{"id":38095,"date":"2019-04-12T11:30:05","date_gmt":"2019-04-12T10:30:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38095"},"modified":"2019-04-12T11:30:35","modified_gmt":"2019-04-12T10:30:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-spazio-espanso-di-maria-letizia-zucco-rocchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38095","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Spazio espanso&#8221; di Maria Letizia Zucco Rocchi"},"content":{"rendered":"\n<p>In Svizzera, durante i periodi invernali, e di certo\nanche in altre parti del mondo, c\u2019\u00e8 l\u2019abitudine di non far mancare il cibo ovunque necessario\na uccelli e a piccoli e grandi animali selvatici che abitano i boschi di\npianure, colline e montagne.<\/p>\n\n\n\n<p>Si verifica quindi che nel perdurare dell\u2019inverno, molti spazi all\u2019aperto, ancorch\u00e9 &nbsp;piccoli, offrano,\ncon agganci opportuni su rami di alberi o su treppiedi, mangiatoie differenti per\nforme e grandezze, fornite di opportuni appoggi affinch\u00e9 i piccoli volatili stanziali e quelli di passaggio possano\ntrovare cibo di cui alimentarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Gaia, pesantemente invalida, conduceva nella sua\nabitazione una vita molto solitaria, interrotta piacevolmente di tanto in tanto\ndalle visite, pi\u00f9 o\nmeno lunghe, di affettuosi e premurosi amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Ridotte le sue uscite di casa a quelle indispensabili,\ninerenti la salute, Gaia trascorreva ormai le ore delle sue giornate all\u2019interno delle mura domestiche.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019esterno\nil verde che le circondava era ricco oltre che di prato anche di arbusti e\nalberi che stagionalmente donavano differenti frutti che offrivano il loro\nnettare e nutrimento a &nbsp;numerosi insetti\ne uccelli che, &nbsp;alloggiando lungo la\nsiepe del giardino, mangiavano a chilometro zero. <\/p>\n\n\n\n<p>Della vista delle varie piante, belle, variopinte, ombrose\ne profumate, la donna ormai non poteva pi\u00f9 godere per il suo disagio ad addentrarsi nello spazio\nverde che circondava l\u2019abitazione,\ndove il terreno non garantiva sempre, con le sue asperit\u00e0, sicurezza al suo incerto passo. &nbsp;Cos\u00ec il\ngiardino, prima spazio aperto e libero, &nbsp;fin\u00ec &nbsp;per definire il\nsuo limite ambientale. <\/p>\n\n\n\n<p>Non volendo indugiare a compiangersi per l\u2019amato arioso spazio smeraldo perduto ella volle\ncolmare la sua personale esigenza di ameno ambito verdeggiante creando un\ncontatto con la natura negli ambienti domestici, che stabilisse &nbsp;continuit\u00e0 con quello &nbsp;esterno godibile attraverso ampie vetrate.<\/p>\n\n\n\n<p>Per non sentirsi estranea allo spazio esterno,\nsovrastato dal cielo, ella pose in uno spiazzo pavimentato, antistante la porta\nfinestra della sala da pranzo, circondato da un\u2019alta siepe verde, una grande mangiatoia per uccelli collocandola\nsu una elevata e robusta base triangolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Trascorrendo molte ore del suo tempo seduta alla\ntavola da pranzo, ove svolgeva normalmente alcune delle sue residue attivit\u00e0, l\u2019anziana\nnon avvertiva separazione dalla vita varia e vivace che si svolgeva all\u2019aperto, oltre i vetri della finestra, rendendola partecipe\ndi quella libera forma di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno,\nla casa fin\u00ec con esser ricca di piante\nrigogliose con foglie di carnosit\u00e0\ndiverse e differenti sfumature di verde, forme e dimensioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle fioriere piante grasse, che sviluppavano le loro particolari e originali forme verso l\u2019alto, si alternavano ad altre dai rami ricadenti mentre la vegetazione dei vasi accostati alle pareti le&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;tappezzava come arazzi animati nel variare del fogliame che crescendo ne mutava, articolava e arricchiva continuamente i nuovi rami. <\/p>\n\n\n\n<p>Laddove le piante si arrampicavano sulla parete tondeggiante\nche circondava la scala interna della casa, un corteo di anatre sagomava\ndifferentemente la sommit\u00e0\ntronca del muro. Coppie di qualit\u00e0,\ndimensioni e colori diversi e di differenti materiali: legno, ceramica,\nporcellana o paglia, sembravano osservare curiose e silenziose la ridotta vita\nche si svolgeva nella casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Dove non vivevano piante verdi o fiorite, ne supplivano\nla presenza romantiche composizioni di fiori secchi disposte in vasi o su ripiani.