{"id":38049,"date":"2019-04-07T18:24:39","date_gmt":"2019-04-07T17:24:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38049"},"modified":"2019-04-07T18:25:29","modified_gmt":"2019-04-07T17:25:29","slug":"ariel-e-la-storia-dello-sciamano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=38049","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2019 &#8220;Ariel e la storia dello sciamano&#8221; di Yuma"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abNon ho raccontato mai a nessuno questa storia, nemmeno a mia madre, anzi, a dire la verit\u00e0, quando qualche volta ho provato a introdurre l\u2019argomento, lei ha sempre cambiato discorso, quasi come se toccassi un tab\u00f9, come se entrassi in una stanza proibita. Eppure lei, come donna, avrebbe potuto comprendermi pi\u00f9 di altri. Non credi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>E piangeva e piangeva e le lacrime di salsedine le rigavano quella pelle sottile, soffice e profumata. Era cos\u00ec affranta che, quel giorno, decisi di stare ad ascoltarla per tutto il tempo lei ne avrebbe avuto bisogno. Prima di confidarsi, mi fece per\u00f2 promettere di non farne parola con nessuno. Non fu un problema per me, non avrebbe dovuto nemmeno chiedermelo. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMolti anni fa &#8211; cominci\u00f2- fui invitata da amici in una villa sulle colline nei pressi di Firenze per festeggiare il solstizio d\u2019estate. Per l\u2019occasione erano intervenuti molti intellettuali e personaggi del mondo della musica, dell\u2019arte e della cultura. Tra tutti c\u2019era una presenza che attir\u00f2 in modo particolare la mia attenzione: un uomo di colore, vestito in modo alquanto eccentrico e con una voce dal timbro profondo. Arrivato dalla Germania, era ospite per alcuni giorni del proprietario della villa ed io, incuriosita, chiesi al padrone di casa di presentarmelo. Venni cos\u00ec a sapere che si trattava di uno sciamano.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo i primi convenevoli mi chiese di seguirlo e ci mettemmo un po\u2019 in disparte, lontani dal resto delle persone che si trovavano quasi tutte nel salone principale e nel giardino. Ci sedemmo sotto un salice e tir\u00f2 fuori un sacchettino di conchiglie; senza dirmi niente, le sparse su una pietra di un vecchio lavatoio che si trovava l\u00ec accanto. Le osserv\u00f2 e poi, con uno sguardo del tutto diverso dal precedente, mi disse tante, ma tante cose riguardanti il mio rapporto con l\u2019amore, mi parl\u00f2 degli uomini che avrei incontrato, delle non poche sofferenze che avrei dovuto ancora sopportare e, tra queste, mi parl\u00f2 anche della maternit\u00e0, dei figli che avrei avuto\u2026e di un bambino\u2026, ma improvvisamente la sua espressione si abbui\u00f2; tacque per diversi secondi, poi mi domand\u00f2 se avessi subito delle perdite. Io per\u00f2 in quel momento non diedi molto peso alle sue parole. <\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo la sua voce si lev\u00f2 in un crescendo inaspettato, quasi come se fosse alterato con me, mettendomi in guardia rispetto al futuro; al che mi venne quasi da piangere, gli occhi bagnati come un fiume colmo fino all\u2019argine stentavano a trattenere le lacrime, non mi aspettavo una simile reazione. In realt\u00e0 mi ero lasciata da poco e mi sentivo sola, non ero molto tranquilla in quel periodo, stavo vivendo un cambiamento epocale per me; probabilmente avrei fatto altre esperienze, ma non tali da pensare di giudicare me stessa in modo cos\u00ec negativo, come invece sembrava facesse lui in quell\u2019istante. Ci fu perci\u00f2 da parte mia un momento di smarrimento e di dispiaciuta confusione. Fu in quel frangente che mi guard\u00f2 dritta negli occhi, mi scrut\u00f2 a lungo e finalmente mi vide: il suo sguardo severo allora cambi\u00f2 radicalmente, si addolc\u00ec e la sua voce divenne del tutto diversa. Sembrava quasi volesse scusarsi. Mi abbracci\u00f2 e, in quel silenzio carico di pensieri, mi disse che la mia bont\u00e0 d\u2019animo mi avrebbe permesso di superare tutte le avversit\u00e0 e che alla fine ce l\u2019avrei fatta. Poi