{"id":38449,"date":"2019-05-09T11:20:50","date_gmt":"2019-05-09T10:20:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38449"},"modified":"2019-05-09T11:20:53","modified_gmt":"2019-05-09T10:20:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-un-insolito-giovedi-sera-di-marco-bernabeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38449","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Un insolito gioved\u00ec sera&#8221; di Marco Bernabeo"},"content":{"rendered":"\n<p><em>\u201cCiao tesoro\u201d.<\/em> Disse\nlui, distratto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cCiao amore\u201d.<\/em>\nRispose lei, annoiata.<\/p>\n\n\n\n<p>Era\ngioved\u00ec, e, tornati dal lavoro, come ogni gioved\u00ec sera, dopo la doccia avrebbero\ntrascorso la loro serata \u201cda soli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Giacomo\naspettava Luca per le 21, Lara sarebbe passata a prendere Claudia in macchina\nverso le 21,30. <em>\u201cTesoro, ma che hai? \u00c8 un\npo\u2019 di tempo che mi sembri strano\u201d,<\/em> chiese Lara, lo sguardo altrove, il\npensiero distante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Niente, niente\u2026<\/em>\u201d. Rispose Giacomo. <\/p>\n\n\n\n<p>Falso. <\/p>\n\n\n\n<p>Domande\nsenza risposte da tempo occupavano la sua mente, ma non era certo quello il\nmomento di parlarne con sua moglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era\n<em>mai<\/em> il momento di parlarne con sua\nmoglie. E poi, mentre rispondeva, Lara era gi\u00e0 corsa in bagno. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Il trucco prima di tutto!<\/em> Pens\u00f2\nGiacomo, fissando il vuoto. La guard\u00f2 riflessa nello specchio, ancora una gran figa.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure\nerano mesi che entrambi non si concedevano momenti di piacere, attimi di\neternit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cDivertiti\u201d. <\/em>Fece\nlui, sbadigliando.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAnche tu\u201d. <\/em>Rispose\nlei, assente.<\/p>\n\n\n\n<p>Apri la\nporta e usc\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Mancavano\ncinque minuti alle 21, aspett\u00f2 Luca fumando l\u2019ultima Winston rimastagli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Andiamo<\/em>\u201d, disse Luca. Entrarono cos\u00ec nel\n<em>solito<\/em> pub \u201cdel gioved\u00ec\u201d, dove la <em>solita<\/em> ragazza avrebbe loro servito la <em>solita<\/em> pinta della <em>solita<\/em> birra doppio malto, dove avrebbero ascoltato la <em>solita<\/em> musica rock anni \u201970. Era\nsoltanto un <em>solito<\/em> gioved\u00ec sull\u2019alzaia\ndel naviglio milanese. <em>Routine<\/em>\nconsolidata la loro, dapprima voluta, poi pian piano accettata, infine\nsopportata. &nbsp;Ma della quale non potevano\nfare a meno.<\/p>\n\n\n\n<p>Lara e\nClaudia il gioved\u00ec avevano, invece, la loro serata \u201c<em>sciure<\/em>\u201d, nonostante non avessero ancora lo <em>charme<\/em> n\u00e9 l\u2019et\u00e0 che fa della \u201c<em>sciura<\/em>\u201d\nmeneghina un\u2019icona. <\/p>\n\n\n\n<p>Al <em>glamour<\/em> del centro Luca e Giacomo\npreferivano la verace periferia sud, dove la Milano della \u201cCity\u201d e di <em>Citylife<\/em> lascia spazio a case basse,\nvecchi casolari e al fascino antico di cascine abbandonate. L\u00e0 dove il Naviglio\ncorre, lento, verso il Ticino, dove la temperatura \u00e8 sempre pi\u00f9 bassa e i\nrumori sempre meno forti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nati\nentrambi a \u201cla Barona\u201d, ne avevano affrontato la difficile vita di fine anni\n\u201980, quando al confine tra giovinezza e maturit\u00e0 scattavano i primi\nsconvolgimenti esistenziali.