{"id":38093,"date":"2019-04-12T11:26:33","date_gmt":"2019-04-12T10:26:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38093"},"modified":"2019-04-12T11:26:36","modified_gmt":"2019-04-12T10:26:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-amici-particolari-di-maria-letizia-zucco-rocchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38093","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Amici particolari&#8221; di Maria Letizia Zucco Rocchi"},"content":{"rendered":"\n<p>Chi ha detto che \u201cl\u2019amicizia\nvera\u201d non esiste?<\/p>\n\n\n\n<p>Il seguente racconto,\nnon suggerito dalla fantasia, vuole dimostrare che questa affermazione non pu\u00f2\ne non deve considerarsi assoluta.<\/p>\n\n\n\n<p>Piuttosto nel\ndimostrare &nbsp;l\u2019esistenza delle \u201camicizie\nvere\u201d punta, nell\u2019elogiarle in generale, a valorizzare quelle particolari del\nracconto che la protagonista considera \u201cvere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Vive tuttora in una\npiccola localit\u00e0 della Svizzera una sempre pi\u00f9 anziana vedova il cui corpo\ndenuncia tutto il carico degli anni trascorsi. <\/p>\n\n\n\n<p>Da molto tempo i suoi\nfragili capelli evocano l\u2019immagine dello zucchero filato.<\/p>\n\n\n\n<p>Con lo scorrere degli\nanni, fu inevitabile per la vecchina vedere avanzare inesorabilmente, accanto\nai prevedibili deficit dell\u2019et\u00e0, quelli, pi\u00f9 gravi, dovuti a patologie incurabili\nche ne aggravavano la condizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto quello che aveva vissuto\nera stata la sua vita, una vita unica, che nonostante le inevitabili avversit\u00e0,\nera stato bello vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Felicia, la vedova, era\ngiunta a quella convinzione valutando che qualsiasi vita, breve o lunga che sia,\ndeve esser considerata bella se sar\u00e0 stata vissuta con intensit\u00e0 di emozioni e sentimenti profondi\nprivilegiando quello dell\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel bene e nel male\nogni vita nella sua unicit\u00e0 rappresenta un dono irripetibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, negli ultimi\nanni, in quella situazione di salute e di disagio, la solitudine non contribuiva\ncerto ad alleggerire la somma delle cause di degrado fisico, potenzialmente\ninfluente su&nbsp; quello psichico.<\/p>\n\n\n\n<p>Felicia, che nel corso\ndella sua terza decade di vita si era fatta una propria famiglia, aveva visto col\ntempo allontanare da s\u00e9 e dalla sua casa, per motivi di lavoro e di scelte, anche\nle due figlie, tanto desiderate ed amate. Ciascuna aveva proseguito la propria\nstrada all\u2019estero. <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec la donna, compiuti\ni cinquantasette anni, prossima all\u2019anzianit\u00e0, aveva finito per lasciare con il\nluogo d\u2019origine, Roma, anche i pi\u00f9 stretti familiari, i parenti e gli amici,\nper emigrare e lavorare a Zurigo, dove, raggiunta l\u2019et\u00e0 pensionabile, l\u2019avrebbe\nseguita il marito.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo Felicia presto\nsi ritrov\u00f2 sola per la perdita rapida e prematura del compagno della sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p>In quella nuova situazione\nla casa, prima ricca di vivacit\u00e0, rimasta priva di presenze familiari, divenne\ninsopportabilmente silenziosa. <\/p>\n\n\n\n<p>Ormai in pensione, Felicia\ncontinu\u00f2 a vivere in un piccolo paese di campagna una condizione di sempre\nmaggiore isolamento e solitudine per l\u2019assenza totale di una comunit\u00e0 romana. <\/p>\n\n\n\n<p>In Svizzera tuttavia ella\naveva avviato nuove amicizie, soprattutto nell\u2019ambiente sociale italiano. Col tempo,\nqueste sedimentarono le poche autentiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelle maschili si mostrarono\npi\u00f9 solide di quelle femminili,&nbsp; ancorch\u00e9\nbelle, importanti e significative. <\/p>\n\n\n\n<p>Il perdurare di quello\nstato di cose mortificava la sua esigenza di maggiori rapporti umani per uno scambio\ndi idee, affetto e supporto nei momenti in cui la solitudine le appesantiva la\nvita.