{"id":3834,"date":"2010-05-22T16:08:47","date_gmt":"2010-05-22T15:08:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3834"},"modified":"2010-05-22T16:08:47","modified_gmt":"2010-05-22T15:08:47","slug":"la-falena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3834","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;La falena&#8221; di Priscilla Inzerilli"},"content":{"rendered":"<p>Decisamente, non c&#8217;era pi\u00f9 nulla che potesse sorprenderlo, ormai. Rigir\u00f2 distrattamente il telecomando tra le mani &#8211; tra poco il caff\u00e8 sarebbe stato pronto- mentre le immagini di fumo e di morti ammazzati quotidiani, preferibilmente al di sotto della maggiore et\u00e0, sfilavano quasi pigramente sullo schermo della televisione, come sottofondo a quell&#8217;ennesimo risveglio intontito.<\/p>\n<p>Erano le nove e mezza di mattina e fuori pioveva svogliatamente ma insistentemente; un&#8217;umidit\u00e0, un grigio e una desolazione che avrebbero spento anche il sorriso sardonico del Fo, ma era sabato mattina e lui non avrebbe messo il naso fuori nemmeno in caso di imminente minaccia atomica. D&#8217;altra parte, oggi probabilmente <em>lei<\/em> sarebbe anche venuta a riprendersi il divano, <em>quel <\/em>divano. Positivo, estremamente positivo. D&#8217;altra parte, <em>quel <\/em>divano non lo aveva mai sopportato -cristo- i divani sono fatti per sedersi, comodamente se possibile, non a stare geometricamente a novanta gradi come se si avesse una stecca nella schiena, <em>che per\u00f2 fa tanto chic<\/em>. D&#8217;altra parte glielo aveva sempre detto, che non lo sopportava, ma tanto lei era interessata soltanto ad essere &#8220;<em>properly<\/em>&#8221; davanti agli amici, e anche &#8211; <em>probably<\/em> &#8211; a contraddirlo. D&#8217;altra parte ora se lo sarebbe tolto di torno, d&#8217;altra parte lei se ne sarebbe tornata a Londra &#8211; <em>forever, darling<\/em> &#8211; d&#8217;altra parte lui aveva proprio bisogno di staccare per un bel po&#8217;, d&#8217;altra parte <em>quello stramaledetto caff\u00e8 <\/em>non voleva uscire, d&#8217;altra parte in Tv non c&#8217;era un tubo, meglio la radio, un po&#8217; di musica almeno.<\/p>\n<p>Il caff\u00e8 era finalmente pronto &#8211; quante gioie quella mattina &#8211; la macchinetta gorgogli\u00f2 a m\u00f2 di segnale come un usignolo con la raucedine e l&#8217;agognante tazza fu finalmente riempita dello scuro e denso nettare.<\/p>\n<p>Fuori ancora la mandava &#8211; <em>Ah! Sabato mattina!<\/em> &#8211; inizi\u00f2 a bere il caff\u00e8 appoggiato alla parete della cucina, con lo sguardo fisso oltre il vetro della finestra &#8211; <em>che boh\u00e9mien<\/em> &#8211; con i Ramones che gli fornivano un delicato e attualissimo sottofondo con i loro monotoni riff rivoluzionari, e mentre stava per accorgersi che il &#8220;nettare&#8221; era totalmente bruciato sul fondo <em>&#8211; si portasse via anche quel catorcio di macchinetta del caff\u00e8 &#8211; <\/em>la vide, immobile, che si stagliava sul bianco dell&#8217;anta del frigorifero.<\/p>\n<p>Fiss\u00f2 per qualche secondo la farfalla; il caff\u00e8 era proprio bruciato. Magari era rimasto qualcosa in dispensa, come quella confezione di cornettini per la colazione, ma proprio non ce la faceva a mettere niente nello stomaco, troppa acidit\u00e0.