{"id":38230,"date":"2019-04-23T16:43:22","date_gmt":"2019-04-23T15:43:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38230"},"modified":"2019-04-23T16:43:24","modified_gmt":"2019-04-23T15:43:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-ernesto-di-vilma-buttolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38230","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Ernesto&#8221; di Vilma Buttolo"},"content":{"rendered":"\n<p>Come\nogni sera avevamo parcheggiato la nostra Panda lungo quel murales a disegni\ngeometrici, \u201cspartiacque tra due mondi, simili ma non uguali\u201d cos\u00ec dice\nLorella. A lei piace tanto. Che ci trover\u00e0 di speciale non so. E\u2019 solo un muro\nai bordi di una vecchia piazza e una via, un po\u2019 in salita, un po\u2019 stretta, un\npo\u2019 sporca, un po\u2019 allegra. Forse lei pensa al nuovo che avanza, la scuola\nHolden, la mongolfiera contro il resistere della via, cuore del Balon.<\/p>\n\n\n\n<p>Eravamo\nscesi dall\u2019auto e ci eravamo avviati verso casa. Io avevo gi\u00e0 camminato tanto e\ndesideravo mettermi tranquillo, disteso&nbsp;\nsopra al divano.&nbsp; Lorella per\u00f2 non\nsembrava&nbsp; convinta che la giornata fosse\nfinita e continuava a temporeggiare. Prima si era&nbsp; fermata davanti alla vetrina del rigattiere. No,\nnon quello vicino al ristorante cinese, da cui escono alcuni profumini, quello\ncon la proprietaria simpatica che tutte le volte mi fa un sacco di complimenti.\nNo. L\u2019altro. Quello vicino al portone di casa nostra. Viviamo l\u00ec. Noi due da\nsoli da quasi cinque anni.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nChe peccato Ernesto che non ti piacciano le bambole. Queste due \u2013 aveva detto\nindicando la vetrina \u2013 sono davvero uno splendore!<\/p>\n\n\n\n<p>Lorella\n\u00e8 cos\u00ec. Ama le cose vecchie, un po\u2019, come dire \u201cvintage\u201d, se vogliamo\nanche&nbsp; un po\u2019 strane. A volte la gente\nper strada si gira a guardarla. Io all\u2019inizio, folle di lei, pensavo: \u201c Perch\u00e9&nbsp; \u00e8 bella\u201d. In realt\u00e0 mi sono accorto, con il\ntempo, che non sono sguardi di apprezzamento. Sorridono o scuotono la testa\ncome per dire: \u201c Quella l\u00ec non \u00e8 tutta a posto\u201d. A me per\u00f2 non interessa. Nei\nsuoi abiti fuori tempo, con i suoi cappelli strani mi piace. Adesso come allora,\nquando l\u2019ho vista per la prima volta. Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo\npiaciuti subito. Il suo primo abbraccio non lo scorder\u00f2 mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti\na quella vetrina non so quale susseguirsi di pensieri aveva fatto ma di botto\naveva esclamato : <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nOddio ho finito le sigarette! <\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8\nche sia un salutista, figuriamoci con tutte le schifezze che mangio, per\u00f2\nquesta storia delle sigarette mi ha un po\u2019 stufato. Ecco quando fuma in casa \u00e8\nuno di quei pochissimi momenti che mi fa arrabbiare.&nbsp; Devo allontanarmi, magari anche trovare un\nposticino in cui rifugiarmi.&nbsp; Per\u00f2\nsopporto. Che altro potrei fare.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel\npreciso istante, alla parola \u201csigarette\u201d avevo capito che avrei dovuto\nattendere ancora un po\u2019 prima di rientrare e soprattutto avrei dovuto seguirla\nsu, su per quella via un po\u2019 in salita, un po\u2019 stretta, un po\u2019 sporca, un po\u2019\nallegra. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nErnesto dobbiamo andare dal tabaccaio. Dai tesoro, facciamo in un attimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho\npotuto neppure accennare un disappunto che con passo da alpino Lorella si\n\u00e8&nbsp; avviata lungo la via che porta al\ntabaccaio. Mentre io cercavo di starle dietro, o quanto meno a fianco, sentivo\nil rumore dei suoi stivali sui ciottoli scivolosi. Dicono sia una stradina\ncaratteristica per i suoi negozi d\u2019antiquariato, per i suoi locali artistici e\naccoglienti, per le foto appese ai balconi come lenzuola, per il via vai di\ncompratori e venditori della seconda domenica del mese. Chi ci passa ogni tanto\nne vede solo le bellezze. A me invece,&nbsp;\nnon \u00e8 mai piaciuta. Tra un ciottolo e l\u2019altro si rischia di\ninciampare.&nbsp; Farsi male \u00e8 un attimo. E\u2019\nper questo che Lorella cammina sempre&nbsp;\ndove il terreno \u00e8 meno dissestato, l\u00ec al centro, sui lastroni pi\u00f9\ngrandi. Il primo pezzo di via Borgo Dora era fatto, dovevamo solo&nbsp; attraversare la piazza. Libera dalle\nbancarelle sembrava anche pi\u00f9 grande. L\u2019insegna del tabaccaio era l\u00e0, luminosa\nin mezzo a tutte quelle altre luci di lampioni e finestre dell\u2019ora di cena. In\nquel momento della giornata schiamazzi e folla stanno altrove. Anche se qualche\nbar \u00e8 ancora popolato di suoni, questi&nbsp;\nsembrano attutiti dal buio. C\u2019\u00e8 un silenzio strano, che sai non\nappartenere a quel luogo ma che proprio per questo incanta. E anche quella sera\navevo rallentato per godermi quel mondo diverso da quello incontrato nelle mie\npasseggiate diurne. La voce di Lorella per\u00f2, mi aveva spronato ad accelerare.