\nUna variet\u00e0 di fiori colorava senza\ninterruzione gli ambienti.<\/p>\n\n\n\n<p>Gaia era felice di aver dato loro una seconda\nopportunit\u00e0 di vita mentre le\nsollecitavano lieti ricordi di graditi omaggi floreali di persone che l\u2019avevano amata.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli spazi bianchi delle pareti, accogliendo quadretti\ncon fiori ricamati, dai vividi colori, facevano continuit\u00e0 con le piante circostanti.&nbsp;&nbsp; Grandi quadri ad olio ed altri ad acquarello\nriempivano i restanti spazi vuoti delle pareti con rose dal portamento ardito e\nlanguide ricadenti peonie che sporgevano con ricchezza di morbidi petali dal\ntrasparente vaso che le accoglieva. Anatre indiscrete inclinando i loro lunghi\ncolli ammiravano pianisti occasionali alla tastiera di un antico pianoforte\nverticale che la donna aveva amato suonare. Delicati centrini color pastello\neseguiti dalle allora giovani mani di Gaia illeggiadrivano i piani di antichi mobili.<\/p>\n\n\n\n<p>Gaia aveva trasformato il suo spazio abitativo in una\nromantica, delicata e profumata serra immersa nel verde esterno che si saldava\na quello interno attraverso la trasparenza dei vetri di ampie finestre.<\/p>\n\n\n\n<p>Ben posizionate le sue orchidee fiorivano e\nrifiorivano incessantemente in una variet\u00e0 di fiori dai colori vivaci in forme e grandezze\ndiverse per la felicit\u00e0\ndella donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma tutto questo, non soddisfacendo del tutto il suo\nbisogno di un maggior contatto con la natura, tanto desiderato per una vita, la\nrendeva attenta alle variazioni stagionali degli spazi aperti. <\/p>\n\n\n\n<p>Durante l\u2019autunno\nle folte chiome gi\u00e0 verdi\ndi alberi ed arbusti assumevano, prima di staccarsi dai rami, sfumature di\ncolore che andavano dall\u2019arancione\nal rosso fiammeggiante raggiungendo&nbsp;&nbsp;\ninfine il prato sottostante per disegnare un mosaico continuamente variante.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019inverno\nle nevicate descrivevano il paesaggio circostante come suggestive antiche fotografie\nin bianco e nero. Gaia ammirava come le sagome degli alberi ammantate di candida\nneve mutassero d\u2019aspetto\nmentre il gelo merlettava di fantastiche trine e frange rami spogli, recinzioni\ne tegole rendendo il paesaggio fiabesco.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il ritorno della primavera ella attendeva ansiosa\nal crepuscolo d\u2019intravedere\nle sagome tondeggianti e paffutelle dei ricci che dalle tane, dopo il sonno\ninvernale, tornassero a popolare il suo giardino. Con un patto non scritto con\nGaia si occupavano di disinfestarlo dagli insetti nocivi e dalle pericolose\nvoraci lumache che insidiavano e a volte assassinavano le giovani piante\naromatiche. Gaia li ricompensava lasciando al suolo, a loro disposizione, i\nsemi scartati dagli uccelli che si nutrivano nella mangiatoia e, durante i mesi\nvegetativi, i saporiti frutti di bosco che, non pi\u00f9 da lei raccolti, raggiungevano &nbsp;&nbsp;inesorabilmente il prato, dopo aver curvato rami\ne sommit\u00e0 sotto il peso dei loro succulenti\nfrutti, visitati da api e vespe festeggianti l\u2019abbondanza dello zuccherino coloratissimo nettare.<\/p>\n\n\n\n<p>Contravvenendo all\u2019abitudine locale di sostentare gli uccelli solo nel\nperiodo invernale, Gaia assicurava loro, lungo il corso dell\u2019anno, il cibo necessario ad una variet\u00e0 di volatili che le restituivano gioia e allegria con\nl\u2019intreccio dei loro voli e la\nmelodia delle loro note. Gaia gustava l\u2019armonia del coro che differenti volatili diffondevano\nsoavemente per elevarsi nel cielo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tempo che precedeva le prime ore del mattino, il\nsuono della sveglia era reso superfluo dal canto melodioso dei pettirossi e da quello\npi\u00f9 deciso seppur gentile dei\nmerli che inseguendosi con le loro dolci e suadenti note le facevano\ndischiudere gli occhi per accogliere grata il sorgere del nuovo giorno mentre\nGaia riceveva il loro singolare buon giorno. <\/p>\n\n\n\n<p>Gaia, segregata in casa da inabilit\u00e0 e malattie dell\u2019et\u00e0, estremamente\nlimitata da una allarmante e crescente cecit\u00e0, riusciva ad evaderne per volare alto, grazie a tutto\nquel che la circondava per raggiungere nuovi spazi pur senza ali.