{"id":38327,"date":"2019-04-29T11:01:58","date_gmt":"2019-04-29T10:01:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38327"},"modified":"2019-04-29T11:02:01","modified_gmt":"2019-04-29T10:02:01","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-corriamo-ai-ripari-di-marcello-pesarini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38327","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Corriamo ai ripari&#8221; di Marcello Pesarini"},"content":{"rendered":"\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCorriamo\nai ripari, raga, qui casca tutto, e se fa\ntutto pari non ci ritrovano pi\u00f9*\u201d. Per sapere da chi fu lanciato\nquesto grido d&#8217;allarme \u00e8 necessario spiegare alcune anzi, molte\ncose.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nbiblioteca di Agugliano, nel senso di luogo e strumento di raccolta\ndi libri, riviste, pubblicazioni insomma, affonda le sue radici\nalmeno fino al 1830. Il palazzo nel quale ci troviamo oggi invece \u00e8\ndal 1991 adibito a biblioteca, prima era centro di educazione, scuola\ninsomma. La raccolta era stata edificata in maniera pubblica da\ncittadini che per la maggior parte non sapeva leggere ma voleva\nimparare a farlo. Gli abitanti dei borghi di campagna erano dediti,\nfino all&#8217;avvento della rivoluzione industriale nel diciottesimo\nsecolo, all&#8217;agricoltura, all&#8217;allevamento del bestiame\ne ad altre attivit\u00e0 che non permettevano\ndi leggere, ma costoro per la maggior parte non si ponevano il\nproblema. Lo risolvevano in altri modi che vedremo.<\/p>\n\n\n\n<p>I\nsoli libri in precedenza posseduti erano stati nelle mani di conti,\nmarchesi, visconti, preti e coloro che lavoravano alle loro\ndipendenze, come i notai e qualche capitano d&#8217;arma, matematici come\nil Ruffini, da cui Borgo Ruffini, uno dei castelli esterni a\nAgugliano. Alle volte costoro facevano buon uso di questo bene, la\ncultura, altre volte la usavano solo per i loro interessi, ma questa\n\u00e8 un&#8217;altra storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Man\nmano che i cittadini poterono vivere in condizioni migliori, si\nfecero spazio anche le esigenze di descrivere la giornata, raccontare\namori, guerre e sogni, funzioni descrittive che erano state svolte,\nse capitava, dai cantastorie e dai burattinai. Le storie da loro\ndescritte costituiscono il pi\u00f9 antico bene che \u00e8 custodito nella\nBiblioteca di Agugliano, intitolata a Sara Iommi, giovane\nconcittadina morta in un incidente stradale pochi anni fa. Sara era\nproprio l&#8217;esempio della donna che si era istruita perch\u00e9 le sarebbe\npiaciuto insegnare, ricercare, e nello stesso tempo scriveva per\npassione, registrava ci\u00f2 che altri dicevano, insomma contribuiva al\nsapere e\nall&#8217;amicizia.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nnostra storia \u00e8 gi\u00e0 cominciata con la costruzione della collezione\ndei racconti dei cantastorie, parte del patrimonio scritto, che\ndatano al 1830. I racconti vennero divisi in Storie di Stalle, di\nPorcili, di Aie(perch\u00e8\nprima dell&#8217;epoca moderna i polli scorrazzavano liberi nei prati e\ndavanti alla casa dei contadini, assieme ai tacchini), di Vigneti, di\nCampi, di Frutteti, di Sagre, di Mercati, di Balli, di Matrimoni, di\nCorna, di Nascite, di Funerali. A loro volta nella biblioteca, che\nera una parte del palazzo comunale, man mano che si trovava la legna\nper costruire altri scaffali, i cittadini si potevano permettere di\nsuddividere le Storie in maniera pi\u00f9 appropriata.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle\nvolte sono le nuvole, alle volte i corvi, alle volte la televisione,\nma c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno incaricato di annunziare i cambiamenti in\npeggio del tempo o della vita. Quel giorno del 1970, quando ormai il\nComune di Agugliano s&#8217;era arricchito delle copie dei giornali usciti\nman mano in Italia, dal Corriere della Sera al Tempo, fino alla Voce\nAdriatica, al Popolo e all&#8217;Unit\u00e0, non senza che il Parroco avesse\nprotestato per quest&#8217;ultima, Menico si present\u00f2 con alcuni pacchi\nben legati stretti stretti di giornali colorati. Valentina, la\nbibliotecaria del Comune, gli domand\u00f2 con fare sospettoso:\u201cDove\nli hai presi quelli, in Russia?