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>La Barona ti forma, figlio mio<\/em>\u201d ripeteva\nspesso suo padre, ubriaco, quando Giacomo insisteva, invano, di non voler pi\u00f9\nabitare in quel quartiere, ma soprattutto in quella famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>La Barona<\/em>\u201d ora gli mancava cos\u00ec tanto\nche ogni gioved\u00ec, al <em>solito<\/em>, il\nritrovo con Luca era fissato proprio l\u00ec vicino, nel pub pieno di ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Ti ricordi quella volta con Lucia? A\nproposito, ma l\u2019hai pi\u00f9 sentita? Che fine ha fatto? Comunque facesti proprio\nuna gran figura di merda!\u201d <\/em>Disse ridendo Luca, aspettandosi la stessa\nreazione da Giacomo. Ma cos\u00ec non fu. <\/p>\n\n\n\n<p>Lucia\nera stata, forse, l\u2019unico vero, grande amore di Giacomo. <\/p>\n\n\n\n<p>La\nragazza problematica, cresciuta troppo in fretta, mai diventata adulta davvero,\naffidabile per gli altri, non per s\u00e9 stessa. Dopo anni, un discorso diverso e <em>insolito<\/em> animava la loro conversazione. Ma\nGiacomo non era pronto. <\/p>\n\n\n\n<p>Non\nrispose. Fiss\u00f2 la vetrina del locale con gli occhi dritti, persi e lo sguardo\nnel vuoto. \u201c<em>China girl<\/em>\u201d di David\nBowie accompagnava gli annoiati sorsi alcolici dei presenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Credeva,\nGiacomo, di aver rimosso per sempre il ricordo di Lucia, di averlo sepolto\nnella fossa comune tra i cadaveri della memoria. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma cos\u00ec\nnon era.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Luca devo andare<\/em>\u201d disse all\u2019amico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Ma Giac, sono appena le dieci<\/em>\u201d Rispose\nlui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Mi dispiace\u2026<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre\nparlava &nbsp;Giacomo era gi\u00e0 in strada. <\/p>\n\n\n\n<p>Entr\u00f2\nin macchina, prese il telefono, scorse la rubrica ansimando, \u2026Lucia\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cPronto, chi \u00e8?\u201d<\/em> Disse\nLucia, incuriosita.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cSono Giacomo\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lucia\nnon rispose subito. Un silenzio assordante.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cCosa vuoi\u201d.<\/em> Disse\nlei, angosciata.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cVederti\u201d<\/em>. Rispose lui.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cGiacomo, che vuoi\u201d. <\/em>Lui non\nrispose, mise in moto e part\u00ec, direzione Cremona.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Confortably numb<\/em>\u201d e i Pink Floyd lo\nspinsero fuori da Milano e, in quel limbo che fa della Bassa padana una terra\nfertile, nacquero nella sua testa le pi\u00f9 strane, insolite idee. <\/p>\n\n\n\n<p><em>E se fosse sposata? Se avesse dei figli? Non\nso niente di lei da oltre dieci anni, ma voglio e devo assolutamente vederla. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quei\npensieri riecheggiarono nella testa di Giacomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle\n22,50 era sotto casa di Lucia. O sotto quella che credeva essere ancora casa\nsua. E che, del resto, Lucia abitava ancora.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cScendi, sono gi\u00f9\u201d. <\/em>Le\ndisse al citofono.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNo, Giacomo\u201d<\/em>,\nrispose lei, senza convinzione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cScendi Lucia\u201d<\/em>.\nInsistette lui. Lei non rispose. Scese le scale. Incrociandone lo sguardo di\nlei Giacomo si sent\u00ec mancare. Non la vedeva n\u00e9 sentiva da dieci anni, Lucia. E\nora era ancora pi\u00f9 bella. Era bellissima. In quei dieci, lunghi, e ora\ninesistenti, anni Giacomo si era costruito una carriera, una famiglia, una vita\nmedio-borghese, tanto desiderata dal ragazzo de \u201cla Barona\u201d quanto odiata\ndall\u2019uomo di Porta Nuova.