{"id":38079,"date":"2019-04-09T09:35:21","date_gmt":"2019-04-09T08:35:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38079"},"modified":"2019-04-09T09:35:25","modified_gmt":"2019-04-09T08:35:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2019-e-tu-chi-sei-di-federica-zeppieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38079","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;E tu chi sei?&#8221; di Federica Zeppieri"},"content":{"rendered":"\n<p>Nella capanna l\u2019odore di legno bagnato \u00e8 forte. Mi stuzzica le narici, s\u2019insinua prepotente su per il naso, poi scende pian piano verso la bocca. Lo sento impregnare la lingua di un liquido melmoso. Poi riprende il percorso fino a lambire la pancia, dove c\u2019\u00e8 un altro battito oltre al mio. Mi guardo il ventre: \u00e8 gonfio, perfettamente rotondo, non un\u2019incrinatura o un avvallamento sulla superficie. Perfetto. Cosa ci faccio in questa baracca? Sto aspettando qualcuno, ma non so chi. O non sto aspettando nessuno? Ho il mento proteso in avanti, la schiena curva verso l\u2019uscita, gli occhi incollati alla porta. Sto sicuramente aspettando qualcuno. Ormai mi fido solo dei miei istinti. Mi osservo dall\u2019esterno e mi capisco. <\/p>\n\n\n\n<p>Senza smettere di fissarla, sento la porta cigolare e aprirsi. Entra un giovane che non conosco. Mi sorride, ma neanche lui sembra riconoscermi. <\/p>\n\n\n\n<p>E tu chi sei?<\/p>\n\n\n\n<p>Ho bisogno dei miei appunti. Li tengo piegati sul grembo, pronti ad assistermi in qualsiasi momento. Leggo. <\/p>\n\n\n\n<p>TU TI CHIAMI MASUMI. IL TUO NOME SIGNIFICA \u201cVERA LUCIDIT\u00c0\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiamo Masumi. Il mio nome significa \u201cVera lucidit\u00e0\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo di fronte a me annuisce. <\/p>\n\n\n\n<p>LE PAROLE CHE LEGGI SONO STATE SCRITTE DA ANDROID2098, IL SISTEMA OPERATIVO CHE ASSISTE LE VITTIME DELLA GUERRA DI ASAHIKAVA DEL 2097. <\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo mi ascolta, getta un\u2019occhiata sui suoi appunti. Fa per parlare, ma \u00e8 ben educato, non vuole interrompermi. <\/p>\n\n\n\n<p>LA GUERRA DI ASAHIKAVA DEL 2097 \u00c8 TERMINATA CON UNA FORTE SCARICA DI KHISAJIM 34. SI TRATTA DI UNA SOSTANZA NOCIVA. CHI HA RESPIRATO QUESTO VELENO HA VISSUTO INTENSI ISTANTI DI FOLLIA. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono una vittima della guerra di Asahikava del 2097. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Anche io. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>KHISAJIM 34 PROVOCA LA PERDITA DELLA MEMORIA A BREVE E LUNGO TERMINE. <\/p>\n\n\n\n<p>Non ricordo pi\u00f9 niente perch\u00e9 sono una vittima. Rivolgo lo sguardo in direzione dei monitor: fotogrammi di guerra si susseguono uno dopo l\u2019altro. Chiss\u00e0 se sono sempre gli stessi, se si ripetono. Io non posso saperlo, dimentico tutto e in fretta. Assorbo suoni e odori, ma non ricordo niente.<\/p>\n\n\n\n<p>HAI CONOSCIUTO QUEST\u2019UOMO SU UNA CHAT DI INCONTRI. \u00c8 UNA CHAT DOVE LE VITTIME DI GUERRA POSSONO COMUNICARE. <\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0 se questo ragazzo mi \u00e8 piaciuto quando l\u2019ho conosciuto. Adesso lo osservo, e non mi dispiace. Mi piacerebbe sfiorargli la bocca, accarezzare la linea morbida delle labbra. I capelli a spazzola mi fanno venire voglia di affondarci dentro il naso e respirare forte. Le iridi azzurre sono coperte da una patina grigiastra, inusuali per un giapponese. Non mi stanco di osservarlo. <\/p>\n\n\n\n<p>TU TI CHIAMI MASUMI. SEI UNA VITTIMA DELLA GUERRA DI ASAHIKAVA DEL 2097. RILEGGI GLI APPUNTI PRECEDENTI. <\/p>\n\n\n\n<p>Rileggo tutto. Per un attimo sento la disperazione lacerarmi lo stomaco. Alzo lo sguardo sull\u2019uomo seduto di fronte a me (chi \u00e8?) e la disperazione diventa languore.<\/p>\n\n\n\n<p>TI CHIAMI MASUMI. IL TUO NOME SIGNIFICA \u201cVERA LUCIDIT\u00c0\u201d. DURANTE LA GUERRA DI ASAHIKAVA DEL 2097 SEI STATA VIOLENTATA. <\/p>\n\n\n\n<p><em>La porta della baracca \u00e8 tempestata di fessure profonde. Deve essere un luogo pieno di spifferi. Non so perch\u00e9 mi trovo qui, ma il mio istinto mi dice di entrare. Ho il corpo proteso in avanti, il mento che indica la porta, il piede che fa per staccarsi da terra per raggiungere l\u2019entrata. Ormai mi fido solo dei miei impulsi, mi osservo dall\u2019esterno e mi capisco. Entro. Di fronte a me una donna bellissima, incinta, che mi guarda. Mi sorride, si accarezza il gonfiore nascosto da una tempesta di fiori lilla e gialli. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ho bisogno dei miei appunti. Mi frugo nelle tasche tra mozziconi di sigaretta e fazzoletti appallottolati. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>TU TI CHIAMI KAZUHIKO. IL TUO NOME SIGNIFICA \u201cPRINCIPE ARMONIOSO\u201d. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sono un principe armonioso. Mi chiamo Kazuhiko. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>LE PAROLE CHE LEGGI SONO STATE SCRITTE DA ANDROID2098, IL SISTEMA OPERATIVO CHE ASSISTE LE VITTIME DELLA GUERRA DI ASAHIKAVA DEL 2097.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p><em>La ragazza di fronte a me sembra nascondere qualcosa nel grembo. Sta sbirciando su alcuni pezzetti di carta. Si chiama Masumi. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sto per chiederle perch\u00e9 siamo qui. Perch\u00e9 abbiamo deciso di incontrarci, ma qualcosa mi dice che devo leggere di nuovo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>LA GUERRA DI ASAHIKAVA DEL 2097 \u00c8 TERMINATA CON UNA FORTE SCARICA DI KHISAJIM 34. SI TRATTA DI UNA SOSTANZA NOCIVA. CHI HA RESPIRATO QUESTO VELENO HA VISSUTO INTENSI ISTANTI DI FOLLIA. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Masumi pronuncia le stesse identiche parole nell\u2019istante in cui le leggo. Anche io, Masumi, anche io. Ma come te, non mi ricordo niente, e non so se mi sei piaciuta quando ci siamo incontrati. Il tuo viso mi \u00e8 familiare, forse siamo stati amici, amanti. Forse siamo fratelli. Sento una disperazione che si fa languore quando incrocio il tuo sguardo. Avverto la frustrazione di non avere un passato. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>NON RICORDI NIENTE, KAZUHIKO. KHISAJIM 34 PROVOCA LA PERDITA DELLA MEMORIA A BREVE E LUNGO TERMINE. SEI UNA VITTIMA DI GUERRA. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>I monitor alle pareti mostrano immagini di guerra. Fotogrammi in bianco e nero si susseguono senza sosta. Soldati mutilati, e gente in preda a scatti inquietanti di schizofrenia. Li guardo, e mi riconosco in ognuno di loro. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>TI CHIAMI KAZUHIKO E NON TI RICORDI PI\u00d9 NULLA. I TUOI OCCHI NON SONO I TUOI. TE LI HANNO CAVATI DURANTE LA GUERRA. <\/em><br><\/p>\n\n\n\n<p>Quanto tempo \u00e8 passato? Non lo so, vivo in un presente eterno. Rileggo gli appunti uno dopo l\u2019altro, ma non so cosa fare con quest\u2019uomo. Immagino che mi sia piaciuto, adesso mi piace. Gli passo la mano tra i capelli? Ha sicuramente farfugliato qualcosa, ma non ho idea di cosa abbia detto. Leggo, leggo, leggo ancora, ma nessun foglietto riesce a darmi un consiglio. Questi sono fatti, e basta. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma chi diavolo \u00e8 quest\u2019uomo?<\/p>\n\n\n\n<p><em>Chi diavolo \u00e8 questa donna e perch\u00e9 sono qui. Cosa sono questi foglietti?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ho bisogno dei miei appunti. Mi nutro avida di informazioni. <\/p>\n\n\n\n<p><em>C\u2019\u00e8 un pezzo di carta per terra. Lo raccolgo, la gravidanza deve affaticarla, glielo leggo io\u2026 cos\u00ec, per carineria. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>MASUMI, DURANTE LA GUERRA DI ASAHIKAVA DEL 2097 SEI STATA VIOLENTATA. DURANTE LA COLLUTTAZIONE HAI CAVATO GLI OCCHI AL TUO AGGRESSORE. ADESSO NE HA DI NUOVI. AZZURRI E UN POCO GRIGI, INUSUALI PER UN GIAPPONESE. <br><\/p>\n\n\n\n<p>Un lampo mi attraversa gli occhi. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Un brivido intenso lungo la schiena, ma ho gi\u00e0 dimenticato perch\u00e9. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una raffica di vento, la porta sbatte. Sobbalzo. Davanti a me un uomo. <\/p>\n\n\n\n<p>E tu chi sei?<br><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38079\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38079\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella capanna l\u2019odore di legno bagnato \u00e8 forte. 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