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli uccelletti la riconoscevano e attendevano di\nvederla, certi che ci\u00f2 significasse\ncibo nella mangiatoia per tutta la giornata. Cibo vario destinato alle differenti\nfrequentazioni di specie diverse. I pettirossi sembravano gradire semini\npiccoli e tondi, le cinciallegre invece gettavano fuori dalla mangiatoia i\nsemini tondi che raccoglievano ordinatamente i passeri che spesso affollavano\nil terreno sottostante, continuamente ondeggiante come un mare di spighe di\ngrano sospinto dal vento. <\/p>\n\n\n\n<p>La vita non era sempre paradisiaca perch\u00e9 molte minacce provenienti dall\u2019alto e dal basso insidiavano i suoi amati volatili.\nElla nulla poteva contro il volo silente e minaccioso di&nbsp; falchi che si aggiravano con voli circolari\nal disopra del raduno. Le gazze ladre e i merli spaventavano gli altri\nuccelletti che si allontanavano svolazzando disordinatamente, mentre le bianche\ntortore erano riuscite a stabilire un buon rapporto con gli uccelli di taglia pi\u00f9 piccola. Il picchio lo si sentiva cesellare indomito\nil tronco degli alberi, ma si rifocillava altrove. Le cornacchie e i corvi\nrappresentavano un saltuario pericolo soprattutto quando erano maturi i frutti\ndi bosco dei quali erano ghiotti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma le insidie pericolose ed insospettate venivano ai\nsuoi uccelli anche dal basso, dai gatti che circolavano liberi tra i vari\ngiardini. Gaia pur amandoli era costretta a cercare di allontanarli quando era\nchiaro che appollaiandosi fra la vegetazione, camuffando la loro presenza, erano\npronti a spiccare un salto verticale al momento opportuno per agguantare una\npreda quando i volatili che si nutrivano alla mangiatoia erano pi\u00f9 vulnerabili. Pur comprendendo la logica esistenziale\ndei felini ella sentiva che non riusciva a proteggere i suoi amati uccelli a\nsufficienza e ne soffriva. Allora apriva piano una porta finestra, si\naffacciava sull\u2019uscio\ndistogliendo il &nbsp;predatore di turno dalla\nsua vittima. Il suo amore per i pennuti era tanto grande che per impedire loro\npericolosi e violenti scontri con i vetri delle finestre, che delimitavano il\nloro spazio libero, Gaia li orn\u00f2\ndi ciuffi di fili di raffia colorati. Questi scivolavano con le loro spirali\nverso il basso come fossero variopinte stelle filanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nottetempo le volpi amavano percorrere i giardini in\ncerca di prede ma non turbavano gli amici di Gaia, che pernottavano lungo la\ndistesa siepe e sui rami degli alberi. <\/p>\n\n\n\n<p>Pittrice, scultrice, miniaturista, insegnante, era\nstata attiva nel volontariato, e dai frutti del suo giardino aveva realizzato\nmarmellate, salse, oli, aceti aromatici e erbe per infusi. Da fogli di carta\nnera aveva intagliato e fatto risaltare con le punte di piccole &nbsp;forbici foreste fiabesche ricche di flora e\nfauna.&nbsp; Ma ora, quasi del tutto cieca,\naveva trasformato la soddisfazione delle sue esigenze intellettive con l\u2019ascolto di radio e tv &nbsp;nutrendosi di musica e tematiche diverse. Dove\nnon poteva pi\u00f9 il corpo poteva l\u2019anima e la sua mente&nbsp;\ncontinuava a spaziare libera in alto nel cielo con i suoi uccelli ad&nbsp; alimentare il suo spirito con il pensiero ai\nsui affetti presenti e perduti, le considerazioni &nbsp;filosofiche, con la creazione di poesie e\nracconti che rendevano libera la donna che era chiusa in casa disintegrando gli\nostacoli e le inabilit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38095\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38095\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Svizzera, durante i periodi invernali, e di certo anche in altre parti del mondo, c\u2019\u00e8 l\u2019abitudine di non far mancare il cibo ovunque necessario a uccelli e a piccoli e grandi animali selvatici che abitano i boschi di pianure, colline e montagne. 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