{"id":38197,"date":"2019-04-20T13:20:30","date_gmt":"2019-04-20T12:20:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38197"},"modified":"2019-04-23T15:10:11","modified_gmt":"2019-04-23T14:10:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-cantico-di-anna-rosa-perrone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38197","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Cantico&#8221; di Anna Rosa Perrone"},"content":{"rendered":"\n<p>Madre Raffaella era nata a Burgos, un minuscolo paese incastonato fra le colline sarde, di poche anime e molte greggi. Alla sua nascita era stata registrata all\u2019ufficio anagrafe con il nome di Antonia Piras.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua famiglia era abbastanza agiata: per controllare e accudire le propriet\u00e0, suo padre non aveva bisogno di stare lontano da casa poich\u00e9, alle sue dipendenze, aveva servi pastori.<\/p>\n\n\n\n<p>Sin da piccola aveva patito quella presenza costante fra le mura domestiche, mentre nelle famiglie dov\u2019erano le donne a custodire il focolare e ad amministrare l\u2019educazione dei figli si respirava un\u2019aria migliore. Almeno cos\u00ec raccontavano le compagne di giochi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ore delle sue giornate erano scandite dalla voce perentoria del padre Gavino, che cadenzava i ritmi della casa e imponeva a sua madre Annedda ogni cosa: pena discussioni infinite, durante le quali la genitrice non poteva far altro che star zitta e abbassare gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>I penosi rientri notturni del padre erano stati per anni la sua angoscia e quella di sua madre la quale, per trovare conforto e protezione, teneva nel proprio letto lei e i suoi fratelli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordava ancora il suo incedere malfermo sulle gambe, le frasi impastate dal vino, lo sbattere di sedie e stoviglie e l\u2019odore del cannonau corso a fiumi durante la sera. Tutto in linea con la figura dell\u2019uomo forte, \u201cbalente\u201d del paese, a cui non poteva di certo sottrarsi Gavino Piras.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mai aveva visto suo padre accarezzare la moglie e dirle una parola gentile, mai aveva sentito quelle mani ruvide sul suo viso in un gesto di tenerezza. Bench\u00e9 non ci fossero mai stati episodi di violenza, tutti erano consapevoli, guardando Annedda, del suo sacrificio. Si respirava sempre una brutalit\u00e0 repressa: la parola libert\u00e0 l\u2019avevano conosciuta solo in \u201csu vocabolario\u201d, il libro nel quale erano contenute tutte le parole della lingua italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Sin da piccola Antonia aveva disegnato il suo futuro pensando a come liberarsi di quella oppressione, e sin da allora aveva fatto a s\u00e9 stessa una promessa: mai si sarebbe sottomessa ad un uomo, mai avrebbe subito nell\u2019anima le molte offese sopportate da sua madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva sviluppato negli anni un odio viscerale per quel padre padrone che avrebbe ucciso, se avesse potuto farlo senza dare un dolore alla madre. Aveva visto i fratelli liberarsi dell\u2019impiccio di quella vita e degli angusti orizzonti andando in Seminario, poich\u00e9 nelle famiglie perbene l\u2019unica cosa a cui non si metteva intralcio era la \u201cvocazione\u201d, anche se la gestione del patrimonio ne avrebbe potuto ricevere nocumento.<\/p>\n\n\n\n<p>Andando in seminario, i suoi fratelli avevano evitato il freddo e la solitudine degli ovili sulle montagne, perch\u00e9 la professione di servo pastore era gi\u00e0 stata confezionata per loro alla nascita. Avevano potuto studiare e Gavino si era dovuto rassegnare al fatto di non poter decidere del loro destino come se fossero stati una cosa sua. Cos\u00ec Luigi e Sebastiano, i suoi fratelli, per riscattarsi da lui avevano dovuto accettare di essere una cosa di qualcun altro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Antonia aveva fatto le elementari a Burgos e le medie in un altro paese a pochi chilometri.&nbsp;&nbsp;La sua istruzione si sarebbe interrotta con quel diploma, in attesa di un buon matrimonio, se il parroco non avesse creduto di osservare anche in lei, cos\u00ec devota e brava a scuola, la grazia della vocazione religiosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia Don Angelo non sapeva che Antonia andava in Chiesa per cambiare aria, per non sentire il peso del sacrificio di sua madre, per liberarsi della terribile \u201cvoce\u201d del padre. N\u00e9 capiva che, nei libri, i suoi occhi cercavano altri orizzonti oltre le colline e anche pi\u00f9 in l\u00e0, sino ad arrivare in \u201ccontinente\u201d. Voleva scoprire se altre vite erano possibili, voleva studiare una via di fuga che non apparisse tale alla gente del paese, ma soprattutto a suo padre. Gavino non doveva essere in condizione di costringerla a ritornare a casa e, soprattutto, non doveva potersi vendicare della sua condotta a danno di sua madre. Fu cos\u00ec che anche ad Antonia venne la \u201cvocazione\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chiusa nella sua stanza, Madre Raffaella pregava. Ogni notte apriva un poco i battenti della sua finestra per sentire l\u2019odore della vita nell\u2019aria umida. Le piaceva stare nascosta nell\u2019oscurit\u00e0, nuda e in ginocchio, per sentirsi i capelli finalmente liberi sulle spalle e il tenue bagliore della luna rimbalzare giocando sulla sua pelle candida.