<\/p>\n<p>Guard\u00f2 di nuovo la farfalla. Pos\u00f2 la tazza sporca nel lavello e gli diede una sciacquata; ora che la guardava meglio si accorgeva che in realt\u00e0 si trattava di una falena. C&#8217;era rimasto un po&#8217; di latte in frigo, ma no, il caff\u00e8 bruciato bastava.<\/p>\n<p>La falena si mosse. Si stacc\u00f2 dall&#8217;anta e sbatt\u00e9 un paio di volte su di essa, provocando un lieve <em>tuc tuc<\/em>. Finalmente i Ramones avevano lasciato il posto ai pi\u00f9 digeribili Deep Purple, anche se per quanto lo riguardava un bel pezzo di elettronica non lo avrebbe affatto scontentato, ma si sa, raramente in radio \u00e8 possibile ascoltare della <em>musica<\/em>.<\/p>\n<p>La falena si stacc\u00f2 del tutto dal suo appoggio e prese a volare verso il soffitto, battendo freneticamente le ali scure e impattando pi\u00f9 volte sulla sua superficie. <em>Tuc tuc<\/em>.<\/p>\n<p>Spense il gas e si avvi\u00f2 verso la porta della cucina. Sperava veramente che quel giorno lei venisse a riprendersi quel dannato divano. Aveva detto che glielo avrebbe lasciato, cos\u00ec non se ne sarebbe dovuto comprare uno nuovo &#8211; troppa grazia &#8211; ma a onor del vero lui non ne aveva proprio bisogno, il pavimento era perfetto.<\/p>\n<p>All&#8217;improvviso, in un attimo, la falena gli fu davanti al volto.<\/p>\n<p>Chiuse gli occhi di scatto e fendette l&#8217;aria con una mano. Imprec\u00f2, si strofin\u00f2 i capelli guardandosi intorno, imprec\u00f2 di nuovo e raggiunse l&#8217;uscita a passo veloce.<\/p>\n<p>Chiuse la porta alle sue spalle ermeticamente. Rimase un attimo a fissare la maniglia. Lui non la chiudeva mai la porta della cucina. Non ce n&#8217;era bisogno. Stette ancora qualche secondo fermo davanti alla porta, in ascolto. <em>Tuc <\/em>.<\/p>\n<p>Squill\u00f2 il telefono.<\/p>\n<p>Si diresse lentamente verso il soggiorno. Abbass\u00f2 la radio e alz\u00f2 la cornetta. Pronto.<\/p>\n<p>Sarebbero venuti i traslocatori nel pomeriggio a prelevare il divano. Perfetto. Per il resto tutto bene, s\u00ec. A presto ciao.<\/p>\n<p>Pos\u00f2 la cornetta e guard\u00f2 fuori. Pioveva ancora. Rialz\u00f2 il volume della radio, ora passavano gli Alan Parson. Deo gratia.<\/p>\n<p>Pens\u00f2 che ormai la falena fosse volata via dalla finestra. Poi pens\u00f2 che la finestra, in effetti, non l&#8217;aveva affatto aperta. Doveva aprire la finestra in cucina e farla uscire fuori. Pass\u00f2 in camera da letto e si infil\u00f2 le scarpe, prese un giornale vecchio e and\u00f2 di fronte alla porta chiusa.<\/p>\n<p>Infil\u00f2 il giornale arrotolato sotto il braccio e si accese una sigaretta. Dopo il caff\u00e8 gli serviva, sempre. Apr\u00ec la porta.<\/p>\n<p>Rimase fermo sulla soglia a scrutare con attenzione il soffitto e le pareti della stanza. Tir\u00f2 una boccata alla sigaretta e guard\u00f2 meglio intorno a s\u00e9, anche sul pavimento. And\u00f2 alla finestra e la spalanc\u00f2 &#8211; Dio che umidit\u00e0 &#8211; guard\u00f2 di nuovo verso il soffitto, fece un po&#8217; di rumore battendo il giornale contro il muro. Niente. Decise di lasciare la stanza chiusa con la finestra aperta e aspettare che la falena se ne andasse da sola. Apr\u00ec bene le persiane e si riavvi\u00f2 verso l&#8217;uscita.<\/p>\n<p><em>Tuc<\/em>.