{"id":38268,"date":"2019-04-26T17:24:32","date_gmt":"2019-04-26T16:24:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38268"},"modified":"2019-04-26T17:24:35","modified_gmt":"2019-04-26T16:24:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-cuore-di-mamma-di-liliana-mianulli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38268","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Cuore di mamma&#8221; di Liliana Mianulli"},"content":{"rendered":"\n<p>Lo\nsguardo, fisso e vuoto sulle altre figure, si trasformava, a tratti, in una visione\nappannata e confusa. In uno di quegli istanti di assenza, con la mente che\naveva attraversato centinaia di discorsi solitari, qualcuno le si era piazzato\ndavanti e le stava dicendo qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon\nho capito\u00bb disse rimettendo a fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGiovanna\u00bb\nincalz\u00f2 l\u2019altra, porgendole la mano sorridendo. E aggiunse \u00able nostre bambine\nsono in classe insieme.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEcchisssenefrega!\u00bb\ntuon\u00f2, voltandosi dall\u2019altra parte e accendendo un\u2019altra sigaretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti\na quella replica e alla mano rimasta in aria senza risposta, con\nun\u2019occhiataccia sdegnata, torn\u00f2 accanto alle altre. Le guard\u00f2, <em>le madri normali<\/em>, mentre vigilavano sui\nbambini, soddisfatte e composte. Scosse la testa nervosamente e torn\u00f2 a\nscorrere freneticamente le dita sul display del cellulare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSignora,\nnon dovrebbe fumare qui! Ci sono i bambini!\u00bb le disse un signore anziano\ncontrariato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEcchissenefregaaaa!\u00bb\nreplic\u00f2 inviperita.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo,\nborbottando, port\u00f2 via il nipotino, inveendo contro di lei ancora per un po\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMamma..\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe\nvuoi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo\n.. io .. mi spingi?\u00bb chiese la bambina supplichevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Non\nrispose. Continu\u00f2 a scorrere sul display, su cui si avvicendavano modelle, blogger,\npolitiche, manager, donne indaffarate, donne sorridenti. Donne che avevano\ntutta l\u2019aria di esser serene e appagate. Che fossero in citt\u00e0 in mezzo al\ntraffico o che si fossero trasferite in campagna lontane dal mondo, avevano\ntutte la stessa fottutissima espressione serafica e compiaciuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Non\ncome lei: incontentabile e insoddisfatta persino dell\u2019aria che respirava. <\/p>\n\n\n\n<p>Le\ninvidiava dannazione! Senza sapere bene chi e per cosa ma si, le invidiava. <\/p>\n\n\n\n<p>E\ntanto bastava per stare da schifo. Ogni giorno. Ogni sacrosanto giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Provava\nsolo insofferenza a tutto, un rancore feroce e la maledetta sensazione di aver\nperso qualche grande occasione. <\/p>\n\n\n\n<p>Era\nrimasta incinta neanche ventenne e l\u2019avevano, pi\u00f9 o meno, costretta a diventare\nmadre. Non sentiva il bisogno di diventarlo, n\u00e9 avvertiva in s\u00e9 quel famoso\nistinto materno. <\/p>\n\n\n\n<p>Continuavano\ntutti a riempirle la testa con quello che avrebbe dovuto sentire, <\/p>\n\n\n\n<p>avrebbe\ndovuto fare, <\/p>\n\n\n\n<p>avrebbe\ndovuto desiderare. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma\nnon era quello che sentiva, <\/p>\n\n\n\n<p>n\u00e9\nquello che faceva, <\/p>\n\n\n\n<p>n\u00e9\nquello che desiderava.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\npotresti portarla al parco come fanno tutte le <em>madri normali<\/em>?\u201d aveva detto quella mattina con il solito tono\naccusatorio.