{"id":38179,"date":"2019-04-19T16:50:06","date_gmt":"2019-04-19T15:50:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38179"},"modified":"2019-04-19T16:50:08","modified_gmt":"2019-04-19T15:50:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-shock-economy-di-andrea-perina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38179","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Shock Economy&#8221; di Andrea Perina"},"content":{"rendered":"\n<p>&#8220;<em>Solo\nuna crisi, reale o percepita, produce vero cambiamento. Quando quella\ncrisi si manifesta, le azioni intraprese dipendono dalle idee che\nsono in circolo. Questa, io credo, \u00e8 la nostra funzione basilare:\nsviluppare alternative a politiche esistenti, tenerle in vita e a\ndisposizione finch\u00e9 il politicamente impossibile diventa\npoliticamente inevitabile<\/em><em>\u201d<\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Milton\nFriedman, 1982.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il\nprimo ad accorgersi che stava succedendo qualcosa di strano non fu,\ncome sempre, Pin\u00ecn; fu invece quel Gianni, o Giovanni, anzi no:\nJimmi si faceva chiamare, e a Pin\u00ecn gi\u00e0 stava antipatico, con quel\nnome \u201cmericano\u201d, che si sommava a tutti quei tatuaggi etnici e\npara-religiosi che il vecchio camallo trovava insopportabili alla\nvista. Eppure, quando Jimmi gli fece notare che quell&#8217;enorme\nportacontainer della Novosibirsk era la quarta che attraccava in\nporto (invece delle tre in un&#8217;ora, come da contratto sottoscritto\npochi mesi prima), Pin\u00ecn dovette ammettere che aveva proprio\nragione, e promise a lui e a tutti i compagni di lavoro che sarebbe\nandato subito a chiedere spiegazioni alla Capitaneria.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>\n\tE&#8217;\n\tuna situazione di emergenza, Pin\u00ecn; vi avremmo avvertiti noi, a\n\ttempo debito \u2013 gli disse il capitano Valeri \u2013 in realt\u00e0 siamo\n\tstati presi alla sprovvista anche noi.\n\t<\/li><li>\n\tAh,\n\tperfetto \u2013 rispose il vecchio camallo, con tono seccato \u2013 per\u00f2\n\til lavoro ce lo dovremo sorbire noi, e senza programmazione. E a\n\tcosa \u00e8 dovuta questa emergenza?\n\t<\/li><li>\n\tMa\n\tvoi del sindacato non sapete proprio nulla di quello che succede nel\n\tmondo? &#8211; Valeri sembrava stupito da tanta ignoranza \u2013 Ungheria e\n\tCecoslovacchia hanno deportato alle loro frontiere i migranti che in\n\tun primo momento avevano accolto, e la NATO ha dichiarato lo stato\n\tdi allarme.\n\t<\/li><li>\n\tAh,\n\te noi che c&#8217;entriamo?\n\t<\/li><li>\n\tA\n\tWashington hanno deciso che serve una risposta dura, e hanno\n\tmobilitato l&#8217;esercito; per\u00f2, siccome il Pentagono ha esternalizzato\n\til servizio di  trasporto, \u00e8 la Novosibirsk che si occupa del\n\ttrasferimento dei mezzi, autoveicoli e carri armati. E Genova \u00e8 il\n\tporto pi\u00f9 vicino, dopo che la Germania ha chiuso quelli greci.\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Pin\u00ecn\ntorn\u00f2 dai colleghi con la brutta notizia, ma con la promessa che ci\nsarebbe stata una pausa ragionevole tra lo scarico di una nave e\nun&#8217;altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Non\npoteva sapere che quella promessa sarebbe stata disattesa quasi\nsubito: infatti, appena dieci minuti dopo lo scarico della Sverige\ngiunse l&#8217;ordine di procedere con l&#8217;ultima delle arrivate, la\nNantucket. Alla notizia, ci fu un subbuglio e tutti gli uomini si\nrivolsero a Pin\u00ecn: &#8211; Ora vado da Valeri \u2013 promise.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>\n\tMi\n\tdispiace, ma ho le mani legate \u2013 gli rispose l&#8217;ufficiale \u2013\n\tadesso la cosa \u00e8 nelle mani dell&#8217;esercito americano.\n\t<\/li><li>\n\tCosa?\n\t&#8211; Pin\u00ecn era allibito \u2013 ma \u00e8 legale? Io sono ignorante, per\u00f2 so\n\tche siamo ancora uno stato sovrano.