<\/p>\n\n\n\n<p>Afflitta da sempre maggiori\ndifficolt\u00e0 motorie e deambulatorie, nonch\u00e9 dal progredire di una preoccupante cecit\u00e0,\nFelicia era costretta ad affrontare un crescendo di problematiche ed\nimpedimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, armata di coraggio e determinazione continuava ad affrontare e superare scoraggianti difficolt\u00e0, ripetendosi con forza: \u201cce la faccio\u201d, finch\u00e9 dovette ammettere che al volere sempre pi\u00f9 spesso non poteva  seguire il potere. Occorreva trovare come rendere meno penose le sue limitazioni circondandosi di nuovi amici, disponibili ad aiutarla anche per piccoli spostamenti: Amici che si stabilissero in casa sua per esserle vicino quando occorreva il loro intervento, e altri all\u2019esterno dell\u2019abitazione, per svolgere quanto fosse necessario fuori casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto inizialmente venne\nLuca a stabilirsi con lei. Di statura bassa e struttura asciutta, le poteva\nsempre offrire un sostegno forte e vigoroso. Negli spostamenti fuori casa, gi\u00e0\nrarefattisi, Luca era sempre disponibile ad adeguare il suo passo a quello\nincerto dell\u2019anziana, ovunque andasse. <\/p>\n\n\n\n<p>Felicia recuper\u00f2 in parte, con il sorriso e una maggiore dignit\u00e0, spazi\ne possibilit\u00e0 perdute. Per la migliore qualit\u00e0 di vita offertale l\u2019invalida fu\nmolto grata al nuovo amico.<\/p>\n\n\n\n<p>Malgrado ci\u00f2, il\ntrascorrere degli anni e l\u2019implacabile aggravarsi dei problemi fisici resero\ninsufficiente l\u2019aiuto, pur generoso, di Luca.<\/p>\n\n\n\n<p>Per ricevere ulteriori supporti\nl\u2019ormai vecchia signora si decise ad accogliere in casa un nuovo amico che\npotesse garantirle e agevolarle &nbsp;maggiore\nsicurezza e possibilit\u00e0 di spostamento. Baldo, di struttura pi\u00f9 robusta di Luca,\nle facilitava lo &nbsp;spostarsi ovunque\ndovesse andare. Non doveva pi\u00f9 &nbsp;rinunciare\na quel che prima le era sconsigliato, come brevi passeggiate che la riportassero\na gustare &nbsp;il contatto con la natura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ambiti di vita,\nappartenuti ad un passato prossimo, furono con gioia recuperati. Baldo, quando\nc\u2019era la possibilit\u00e0 di utilizzare un\u2019auto, l\u2019accompagnava nei differenti\nluoghi ove andare in citt\u00e0 e oltre. Sempre presente, premuroso e rassicurante, rappresentava\nper la donna un compagno ideale che consentiva di non ridurre ulteriormente le\npossibilit\u00e0 di vita all\u2019esterno dell\u2019alloggio. <\/p>\n\n\n\n<p>Ella avvertiva come la\nsua &nbsp;presenza, cos\u00ec disinvolta, &nbsp;leggera e salda, le scongiurasse un maggiore\nisolamento sociale. Prov\u00f2 felicit\u00e0 nel poter continuare a lavorare donando alla\ncomunit\u00e0 italiana, volontariamente e gratuitamente, quanto ancora poteva delle\nsue capacit\u00e0 intellettive, avendo in et\u00e0 lavorativa insegnato.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, nonostante i\nprovvedimenti messi in atto, le sue condizioni fisiche continuavano a peggiorare,\nappesantite dall\u2019incalzante cecit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Infine dovette\nrinunciare a qualsiasi attivit\u00e0 per la comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la drastica riduzione\ndi vita c\u2019era di che rimanerne turbati e segnati psicologicamente. Si rese\nindispensabile tenere a bada i motivi che potessero &nbsp;ingenerare una depressione. Felicia, che era\nstata ed era &nbsp;una combattente, reagiva\nalla negativa tentazione con tutte le sue forze, non rinunciando a tutto quel\nche ancora le era possibile fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 le vere amicizie si riconoscono nel bisogno, tra le residue dei due sessi se ne evidenziarono e cristallizzarono di autentiche,&nbsp; con i rispettivi sentimenti e premurosi interventi mirati alla soluzione di problemi esterni all\u2019abitazione, per lei irrisolvibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le amicizie una, in\nspecial modo, col trascorrere degli anni, dimostr\u00f2 accrescersi sempre pi\u00f9 e\nconsolidarsi in una relazione che andava oltre un rapporto di normale &nbsp;prossimit\u00e0. Si esprimeva con la partecipazione,\nl\u2019attenzione, la premura, la condivisione, l\u2019accordo e il supporto in ogni\nmomento di necessit\u00e0 dell\u2019anziana.