\u201d. Menico arretr\u00f2 sul momento di\nfronte a tanta veemenza, ma poi ritrov\u00f2 il fatto suo:\u201cSono\ngiornali a fumetti che sono stati stampati in Italia, e molti ragazzi\nli hanno usati per ripetere a casa quello che gli veniva insegnato a\nscuola. C&#8217;\u00e8 il Corriere dei Piccoli, Tex, Topolino, Fantomas&#8230;\u201d.\n\u201cVa bene, va bene\u201d disse Valentina, che aveva un debole per\nl&#8217;aspetto di quel giovane, ma non lo considerava molto istruito.\n\u201cTroveremo\nun posto anche per quelli. Lasciameli qui\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9\ntardi chiuse la Biblioteca, e si decise a sistemarli sugli scaffali.\nCome li videro arrivare, il Popolo e l&#8217;Unit\u00e0 si trovarono per la\nprima volta d&#8217;accordo nel dire:\u201cDove\nstiamo noi, non c&#8217;\u00e8 posto per quei cosi? Noi raccontiamo notizie: il\nPapa \u00e8 stato incoronato, gli Americani sono andati sulla Luna, i\nRussi non ci andranno mai&#8230;\u201d. Valentina li interruppe:\u201cDove\nstate voi ci stanno loro: non riportano notizie, ma fanno compagnia,\nci raccontano come si vive in paesi lontani; tu, Popolo, ci racconti\nper caso del deserto dell&#8217;Arizona? E tu&#8230;\u201d. Richiamati dal\ntrambusto, si erano avvicinati il Corriere della Sera, anno 1945, Il\nTempo, anno 1954, con la conquista del K2, e\navevano detto: \u201cVa bene, il mondo si evolve e non possiamo\nimpedirglielo. Cos\u00ec, per cominciare, potresti mettere su quegli\nscaffali sotto a me quel Corriere dei Piccoli, che magari mi racconta\nuna storia bella la sera, che faccio sempre tanta fatica ad\naddormentarmi. Poi se mi stufo me ne metti un altro, e un altro\nancora\u201d. Il Mattino di Napoli, che era furbo, chiese:\u201cA\nme non mi puoi mettere quel Tex l\u00ec sotto alla zampa dello scaffale,\nche balla, e non vorrei un giorno o l&#8217;altro ritrovarmi per terra?\nSembra solido, e pur di star qui vedrai che non rifiuter\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I\ngiornali, e con loro le riviste, lucide e patinate, le cui copertine\nportavano belle attrici e attori di successo, avevano saputo che i\n\u201cfumetti\u201d &#8211; come erano irrispettosamente stati battezzati i\ngiornalini &#8211; se non fossero stati accolti nella Biblioteca per\niniziativa di Menico, sarebbero finiti nella carta straccia, e molti\nloro fratelli ci finirono, perch\u00e9 tutti li consideravano inutili, e\nalcune persone pensavano anche che fossero\nstati stampati grazie all&#8217;influenza del Diavolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBell&#8217;accoglienza\u201d\ndisse con voce stridula un Topolino del 1956, mentre iniziava la sua\ngiornata come zeppa, in dialetto fiecca, che sosteneva l&#8217;impalcatura\nportante di dieci annate della Nazione di Firenze.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL&#8217;accoglienza\nsi d\u00e0\nalle persone fidate, come Galbani che vuol dire fiducia. Lo dice\nsempre la TV\u201d irruppe la Gazzetta dello Sport, ultima arrivata come\ngiornale sportivo, ma con l&#8217;irruenza dei parvenu&#8217;, o villani rifatti,\nper comprendere. \u201cCosa sappiamo noi che voi \u201cfumetti\u201d non ci\nattaccherete qualche fungo della carta, o con i vostri colori forti\nci intaccherete la struttura ossea\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nGazzetta esagerava ma, come tutte le cose esagerate, rischiava di far\npresa pi\u00f9 di quelle vere. Non successe nulla di\ngrave per l&#8217;intervento di Valentina,\nsempre all&#8217;opera come custode di cultura, e di Menico, che sognava un\nmondo migliore e\nistruito, ma al momento spiegava ai giornali i diritti dei fumetti\ne quando tornava a casa era comunque pieno\ndi polvere di stampa, altro che Stardust(polvere di stelle, nota\ncanzone romantica del tempo).