\n\t<\/li><li>\n\tEhm,\n\ta quanto pare no, in situazioni eccezionali come questa entra in\n\tvigore la direttiva UE n. 15999 che d\u00e0 alle Forze Armate NATO e USA\n\ttutti i poteri, per quanto riguarda trasporti e logistica. Sono\n\tveramente desolato, Pin\u00ecn \u2013 cos\u00ec disse Valeri, lasciando il\n\tposto di comando.\n\t<\/li><li>\n\tE\n\tadesso dove va?\n\t<\/li><li>\n\tIl\n\tmio posto per questa operazione verr\u00e0 preso dal colonnello\n\tDogherty, dell&#8217;esercito statunitense. Ci vediamo, Pin\u00ecn.\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il camallo torn\u00f2 dai suoi compagni terreo: per la prima volta in vita sua, si vergognava del suo ruolo di semplice portavoce senza alcun modo di intervenire sugli eventi, che passavano sopra di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Spieg\u00f2\nla situazione, e contrariamente a quanto si immaginava, la reazione\ngenerale fu una sola: Sciopero! Uno dei pi\u00f9 agitati era proprio\nJimmi, e Pin\u00ecn lo apprezz\u00f2 molto. Organizzarono un cordone per\nimpedire l&#8217;accesso al molo, mentre gli addetti alle gru\nscarica-container scendevano dalle postazioni. Pin\u00ecn e gli altri\nsindacalisti di base organizzarono un&#8217;assemblea, nella quale\nribadirono l&#8217;astensione dal lavoro in attesa di parlare col nuovo\ndirettore del porto, che sarebbe arrivato qualche ora dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Pin\u00ecn\nsi rinfranc\u00f2 di quella risposta dei lavoratori: spontanea, forte e\ndecisa. Si sentiva ringiovanito di almeno vent&#8217;anni, da quando cio\u00e8\ni movimenti di sinistra non erano ancora evaporati al sole\nabbagliante della globalizzazione ed indire uno sciopero selvaggio\nnon era visto come un disagio incomprensibile da parte di\nirresponsabili nemici dello stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Grande\nfu la sorpresa quando arriv\u00f2 il comandante Dogherty: Pin\u00ecn e gli\naltri si aspettavano un&#8217;auto militare, invece arriv\u00f2 un reggimento\ndi marines armati e piuttosto bellicosi. Sicuramente erano stati\navvertiti dei disordini al porto, e si erano preparati di\nconseguenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Dogherty\nconvoc\u00f2 una rappresentanza dei lavoratori, e disse: &#8211; Riprendete il\nlavoro subito, oppure le conseguenze saranno molto gravi.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>\n\tSiamo\n\tstremati da 12 ore di lavoro ininterrotto, abbiamo indetto lo\n\tsciopero per il diritto di fare una pausa ragionevole \u2013 propose\n\tPin\u00ecn.\n\t<\/li><li>\n\tMi\n\tdispiace, ma siamo in mobilitazione e in questa fase tutti i\n\tlavoratori di trasporti e logistica sono sottoposti alla legge\n\tmilitare: ci\u00f2 significa che disobbedire agli ordini \u00e8 un reato, e\n\tnei casi pi\u00f9 gravi si arriva alla detenzione o alla pena capitale.\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La\ndelegazione torn\u00f2 dagli altri; alcuni (non Pin\u00ecn, che non era molto\nimpressionabile) parevano scossi dalle parole dell&#8217;americano. A\nmaggioranza, col voto contrario di Pin\u00ecn e di pochi altri, decisero\ndi sospendere lo sciopero e ripresero a scaricare.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo\nun&#8217;ora, accadde l&#8217;inevitabile: Tommaso, uno dei pi\u00f9 giovani (era\ncoetaneo di Jimmi) fiss\u00f2 male un cavo, che si ruppe mentre la gru\nsollevava un container da 40 tonnellate, che cadde di schianto e si\napr\u00ec. Uno scatolone di munizioni di grosso calibro invest\u00ec il\nragazzo, uccidendolo sul colpo. Sconvolti, i suoi compagni iniziarono\na urlare per attirare l&#8217;attenzione, ma i soldati di guardia non lo\ndegnarono di uno sguardo. Allora Pin\u00ecn, Jimmi e gli altri\nincrociarono le braccia e si rifiutarono di continuare, ponendosi\nintorno al cadavere del ragazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiamato\ndai suoi, Dogherty arriv\u00f2 per parlare con Pin\u00ecn: &#8211; Mi sembrava di\nessere stato chiaro: le interruzioni del lavoro non sono tollerabili!