<\/p>\n\n\n\n<p>Lucia\nin quei dieci anni aveva raggiunto solo un obiettivo, vincere il concorso in\nmagistratura. Aveva avuto storie finite male, un disagio interiore mal celato,\nuno smisurato orgoglio che le aveva impedito di rincorrere Giacomo e dirgli\ntutta la verit\u00e0 sull\u2019aborto che aveva spezzato la loro storia, la loro\nfelicit\u00e0. Francesco era morto per cause naturali e non perch\u00e9 Lucia non lo\nvoleva. Ma a questo Giacomo non aveva mai creduto. <\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cTu e la tua famiglia del cazzo non avreste\nmai accettato un figlio prima dal matrimonio. L\u2019hai ammazzato, vero Lucia?\u201d.<\/em> Le\naveva sempre rinfacciato lui.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec,\npiano pian, era finita. Le loro esistenze parallele erano, ora, un mare di routinaria\nfinzione nella quale navigavano comodamente. Alla vista di lui, Lucia gli si\ngett\u00f2 addosso. Lui prov\u00f2 a baciarla, ma lei si ritrasse. <\/p>\n\n\n\n<p>Non\naveva dimenticato quel maledetto, <em>solito<\/em>\ngioved\u00ec di dieci anni prima.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Vado al pub, Lucia<\/em>\u201d. Le aveva detto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma\nGiacomo aveva gi\u00e0 le valigie pronte e un biglietto per Singapore, dal quale\nsarebbe tornato soltanto sei mesi dopo, sposato con Lara e con una figlia in\narrivo. Che avrebbero chiamato Lucia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cChe vuoi, Giacomo\u201d. <\/em>Gli\ndisse, fredda.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cVoglio te.\u201d<\/em>\nRispose lui, abbracciandola.<\/p>\n\n\n\n<p>Si\nbaciarono. Entrarono in macchina, mentre un vecchio cd dei \u201cClash\u201d suonava\nnello stereo, tornarono a unire i loro corpi assaporando vecchie sensazioni ma\nprovando nuove e insolite emozioni. Emozioni che entrambi credevano sepolte e\nche, invece, improvvisamente riemersero con forza.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cPronto\u201d<\/em> Disse Giacomo rispondendo al telefono.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cGiacomo Stella?\u201d<\/em> chiese\nil dottor Minoli.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cS\u00ec sono io\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Riaccompagn\u00f2\nimmediatamente Lucia a casa, arriv\u00f2 a Milano che era ancora notte. Entr\u00f2 dal Pronto\nSoccorso dell\u2019ospedale San Giuseppe, dove erano gi\u00e0 arrivate due colleghe e amiche\ndi Lara. Piangevano. Sal\u00ec al piano, apr\u00ec con violenza la porta della stanza. Lara\nera irriconoscibile. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impatto\nera stato violentissimo, nell\u2019estremo tentativo di salvarla le avevano gi\u00e0\namputato un braccio. Giacomo rest\u00f2 senza parole e senza fiato. Non aveva\nlacrime, n\u00e9 pensieri. Aveva gli stessi occhi dritti, persi e lo sguardo nel\nvuoto che poche ore prima gli aveva provocato il ricordo di Lucia. La sua vita,\nper quanto finta, ma da lui accettata, ora andava a rotoli. Sua moglie\nagonizzava in un letto d\u2019ospedale, sua figlia lo aspettava a casa, ignara di\ntutto. Lucia, ancora una volta abbandonata, non l\u2019avrebbe pi\u00f9 rivisto.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\nnuovo, insolito capitolo andava scritto.<\/p>\n\n\n\n<p>Le\nprime luci coloravano il cielo di quel venerd\u00ec autunnale. <\/p>\n\n\n\n<p>Fuori\ndall\u2019ospedale, in via San Vittore, c\u2019era Giovanni, che con la sua armonica da\nanni allietava i passanti, chiedendo in cambio un sostegno alla sua vita. Era un\nvenerd\u00ec mattina che avrebbe dovuto seguire un \u201c<em>solito gioved\u00ec<\/em> <em>sera<\/em>\u201d. Invece,\nda quel venerd\u00ec, tutto sarebbe diventato pi\u00f9 insolito.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38449\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38449\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCiao tesoro\u201d. 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