mi sussurr\u00f2 altro, ma non ricordo tutto, se non il senso generale della conversazione. Il padrone di casa giunse a chiamarlo proprio quando ancora eravamo abbracciati, cos\u00ec mi salut\u00f2 piuttosto frettolosamente e il suo sguardo mi lasci\u00f2 l\u00ec, scossa, alquanto disorientata per le sue ultime parole e con una marea di domande appena abbozzate e rimaste accartocciate nella testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono passati molti anni da allora e sinceramente quel ricordo aveva assunto, almeno fino a ieri, dei contorni molto vaghi e annebbiati, da quadro impressionista, tanto offuscati da arrivare addirittura a chiedermi, in certi momenti,  se quella stravagante esperienza l\u2019avessi effettivamente vissuta o solo immaginata. In effetti quell\u2019incontro era stato molto breve, ma aveva lasciato comunque dentro di me un&#8217; indelebile traccia.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La guardavo in silenzio, avrei voluto parlarle, ma cosa dire, come farle capire quanto stavo in pena per lei. Io non avevo mai saputo di quella storia, che sinceramente mi sembrava anche poco importante, ma avevo capito che in quegli ultimi giorni Teresa aveva vissuto qualcosa di traumatico e aspettavo che fosse lei a trovare il momento e le parole giuste per sfogarsi e probabilmente tutto ci\u00f2 aveva in qualche modo un collegamento con questo lontano ricordo. Parlava speditamente, ogni tanto si fermava, mi toccava, piangeva e sorrideva insieme. Io stavo spesso ad ascoltarla, era bravissima a raccontare le storie, soprattutto quelle della sua vita. I suoi occhi erano meravigliosamente profondi e malinconici, mi ci perdevo come in uno strapiombo d\u2019amore. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi riprese: \u00abEro cos\u00ec felice fino a ieri, sai? In questi ultimi due mesi mi sono sentita come rinata. Dopo anni ho riprovato quell\u2019indescrivibile sensazione di far parte del ciclo della natura, come allora, come la prima volta. Certamente a questa et\u00e0 non \u00e8 come a venticinque anni, ma io mi sono sentita forte e piena di entusiasmo per poter affrontare questa nuova avventura. E poi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Io non riuscivo ancora a capire cosa volesse dirmi. Mi arrovellavo per cercare di captare cosa fosse accaduto. Per\u00f2 era strano: non mi ero accorta di niente eppure, a parte qualche giorno in cui ero stata fuori per alcune ore, negli ultimi tempi ero rimasta molto vicina a lei e non avevo notato niente di tanto diverso dal solito tran tran.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE poi ieri pomeriggio sono stata malissimo. Dei dolori terribili alla pancia e tutte le mie speranze, sono finite. Se l\u2019\u00e8 portato via! Non \u00e8 pi\u00f9 con me, non \u00e8 pi\u00f9 dentro di me! E stamani le parole di quello sciamano di tanti anni fa, che pensavo di aver dimenticato, sono tornate cos\u00ec vivide nella mia testa, da non sentire altro che quelle! Sono diventate martellanti e non so come farle smettere!\u00bb Perch\u00e9 mi racconta queste cose? Mi chiedevo\u2026Ieri non \u00e8 stata malissimo. Io ero con lei. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019ho perso\u2026 Ecco \u00e8 accaduto davvero. Ecco cosa mi aveva detto quello sciamano: \u201cPerderai un bambino\u201d, ma io non ci avevo creduto, lo avevo addirittura dimenticato\u2026! E ora quelle sue parole mi sono tornate in mente, mi rimbombano nella testa cos\u00ec chiaramente che non so pi\u00f9 come farle tacere!\u00bb. Piangeva disperatamente. Fu allora che lo sconforto prese anche me. Sapevo che quel fatto era accaduto, s\u00ec, ma non era possibile fosse accaduto di nuovo \u201cieri\u201d. Infatti nel giorno precedente ero andata con lei a fare una passeggiata fuori in giardino, era una fredda ma bellissima giornata di febbraio, il sole cristallino era molto invitante nel primo pomeriggio. Dopo pranzo eravamo uscite per fare il solito giro fino in paese e poi eravamo rientrate dopo un\u2019oretta. Lei era molto tranquilla, si era messa a leggere e poi si era addormentata per un po\u2019, cosa strana, visto che trovava sempre qualcosa da fare. In alcune occasioni recenti aveva fatto cenno a questa esperienza, ma lo aveva fatto parlandomene come di un ricordo appartenente al passato.  <\/p>\n\n\n\n<p>Ultimamente si vedeva che si sentiva molto sola. Il figlio ormai sposato era andato a vivere abbastanza lontano da non venirla a trovare molto spesso. Ogni sera verso le cinque preparava la cena e diceva che aspettava il suo amore, che per\u00f2 non tornava pi\u00f9, visto che era rimasta vedova da qualche mese. Per\u00f2 questo suo modo di fare, non mi sembrava preoccupante. Era una sorta di rito, anche molto commovente. Si erano amati cos\u00ec tanto lei e il suo compagno che quell\u2019attesa era quasi un atto doveroso e anch\u2019io la assecondavo comprendendo quanta sofferenza tenesse dentro di s\u00e9. Spesso le stavo vicina quando lei guardava dalla finestra, cercando di intravedere la luce dei fari della macchina, volevo che sentisse il mio affetto. Stanca poi, per la delusione di quel mancato arrivo, se ne tornava in cucina, rimaneva seduta in silenzio per alcuni minuti, finch\u00e8 ad un certo punto si rialzava per rimettersi a sistemare i piatti e a parlare del pi\u00f9 e del meno. E tutto riprendeva normalmente. Anche il giorno precedente aveva aspettato il suo amore e poi, fatte le faccende, era andata a dormire.&nbsp; E non era stata male. No assolutamente. Anzi si era addormentata quasi subito.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quello che ne so io, quel ricordo\ndella perdita del bambino risaliva ad almeno quarant\u2019anni anni prima. In pi\u00f9\noccasioni mi aveva raccontato di quanto fosse stato forte il desiderio di\ndiventare mamma ancora una volta e soprattutto di avere un figlio dal compagno\nche aveva conosciuto non pi\u00f9 giovanissima. Non subito, ma poco dopo i\nquarant\u2019anni era finalmente rimasta incinta e, nonostante i dubbi e le paure\nche si possono provare quando si \u00e8 pi\u00f9 maturi, anche nei confronti degli\nequilibri familiari preesistenti, era felicissima di questa opportunit\u00e0 che\ntanto aveva desiderato. Purtroppo la gioia che la natura le aveva dato, gliela\ntolse poco dopo e il dolore che le lasci\u00f2 fu pi\u00f9 grande di quanto avesse mai\nimmaginato, anche perch\u00e9 non le si present\u00f2 pi\u00f9 quella possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la sentii raccontarmi quell\u2019episodio, come fosse accaduto il giorno avanti, capii che la mia dolce Teresa si era persa in un tempo fluido, in cui i fatti si affastellavano l\u2019uno sull\u2019altro secondo un criterio non pi\u00f9 cronologico, ma emotivo. Capii che il suo dolore non era pi\u00f9 solo un un ricordo: lo aveva provato di nuovo, per lei era accaduto realmente il giorno precedente. E realizzai allora che anche le sue attese e i suoi silenzi non erano soltanto un rito: erano veri, pi\u00f9 veri anche di quanto non lo fossero mai stati prima. Che differenza c\u2019\u00e8 tra un sentimento oggettivamente provato e uno immaginato, o meglio, vissuto nella propria interiorit\u00e0 in modo cos\u00ec forte da sentirlo reale? Lei soffriva, solo questo contava per me, e l\u2019unica cosa che volevo era farla stare meglio. <\/p>\n\n\n\n<p>E allora appoggiai la mia testa sulla sua e cominciai a farle le fusa pi\u00f9 rumorosamente di quanto avessi mai fatto prima. Era l\u2019unico modo che avevo per dirle che non era sola e che anch\u2019io la amavo.&nbsp; Lei mi guard\u00f2 e mi disse: \u00abGrazie Ariel mia, ora sto meglio. Quella voce non la sento pi\u00f9 e nemmeno quel dolore. Chiss\u00e0 perch\u00e9 ultimamente tutto mi sembra&#8230; confuso. Avrai pensato che sono un po&#8217; rimbambita. Io un bambino ce l\u2019ho e, anzi, vorrei che tu te ne prendessi cura se un domani\u2026Ora per\u00f2 non voglio parlare pi\u00f9. Stai pure qui con me, stasera. Voglio solo dormire, solo dormire.