<\/p>\n\n\n\n<p>E\nce l\u2019aveva portata. L\u2019aveva vestita, le aveva raccolto i capelli castani in una\ncoda fin troppo stretta dall\u2019elastico rosa a forma di caramella, le aveva messo\nle scarpe e infilato istericamente il cinturino nella fibbietta dorata. La\npiccola si era lamentata per il dolore e in risposta aveva ricevuto un sonoro\nceffone. Avevano preso il tram ed erano arrivate ai giardinetti. Contenti?<\/p>\n\n\n\n<p>Come\ntutte le altre <em>madri normali<\/em>. Peccato\nche lei avrebbe voluto solo scappare il pi\u00f9 lontano possibile da una vita che\nnon sentiva per niente sua. Se solo.. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMamma..\u00bb\nripet\u00e9 la voce di Greta al suo fianco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSi\npu\u00f2 sapere cosa diavolo vuoi?\u00bb sbrait\u00f2, attirando l\u2019attenzione di tutti i\npresenti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019altalena..\u00bb\nmormor\u00f2 la piccola \u00abvoglio andare sull\u2019altalena come tutti gli altri bambini\u00bb prosegu\u00ec\nimbronciata.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza\ndir nulla, la prese violentemente dal giubbino e la trascin\u00f2 davanti\nall\u2019altalena. <\/p>\n\n\n\n<p>La\nprese in braccio, la mise a sedere, prese le sue manine e le poggi\u00f2\nrabbiosamente sulle catene.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abStringi.\u00bb\nordin\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nbimba con i pugni ben serrati, non disse nulla. Si lasci\u00f2 spettinare la\nfrangetta e asciugare le lacrime dal vento. Le spinte erano violente e, sebbene\navesse pausa di arrivare cos\u00ec in alto, non si mosse neanche per un istante,\nimpegnata com\u2019era a tenersi saldamente per non cadere.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei,\ninvece, continuava a lanciare quel dannato seggiolino, sperando di liberarsi di\ntutta quella frustrazione e, con lei, di quel pesante fardello vestito di fiori e farfalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Di\nfianco, invece, Giovanna accompagnava delicatamente verso l\u2019azzurro del cielo, il\nsuo piccolo capolavoro biondo, elogiandone la straordinaria capacit\u00e0 di muovere\nle gambette dai calzini colorati.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUh!\nChe brava! Brava piccina!\u00bb diceva orgogliosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Le\naltre, sedute sulle panchine al centro, osservavano i bambini giocare con le\nformine e si scambiavano sguardi complici con Giovanna, guardando lei con i\nvolti disgustati, davanti ad una simile vergognosa incapacit\u00e0 materna.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBasta.\nScendi.\u00bb blocc\u00f2 quel gioco snervante di colpo, la prese e la rimise sulla\nsabbia. \u00abAndiamo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ne\naveva abbastanza. Se lui non l\u2019avesse costretta a portarla al parco, se non\nl\u2019avessero costretta a mettere al mondo quell\u2019essere che la importunava e le\nrendeva la vita un inferno, tutto sarebbe stato diverso. Ma non era cos\u00ec. Le\navevano tolto tutto. Quella ragazzina le aveva tolto tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMamma\nma..\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe\nvuoi?? Che diamine vuoi ogni secondo?\u00bb url\u00f2 spazientita strattonandola per un\nbraccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimase\nin silenzio la piccola, con le labbra tremanti e gli occhi lucidi, profondi e\nsofferenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Moll\u00f2\nla presa e inizi\u00f2 a camminare lungo il vialetto, sotto lo sguardo impaurito\ndegli altri bambini, delle <em>madri normali<\/em>\ninorridite e della sua bambina che, con tutto il suo turbamento, cercava di\nstarle dietro. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo\nalcuni metri, fu costretta a fermarsi per lasciar passare un carretto e cos\u00ec Greta\nriusc\u00ec a raggiungerla. La mano paffuta le tir\u00f2 di nuovo l\u2019orlo della giacca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCos\u2019altro\nvuoi? Cos\u2019altro accidenti vuoi?