<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>\n\tNeanche\n\tdi fronte alla morte di un ragazzo? Non siamo mica in guerra,\n\tcolonnello! &#8211; Pin\u00ecn quasi url\u00f2 in faccia al militare.\n\t<\/li><li>\n\tLei\n\tsi sbaglia: noi SIAMO in guerra, e voi ne pagherete le conseguenze.\n\tAllora, rifiutate di tornare al lavoro?\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Pin\u00ecn\nguard\u00f2 i suoi compagni, e rispose deciso: &#8211; S\u00ec, ci rifiutiamo.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>\n\tMolto\n\tbene, come volete. Soldati, formate un plotone. Sergente Jones,\n\tarresti questi tre \u2013 e indic\u00f2 Pin\u00ecn, Jimmi e Giobatta, un\n\tvecchio sindacalista come Pin\u00ecn.\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>I\nlavoratori cercarono di frapporsi ai soldati, ma fu tutto inutile: i\ntre furono isolati dal gruppo e spinti contro un muro, mentre veniva\nformato un plotone di dieci marines.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>\n\tIn\n\tbase alla direttiva UE e in qualit\u00e0 di vostro comandante, poich\u00e9\n\tvi siete resi colpevoli di insubordinazione e sabotaggio in stato di\n\tmobilitazione delle Forze Armate congiunte USA e NATO, con  i poteri\n\tconcessimi vi condanno alla pena di morte tramite fucilazione. La\n\tsentenza \u00e8 immediatamente eseguibile \u2013 le parole di Dogherty\n\tfurono accolte da un silenzio glaciale. I tre condannati,\n\tpallidissimi, si guardarono l&#8217;un altro; a un certo punto, dapprima a\n\tbassa voce e poi con tono sempre pi\u00f9 alto, Jimmi inizi\u00f2 a cantare:\n\t&#8211; Compagni, avanti! Il gran Partito noi siamo dei lavorator.\n\tRosso un fiore in noi \u00e8 fiorito e una fede ci \u00e8 nata in cuor. Noi\n\tnon siamo pi\u00f9 nell&#8217;officina, entro terra, nei campi, al mar, la\n\tplebe sempre all&#8217;opra china senza ideale in cui sperar&#8230;\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Pin\u00ecn\nriconobbe subito quella canzone che non cantava pi\u00f9 da&#8230;non si\nricordava nemmeno pi\u00f9 da quanto tempo. S\u00ec, Jimmi era proprio un\nbrau fieul, nonostante quegli orribili tatuaggi. Le voci di Pin\u00ecn,\ndi Giobatta e di tutti gli altri compagni si unirono a quella di\nJimmi. Il plotone ebbe la delicatezza di far loro terminare le ultime\nstrofe.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\ncolloquio con Dogherty era stato fruttuoso; il premier Leonardi\nsorrise: dopo quella \u201clezione\u201d, anche i sindacati di base, dopo\nla triplice, erano stati normalizzati ed ora non aveva pi\u00f9 nulla da\ntemere. Certo, la notizia della fucilazione era stata accolta dai\nmedia con molto risalto, ma Leonardi sapeva bene che, passato il\nprimo momento, con calma e a mente fredda tutti sarebbero stati\nd&#8217;accordo nello stabilire regole certe per i settori \u201csensibili\u201d\nal buon funzionamento della societ\u00e0, in linea con quanto\nrichiedevano da tempo le maggiori compagnie che volevano operare in\npianta stabile nel Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nNovosibirsk, della quale Leonardi e alcuni maggiorenti del suo\npartito (e anche degli altri, per la verit\u00e0) detenevano un buon\npacchetto azionario tramite societ\u00e0 di comodo (perch\u00e9 non si sa\nmai), aveva il vento in poppa, pronta a veleggiare verso le prossime\nguerre.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38179\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38179\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Solo una crisi, reale o percepita, produce vero cambiamento. 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