<\/p>\n<p>Era sul lavabo. Era scivolata gi\u00f9 dal bordo e ora tastava con circospezione il terreno nella zona intorno al foro dello scarico. Guard\u00f2 le zampette coperte da peluria che si muovevano rapide e le ali invece immobili, che con quei motivi circolari e simmetrici impressi su di esse parevano grandi occhi tondi intenti a scrutarlo.<\/p>\n<p>Per un attimo fu tentato di colpirla con il giornale e gettarla in fondo allo scarico. Le diede un colpetto e quella si spost\u00f2 appena. La trascin\u00f2 verso il bordo con l&#8217;estremit\u00e0 del giornale, allora l&#8217;animale si ribalt\u00f2 sulla schiena e cominci\u00f2 ad annaspare e a contorcersi penosamente, come un prigioniero sotto tortura.<\/p>\n<p>Al diavolo.<\/p>\n<p>Decise di lasciare la finestra aperta e usc\u00ec fuori. Non aveva ancora letto il giornale, l&#8217;avrebbe sistemata\u00a0 pi\u00f9 tardi.<\/p>\n<p>Chiuse di nuovo la porta e si sedette in salotto sul <em>divano<\/em>. Si accese un&#8217;altra sigaretta e cominci\u00f2 a sfogliare il quotidiano sportivo. Cerc\u00f2 il posacenere che non trov\u00f2, eppure si ricordava che fosse l\u00ec accanto sul comodino. Che se lo fosse portato via con le altre cose? Ma no, lei aveva smesso di fumare. O no?<\/p>\n<p>Tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc tuc<\/p>\n<p>Domani sera Roma &#8211; Real Madrid girone di ritorno&#8230;.<\/p>\n<p>Ma dove l&#8217;aveva messo il posacenere?<\/p>\n<p><em>Tuc tuc tuc tuc tuc tuc<\/em>.<\/p>\n<p>Si sentiva la nausea. Quel caff\u00e8 faceva veramente schifo, la prossima volta espresso al bar (sempre che non avesse diluviato). Torn\u00f2 in camera da letto e tolse le lenzuola e le federe. Bisognava fare un bel bucato, s\u00ec, e bisognava farselo da soli da adesso in poi. Goodbye darling. D&#8217;accordo, e allora? Che problema c&#8217;era? Fece un mucchio con tutti i panni sporchi e si diresse in cucina.<\/p>\n<p>La finestra era spalancata e il pavimento al di sotto di essa era completamente fradicio, la pioggerella si era trasformata in un acquazzone. Chiuse la finestra in fretta, raccolse il mucchio di panni e lo infil\u00f2 nella lavatrice. Dio, faceva un freddo cane in quella stanza.<\/p>\n<p>Guard\u00f2 nel lavandino. Forse era volata fuori.<\/p>\n<p>Cominci\u00f2 a setacciare ogni angolo della cucina per accertarsi che la falena se ne fosse andata davvero. Ad un&#8217;occhiata veloce pareva che non fosse da nessuna parte.<\/p>\n<p>Si sent\u00ec inquieto. Nonostante fino a pochi minuti prima facesse un freddo incredibile, adesso era madido di sudore. Si sfil\u00f2 il maglione e fece per andare a deporlo nell&#8217;armadio in camera da letto.<\/p>\n<p>Tuc tuc tuc<\/p>\n<p><em><\/em><\/p>\n<p>Stavolta non proveniva dalla cucina.<\/p>\n<p>Si affacci\u00f2 alla porta e la vide posata sullo specchio del corridoio.<\/p>\n<p>Dannazione. Aveva lasciato la porta aperta dietro di s\u00e9 quando era rientrato in cucina. E perch\u00e9 avrebbe dovuto chiuderla, poi?<\/p>\n<p>Nella semioscurit\u00e0 del corridoio, la falena, riflessa nello specchio, sembr\u00f2 un qualche terribile ed enigmatico idolo antico, che dall&#8217;alto del suo trono scrutava con gli enormi occhi scuri ci\u00f2 che accadeva ai suoi piedi, in assoluta immobilit\u00e0.<\/p>\n<p>Rimase a sua volta immobile a fissarla. Voleva soltanto che quell&#8217;essere disgustoso sparisse, ma non riusciva a far nulla, se non\u00a0 ricambiare il suo sguardo silenzioso e inquietante. Il dio dagli enormi occhi lo teneva in suo potere. Rise tra s\u00e9 a questi pensieri.