\u00bb strill\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9\nnon mi vuoi bene, mamma? Sono monella?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Con\ntutta la sua semplicit\u00e0 disarmante, Greta voleva una risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva\nle labbra serrate e gli occhi ben aperti, pronti alla verit\u00e0. Le guance rosee\nsi contraevano ritmicamente come se, con grande fatica ma con un ineccepibile\nrisultato, stesse impedendo alle emozioni di venir fuori.<\/p>\n\n\n\n<p>In\nsoli 10 metri quella bambina era cresciuta: aveva gi\u00e0 imparato a reprimere, a implorare,\na sentirsi colpevole per non essere amata. <\/p>\n\n\n\n<p>Come\nil peggiore degli adulti. <\/p>\n\n\n\n<p>Come\nil pi\u00f9 normale degli adulti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\nla prima volta, da quando era venuta al mondo, riusc\u00ec a provare per la sua\nbambina, un sincero affetto. Il corpo arido e ossuto fu pervaso dalle lacrime: quelle\namare di chi prende coscienza di quanto il suo egoismo possa far del male. Si\naccasci\u00f2 sul viale, con le gambe che non riuscivano pi\u00f9 a reggere nulla di\nquella vita e di quel momento, e si lasci\u00f2 andare ad un pianto disperato. <\/p>\n\n\n\n<p>Greta,\nsenza dir nulla, le si avvicin\u00f2 con la seriet\u00e0 e la saggezza dei suoi pochi\ncentimetri, le diede un bacio sul capo chino e scosso dai singhiozzi e, con le\nbraccia morbide e profumate di vaniglia, le cinse forte il collo.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:center\">*** <\/p>\n\n\n\n<p>Si\nchiamava Maria. Era mia madre. E quella fu l\u2019ultima volta che la vidi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\nquanto possa sembrare assurdo, sono felice che sia andata via e che non mi\nabbia mai pi\u00f9 cercata. <\/p>\n\n\n\n<p>La\nsua fuga, qualche ora dopo, fu il pi\u00f9 grande gesto d\u2019amore che potesse fare per\nme, convinta che se fosse rimasta al mio fianco, probabilmente, avrebbe finito\nper fare una pazzia o per fare della pazzia, la nostra normalit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Magari\nanche noi avremmo riempito qualche trafiletto di cronaca per aver fatto un\nsalto nel vuoto, come hanno fatto gi\u00e0 in tanti. Troppi. <\/p>\n\n\n\n<p>Forse\nmi avrebbe picchiata fino ad ammazzarmi oppure, come molte altre <em>\u201cmadri normali<\/em>\u201d, avrebbe semplicemente torturato\nogni giorno il mio desiderio di essere amata e accettata, condannandomi per\nsempre all\u2019inquietudine e all\u2019insofferenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ripenso\nspesso a quella mattina: tutte\nle volte in cui mi chiedo se le cose che sento, le strade che scelgo, le frasi\nin cui credo siano mie o di altri, di quelli che dicono cosa \u00e8 normale e\ndoveroso ma solo per rendere infelice te, cos\u00ec come lo sono stati loro. <\/p>\n\n\n\n<p>E\ncos\u00ec decido di fare quello che credo sia solo pi\u00f9 giusto per me. <\/p>\n\n\n\n<p>Ora\nso, grazie a te mamma, che il silenzio lo puoi riempire: con la musica, con chi\nresta e con la volont\u00e0 di fare di meglio di quanto hai visto. <\/p>\n\n\n\n<p>Il\nvuoto, invece, quello di una mancata serenit\u00e0, non lo puoi pi\u00f9 colmare e,\nlentamente si, ma ti uccide comunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Spero\ntu abbia trovato, lontano da me, il sorriso cui ero di ostacolo. <\/p>\n\n\n\n<p>Io,\ninvece, sorrido accarezzando il mio pancione: Luca nascer\u00e0 a settembre.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovunque\ntu sia, mamma, grazie. <\/p>\n\n\n\n<p>Amore, in fondo, \u00e8 anche tutto quello che ci lascia vivere e che ci rende liberi di essere felici.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38268\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38268\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sguardo, fisso e vuoto sulle altre figure, si trasformava, a tratti, in una visione appannata e confusa. 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