{"id":38330,"date":"2019-04-29T11:14:05","date_gmt":"2019-04-29T10:14:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38330"},"modified":"2019-04-29T11:14:07","modified_gmt":"2019-04-29T10:14:07","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-lilla-di-giovanni-venanzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38330","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Lilla&#8221; di Giovanni Venanzi"},"content":{"rendered":"\n<p>Casa al mare. Lilla, seduta sul balcone, scuote la testa. Vento, poco pi\u00f9 che brezza, la ringhiera da riverniciare; l\u2019ho trascurata. <\/p>\n\n\n\n<p>Scuote la testa, la vecchia Lilla,\ncome fosse un campanaccio di mucca, la ciondola lentamente da una spalla\nall\u2019altra, dice che no, non vuole che mamma se ne vada.<\/p>\n\n\n\n<p>La vedevo spesso dal balcone, Lilla;\nquando comprammo casa, lei gi\u00e0 occupava due appartamenti a piano terra, sotto\ndi noi, con un grande giardino. Suo marito, ampi calzoni corti, canottiera\nbianca, ciabatte di plastica e calzini neri, curava per ore, ogni giorno, le\npiante, semplice bordura. A distoglierlo c\u2019era solo la sua Fiat 1300. Ogni tre\ngiorni rimuoveva il telo blu di plastica, \u201ctroppa salsedine qui\u201d; la macchina veniva\nprima insaponata, spugna gialla e molta schiuma, poi sciacquata, il tubo verde\nquello per annaffiare, infine accuratamente asciugata, vera pelle di daino.<\/p>\n\n\n\n<p>Famiglia numerosa, quella di Lilla,\nnon come noi, sempre e solo noi tre; di sotto ogni stagione turnavano nipoti,\namiche, amici, parenti, tanti e rumorosi. <\/p>\n\n\n\n<p>Le due figlie, tre o quattro anni pi\u00f9\ndi me, crescevano e mostravano, come si mostra al mare, attraendo i miei\nsguardi insistiti, e fantasie ancora confuse. <\/p>\n\n\n\n<p>I pranzi in casa nostra erano veloci,\nnon c\u2019era l\u2019abitudine di mangiare assieme, il lavoro di mamma, e noi a scuola.\nE d\u2019estate restava l\u2019abitudine: mio fratello leggeva il giornale, mamma in\npiedi a fare qualcosa, finivamo in un attimo. Cos\u00ec, mentre di sotto ancora\nmangiavano, passavo anche un\u2019ora fingendo di dormire sulla sdraia, all\u2019angolo\ndel balcone, vista sul lavatoio; l\u00ec le due ragazze lavavano i piatti e tagliavano\nfette di cocomero, piene di semi neri. Pelle abbronzata, seni grandi e gambe\nsode, ridevano tanto. <\/p>\n\n\n\n<p>Nella parte pi\u00f9 soleggiata del\ngiardino, oltre alla griglia, fumo ed abbondanza, c\u2019era anche un gigantesco fornello\na gas, l\u00ec per bollire, a fine agosto, centinaia di chili di pomodori San Marzano,\nlunghi e rossi. Puzzo aspro, sgradevole e larghi sorrisi delle donne, tra cui\nmia madre, impegnate a macinare, bollire, aggiungere odori, imbottigliare,\nincapsulare; era il rito di fine vacanze. <\/p>\n\n\n\n<p>Era anche dove, ogni giorno, bolliva\nl\u2019acqua per le fettuccine di Lilla. Le preparava in quasi un\u2019ora, mattino\npresto; dal letto sentivo il mattarello scorrere sulla spianatoia in legno,\nalmeno cento volte, poi la pausa farina, ancora silenzio, mentre la sfoglia\nveniva arrotolata, alla fine i colpi di coltello, veloci: la genesi delle\nfettuccine.<\/p>\n\n\n\n<p>A pranzo l\u2019osservazione era interrotta\ndall\u2019invito, gridato, per il caff\u00e8. Sempre le solite parole, mi piaceva star l\u00ec,\nanche se non volevo darlo a vedere e mi piacevano loro, una famiglia di quelle\nche si leggono sui libri, tre generazioni nella stessa casa. Erano in tanti,\ntanti che ti guardano, tanti che ridono: c\u2019era rumore. <\/p>\n\n\n\n<p>E non riuscivo neanche a simularla, la\nnoia, quando la Fiat 1300 non era ricoperta dal telo, dopo il lavaggio;\nguardavo il paraurti metallico, abbagliante al sole, le due coppie di fari orizzontali;\na volte potevo sedermi al posto di guida, in contemplazione del contachilometri\ncon scritto 160, il cerchio del clacson e il cambio al volante; l\u2019orgoglioso\nproprietario allora mi spiegava dei freni a disco sulle ruote anteriori, mentre\nosservava preoccupato quanta sabbia avessi nelle ciabatte.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Il caff\u00e8 finiva con il \u201cdai andatevene\nin spiaggia voi, io aiuto Lilla\u201d di mia madre; e si andava, con le figlie, gli\namici e i fidanzati; eravamo una comitiva, con la radio, il pallone, il\nmangiadischi e le sigarette nascoste. <\/p>\n\n\n\n<p>Prima della spiaggia un altro caff\u00e8 al\nbar, sei tavoli tondi in alluminio e formica gialla, polvere, jukebox, e\ngelati. L\u00ec, non ho mai capito perch\u00e9, stavamo poi tutte le sere, a parlare,\nfumare e aspettare solo che fosse tardissimo, quasi l\u2019alba.