{"id":38212,"date":"2019-04-23T16:36:43","date_gmt":"2019-04-23T15:36:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38212"},"modified":"2019-04-23T16:36:46","modified_gmt":"2019-04-23T15:36:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-il-bambino-di-burro-di-girolamo-titone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38212","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Il bambino di burro&#8221; di Girolamo Titone"},"content":{"rendered":"\n<p>Per il bambino quella quercia era sempre esistita. <br>Solitaria e maestosa, squarciava l\u2019oro dei campi con la chioma lussureggiante e i rami vigorosi. Aveva posto le sue radici in un punto morbido e leggermente ondulato, senza rocce, con una vista sul mondo che non aveva confini per centinaia di metri. Era come se avesse scelto quel luogo dopo una ricerca durata secoli.  <br>Dalla terra, il tronco si ergeva solido e saggio. Le sue rughe, profonde e numerose, tradivano il lungo passare degli anni e disegnavano solchi simili ad arature primaverili. Districandosi tra affanni e attese, la vita scorreva in quei rigagnoli come linfa grezza. Un incessante fluire che si specchiava ora nel correre industrioso delle formiche, ora nella vitale immobilit\u00e0 delle lucertole metalliche.  <br>Il piccolo reclin\u00f2 leggermente la testa appoggiandola al collo possente del suo cavallo e, senza dire nulla, guard\u00f2 lontano. Poi vide soltanto il muro bianco, e accolse con sollievo l\u2019asprezza della corda che lo avrebbe ucciso&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p> Pioveva da tre giorni, e le campagne vomitavano sulle strade impervie fiumi di fango che avevano trattenuto per mesi. L\u2019inverno era sopraggiunto tardi quell&#8217;anno, e i primi vagiti di gennaio lasciavano presagire l\u2019arrivo di mesi spietati. I due uomini si incontrarono sul finire della strada. Il primo s\u2019era nascosto tra i cespugli e ne era uscito solo quando aveva avuto la certezza che quella figura appena arrivata fosse proprio chi stava aspettando. L\u2019aveva raggiunto concentrandosi sugli ultimi tiri della sigaretta, che gett\u00f2 poi tra le erbacce bagnate senza preoccuparsi di spegnerla. L\u2019altro, di qualche anno pi\u00f9 giovane, lo prese sottobraccio fissandolo per un istante. <br> \u00abFigliolo, andiamo!\u00bb gli disse sorridendo.  <br> I due s\u2019incamminarono verso il casolare sostenendosi a vicenda, ma era l\u2019uomo pi\u00f9 giovane a guidare i passi dell\u2019altro, come a voler sottolineare chi comandasse tra loro.  <br>\u00abE u canuzzu? Tutto a posto?\u00bb  <br>\u00abTutto a posto. Ha mangiato, \u00e8 tranquillo.\u00bb  <br> Il terzo uomo li raggiunse poco dopo, quando si erano gi\u00e0 fatte le nove di sera. Le tre figure confabularono tra loro per un po\u2019, poi separarono le loro strade e si diressero verso il paese penetrando silenziosamente nel buio soffocante di quella notte. <\/p>\n\n\n\n<p> Il vento consegn\u00f2 al piccolo il fragore del mare lontano. Non lo sentiva da tanto tempo, e non vedeva quella distesa tumultuosa da un tempo ancora maggiore. Serr\u00f2 le gambe attorno ai fianchi del suo cavallo e lo spron\u00f2 coi talloni per dargli l\u2019ordine di avviarsi. Era come se i colori di quella campagna si offrissero a lui per la prima volta. Ora Giuseppe non percepiva pi\u00f9 quella stanchezza che lo aveva braccato durante gli ultimi anni della sua esistenza. Pensava solo al mare, e al profumo dei fiori che lastricavano i terreni circostanti sfumandone i contorni regolari. Decise di percorrere quella strada senza affrettare il passo, e cominci\u00f2 a indugiare perdendosi nella trama fitta dei suoi pensieri.  <br>Aveva conosciuto Giulia in prima media, e le era subito piaciuta. Non era come le altre compagne, lei. Veramente lei non somigliava a nessuno di quelli che aveva conosciuto fino ad allora. Aveva uno sguardo pulito, e gli occhi sempre lucidi per lo stupore. Si lasciava affascinare da ogni cosa che mostrasse una scintilla di originalit\u00e0, e lui pendeva dalle sue labbra quando gli raccontava delle tante scoperte che avrebbe fatto. Sentiva di amarla oltre ogni misura e l\u2019avrebbe voluta tenere con s\u00e9 per sempre. Ma sapeva bene che ora, quella strada, l\u2019avrebbe dovuta percorrere da solo.  Ad un tratto fu come risvegliarsi da un sonno leggero, e si accorse di essere giunto a destinazione. Il mare era l\u00ec, dietro quella piccola duna che le piante selvatiche avevano in parte ricoperto. Lo sent\u00ec urlare, con la sua voce profonda, e si ferm\u00f2 per un istante ad ascoltare quella malinconica canzone.  <\/p>\n\n\n\n<p> La puzza di muffa non concedeva alcuna tregua alle narici dell\u2019uomo. Sapeva di aver lasciato da qualche parte gli attrezzi che doveva prendere e cercava di districarsi tra i cavi ammonticchiati e i bancali pieni di piccole e grandi minuterie. Quella notte il freddo era penetrante e si insinuava tra le fessure del magazzino rendendo lenti e imprecisi i suoi movimenti. <br>\u00abCurnutu di lu diavulu. Ma dunni fin\u00ecu?\u00bb si chiese, infastidito dal protrarsi di quella esplorazione.  <br>Giunto nella parte pi\u00f9 interna dello stanzone, scost\u00f2 una pila di cartoni che sembrava nascondere un recesso poco profondo nel quale poteva esserci ci\u00f2 che stava cercando. Il grasso depositato su alcuni arnesi che aveva dovuto ispezionare durante la sua ricerca gli aveva invaso le mani rendendogliele appiccicose. Cos\u00ec prefer\u00ec darsi una leggera pulita prima di indossare i guanti di pelle. Si chin\u00f2 afferrando due fusti che maneggi\u00f2 con cura per paura che qualche piccola fuoriuscita di acido potesse marchiarlo per sempre. Questo lavoro stasera non ci voleva proprio. Veramente sarebbe stato meglio non farlo, n\u00e9 stasera n\u00e9 mai. Ma chi si sarebbe azzardato a dirglielo al capo? Lui era uno di quelli che non accettava obiezioni, e di fare lui la fine di quel cane non ne aveva proprio intenzione.  <br>Ripul\u00ec velocemente le pareti esterne dei recipienti per non sporcarsi i vestiti durante il trasporto e si avvi\u00f2 verso il casolare. <\/p>\n\n\n\n<p> Non poteva essere uno spettacolo pi\u00f9 bello. Il bambino chiuse gli occhi perch\u00e9 quel mare che furoreggiava all&#8217;improvviso davanti a lui potesse restare nei suoi pensieri per sempre. Aveva immaginato molte volte il momento in cui l\u2019avrebbe rivisto, ma niente era paragonabile alla meraviglia che stava provando. Le onde squassavano gli scogli in lontananza e la schiuma, bianca e leggera, dipingeva forme vaporose nell&#8217;aria limpida del mattino. Le sue lacrime ripulirono lo sguardo un tempo offuscato, e ora che poteva vedere di nuovo cerc\u00f2 di catturare ogni singolo granello di bellezza, e riemp\u00ec i polmoni di aria nuova. <br> D&#8217;un tratto sent\u00ec una voce familiare provenire da lontano:  <br> \u00abGiuseppe, vieni! \u00c8 pronto!\u00bb diceva.  <br> Era la voce della mamma, quella. Finalmente la poteva sentire di nuovo, ed era bella proprio come se la ricordava.  <br>Si volt\u00f2 a guardare un\u2019ultima volta il mare, e poi risal\u00ec veloce i fianchi del suo cavallo e galopp\u00f2 pi\u00f9 veloce che poteva.  <br>L\u2019aria quasi lo attraversava e gli scompigliava i capelli morbidi che si sollevavano come fiamme indomabili. Vide i suoi sotto l\u2019albero di gelso. C\u2019era la mamma Francesca, e il fratellino Nicola, e il nonno e il pap\u00e0 Santino. Erano tutti l\u00ec, tutti insieme, ad aspettare lui che non tornava a casa da anni. E c\u2019era Giulia, coi suoi occhi luminosi e i capelli legati a treccia che le cingevano il capo come una corona. E c\u2019era il sorriso che aveva perduto tanto tempo fa e che ora ritrovava nei volti della sua famiglia. Scese veloce da cavallo e corse ad abbracciarli. Uno per uno, prendendosi tutto il tempo necessario a ripagarsi degli anni di assenza. E fu felice.  <br>Facevano tutti odore di carne arrostita. Giuseppe la vide sfrigolare sulla brace allegra e prov\u00f2 il desiderio di rubarne un pezzetto, come era solito fare durante le scampagnate attirandosi le urla giocose del nonno. E cos\u00ec ne rub\u00f2 un pezzetto. <\/p>\n\n\n\n<p> Seduti uno di fronte all&#8217;altro, i tre uomini mangiavano silenziosamente. L\u2019odore della carne arrostita fatta in padella aveva invaso la piccola sala dove usavano consumare i pasti. Era insolito vedere quella modesta comitiva riunita, ma l\u2019occasione era speciale. Ogni tanto ridacchiavano per qualche balordaggine di cui la gente del paese si era macchiata e che il pi\u00f9 anziano di loro riportava con dovizia di particolari. Infine, venne il momento. <br>Uno dei tre tagli\u00f2 un pezzo di corda da una fune che si trovava all\u2019esterno. La porse al pi\u00f9 giovane che la annod\u00f2 in un cappio, con cura, senza alcuna agitazione. Intanto, il terzo preparava il fusto in cui avrebbero gettato il corpo. Vi vers\u00f2 l\u2019acido e chiuse il coperchio. Poi scesero nella stanza. <\/p>\n\n\n\n<p> Il piccolo s\u2019incammin\u00f2 lungo il sentiero. Sentiva dei rumori lontani, come di persone che si affaccendavano, ma non ci bad\u00f2 troppo. La campagna soleggiata accoglieva languidamente i suoi passi sicuri. Con lui, il suo compagno di cavalcate. <br> Not\u00f2, appena sulla destra, davanti a s\u00e9, una curva. La segu\u00ec, e poi penetr\u00f2 nel campo di grano che si dischiudeva come un tappeto di seta dorata. Sentiva la sua meta ormai vicina. Super\u00f2 la piccola collina e la vide\u2026  <br>Per il bambino quella quercia era sempre esistita. Solitaria e maestosa, squarciava l\u2019oro dei campi con la chioma lussureggiante e i rami vigorosi. Il piccolo reclin\u00f2 leggermente la testa appoggiandola al collo possente del suo cavallo e, senza dire nulla, guard\u00f2 lontano. Poi, per un istante, vide soltanto il muro bianco della cella, e accolse con sollievo l\u2019asprezza della corda attorno al collo.  <br>\u00abMi dispiace, tuo pap\u00e0 ha fatto il cornuto\u00bb disse uno dei tre uomini bloccandogli le gambe.  <br>Il suo corpo, ormai molle e debole, pareva fatto di burro.  <br>Il piccolo non rispose. Adesso che ogni desiderio era stato realizzato, era pronto ad andare. Cos\u00ec Giuseppe fece un respiro profondo, chiuse gli occhi e and\u00f2\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38212\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38212\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per il bambino quella quercia era sempre esistita. 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