasso sicuro da militare. Aveva fatto la guerra in Russia e non perdeva occasione\ndi parlarne a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Io pensavo solo a Moreno, al suo\nprofilo dritto sotto il ciuffo chiaro. Non riuscivo ad accettare di non poterlo\npi\u00f9 rivedere, dopo quello che era successo. A ripensarci sentivo un dolore in\nfondo allo stomaco, come quando hai giocato tutto il giorno in cortile e, tutto\nd\u2019un tratto, ti accorgi che hai fame.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno prima della sua scomparsa eravamo\nsul prato della scuola e ci siamo sfidati. Io ero l\u2019unica femmina della classe\nche amava i combattimenti. Avevamo fatto la gara di lotta e calci negli stinchi\ne l\u2019avevo battuto, anzi, pi\u00f9 che battuto, bloccato, con la tecnica dei pugni\nveloci a ripetizione. Non si aspettava questa strategia di attacco ed era\nindietreggiato, contro il muro, con la sorpresa negli occhi. I suoi amici\navevano ridacchiato e prima che potesse cercare la rivincita era suonata la\ncampanella. Mi ero sentita davvero in estasi. Avevo avuto il sopravvento su di\nlui, per la prima volta dall\u2019inizio dell\u2019anno. Le caviglie piene di lividi\nquasi non mi facevano pi\u00f9 male. <\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0 perch\u00e9, poi, ero cos\u00ec felice di\naver battuto proprio lui. Non lo sapevo, ma mi era piaciuta la sorpresa nei suoi\nocchi, scuri che non si vedeva la pupilla. <\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019uscita, per\u00f2, lui mi aveva dato\nuna sberla sul coppino e mi aveva sussurrato: <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei solo una femmina smorfiosa!\nDomani le prendi!\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Mi ero voltata e gli avevo sibilato\nsenza pensare:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAlmeno io non vivo in una baracca e\nnon sono una terrona come te!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nei suoi occhi era apparsa di colpo una\nluce fredda. Avevo capito di averlo mortalmente umiliato, ma gli avevo voltato\nle spalle lo stesso e mi ero allontanata. Per tutto il pomeriggio non avevo\nfatto altro che pensarci e svanita la rabbia, mi ero accorta di aver &nbsp;esagerato, di aver superato un limite che, fra\namici, anche fra amici che lottano, non si poteva oltrepassare. <\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo mi sarei scusata. Era\ndifficile per una come me, ma l\u2019avrei fatto. L\u2019avrei fatto prima per me stessa,\nper sciogliere il crampo che mi stringeva lo stomaco, poi per lui, perch\u00e9 era\nla persona che stimavo di pi\u00f9 al mondo. <\/p>\n\n\n\n<p>Immaginavo di scusarmi, di sorridergli\ne di abbracciarlo, sentendo il suo odore di cuoio di quando mi placcava per\nlottare. Poi l\u2019avrei baciato sulla guancia e l\u2019avrei guardato dritto nei suoi\nocchi neri. Il giorno dopo, per\u00f2, lui non c\u2019era e quello dopo, nemmeno. Da\ndieci giorni non l\u2019avevo pi\u00f9 visto e &nbsp;il\ncrampo non riusciva a guarire. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa c\u2019\u00e8? Pensi alla Li\u00f9?\u201d \u2013 mi ha\nchiesto il nonno a tavola, visto che non mangiavo niente. La nonna mi sorrideva\nsilenziosa e non mi staccava gli occhi di dosso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa no, sono sicura che guarisce \u2026 oggi\nposso venire anch\u2019io a prenderla dal veterinario?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il nonno ha appoggiato la forchetta e\nha detto:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe vuoi vieni, ma devi essere\ncoraggiosa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ha alzato gli occhi grigi e\nprofondi sui miei. Tra i solchi delle rughe, brillavano di compassione.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle tre esatte, mentre lui faceva il\nriposino e la nonna cuciva, il telefono a muro si \u00e8 messo a suonare. Ho\nrisposto al secondo squillo. Era Alessandra. Mi aveva telefonato per parlare di\nvacanze estive, per chiedermi se andavo da lei a giocare e poi, come se niente\nfosse, ha lasciato cadere:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSai il Moreno? Mia mamma dice che ha\nsaputo che forse torna qui al Nord, viene a stare dalla zia che abita a Novara,\nche ha chiesto l\u2019affidamento. Sembra. Forse torna a&nbsp; scuola da noi\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho sentito oltre. Ho riattaccato\nla cornetta e mi sono messa a ballare come una pazza selvaggia sul pavimento a\nmacchioline bianche e nere di marmo. La nonna si \u00e8 affacciata dalla porta della\ncucina con uno sguardo interrogativo, poi mi ha sorriso e mi ha lasciato fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle quattro, dal veterinario, la\ngioia che provavo era ancora cos\u00ec traboccante che non potevo fare a meno di\nsorridere. <\/p>\n\n\n\n<p>Il nonno aveva l\u2019aria sconcertata. Si\n\u00e8 diretto verso la piccola sala operatoria e si \u00e8 fermato sulla soglia.\nIrrigidito, di spalle, si \u00e8 messo a scuotere lentamente la testa. Poi si \u00e8\nvoltato e mi ha chiamato con un gesto solenne. Aveva la bocca stretta e mi ha\nabbracciato per le spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa Li\u00f9 \u00e8 stata operata, ma era troppo\ngrave.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi ha indicato il tavolo operatorio in\nfondo alla sala, dove un lenzuolo era disteso a coprire un piccolo corpo. Ha\nrivolto un cenno al veterinario che ci guardava serio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon poteva pi\u00f9 guarire \u2026 \u00e8 stato\nmeglio sopprimerla, sai, per non farla soffrire \u2026\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Il nonno adesso aveva gli occhi lucidi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe vuoi, puoi accarezzarla ancora una\nvolta, adesso non soffre pi\u00f9.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Con la mano rugosa aveva indicato il\nlenzuolo rigonfio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho fatto cenno di no. <\/p>\n\n\n\n<p>Avrei voluto sembrare triste, ma non\nriuscivo a smettere di sorridere, raggiante. <\/p>\n\n\n\n<p>Il nonno, allora, ha corrugato le\nsopracciglia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u201cD\u00ec, ma non ti dispiace che la Li\u00f9 \u00e8\nmorta? Ma non ti importa niente?\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Lo sguardo trasparente si \u00e8 indurito e\nsi \u00e8 abbassato di colpo. <\/p>\n\n\n\n<p>Il nonno si \u00e8 voltato e si \u00e8\nincamminato verso l\u2019uscita. Non ho potuto fare a meno di notare un\u2019incertezza\nnuova nel suo passo. Sfiorava i muri con la mano mentre camminava e la mano\ntremava, forte. <\/p>\n\n\n\n<p>Ero dietro di lui di pochi passi, ma all\u2019improvviso,\nmi \u00e8 sembrato che fosse lontanissimo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38477\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38477\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il banco di fianco al mio era vuoto anche quel giorno. 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