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra il poco pi\u00f9 che\ncinquantenne e la ultra novantenne matur\u00f2 un legame affettivo, continuamente\ntestimoniato, pari a quello naturalmente fiorente tra madre e figlio. <\/p>\n\n\n\n<p>Fabio la suppliva sempre\nnella vista e &nbsp;indispensabilmente nei\ncontatti con gli svizzeri, poich\u00e9 l\u2019anziana, avendo insegnato nelle scuole\nitaliane, non conosceva molto bene la lingua del posto. Egli fu ed \u00e8 tuttora molto\npresente nella sua esistenza per il superamento delle problematiche quotidiane sempre\ninsorgenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Quando Fabio viaggiava e\nlei ne soffriva l\u2019assenza, la presenza di altri amici estranei alla casa quali &nbsp;Giovanni, Mario e Rita non poteva che darle\ngioia e serenit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec da tutti gli amici\nFelicia riceveva quello che a ciascuno era pi\u00f9 congeniale darle. Lei ne\naccettava grata i rispettivi indispensabili aiuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Non le mancava\nassolutamente il contributo di una delle figlie che le era generosamente e\npremurosamente pi\u00f9 prossima. Viveva e lavorava all\u2019estero, ma appena ne aveva\nla possibilit\u00e0, rinunciando sempre a ferie, distrazioni e riposo, affrontava lunghe\ntraversate aeree per raggiungerla e non farle mancare sostegno, cure e &nbsp;costante affetto. <\/p>\n\n\n\n<p>Per assicurare\nall\u2019invalida la disponibilit\u00e0 di sostegno e aiuto nello spostamento casalingo di\ncose e pesi e un appoggio che le scongiurasse incidenti si rese necessaria la\npresenza di nuovi amici in ogni parte della casa, che si articolava su tre\npiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel salire e scendere\nle scale la sosteneva sempre il vecchio Luca. Il suo passo si adeguava a quello\ndella vegliarda affiancandola, attutito dalla moquette dei gradini. Per\ncircolare nei differenti piani il supporto &nbsp;degli amici era quindi assicurato, costante e\nimmediato. Mai un ritardo, un rifiuto o una scusa! <\/p>\n\n\n\n<p>Lei, apprezzandoli, chiamandoli per nome, non risparmiava loro i suoi &nbsp;ringraziamenti per i rispettivi interventi.<\/p>\n\n\n\n<p>La loro presenza, mentre\nle riduceva ansiet\u00e0 e fatiche, &nbsp;scongiurava\nulteriori problemi conseguenti a possibili cadute.&nbsp; Favorendole il movimento, le&nbsp; &nbsp;procrastinavano\nl\u2019immobilizzazione totale. <\/p>\n\n\n\n<p>Da loro traeva un\ngrande conforto non sentendosi abbandonata. Sapeva di poter contare su amici veri\ne speciali.<\/p>\n\n\n\n<p>Di questi per le\nrispettive &nbsp;particolarit\u00e0 \u00e8 giunto il\nmomento di svelare le reali identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di Luca, il\nprimo bastone di Felicia, di lucido, nodoso e forte legno di rosa; lo segu\u00ec Baldo,\nil suo primo deambulatore pieghevole, sempre presente col suo andare lieve e\nscorrevole anche se forte e sicuro, negli spostamenti fuori casa e per le\npasseggiate. Lui si tratteneva sempre disponibile al pianterreno dove era l\u2019ingresso\ndi casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul primo piano, dove si\nsvolgeva e svolge la vita diurna di Felicia interveniva e interviene Mirco, un altro\ndeambulatore, che la signora giudica indispensabile e paziente.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00e0 dove Baldo e Mirco\nnon possono giungere \u00e8 disponibile Marco, un bastone metallico che assicura\nstabilit\u00e0 con un ampio treppiedi, per pochi passi, laddove non giungono Luca, Baldo\ne Mirco.<\/p>\n\n\n\n<p>Al secondo piano, dove\nFelicia sale per le ore del riposo notturno l\u2019aspetta Lucio, con le sue quattro\nruote sempre pronto ad accompagnarla gentilmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Non manca l\u2019aiuto di Ruben,\nun bastone che attraverso tre ventose le assicura stabilit\u00e0 per brevi tratti ove\nnecessita la fonte di luce di cui dispone. Questo ha preso il nome da un\nquattordicenne che, con grande sensibilit\u00e0, glielo ha regalato.<\/p>\n\n\n\n<p>Erano solo ausili ma Felicia,\nche bramava i contatti umani, &nbsp;ricorrendo\na loro, volle percepirli come amici &nbsp;&nbsp;veramente esistenti con le loro capacit\u00e0 di\ntutori sensibili e affettuosi con lei. Umanizzandoli volle dar loro un nome\nproprio che distinguesse l\u2019uno dagli altri. <\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto che ella ha\ncon loro trasforma quello puramente funzionale in una relazione ricca di\npremure che le suscitano sorriso e gioia asciugandole le lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>Felicia, aiutata da\nautentici amici oltre che da quelli particolari, trova ancora in s\u00e9 la felicit\u00e0\ne la forza di godere ogni giorno di piccole ma grandi cose lasciando spaziare\nlibera la sua mente dove nessuno dei suoi amici pu\u00f2 accompagnarla.<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38093\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38093\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi ha detto che \u201cl\u2019amicizia vera\u201d non esiste? 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