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel\n1991 finalmente la Biblioteca Comunale eredit\u00f2 le strutture dal\nCentro di Sperimentazione Educativa, e tutte le pubblicazioni\ntrovarono un posto pi\u00f9 ordinato. I fumetti ormai non si scrivevano\npi\u00f9 solo con le nuvolette, ma anche con i sottotitoli, avevano\ndiritto alla mutua e alla pensione, ma ora era necessario fare fronte\ncomune contro i DVD, che volevano raccontare le storie da soli, con\nla voce degli attori, e\nall&#8217;inizio erano stati infilati dentro ad\nuno scatolone con le pareti foderate di plastica \u201ccicciottella\u201d,\nquella che attutisce urti e rumori, cos\u00ec quando dormivano non li\nsentivano russare.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;inverno\ndel 2018 fu particolarmente freddo; Menico e Valentina decisero di\nospitare un barbone, un povero senza casa, nella biblioteca che era\nstata intitolata a Sara Iommi nel 2016.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLei\nnon se la sarebbe avuta a male, e poi noi lo facciamo stare nella\nstanza degli e-book, cos\u00ec non d\u00e0 fastidio ai libri veri\u201d disse\nsottovoce Menico, che era rimasto un po&#8217; all&#8217;antica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNoi\ndovremmo stare con quel puzzolente l\u00ec, che quando ci avete ammessi\nnel 2010 ci avete fatto l&#8217;esame di gotico, di latino\ne ogni settimana ci cambiavate posizione\nperch\u00e9 non ci abituassimo&#8217;\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi,\ndovete stare con quel puzzolente l\u00ec, che fino a una settimana fa era\nprofessore all&#8217;Universit\u00e0 di Urbino, poi ha fatto tre metri di neve\ne\nhanno dovuto sgomberare la citt\u00e0. Allora quell&#8217;ingenuo ha pensato di\nandare al Sud perch\u00e8 \u00e8 caldo, e\ninvece qui ha fatto due metri di neve e\nabbiamo bisogno che si riposi senn\u00f2 non ci aiuta neanche lui\ndomani\u201d. \u201cSiamo rimasti isolati\u201d grid\u00f2 Valentina\u201d non\nfunzionano n\u00e9 telefoni n\u00e9 radio; ormai \u00e8 troppo tardi per\nandarcene\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu\nin quel momento che si ud\u00ec l&#8217;allarme lanciato da Cucciolo e Beppe,\nTiramolla, Ten Ten, Bib\u00ec, Bib\u00f2 e Capitan Cocoric\u00f2, Mafalda,\nCiccibum, Sussi e Biribissi. \u201cNevica, croller\u00e0 il tetto. Corriamo\nal riparo, raga, qui casca tutto, e se fa\ntutto pari non ci ritrovano pi\u00f9\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDove\nandate, bambocci\u201d li ferm\u00f2 Menico. Il professore, che era un\nmatematico di nome Augusto, era un po&#8217; disordinato, perch\u00e9 nel suo\nviaggio al Sud da Urbino ad Agugliano, che conosceva per via di\nRuffini, era stato derubato del portafoglio, del cappello, del\ntelefono, e\nuna volta arrivato nel paese non gli era\nrimasto che ripararsi dalla neve nell&#8217;atrio della Biblioteca Iommi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\nguarda Mafalda, il fumetto femminista. Ce l&#8217;aveva la mia prima\nmoglie, quella scalmanata. Ciccibum, con quei capelli, tre ciuffi. Ci\nprendevo sempre in giro mio fratello!\u201d. In men che non\nsi dica Menico, Augusto e Valentina si\nstrinsero nei loro cappotti, radunarono i pochi scatoloni non scritti\nper accendere un fuocherello, dopo aver messo in salvo tutti i libri,\naudio o di carta che fossero, e leggendo i fumetti degli anni della\nloro giovent\u00f9 riuscirono ad arrivare alla mattina, quando gli\nspalatori li trovarono addormentati appoggiati l&#8217;uno sull&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Era\nstata proprio una bella accoglienza. Il professore lo trovarono che\nstava finalmente leggendo alcuni fumetti che, quand&#8217;era giovane, si\nvergognava di solo nominare, come Skorpio e Dago, perch\u00e9\nraccontavano storie di\ncorsari e di\nguerrieri per poter disegnare donne belle e poco vestite. \u201cMolto\nbravi\u201d sentenzi\u00f2 Augusto, che nel frattempo si era rivestito con\ngiacca e gilet\u201cQuesti\nfumetti sono stati utilissimi la notte scorsa. Li porter\u00f2 con me a\nUrbino\u201d nascondendo un sorriso da adolescente preso a rubare la\nmarmellata.<\/p>\n\n\n\n<p>Beh,\nnessuno \u00e8 perfetto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38327\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38327\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCorriamo ai ripari, raga, qui casca tutto, e se fa tutto pari non ci ritrovano pi\u00f9*\u201d. 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