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano le nostre vacanze al mare, a\ncento metri dalle onde, nulla di pi\u00f9, per noi il meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi per\u00f2 fa molto caldo, mi gira la testa, sudo; sono troppo vestito per il mare di agosto. Qualcosa non va, troppo poco vento, forse la ringhiera, o la bordura del cortile di Lilla, cresciuta fino al nostro balcone, a dire quanto, almeno lei, non fosse bisognosa di cure.  <br>Nel cortile di sotto, dopo quarant\u2019anni c\u2019\u00e8 ancora il vecchio pavimento in pietra, e due Smart, parcheggiate al posto della Fiat 1300, senza telo protettivo, la salsedine non ce la fa con la plastica.  Niente ombrelloni, non c\u2019\u00e8 nessuno fuori, niente vociare, niente TV accesa, neanche il fornello gigantesco; meglio cos\u00ec, sarebbe tempo di bollire i pomodori, e non ce la farei con quell&#8217;odore e la testa che mi gira.  <br>C\u2019\u00e8 ancora il lavatoio, ma oggi loro due, le ragazze, sono qui, non serve che mi sporga. <\/p>\n\n\n\n<p>E non mi sporgerei, sono donne mature oramai,\nl\u2019attaccatura dei seni come corrucciata. Sono in piedi, dietro a Lilla; lei, le\ngambe sempre pi\u00f9 gonfie e tanti solchi sul viso, in tutte queste estati in cui\nnon l\u2019ho pi\u00f9 vista, immagino non abbia fatto altro che cucinare taglieri di\npasta fresca e aggirarsi tra le grigliate.&nbsp;\n<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi non sorride, ecco cosa non va: scuote\nla testa, Lilla<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Nun te ne ann\u00e0\nMar\u00ec \u2013 dice.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Che mia madre voglia andar via mi\nsorprende. A mamma piace questa casa, ed \u00e8 strano che Lilla sia su da noi, non\nnoi di sotto.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno arriva sulla strada, da\nlontano, un po\u2019 ciondolante, \u00e8 un ragazzo, faccia pulita, vestito nero; quando\nsi avvicina vedo la cravatta; strano, la cravatta al mare, si impolverer\u00e0 di\nsicuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Si ferma davanti al centro commerciale, dove prima c\u2019era il bar; guarda intorno, legge il nome della strada.  <br>Ora cammina verso di noi. Ha una cartellina in mano, con qualcosa scritto sopra e fogli all\u2019interno; deve essere un tour operator, uno di quei viaggi organizzati, non vedo il pullman.   <br>Guarda la cartellina, guarda il nostro balcone e continua a camminare verso il portone. <\/p>\n\n\n\n<p>Lilla ora piange, sembra quasi svenire, dice che non vuole, non vuole che mamma se ne vada; la prendo tra le braccia, la sostengo; le figlie sono sempre l\u00ec, alle sue spalle, ma guardano in terra e lasciano fare a me. <br>Penso che devo accompagnarla a morire, la vecchia Lilla, e mi chiedo perch\u00e9 io, io che alla morte non voglio star vicino, io che non voglio conoscere mancanza.   <br>Mi giro verso la porta di casa, il giovane \u00e8 entrato, non si \u00e8 impolverato, strano; ha un sorriso che fa male, apre la porta del soggiorno, sento un profumo troppo dolce.   <br>Lui entra, sistema qualcosa, esce subito e resta in piedi, vicino alla porta aperta.  <br>Con le braccia distese lungo il corpo osserva una scena che conosce bene, la cartellina tra le mani. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono in macchina e guido lentamente,\nvorrei non arrivare. Non ho idea di come sar\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Stringo forte la mano vicina a me, un\nabito nero, i piedi gonfi che non arrivano a terra, la voce che mi racconta\nancora una volta di come l\u2019ha preparata, lavandola e cambiandole il vestito,\ncon quello elegante che le piaceva tanto.<\/p>\n\n\n\n<p>Incrocio una macchina, l\u2019autista fa il\nsegno della croce.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Grazie Lilla &#8211; le\ndico.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Davanti a noi c\u2019\u00e8 mamma, sul carro\nfunebre dove l\u2019ha chiusa il becchino con la cravatta.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38330\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38330\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Casa al mare. 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