<\/p>\n<p>La falena si stacc\u00f2 lievemente dallo specchio e and\u00f2 a posarsi esattamente sulla sua fronte.<\/p>\n<p>Rimase per un istante interdetto, poi scatt\u00f2 all&#8217;indietro e cominci\u00f2 a schiaffeggiarsi la testa violentemente. Si blocc\u00f2, incredulo della propria reazione, toccandosi i capelli, quindi port\u00f2 gli occhi al pavimento e poi al soffitto per vedere dove fosse finita.<\/p>\n<p>Svolazzava a pochi centimetri dalla sua testa. Non pot\u00e8 fare altro che restare a guardare senza muoversi. Dopo qualche secondo fu nuovamente sul suo viso, proprio in mezzo agli occhi.<\/p>\n<p>Scroll\u00f2 la testa come un toro inferocito e corse in salotto chiudendosi la porta alle spalle. Si sedette sul pavimento, ai piedi del divano. Il cuore gli batteva a mille. Sudava freddo.<\/p>\n<p>Con la testa appoggiata sulle ginocchia, rimase cos\u00ec, con gli occhi chiusi, ad aspettare che il battito del cuore tornasse regolare. Si sentiva la mente annebbiata. Ad un certo punto cal\u00f2 un silenzio irreale, non si udivano pi\u00f9 n\u00e9 i rumori del traffico n\u00e9 il suono della radio. Gli sembr\u00f2 di essere rimasto cos\u00ec per un&#8217;eternit\u00e0.<\/p>\n<p>Ad un tratto gli torn\u00f2 in mente una cosa che gli aveva raccontato un suo amico, tempo prima.<\/p>\n<p>L&#8217;amico gli aveva raccontato di una volta in cui un cornicione si era staccato da un palazzo e gli era quasi crollato in testa. Avrebbe potuto rimanere ucciso. Si era salvato per miracolo. <em>Da allora non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso, capisci? Nessuna cosa pu\u00f2 pi\u00f9 essere come prima. Capisci? <\/em>Lui aveva risposto che no, non capiva bene cosa intendesse. <em>\u00c8 stato un miracolo<\/em>, aveva continuato lui. <em>Non il fatto di essermi salvato. Intendo il<\/em> dopo. <em>Tutto ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 stato dopo. Fino a questo preciso istante.<\/em><\/p>\n<p>Non riusciva a capire il perch\u00e9 gli fosse tornato in mente quell&#8217;episodio, proprio in quel momento. Non capiva perch\u00e9 gli fossero tornate in mente quelle parole. Ripens\u00f2 all&#8217;amico, ricord\u00f2 il suo sorriso e i suoi occhi che brillavano mentre gli parlava.<\/p>\n<p>Ripens\u00f2 alla sua vita, a tutte le donne che non era riuscito ad amare, a tutti i vecchi divani che ingombravano di ricordi la sua esistenza. Pens\u00f2 a tutte le falene di cui non era mai riuscito a liberarsi.<\/p>\n<p>Non sapeva quanto tempo fosse passato. Decise di alzarsi e si diresse lentamente verso la porta. Vi rimase fermo davanti per qualche secondo. Poi spinse la maniglia con un gesto deciso.<\/p>\n<p>La falena era poggiata sulla parete di fronte. Appena la porta si apr\u00ec si stacc\u00f2 e inizi\u00f2 a volare verso di lui.<\/p>\n<p><em><\/em><\/p>\n<p><em>Nessuna cosa pu\u00f2 pi\u00f9 essere come prima. Capisci?<\/em><\/p>\n<p>Chiuse gli occhi e url\u00f2 con quanto fiato aveva in gola.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<p class=\"MsoNormal\"><em><\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3834\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3834\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Decisamente, non c&#8217;era pi\u00f9 nulla che potesse sorprenderlo, ormai. 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