<\/p>\n\n\n\n<p>Il freddo in quei momenti le pervadeva le carni, ma il sentire il suo sangue quasi defluire era una sensazione piacevole: il suo corpo diventava inanimato e finalmente svincolato dalle costrizioni dell\u2019abito conventuale.<\/p>\n\n\n\n<p>In alcuni momenti pensava sarebbe stato bello trovarsi per miracolo ricoperta da un manto di neve, svegliarsi e avere una altra vita, come la terra dopo il disgelo a Burgos\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Sapeva di aver fatto la scelta migliore, forse l\u2019unica possibile. E poi, non era stata sempre la Madonna a consolarla nei momenti peggiori, a darle rifugio?<\/p>\n\n\n\n<p>Ma allora come mai da qualche tempo neanche la notte era pi\u00f9 sua amica, n\u00e9 le preghiere, ripetute ossessivamente in ogni momento della giornata, riuscivano pi\u00f9 a scacciare gli strani tremori del suo cuore? Perch\u00e9 sentiva come una schiavit\u00f9 le bende che comprimevano il suo seno, e ogni mese piangeva vedendo il sangue rosso del suo mestruo?<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva fatto una scelta, la migliore o l\u2019unica possibile, ma Antonia era ancora nel suo letto e dentro le sue carni, e chiedeva semplicemente di vivere.&nbsp;&nbsp;Eppure aveva raggiunto un grado monastico ragguardevole: Superiora dell\u2019Istituto delle Vicenziane in un piccolo paese di mare ai confini del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma davvero era stata lei a decidere della sua vita?<\/p>\n\n\n\n<p>Pensava ancora al giorno in cui, vestendo l\u2019abito, aveva guardato il padre con uno sguardo fermo, per la prima volta di sfida. Ma ora il dubbio le prendeva la gola sin quasi a strozzare il suo fiato: aveva davvero vinto la sua battaglia silenziosa, oppure Gavino aveva ancora una volta stabilito le regole, e la sua libert\u00e0 di decisione era stata solo una illusione?<\/p>\n\n\n\n<p>Per liberare il canto che le si strozzava in gola, ora aveva bisogno di fare qualcosa di tangibile per s\u00e9 stessa, un percorso fuori dalle righe e oltre le ristrette regole dell\u2019ordine: le mura dell\u2019istituto non dovevano servire solo a rendere muto il fiato greve di suo padre.<\/p>\n\n\n\n<p>No, la sua vita doveva essere gioia, non la costrizione di un cilicio!<\/p>\n\n\n\n<p>E adesso forse aveva trovato l\u2019opportunit\u00e0: in quel paese con le sue regole non scritte, il muro fra i ricchi e i poveri sarebbe stata la sua palestra.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019immagine del suo primo giorno di scuola da insegnante all\u2019istituto era da giorni nei suoi pensieri: lei davanti ai banchi occupati dagli allievi, divisi in funzione del ceto sociale delle loro famiglie: lo aveva capito dai loro grembiuli, dai colletti, dalle scarpe e dalle cartelle in cui riponevano i libri a fine lezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Le direttive sulla sua condotta didattica le erano state impartite dal parroco del paese in una riunione preliminare, durante quale le era sembrato di sentire sul collo nuovamente il fiato di Gavino:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Cara Madre bisogna evitare tutti gli errori e lei si deve affidare alla mia esperienza: sar\u00f2 il suo viatico\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Le crude parole che aveva aggiunto, ancora risuonavano nei suoi timpani: \u201cdiamo a Dio quel che \u00e8 di Dio, ma a Cesare ci\u00f2 che \u00e8 di Cesare\u201d!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pensava con fastidio alle frequenti visite del parroco all\u2019istituto, spesso le sembrava di essere sottoposta al suo controllo attraverso lo sguardo delle altre suore\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>No, quel prete che tanto assomigliava a suo padre nell\u2019incutere soggezione e regole, non&nbsp;sarebbe stato il modo con cui subdolamente ancora una volta avrebbe continuato a&nbsp;sentirsi sotto il giogo del genitore: i suoi occhi non dovevano pi\u00f9 chinarsi per sfuggire alle&nbsp;domande, per non rivelare i suoi pensieri nascosti. Aveva abbracciato quell\u2019ordine&nbsp;folgorata dalla figura di Luisa di Marillac, la fondatrice, di cui aveva apprezzato soprattutto&nbsp;lo spirito libero, non convenzionale, l\u2019impegno nell\u2019istruzione dei pi\u00f9 poveri e il suo motto&nbsp;\u201cla carit\u00e0\u201d ci stimola a cambiare le cose\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente dalla finestra vide entrare un fascio di luce sent\u00ec il suo corpo destarsi dopo l\u2019inverno e \u201ccantare\u201d e vide le sue mani fiorire porgendo agli sguardi affamati provenienti\u00a0 dagli ultimi banchi della sua classe l\u2019asta della conoscenza quella in grado&nbsp;di superare&nbsp;&nbsp;il muro delle diseguaglianze.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38197\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38197\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Madre Raffaella era nata a Burgos, un minuscolo paese incastonato fra le colline sarde, di poche anime e molte greggi. 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