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ero soddisfatta di averla consolata un po\u2019. In fondo era per questo che ero stata mandata da lei. Ci addormentammo l\u2019una accanto all\u2019altra e quella fu l\u2019ultima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il figlio il giorno dopo arriv\u00f2 entusiasta per dare la notizia che Teresa sperava di ricevere da tempo, la chiam\u00f2 gi\u00f9 dal fondo delle scale, ma lei non rispose. La trov\u00f2 stesa nel letto con me vicina e, sotto le coperte all\u2019altezza del grembo, vide una grossa chiazza di sangue. Non so quanto in precedenza si fosse accorto della profondit\u00e0 del dolore della madre, della solitudine e del grande vuoto d\u2019amore che l\u2019avevano invasa, ma dai suoi gesti capii che in quel momento anche lui, a modo suo, comprese. Tenendola stretta a s\u00e9, si abbandon\u00f2 ad un abbraccio cos\u00ec intenso e cos\u00ec teneramente affettuoso, da sembrare lui il padre e lei, la madre, una bambina, la sua, e mentre la cullava pronunciava ripetutamente le stesse parole che a mala pena si riuscivano a percepire, tanto erano interrotte dai singhiozzi del suo pianto: \u201cMamma, perdonami!\u201d; e la chiamava per nome, prima pi\u00f9 forte, poi con un filo di voce e cos\u00ec continu\u00f2 fino a che non inizi\u00f2 a perdere il respiro; a quel punto i vicini di casa, richiamati da quella voce straziante, lo convinsero a lasciarla e a sedersi. Fu allora che mi prese sulle sue ginocchia e, con lo sguardo perduto nei miei occhi, rimproverava se stesso di non aver capito prima, di non aver dimostrato quell\u2019amore che teneva chiuso in s\u00e9 per il suo carattere tanto schivo o per il suo orgoglio o anche solo per noncuranza, e chiedeva a me, che lo guardavo un po\u2019 spaurita, se mai mi fossi accorta di quanto amore in realt\u00e0 aveva sempre provato verso quell\u2019anima che lo aveva amato cos\u00ec tanto, cos\u00ec tanto da non poter pi\u00f9 riuscire a vivere senza sentirsi riamata. E poi avvicin\u00f2 il mio muso alla sua guancia e io non osai scappare. Sentii che il mio compito era rimanere l\u00ec con lui, come avevo fatto con sua madre. Teresa me lo aveva fatto capire. E cos\u00ec \u00e8 stato. <\/p>\n\n\n\n<p>Lui ora \u00e8 molto cambiato, sembra un\u2019altra persona: non tiene pi\u00f9 tutto dentro di s\u00e9 e con sua figlia Teresa, nata pochi mesi dopo, \u00e8 un padre affettuoso e premuroso; anche con me \u00e8 diverso, condividiamo qualcosa di speciale: sentiamo di aver ritrovato la nostra Teresa in quella bimba, una creatura che avrebbe ridonato un senso al suo esistere, se solo avesse aspettato ancora qualche ora prima di andarsene.  <\/p>\n\n\n\n<p>Certo gli umani a volte sono proprio strani: sembra che amino soffrire. Prima stanno male perch\u00e9 non godono della gioia del condividere il presente con coloro che li amano, poi perch\u00e9 si rendono conto di quanto era prezioso ci\u00f2 che avevano, solo quando lo hanno perso. Perci\u00f2 talvolta \u00e8 necessario un grande dolore o una terribile privazione per aprire loro gli occhi e riportarli ad apprezzare il bene che sta anche nei piccoli gesti quotidiani, come le fusa che faccio ogni giorno alla mia tenera Teresa. Queste piccole azioni forse a qualcuno possono apparire insignificanti, ma in realt\u00e0 sono fondamentali perch\u00e9 che ci rendono felici. Teresa mi accarezza, io faccio le fusa e lei ricambia sorridendo, semplice. Cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 bello? La vita non \u00e8 poi cos\u00ec complicata come gli umani pensano, basta voler vedere l\u2019essenziale, come fa lei e come faccio io. Ora devo lasciarvi perch\u00e9 mi \u00e8 venuto sonno, sto gi\u00e0 impastando la mia copertina vicino alla culla di Teresa. Ricordatevi: basta voler vedere l\u2019essenziale. Buonanotte.    <\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:right\">Ariel<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_38049\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"38049\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abNon ho raccontato mai a nessuno questa storia, nemmeno a mia madre, anzi, a dire la verit\u00e0, quando qualche volta ho provato a introdurre l\u2019argomento, lei ha sempre cambiato discorso, quasi come se toccassi un tab\u00f9, come se entrassi in una stanza proibita. 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