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nDai Ernesto veloce, che \u00e8 ancora aperto. Cos\u00ec non devo lottare con quello\nstupido distributore automatico.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovevamo\nallungare il passo perch\u00e9 Lorella diffida di qualunque&nbsp; tecnologia.&nbsp;\nGi\u00e0 la parola automatico la inquieta, per non parlare di virtuale. E\u2019\nuna donna di altri tempi a cui piace scrivere con carta e penna, confrontarsi\nper qualunque cosa con un altro umano piuttosto che con un video, un display. E\nquella sera con un distributore automatico.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi\nall\u2019angolo con la piazza dietro di noi un colpo di tosse, un raschiar di gola\nseguito da un rumore chiaro e distinto di qualcosa di umido che cade a terra.\nUn uomo nero, alto e grosso procedeva nel nostro senso e prima di superarci\naveva deciso di liberare i suoi bronchi. A quel comportamento, sicuramente poco\npiacevole, Lorella aveva avuto una reazione di disgusto un po\u2019 eccessiva. Di\nscatto si era scostata dal centro della strada con un balzo improvviso ed era\nfinita in una buca cadendo miseramente a terra. L\u2019uomo invece aveva proseguito\nper la sua strada non rendendosi conto di nulla. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nPorca vacca Ernesto! Mi sono rotta anche il collant! \u2013 aveva esclamato a bassa\nvoce. Lorella non alza mai i toni.&nbsp; In\ntutti questi anni di vita insieme, credo&nbsp;\ndi non averla mai vista arrabbiata. <\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno\ndei ragazzi appollaiati sulle sedie del dehor di fronte si era preoccupato di\nvenirla ad aiutare. Non so se perch\u00e9 mi avevano visto o perch\u00e9 in realt\u00e0 erano\nragazzi\u201dinsensibili\u201d come dice spesso Lorella parlando dei giovani maschi.\nInvece erano accorsi tre uomini stranieri, quelli che quando parlano aspirano\ncontinuamente le lettere. \u201cPer non lasciale libere di andare\u201d sostiene Lorella.\n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nSignora si \u00e8 fatta male? Se vuole possiamo portarla in ospedale? \u2013 Le ha\ndomandato uno, in un italiano chiarissimo, mentre l\u2019aiutava a sollevarsi. Un\naltro le ha raccolto il&nbsp; cappello che le\nera caduto e glielo ha restituito insieme ad un sorriso sghembo. Solo il terzo\nstava fermo l\u00ec a guardarmi&nbsp; con un certo\ntimore. Figuriamoci! Io sono cos\u00ec tranquillo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No\ngrazie, non mi sono fatta nulla \u2013 aveva poi detto incerta Lorella. Aveva\nsorriso e, cercando il mio sguardo, con il buco nei collant aveva proseguito a\npasso svelto verso quella luce azzurrognola all\u2019angolo della piazza. <\/p>\n\n\n\n<p>La\ntabaccheria, nel frattempo aveva gi\u00e0 chiuso e nonostante dentro ci fosse ancora\nil proprietario, Lorella non era riuscita a farsi aprire. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Usi il\ndistributore automatico \u2013 le aveva gridato l\u2019uomo che era all\u2019interno.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;\nAccidenti Ernesto dovr\u00f2 usare questo \u2013 mi aveva detto indicando il\ndistributore&nbsp; di fronte a noi e subito\ndopo immergendosi nella sua grande borsa&nbsp;\nper tirarne fuori la&nbsp; banconota\ngiusta. L\u2019avevo vista sudare nella ricerca delle sigarette preferite e poi\ndella fessura in cui inserire il denaro. Sembrava una bambina. Ogni tanto si\ngirava indietro, verso i locali dove ci fermavamo per un caff\u00e8 o un aperitivo.\nChiusi. Dietro di noi solo un uomo in attesa del suo turno.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Posso\naiutarla?&nbsp; &#8211; Le aveva detto ad un certo\npunto. A guardarlo bene mi era sembrato anche lui un po\u2019 stranino con quei\ncapelli grigio topo, cos\u00ec spettinati. E anche i suoi vestiti consumati non gli\ndonavano un bell\u2019aspetto. Ma Lorella lo aveva guardato, senza timori e poi\nsorridendogli gli aveva dato la banconota da 5 euro. Anche lui aveva sorriso,\nprendendo il denaro. Ad ogni passaggio del distributore automatico si erano\nscambiati sguardi e sorrisi. Fino all\u2019arrivo del pacchetto di sigarette che,\nnella fretta, avevano raccolto entrambi trovandosi cos\u00ec mano nella mano. A quel\npunto il fastidio provato fino in quel momento era arrivato al limite.\nIntruffolandomi tra loro, ero finalmente riuscito ad attirare l\u2019attenzione su di\nme.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo\nallora lo sconosciuto mi aveva squadrato, capendo subito chi fossi. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Questo\ns\u00ec che \u00e8 un cane che mi piacerebbe avere! Un bel bassotto a pelo duro.<\/p>\n\n\n\n<p>Che tipo\nquesto qui. Speriamo resti con noi per un bel po\u2019.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38230\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38230\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ogni sera avevamo parcheggiato la nostra Panda lungo quel murales a disegni geometrici, \u201cspartiacque tra due mondi, simili ma non uguali\u201d cos\u00ec dice Lorella. 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